Piedi, tette e sangue
di
fexalox
genere
incesti
La casa era silenziosa quella sera. I genitori erano partiti per il fine settimana, lasciando Andrea ed Elena completamente soli per tre giorni.
Elena era appena uscita dalla doccia. Indossava solo una vecchia maglietta bianca oversize di Andrea che le arrivava a metà coscia. Sotto era nuda. I capelli umidi le ricadevano sulle spalle e la stoffa leggera si tendeva sul suo seno abbondante.
Andrea, sdraiato sul divano, non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. A 21 anni era un ragazzo tranquillo, introverso, ma il suo desiderio per la sorella maggiore era profondo e specifico: adorava le sue tette grandi e pesanti, e impazziva per i suoi piedi curati.
Elena lo sapeva benissimo.
Si avvicinò al divano e si sedette sul bracciolo, sollevando lentamente un piede e appoggiandolo sulla coscia di lui.
«Lo so cosa guardi sempre, fratellino…» mormorò con voce bassa e sensuale. «Non devi fingere con me.»
Andrea deglutì e cominciò a massaggiarle il piede con entrambe le mani, premendo i pollici sulla pianta calda e liscia. Elena sospirò di piacere.
Pochi minuti dopo si tolse la maglietta, restando completamente nuda davanti a lui. I suoi seni pieni ondeggiarono liberamente. Andrea li fissò incantato.
«Toccale» gli ordinò dolcemente.
Lui non se lo fece ripetere. Le mani di Andrea avvolsero avidamente il seno della sorella, stringendolo, soppesandolo, mentre la bocca si chiudeva su un capezzolo turgido, succhiandolo con avidità. Elena gemeva piano, passandogli le dita tra i capelli.
Si mise a cavalcioni su di lui e, dopo avergli abbassato i pantaloni, si fece penetrare lentamente. Andrea scivolò dentro di lei fino in fondo con un lungo gemito condiviso. Iniziarono a scopare sul divano, prima con calma, poi sempre più intensamente, fino a quando entrambi raggiunsero un orgasmo violento e liberatorio. Andrea venne profondamente dentro Elena, riempiendola con fiotti caldi e abbondanti.
Rimasero abbracciati per qualche minuto, ansimanti e sudati.
Elena gli accarezzò il viso, sorridendo con sguardo ancora famelico.
«Questo era solo il primo round, Andrea…» sussurrò contro le sue labbra. «Adesso voglio la tua bocca.»
Si sdraiò sul divano a gambe aperte, offrendosi completamente. Andrea si posizionò tra le sue cosce. La fica di Elena era gonfia, rossa e ancora grondante: un mix denso e lucido degli umori di entrambi colava copiosamente dalla sua apertura, scendendo lungo le grandi labbra e tra le natiche.
Andrea rimase per un attimo a fissare quello spettacolo osceno e meraviglioso.
«Leccami» disse Elena con voce roca. «Leccami tutta. Voglio che assaggi quello che mi hai lasciato dentro.»
Lui si abbassò e passò la lingua lentamente lungo tutta la fessura, raccogliendo il denso cocktail dei loro succhi. Il sapore era forte, salato, leggermente dolce, incredibilmente eccitante. Andrea gemette contro il sesso della sorella e cominciò a leccarla con più passione: lingua larga sulla clitoride, poi affondata dentro di lei per succhiare gli umori che continuavano a uscire in abbondanza.
Elena inarcava la schiena, gemendo senza più alcun freno.
«Così… bravo fratellino… leccami più a fondo. Senti come siamo mescolati?»
Andrea era completamente perso. Leccava, succhiava, beveva da lei con devozione, mentre le mani stringevano le cosce morbide di Elena. Ogni tanto risaliva con la lingua sul clitoride, disegnando cerchi lenti e poi veloci, alternando ritmo e pressione.
Elena cominciò a tremare visibilmente. Gli afferrò la testa con entrambe le mani, spingendolo contro il suo sesso.
«Non ti fermare… sto per venire di nuovo…»
Andrea intensificò il movimento della lingua, concentrandosi sul clitoride gonfio, succhiandolo ritmicamente. Elena esplose in un orgasmo potente, urlando il nome del fratello mentre il suo corpo veniva scosso da spasmi violenti. Altri umori caldi fuoriuscirono copiosamente, bagnando il mento e le labbra di Andrea.
Senza darle il tempo di riprendersi, lui risalì lungo il suo corpo. I loro visi erano vicinissimi. Elena lo guardò negli occhi, poi lo baciò con foga, infilandogli la lingua in bocca. Si baciarono in modo sporco, profondo e disperato, condividendo il sapore del sesso di lei e dello sperma di lui.
Mentre si baciavano, Andrea le entrò dentro di nuovo con un’unica spinta fluida. Elena gemette nella sua bocca.
Questa volta non ci fu più lentezza. Scoparono con urgenza animale, baciandosi senza sosta, mordendosi le labbra, ansimando l’uno nella bocca dell’altra. I seni di Elena venivano schiacciati contro il petto di lui a ogni colpo.
Il secondo orgasmo arrivò quasi contemporaneamente. Elena venne per prima, contraendosi violentemente intorno al cazzo del fratello, urlando nel bacio. Andrea la seguì pochi secondi dopo, spingendo fino in fondo e svuotandosi di nuovo dentro di lei con un grido rauco, mentre continuavano a baciarsi come se volessero fondersi.
Rimasero così, uniti, sudati, sporchi di umori e saliva, respiri mescolati.
Elena gli accarezzò i capelli bagnati, sorridendo soddisfatta.
