Viktor: Hotel di Montagna

di
genere
trio

“Dovresti portarmi tu penso” se ne esce Aline ancora nuda e grondante del mio sperma da ogni orifizio.
“Io?” esclamo passandomi una salvietta umidificata sul cazzo.
“Se c’è un danno è tuo penso” insiste la ragazzina.
La guardo. Si è vero, mi sono sbattuto questa giovane montanara bisex così come mi sono sbattuto sua madre per tutta la vacanza e abbiamo goduto non poco sborrate in fica compresa.
Ora però che se ne esca che tocca a me portarla in città dal ginecologo mi fa un po’ strano. “Non basterebbe un test di gravidanza in farmacia?” chiedo.
“Ma scherzi! Qui nel paese se una va a comprare il test in mezz’ora lo sanno tutti”.
“A perché invece andare da una ginecologa in città no?” obietto.
“No -insiste- innanzitutto perché mica gli diciamo perché andiamo in città e neanche gli facciamo sapere che andiamo assieme. Ci ho già pensato: scendo a piedi giù fino alla chiesa piccola, mi nascondo li e ti aspetto. Tu passi, mi carichi, nessuno ci vede assieme”.
“Astuta come 007 rido”.
“Faccio quel che posso e poi, comunque, la ginecologa è mia zia quindi qualsiasi cosa se la tiene per lei”.
“Come dovrebbe fare per legge ogni dottore”.
Ridacchia “già già ma poi non lo fanno mai e se hai un foruncolo sul culo lo sanno tutti in tre giorni”.
Rido. “E sia, domani ti porto dal ginecologo. Mi procuro una macchina e andiamo.
“Grazie” sorride la ragazza e nuda mi salta al collo. Poi sente l’asta ancora dura”.
“Ancora?” esclama strabuzzando gli occhi.
“Ti spiace?”.
“No, no” sorride e già me lo ha afferrato con la mano pronta a un’altra cavalcata.

Dunque la situazione è questa, Arianna la padrona di questo chalet sotto al Cervino di cui sono ospite e amante ha finito le ferie ed è tornata in città. C’è stata anche una gran festa dove mi ha fatto conoscere le baldaracche bisex compagne di escursione che hanno anche loro degli chalet vacanze qui nella zona. Che porcate facciano in queste escursioni non è dato sapere ma da come le baldracche erano ansiose di vedere e provare il mio cazzone di Arianna tanto aveva ben parlato è logico dedurre che abbiano passato le giornate a darsi alla pazza gioia.
Comunque ora Arianna è partita. Io sono qui ospite con la cameriera che, fra l’altro è la madre di questa zoccola che ho in grembo. Mi fa la spesa, mi riempie il frigo, mi cucina, pulisce e ovviamente si fa trombare più che può. Lo stesso dicasi per la figlia Aline, troia come la madre che, diciamo, riempie i vuoti quando non c’è la madre.
Insomma non mi posso lamentare. Una gran bella vacanza. Leggo, mangio, scrivo, dormo, scopo (tanto). Non mi manca nulla.

Ora è venuto fuori i promo problema. Aline se ne è uscita che forse è incinta.
Ovviamente per tutti gli spruzzi che le ho fatto nella fichetta non ci sarebbe da stupirsi anche se mi pare strano che dopo quindici giorni già senta dei sintomi.
Fra l’altro sta zoccoletta poteva anche prendersi una cazzo di pillola prima di farsi fare il pieno. Insomma ragazza ti fai riempire da uno spruzzatore del mio calibro e non fai nulla?
Non sia mai detto che la lasci in difficoltà. Farò il mio dovere. La ragazza vuole scendere giù a fondo valle in una clinica privata e fare dei test. Naturalmente pagherò io, ed è giusto. Naturalmente devo portarla io e ci potrei anche stare a parte un piccolo problema, io non ho la macchina.
Sono venuto qui a Cervinia guidando il SUV di Arianna mentre lei mi sbocchinava per quasi tutto il viaggio e quando la mia ospite è tornata in città ovviamente se lo è preso. Mica poteva andare a casa a piedi.
Nella mia idea c’era di prendere un bus fino a fondo valle poi da lì un treno magari. Insomma l’idea era anche un po’ vaga perché so che a fine mese lascerò lo chalet ma non sono tanto convinto di tornare già a casa. L’estate è lunga. Magari potrei andare in treno al mare, all’estero, chissà dove. Alla fine non mi ero posto davvero il problema, avevo rimandato tutto a data da destinasti anche con quel pizzico di voglia di avventura e di sorprese alla “va dove ti porta il vento”.
Quindi adesso, tornando al punto, mi serve una macchina.

