Casting 3

di
genere
gay

Erano passati tre giorni dal secondo casting. Il mio ano pulsava ancora leggermente quando mi sedevo, un ricordo costante di quanto mi ero lasciata andare. Ogni volta che ci pensavo, un misto di vergogna e eccitazione mi bagnava le mutandine. I capelli rossi mi ricadevano sulle spalle mentre ero sdraiata sul divano di casa mia, con indosso solo una maglietta larga che faticava a contenere le mie tette grosse e pesanti. Stavo ancora cercando di convincermi che era stato solo un “provino”, quando il telefono squillò.
Numero sconosciuto. Risposi con la voce un po’ incerta.
«Pronto?»
«Anna, sono Marco.» La sua voce profonda mi fece subito stringere le cosce. «Ho un casting specifico per te. Domani alle 15, stesso posto. È per un film lesbo-hard. Ti voglio protagonista. Porta solo un trench e tacchi alti… niente sotto.»
Non mi diede il tempo di rispondere. Chiuse la chiamata. Rimasi lì, il cuore che batteva forte. Un film lesbo? pensai. Con chi? Una parte di me voleva rifiutare, dire che era troppo, che stavo andando troppo oltre. Ma l’altra parte, quella che si era fatta scopare nel culo davanti alla telecamera, già fremeva di curiosità e desiderio proibito.
Il giorno dopo, alle 14:50, ero davanti alla porta del palazzo con un trench beige lungo fino a metà coscia e un paio di tacchi neri vertiginosi. Sotto ero completamente nuda. Le mie tette grosse premevano contro il tessuto, i capezzoli già turgidi per il freddo e per l’ansia. Bussai.
Marco aprì con quel sorriso da predatore.
«Perfetta. Entra.»
La stanza era la stessa, ma questa volta c’erano due telecamere e luci più professionali. E sul divano… c’era lei. Giulia. La mia amica di università, anche lei rossa di capelli, ma con un taglio più corto e un corpo più snello. Aveva le tette grandi quanto le mie, forse un po’ più sode. Ci guardammo negli occhi e arrossimmo entrambe nello stesso istante.
«Anna…?» mormorò lei, sorpresa quanto me.
Marco rise piano. «Sorprese, eh? Giulia è qui per lo stesso casting. Oggi voi due dovete fare tutto quello che vi dico, davanti alle telecamere. Niente finzione. Voglio vedere due rosse vere che si divorano a vicenda. Spogliatevi.»
Il trench scivolò via dal mio corpo. Rimasi nuda, le tette pesanti che oscillavano leggermente, la figa già umida per l’imbarazzo. Giulia fece lo stesso. Il suo corpo pallido, coperto di lentiggini come il mio, mi sembrò improvvisamente bellissimo. Ci guardammo, nude, davanti a Marco e alle telecamere accese.
«Sedetevi sul letto una di fronte all’altra. Gambe aperte. Toccatevi il seno a vicenda.»
Obbedimmo. Le mie mani tremavano quando sfiorai le sue tette. Erano calde, morbide, i capezzoli rosa che si indurirono subito sotto le mie dita. Giulia fece lo stesso con le mie, stringendole piano, soppesandole. Un gemito mi sfuggì dalle labbra. Sto toccando le tette della mia amica… e mi sta piacendo da morire, pensai. La vergogna era fortissima: mi sentivo una pervertita, una troia che si eccitava con un’altra donna solo perché un uomo ce lo ordinava. Ma quel pensiero mi faceva bagnare ancora di più.
«Bacatevi. Lingua. E mentre vi baciate, toccatevi la figa.»