«Adesso sì… che abbiamo cominciato sul serio.»
Elena era appena uscita dalla doccia. Indossava solo una vecchia maglietta bianca oversize di Andrea che le arrivava a metà coscia. Sotto era nuda. I capelli umidi le ricadevano sulle spalle e la stoffa leggera si tendeva sul suo seno abbondante.
Andrea, sdraiato sul divano, non riusciva a staccarle gli occhi di dosso. A 21 anni era un ragazzo tranquillo, introverso, ma il suo desiderio per la sorella maggiore era profondo e specifico: adorava le sue tette grandi e pesanti, e impazziva per i suoi piedi curati.
Elena lo sapeva benissimo.
Si avvicinò al divano e si sedette sul bracciolo, sollevando lentamente un piede e appoggiandolo sulla coscia di lui.
«Lo so cosa guardi sempre, fratellino…» mormorò con voce bassa e sensuale. «Non devi fingere con me.»
Andrea deglutì e cominciò a massaggiarle il piede con entrambe le mani, premendo i pollici sulla pianta calda e liscia. Elena sospirò di piacere.
Pochi minuti dopo si tolse la maglietta, restando completamente nuda davanti a lui. I suoi seni pieni ondeggiarono liberamente. Andrea li fissò incantato.
«Toccale» gli ordinò dolcemente.
Lui non se lo fece ripetere. Le mani di Andrea avvolsero avidamente il seno della sorella, stringendolo, soppesandolo, mentre la bocca si chiudeva su un capezzolo turgido, succhiandolo con avidità. Elena gemeva piano, passandogli le dita tra i capelli.
Si mise a cavalcioni su di lui e, dopo avergli abbassato i pantaloni, si fece penetrare lentamente. Andrea scivolò dentro di lei fino in fondo con un lungo gemito condiviso. Iniziarono a scopare sul divano, prima con calma, poi sempre più intensamente, fino a quando entrambi raggiunsero un orgasmo violento e liberatorio. Andrea venne profondamente dentro Elena, riempiendola con fiotti caldi e abbondanti.
Rimasero abbracciati per qualche minuto, ansimanti e sudati.
Elena gli accarezzò il viso, sorridendo con sguardo ancora famelico.
«Questo era solo il primo round, Andrea…» sussurrò contro le sue labbra. «Adesso voglio la tua bocca.»
Si sdraiò sul divano a gambe aperte, offrendosi completamente. Andrea si posizionò tra le sue cosce. La fica di Elena era gonfia, rossa e ancora grondante: un mix denso e lucido degli umori di entrambi colava copiosamente dalla sua apertura, scendendo lungo le grandi labbra e tra le natiche.
Andrea rimase per un attimo a fissare quello spettacolo osceno e meraviglioso.
«Leccami» disse Elena con voce roca. «Leccami tutta. Voglio che assaggi quello che mi hai lasciato dentro.»
Lui si abbassò e passò la lingua lentamente lungo tutta la fessura, raccogliendo il denso cocktail dei loro succhi. Il sapore era forte, salato, leggermente dolce, incredibilmente eccitante. Andrea gemette contro il sesso della sorella e cominciò a leccarla con più passione: lingua larga sulla clitoride, poi affondata dentro di lei per succhiare gli umori che continuavano a uscire in abbondanza.
Elena inarcava la schiena, gemendo senza più alcun freno.
«Così… bravo fratellino… leccami più a fondo. Senti come siamo mescolati?»
Andrea era completamente perso. Leccava, succhiava, beveva da lei con devozione, mentre le mani stringevano le cosce morbide di Elena. Ogni tanto risaliva con la lingua sul clitoride, disegnando cerchi lenti e poi veloci, alternando ritmo e pressione.
Elena cominciò a tremare visibilmente. Gli afferrò la testa con entrambe le mani, spingendolo contro il suo sesso.
«Non ti fermare… sto per venire di nuovo…»
Andrea intensificò il movimento della lingua, concentrandosi sul clitoride gonfio, succhiandolo ritmicamente. Elena esplose in un orgasmo potente, urlando il nome del fratello mentre il suo corpo veniva scosso da spasmi violenti. Altri umori caldi fuoriuscirono copiosamente, bagnando il mento e le labbra di Andrea.
Senza darle il tempo di riprendersi, lui risalì lungo il suo corpo. I loro visi erano vicinissimi. Elena lo guardò negli occhi, poi lo baciò con foga, infilandogli la lingua in bocca. Si baciarono in modo sporco, profondo e disperato, condividendo il sapore del sesso di lei e dello sperma di lui.
Mentre si baciavano, Andrea le entrò dentro di nuovo con un’unica spinta fluida. Elena gemette nella sua bocca.
Questa volta non ci fu più lentezza. Scoparono con urgenza animale, baciandosi senza sosta, mordendosi le labbra, ansimando l’uno nella bocca dell’altra. I seni di Elena venivano schiacciati contro il petto di lui a ogni colpo.
Il secondo orgasmo arrivò quasi contemporaneamente. Elena venne per prima, contraendosi violentemente intorno al cazzo del fratello, urlando nel bacio. Andrea la seguì pochi secondi dopo, spingendo fino in fondo e svuotandosi di nuovo dentro di lei con un grido rauco, mentre continuavano a baciarsi come se volessero fondersi.
Rimasero così, uniti, sudati, sporchi di umori e saliva, respiri mescolati.
Elena gli accarezzò i capelli bagnati, sorridendo soddisfatta.
«Adesso sì… che abbiamo cominciato sul serio.»
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