Come dicevo la festa per la partenza di Arianna della scorsa settimana è diventata una mini orgia con la padrona di casa, la sua coetanea (o forse ha qualche anno in più) Beatrice una chiattona tettona sempre vogliosa di cazzo col vezzo di rasarsi la fica e Sissy una quarantenne mora assetata di uccello che, in seguito è venuto fuori, è la figlia di Beatrice.
Già solo l’idea del triangolo incestuoso madre figlia me lo ha marmorizzato e il tutto a vantaggio di Arianna che alla fine ha sfogato tutte le sue voglie bisex con la vecchia, la giovane e con me.
Se non fosse stato sufficiente come gran maialata dopo un po’ è arrivata una ventenne (vergine) figlia di Sissy, nipote di Beatrice.
E qui ragazzi sono saltati fuori anche gli straphon… Non dico che l’abbiamo scopata, l’abbiamo proprio sfondata per la gioia della madre e della nonna.
Per i dettagli leggetevi la storia. A me ora interessa solo la macchina. So che Beatrice è tornata in città come Arianna ma la figlia, Sissy, a quanto mi ha detto, vive qui perché lavora in un Hotel qui vicino. Se tanto mi da tanto avrà pure una macchina ho pensato.

E così ho preso la mountain bike, unico mezzo di locomozione a mia disposizione e ho cercato L’Hotel Gran Lago, che dovrebbe essere quello dove lavora.
Non ci ho messo molto anche se, essendo in cima a una cazzo di spelonca ho dovuto pedalare non poco. Quando sono arrivato ero sudato e senza fiato.
L’hotel è un cinque stelle con tanto di portiere gallonato in divisa che probabilmente abituato ad aprire le porte a gente che arriva in Mercedes quando mi ha adocchiato ha storto un po’ il naso.
Io ho messo la bici contro un muro e prima che scattasse gli ho chiesto secco “Scusi cerco la signora Sissy”.
“Sissy chi?”.
Cazzo ha ragione non so nemmeno il cognome. So che ha la fica pelosissima, una quarta di tette, due nei sul culo ma non so il cognome. Ma cazzo!
Dubito che questo pinguino possa riconoscerla da questi dettagli così provo con quel che posso “so che lavora qui. siamo amici”.
“Lavora qui? Sissy? Mai sentita ragazzo”.
Odio quando mi chiamano ragazzo. “Mora occhi da cerbiatta, gambe lunghissime e affusolate”.
Scuote ancora la testa anche se la descrizione lo ha un po’ attizzato “se ci fosse una gnocca così nello staff lo saprei” se la ridacchia.
“E ti faresti un sacco di seghe” sussurro io senza farmi sentire.
Sto quasi per rinunciare quando la vedo. Appare dalla porta girevole. Ha una camicetta bianca e una minigonna nera da paura. Scarpe col tacco 12, calze di nylon color carne che segnano le gambe lunghissime che dicevo prima al mio amico.
Lui mi molla, si aggiusta il cappello come se ne avesse bisogno “Signora Visconti?”.
“Sta per arrivare una comitiva. Tre camere. Avranno un sacco di bagagli…”.
“Provvedo io signora” ribatte lui ossequioso. Intanto la donna mi vede “Viktor?”.
“Salve” sorrido.
Guardò il tizio “è lei che cercavo” dico.
“Sembri assetato, vieni dentro a bere qualcosa” dice Sissy e sparisce aspettandosi che la segua.
“Lei non lavora qui. È la padrona” mi sussurra imbarazzato io portiere.
“A ok non sapevo. Però hai visto che gambe?”.
Annuisce imbarazzato. Probabilmente parlare delle cosce di chi gli paga lo stipendio lo mette a disagio. Pazienza. Vado dentro. Chissà se se la sega? Secondo me si.

Mi fa accomodare su una poltrona in un bar iper lusso. Una cameriera ci porta due cocktail rossi fatti di non so cosa. Lo bevo senza fare storie mentre Sissy, seduta davanti a me accavalla le lunghe gambe sexy da morire. “A che devo questa visita? Tutto accaldato?”.
“Scusa non volevo pioverti qui sul lavoro così o metterti in imbarazzo. Sono discreto sappilo, una tomba”.
“Molto bene” annuisce.
“Senti avrei bisogno di un piccolo favore. Devo scendere in paese, fare delle compere, mi serve una macchina. Io ho solo la bici che hai visto”.
“A!” sbotta un po’ nervosa.
“È un problema prestarmi una macchina per mezza giornata”.
Beve dal suo bicchiere “No, nessun problema, solo che pensavo fossi venuto per me”.
Bhe certo ha ragione. È lì che mi esibisce queste cosce da paura e dopo tutto quello che abbiamo fatto alla “festa”, insomma sono stato un cafone. “Scusami, scusami tanto -dico mentre delicatamente le accarezzo per un istante una coscia- ho pensato che qui, che tu non volessi, non potessi… Non volevo metterti a disagio” sorrido.
“Caro l’hotel è mio. Posso fare e farmi tutto quello che voglio” ammicca.
Tanto basta. Mi passo una mano sul pacco. Sotto ai pantaloni di tela neri l’erezione è già bella evidente. “Io sono sempre pronto”.
Mi fissa il pacco, probabilmente sta ricordando la sua trascorsa esperienza e il piacere che ne è derivato. Finisce il suo cocktail con una golata e si alza. “Vieni con me”.

