Un calcio alla sfortuna 2
di
AleXxX
genere
incesti
Un calcio alla sfortuna 2
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Sara entro col vassoietto delle punture, lei era la nostra vicina trentenne un’infermiera che aveva accettato il compito di farmi le temporanee cure come piacere tra vicini, Sara era una bella donna con un seno che spesso rimaneva sofferente nei suoi abiti non troppo attillati, gentile e cortese la si sentiva ogni tanto bisticciare col suo compagno, in quelle che sembravano normali discussioni tra coppie.
Entrò con un sorriso più enigmatico del solito un po' rossa in volto, appoggiò il vassoio sul mio comò, e salutandoci tra i soliti convenevoli alzò la mia maglia per prepararsi alla puntura, la forte erezione di prima vedendo entrare quel vassoio si era presto ridimensionato, mi preparai per l’iniezione portando la coperta sul bacino per nascondere l’uccello barzotto.
Sara –allora ancora abbiamo gli occhi gonfi, devi essere più sicuro di te se vuoi tenerti una ragazza, ma ora disinfettiamo questo pancino sexy- disse con un tono giocherelloso, mentre arrossivo lei strofinava la mia pelle, per poi fare l’iniezione. Invece di andare via Sara era lì ad accarezzarmi lo stomaco con la scusa di disinfettare, -allora Chiara sembra essere riuscita a calmarti un po'. Ti va di raccontarmi come ha fatto? -
Mi gelai un attimo balbettando qualche scusa, Sara con quel sorriso in faccia continuava a sorridere aggiungendo –sai stasera sono arrivata prima del solito e per sbaglio mi sono goduta tutto lo spettacolo, ebbene caro Alex diventa forte e sicuro prima possibile perché ti garantisco che tua sorella ha gradito e non poco quello che ti è successo, ma aspetta ti asciugo un po' che vedo che stai sudando un po’-con un gesto plateale prese qualcosa dal vassoio, e si avvicino con del tessuto tamponandomi la fronte, un odore mi arrivo intenso e forte e cercai di capire che cosa stesse facendo Sara.
-oh ti stai chiedendo cosa sto usando vedi, questo è il tanga di tua sorella e l’odore lo senti lo senti com’è umido, beh tua sorella per colpa dell’eccitazione che ha avuto si è dovuta cambiare e questa è la prova di quanto le è piaciuto- disse mentre avvicinava il tanga col suo profumo al mio naso per poi accarezzare con esso le mie labbra accarezzare il viso per po’ abbassarsi e baciarmi in maniera vogliosa, le sue labbra la sua lingua mentre la sua ma no e il tanga tracciavano una carezza sinuosa sino ad accarezzarmi il cazzo pulsante avvolgendolo col tanga, per poi raggiungerlo e baciandolo e leccandolo alternandosi con le mani.
-Cresci Alex ti aiuterò ti dirò come fare per entrare veramente nelle mutande di tua sorella, ti chiedo solo di essere con voi la prima volta, allora cosa mi dici Alex mi vuoi, vuoi il mio aiuto? – disse aumentando il ritmo segandomi nella sua bocca -siii- rantolai. I giorni seguenti le cure furono iniezioni di sesso carezze sicurezze e piacere.
Sara fu la mia nave scuola, il mio primo seno da vivo che imparai ad accarezzare strizzare leccare e aver voglia di rimanere fiato lì in mezzo, è stato l’adorare giocare sul suo ventre fino a farsi pregare di scendere più in basso, fu la mia prima fica che scoprii che ho accarezzato assaporato scopato. Sara era una donna che dopo qualche anno di convivenza subiva l’apatia del convivente, la poca fantasia, e il suo non reagire alle sue sollecitazioni, aveva voglia di qualcosa di nuovo e la situazione mia e di chiara le dava l’occasione ideale per provare cose e sensazioni nuove, volle che fossi io a farle per la mia volta il culo per la sua voglia e per la mia autostima per la reciproca esperienza, mancava dolo una cosa cercare di capire quando e come saremmo riusciti a coinvolgere mia sorella……
Mi scuso per gli eventuali errori e per il mio modo di scrivere
Sara entro col vassoietto delle punture, lei era la nostra vicina trentenne un’infermiera che aveva accettato il compito di farmi le temporanee cure come piacere tra vicini, Sara era una bella donna con un seno che spesso rimaneva sofferente nei suoi abiti non troppo attillati, gentile e cortese la si sentiva ogni tanto bisticciare col suo compagno, in quelle che sembravano normali discussioni tra coppie.
