Un calcio alla sfortuna 3

di
genere
incesti

Un calcio alla sfortuna 3
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Chiara apparve la mattina dicendo –Sai ti trovo un po' meglio, e mi sono ricordata di avere un vecchio cellulare funzionante che potresti usare, la tua sim è ancora buona se non ricordo male, così puoi chattare coi tuoi amici e sapere le ultime novità, anche su Monica se vuoi- la guardai arrivare sorridente –grazie Chiara sei la migliore, per favore passami il cellulare sul tavolo del pc- si girò l prese e me lo portò – eccotelo, vado a preparare un po' di cose e torno. -
Il cellulare funzionava, e navigando un po' nei social avevo scoperto che il giorno prima girava un video in cui Monica era intenta a giocare coi suoi nuovi amici seminuda, ed io che ci avevo messo una vita per avere un bacio, ma era una vita orami passata, mandai un messaggio a Sara, forse c’era una possibilità. Chiara tornò in camera –allora ti sei aggiornato che stai facendo? –
-beh se ti riferisci a Monica cavoli suoi, stavo appunto cancellando il suo contatto, voglio andare avanti, voglio cambiare pagina- Chiara sorrise accarezzandomi il volto e dandomi un tenero bacio, mi sa qualcuno merita il suo premio- mi prese il cellulare posandolo sul comò, si mise vicino a me, mi accarezzò e ci baciammo con passione, la mia mano si posò sui suoi fianchi per insinuarsi sotto la sua maglietta trovò il suo seno nudo sodo pulsante, giocai coi suoi capezzoli.
Sara si taccò da me con uno sguardo lussurioso si dolse la maglietta mi appropriai dei suoi seni leccandoli e baciandoli per poi baciare lei, l’enfasi mi aveva portato ai bordi del letto con le gambe a penzoloni e lei appoggiata su di me che strusciava il suo pube sul mio membro teso, mi spinse un attimo sul letto -aspetta un attimo lì- disse, si sfilò ancheggiante su un tanga bianco, mi sfilò i miei pantaloncini si rimise su me strusciando, il mio cazzo usciva dalle mutande e amava sentire l’umido delle sue labbra che strusciavano su esso, il movimento aveva mosso quell’inutile fili, che rimanere lì per mantenere l’ultimo confine e mantenere l’ultimo filo di pudore.
-ehilà cosa combinate voi ragazzacci cosa state combinando- disse all’improvviso Sara apparendo completamente nuda dietro Chiara abbracciandola mentre le parlava all’orecchio, cingendola forte in maniera che son si muovesse –e no Chiara se vuoi che nessuno sappia di cosa fate tra voi fratelli devi farmi vedere come vai fino in fondo, devo confessare che osservandovi mi avete messo una certa voglia, avete capito cosa intendo vero? –
Mentre con un braccio teneva stretta a sé Chiara con l’altra mano faceva uscire completamente il mio cazzo, stingendolo alla base lo titillava nella fica di Chiara –hai capito Chiara cosa devi fare per me? - Chiara si spinse sul mio cazzo boccheggiando e rantolando prendendolo a mano a mano sempre più in profondità, Sara ormai non le cingeva più la vita ma giocava col suo seno con una mano e stuzzicandole il clitoride con l’altra mentre le baciava il collo. Chiara ormai era arrivata a prenderlo fino alla radice persa da tutte quelle emozioni, ormai si era disinibita in turbine di eccitazione.
-Come va chiara ti sta piacendo a me si molto! - le disse girandole il volto per poi baciala prima sugli zigomi poi sul naso per poi perdersi in bacio furente, ormai l’eccezione era all’apice sentii Chiara contrarsi su di me mentre mugolava nella bocca di Sara –Chiara sto per venire- rantolai. Chiara si filò giusto in tempo da me, mentre il mio sperma si gettava nel vuoto, le ragazze si distesero di fianco a me nel letto. Sara ancora non contenta si mise a leccare e a pulire Chiara con la sua bocca leccandole la fica.
Chiara giaceva inerme in balia del piacere, io mi misi a baciarla stuzzicandole il seno,
quello spettacolo rinvigorì il mio cazzo, Sara se ne corse e venne presto a cavalcare la sua parte, Chiara quasi si lamentò per essere stata lasciata sulla soglia del suo secondo orgasmo, dopo che Sara si stava godendo la sua parte, si accorse di chiara e le disse, cavalca la sua faccia-, Chiara non si fece pregare, e mi trovai la sua fica grondante su di me, mentre le ragazze si baciavano e si stuzzicavano a vicenda, Sara non ne poteva più aumentò il ritmo sino a portarsi all’orgasmo e portandomi anche a me in lei.
Dopo qualche mese ormai camminavo bene io e Chiara ormai eravamo molto uniti, come anche Sara che si scoprì in cinta, e noi come vicini ci proponemmo di aiutarla prima e dopo il parto singolarmente o in coppia, quella che sembrava una catastrofe in realtà si rivelò un calcio alla sfortuna



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2026-05-15
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