Sono bastate due parole sue alla reception e ora siamo in una suite all’ultimo piano da 1300 euro a notte (l’ho letto sulla porta entrando). Lo sfarzo è più che evidente ma non ho tempo di godermelo perché Sissy seduta sul letto si sta già sfilando gli slip. Le autoreggenti sexy ora circondano la sua ficona pelosa. Inizia a slacciarsi la camicetta.
Io, in un secondo, calo le braghe. Niente mutande come al solito e quindi siamo operativi. Quello spettocolino sexy è stato più che abbastanza. Sono già a terra fra le sue gambe col cazzo in una mano e la lingua nel bosco.
Scivola sul letto, nuda, ha sole le calze. Le tengo le caviglie con le mani allargandole le gambe. La lingua tutta dentro. Ciuccio, lecco, bevo. Voglio ingoiare tutto il succo di fica che ha in corpo. Sissy geme, sbatte la mano sul materasso “o siiii osiiii”. Mi aiuto con due dita. Gliele piazzo dentro e la sgrilletto alla grande. Fa una piccola squirtata, mi riempie le mani. Me le porto alla bocca e lecco via tutto. Li mi guarda “porco”.
“O si puoi dirlo” e le rimetto due dita dentro.
Lei gradisce, si dimena tutta ma dopo un attimo esulta “mettimi una cosa più grossa, il dito non basta…”.
“Pronti siamo qui apposta” sorrido e con un cazzo marmorizzato le scivolo sopra.
È così bagnata dentro che il cazzo le entra in un colpo solo fino alle palle. Il suo sospiro sottolinea quanto gradisce la cosa.
Prendo a sbattermela di santa ragione. D’altra parte oggi non ho ancora chiavato e sono al massimo della potenza.
La prima sborrata è galattica. Mi aggrappo con una mano per tetta e stringo fin quasi a farmi male mentre ululo e mi svuoto i coglioni… Sissy gradisce molto, viene con me ancora una volta.
Ovviamente è solo l’inizio. Segue una monta a pecora con due nelle dita nel culo in contemporanea all’uccello in fica. Sissy ringrazia. Il culo le cola.
Gran finale con sborrata sulle tettone. Quando sente arrivare lo schizzo la buongustaia apre la bocca. Gliene arriva un po’, lo manda giù con piacere.
“Purtroppo ho un appuntamento fra un ora” dichiara capendo subito che potrei andare avanti senza problemi.
“Ci rifaremo quando ti riporto la macchina” ribatto pulendomi il cazzo con le sue calze che ha appena sfilato.
“Puoi starne certo” risponde Sissy e sculettando se ne va in bagno felice.

Dopo una bella doccia, tutta nuda mi porge le chiavi della sua BMW X5. Assieme a quelle mi porge anche le calze piene di sborra che si è tolta. “Un piccolo souvenir” sorride.
Le annuso con piacere “Grazie le conserverò con piacere” sorrido.
Si sdraia nuda sotto alle coperte.
“Non torni al lavoro?”.
“No. Te l’ho detto, l’hotel è mio e faccio ciò che voglio. Adesso voglio riposarmi un po’”
“Non avevi un appuntamento?”.
“Aspetteranno. Sono distrutta ” minimizza lei senza problemi.
“Ottima idea” ridacchio e poi esco e la lascio sola grato per le chiavi.
Scendo e do al mio amico portiere le chiavi.
“La macchina della signora?” sbotta lui.
“Già” ribatto. Gli basta la mia espressione per capire che me la sono appena fatta.
“E la bici?” domanda.
“Tienimela d’occhio tu un paio di giorni” sorrido.
“Certamente signore” risponde lui con un briciolo di vera ammirazione, poi scende in garage a prendermi la macchina.
“Missione compiuta” dico fra me e me mentre ingrano la marcia e me ne vado felice e contento.

jackoffstorie@yahoo.com
scritto il
2026-05-01
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