Entrò con un sorriso più enigmatico del solito un po' rossa in volto, appoggiò il vassoio sul mio comò, e salutandoci tra i soliti convenevoli alzò la mia maglia per prepararsi alla puntura, la forte erezione di prima vedendo entrare quel vassoio si era presto ridimensionato, mi preparai per l’iniezione portando la coperta sul bacino per nascondere l’uccello barzotto.
Sara –allora ancora abbiamo gli occhi gonfi, devi essere più sicuro di te se vuoi tenerti una ragazza, ma ora disinfettiamo questo pancino sexy- disse con un tono giocherelloso, mentre arrossivo lei strofinava la mia pelle, per poi fare l’iniezione. Invece di andare via Sara era lì ad accarezzarmi lo stomaco con la scusa di disinfettare, -allora Chiara sembra essere riuscita a calmarti un po'. Ti va di raccontarmi come ha fatto? -
Mi gelai un attimo balbettando qualche scusa, Sara con quel sorriso in faccia continuava a sorridere aggiungendo –sai stasera sono arrivata prima del solito e per sbaglio mi sono goduta tutto lo spettacolo, ebbene caro Alex diventa forte e sicuro prima possibile perché ti garantisco che tua sorella ha gradito e non poco quello che ti è successo, ma aspetta ti asciugo un po' che vedo che stai sudando un po’-con un gesto plateale prese qualcosa dal vassoio, e si avvicino con del tessuto tamponandomi la fronte, un odore mi arrivo intenso e forte e cercai di capire che cosa stesse facendo Sara.
-oh ti stai chiedendo cosa sto usando vedi, questo è il tanga di tua sorella e l’odore lo senti lo senti com’è umido, beh tua sorella per colpa dell’eccitazione che ha avuto si è dovuta cambiare e questa è la prova di quanto le è piaciuto- disse mentre avvicinava il tanga col suo profumo al mio naso per poi accarezzare con esso le mie labbra accarezzare il viso per po’ abbassarsi e baciarmi in maniera vogliosa, le sue labbra la sua lingua mentre la sua ma no e il tanga tracciavano una carezza sinuosa sino ad accarezzarmi il cazzo pulsante avvolgendolo col tanga, per poi raggiungerlo e baciandolo e leccandolo alternandosi con le mani.
-Cresci Alex ti aiuterò ti dirò come fare per entrare veramente nelle mutande di tua sorella, ti chiedo solo di essere con voi la prima volta, allora cosa mi dici Alex mi vuoi, vuoi il mio aiuto? – disse aumentando il ritmo segandomi nella sua bocca -siii- rantolai. I giorni seguenti le cure furono iniezioni di sesso carezze sicurezze e piacere.
Sara fu la mia nave scuola, il mio primo seno da vivo che imparai ad accarezzare strizzare leccare e aver voglia di rimanere fiato lì in mezzo, è stato l’adorare giocare sul suo ventre fino a farsi pregare di scendere più in basso, fu la mia prima fica che scoprii che ho accarezzato assaporato scopato. Sara era una donna che dopo qualche anno di convivenza subiva l’apatia del convivente, la poca fantasia, e il suo non reagire alle sue sollecitazioni, aveva voglia di qualcosa di nuovo e la situazione mia e di chiara le dava l’occasione ideale per provare cose e sensazioni nuove, volle che fossi io a farle per la mia volta il culo per la sua voglia e per la mia autostima per la reciproca esperienza, mancava dolo una cosa cercare di capire quando e come saremmo riusciti a coinvolgere mia sorella……
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Un calcio alla sfortuna 1racconto sucessivo
Un calcio alla sfortuna 3
Commenti dei lettori al racconto erotico