Ci avvicinammo. Le nostre bocche si incontrarono timidamente, poi con più fame. La lingua di Giulia era calda, dolce. Mentre ci baciavamo, le mie dita scivolarono tra le sue cosce. Era fradicia. Lei fece lo stesso con me. Iniziammo a masturbarci a vicenda, lentamente, mentre le lingue si intrecciavano. I nostri seni grossi si schiacciavano l’uno contro l’altro, capezzoli che sfregavano. Io gemevo nella sua bocca. Dentro di me un turbine: Sono nuda con la mia amica, ci stiamo toccando le fighe davanti a un uomo che ci filma… e sto godendo come non mai.
Marco si sedette su una sedia, il cazzo già fuori dai pantaloni, duro e grosso.
«Giulia, sdraiati sulla schiena. Anna, mettiti a 69 su di lei. Voglio vedervi leccare.»
Mi posizionai sopra Giulia, il mio culo e la mia figa proprio sopra la sua faccia, le mie tette pesanti che pendevano sulle sue cosce. Abbassai la testa tra le sue gambe. Il suo odore dolce e muschiato mi riempì le narici. Leccai piano la sua figa gonfia, trovai il clitoride e iniziai a succhiarlo. Lei fece lo stesso con me: la sua lingua calda e abile mi penetrò, poi salì sul clitoride, girandoci intorno con movimenti esperti.
Gemevamo entrambe forte, i suoni bagnati delle nostre lingue che riempivano la stanza. Le mie tette grosse ondeggiavano mentre muovevo il bacino sulla sua faccia. Giulia mi afferrò il culo con entrambe le mani, tirandomi più forte contro la sua bocca. Io facevo lo stesso con lei. Era un piacere diverso da quello con gli uomini: più fluido, più intenso, quasi dolce e sporco allo stesso tempo. Sto leccando la figa della mia amica mentre lei mi mangia… e Marco ci guarda come se fossimo il suo spettacolo privato, pensai. Quella consapevolezza mi fece venire un piccolo orgasmo improvviso, che mi fece tremare sopra di lei.
Marco si alzò e si avvicinò.
«Ora cambiate. Anna, sdraiati. Giulia, siediti sulla sua faccia. E usa le dita dentro di lei.»
Obbedii. Giulia si mise sopra di me, il suo culo perfetto sulla mia bocca. Leccai il suo ano e la sua figa mentre lei infilava due dita dentro di me, scopandomi con forza. Le mie tette ballavano a ogni spinta delle sue dita. Venni di nuovo, urlando contro la sua figa, il viso completamente bagnato dei suoi umori.
Marco ordinò ancora: «Adesso tribbate. Figa contro figa. Voglio vedervi venire insieme.»
Ci mettemmo una di fronte all’altra, gambe intrecciate. Le nostre fighe bagnate si sfregarono, clitoridi che si toccavano, labbra che scivolavano una sull’altra. I nostri seni grossi sbattevano tra loro mentre ci muovevamo sempre più veloce, gemendo, baciandoci, toccandoci. Marco ci girava intorno con la telecamera, ordinando: «Più forte… stringetele le tette… baciatela sul collo…»
L’orgasmo arrivò quasi simultaneo. Urlammo insieme, i corpi che tremavano, le fighe che schizzavano umori mentre ci strusciavamo disperatamente.
Quando finimmo, eravamo sudate, rosse in viso, i capelli rossi appiccicati alla pelle, le tette lucide di sudore e umori.
Marco sorrise, spegnendo le telecamere.
«Perfette. Questo video sarà oro. Voi due rosse insieme… il pubblico impazzirà.»
Giulia e io ci guardammo, ancora ansimanti. Nei suoi occhi vidi lo stesso mix di vergogna, eccitazione e voglia di continuare che provavo io.
Marco ci guardò entrambe.
«Prossimo casting tra una settimana. Portate giocattoli… e preparatevi a qualcosa di più intenso.»
Io, ancora sdraiata con la figa pulsante e il sapore di Giulia sulle labbra, sorrisi debolmente.
Sapevo che sarei tornata.
scritto il
2026-04-26
5 7 1
visite
9
voti
valutazione
3.3
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Casting 2

racconto sucessivo

Casting 4

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.