Casting 2
di
Anna_83
genere
etero
Marco spense la telecamera e mi guardò con quel sorriso soddisfatto che mi faceva sentire allo stesso tempo potente e sporca. Ero ancora in ginocchio davanti a lui, il viso e le mie grosse tette rosse di lentiggini completamente imbrattate del suo sperma denso e caldo. Sentivo i fiotti scivolare lentamente lungo la curva dei miei seni pesanti, colare sui capezzoli ancora turgidi e gocciolare sul pavimento. Il sapore salato mi riempiva la bocca. Il cuore mi batteva fortissimo nel petto.
«Brava, Anna. Hai la parte… ma il provino non è ancora finito.»
Quelle parole mi fecero sobbalzare dentro. Una scarica di adrenalina mista a paura e eccitazione mi attraversò lo stomaco. Ancora? pensai. Ho appena fatto tutto questo… e vuole di più? La vergogna mi bruciava le guance, eppure la mia figa traditrice pulsava ancora, vuota e bagnata dopo l’orgasmo di poco prima.
Marco si alzò, il cazzo semi-duro che oscillava pesante tra le sue gambe. Mi porse una mano e mi aiutò a rialzarmi. Le mie gambe tremavano.
«Vai sul letto. A quattro zampe.»
Obbedii senza protestare. Il letto era basso, con lenzuola nere. Mi misi carponi, le ginocchia larghe, il culo per aria. I miei capelli rossi ricadevano in avanti come una tenda di fuoco, sfiorando il materasso. Sentivo il peso delle mie tette enormi che pendevano sotto di me, i capezzoli che sfregavano contro le lenzuola fredde. Il mio ano era esposto, stretto e rosa, mai toccato da nessuno in quel modo durante un provino. Dentro di me una voce urlava: Non puoi farti fottere nel culo da uno sconosciuto per un ruolo… sei una troia se lo fai. Ma un’altra voce, più profonda e oscura, sussurrava: Lo vuoi. Vuoi sentirti completamente usata.
Marco si avvicinò. Sentii il clic della telecamera che ripartiva. Mi filmava da dietro, zoomando sul mio culo pallido e sulle mie grandi tette che oscillavano.
«Che bel culetto hai, rossa. Piccolo, stretto… perfetto per la telecamera.»
Le sue mani grandi mi aprirono le natiche. Il pollice sfiorò il mio buchetto vergine, facendomi contrarre istintivamente. Un brivido di panico ed eccitazione mi corse lungo la schiena.
«Rilassati, Anna. Prima ti preparo.»
Sentii un getto di saliva calda cadere direttamente sul mio ano. Poi il suo dito medio, lubrificato con la sua stessa saliva e i miei umori, iniziò a premere piano contro l’anello stretto. Gemetti forte quando entrò, solo la prima falange. Era una sensazione strana, invasiva, bruciante ma anche… intensamente piacevole. Il mio cervello andava in tilt: Mi sta infilando un dito nel culo… e mi sta piacendo. La vergogna mi faceva bagnare ancora di più la figa.
Marco lavorò piano, girando il dito, spingendo più a fondo, aggiungendo un secondo dito. Io ansimavo, la fronte premuta contro il materasso, le tette schiacciate sotto di me. Ogni movimento delle sue dita mandava onde di piacere proibito che si irradiavano fino al clitoride. Iniziai a muovere il bacino da sola, spingendomi contro la sua mano.
«Brava… vedi che ti piace? La tua figa sta colando sul letto.»
Mi sentivo una puttana. Una rossa con le tette grosse che si faceva allargare il culo per un casting. E quella consapevolezza mi eccitava da morire.
Dopo qualche minuto tolse le dita. Sentii il rumore di una bottiglietta di lubrificante che si apriva. Il gel freddo mi colò direttamente sul buchetto, facendomi sussultare. Poi la cappella grossa e calda del suo cazzo premette contro il mio ano.
«Respira, Anna. Spingi fuori come se volessi cacare. Ti entro piano.»
Chiusi gli occhi, il cuore che batteva all’impazzata. Spinsi leggermente e sentii la cappella forzare l’anello stretto. Bruciava. Urlai piano quando la testa entrò tutta, aprendomi in un modo che non avevo mai provato. Era doloroso, intenso, pieno. Le lacrime mi salirono agli occhi, ma sotto il dolore c’era un piacere oscuro, profondo, che mi faceva tremare le gambe.
«Cazzo… che culo stretto che hai. Sembra una vergine.»
Marco rimase fermo qualche secondo, lasciando che mi abituassi. Poi iniziò a spingere lentamente, centimetro dopo centimetro. Sentivo ogni vena del suo cazzo che mi dilatava l’intestino. Le mie tette ondeggiavano violentemente a ogni affondo. La mia figa, ignorata, gocciolava umori sulle lenzuola.
Dentro di me il pensiero era un turbine: Mi sta scopando nel culo… sto prendendo un cazzo nel sedere per un provino porno… e sto godendo come una troia. La vergogna era fortissima, ma il piacere lo era ancora di più. Iniziai a gemere più forte, spingendomi indietro contro di lui.
Marco accelerò. Le sue mani mi stringevano forte i fianchi, tirandomi verso di sé. Il rumore delle sue palle che sbattevano contro la mia figa bagnata riempiva la stanza insieme ai miei gemiti sempre più acuti.
«Toccati la figa, Anna. Voglio sentirti venire con il cazzo nel culo.»
Obbedii. Le mie dita trovarono il clitoride gonfio e lo strofinarono furiosamente. Il doppio stimolo era devastante. Il piacere anale si mescolava a quello clitorideo in un’onda che saliva rapidissima.
«Sto per venire… oh cazzo… sto venendo!»
L’orgasmo mi esplose dentro con una violenza che non avevo mai provato. Il mio ano si contraeva spasmodicamente intorno al suo cazzo, la figa che schizzava umori. Urlai, il viso premuto nel materasso, i capelli rossi appiccicati alla faccia sudata.
Marco grugnì, diede ancora qualche affondo profondo e poi uscì di colpo. Mi girò rapidamente sulla schiena. Si mise sopra di me, il cazzo lucido puntato sulle mie tette enormi. Venne con un gemito rauco: fiotti densi e caldi di sperma schizzarono sui miei seni, sul collo, sulla guancia, mescolandosi a quello di prima. Mi marchiò completamente.
Rimasi lì, sdraiata, ansimante, il culo che pulsava dolorante e piacevolmente aperto, le tette coperte di sperma, i capelli rossi sparsi sul cuscino.
Marco spense la telecamera e mi accarezzò una guancia.
«Sei perfetta, Anna. Questo video farà impazzire tutti. Vuoi continuare con altri provini… o preferisci fermarti qui?»
Io, ancora tremante, con il corpo che bruciava di piacere e vergogna, sorrisi debolmente.
Dentro di me sapevo già la risposta.
«Brava, Anna. Hai la parte… ma il provino non è ancora finito.»
Quelle parole mi fecero sobbalzare dentro. Una scarica di adrenalina mista a paura e eccitazione mi attraversò lo stomaco. Ancora? pensai. Ho appena fatto tutto questo… e vuole di più? La vergogna mi bruciava le guance, eppure la mia figa traditrice pulsava ancora, vuota e bagnata dopo l’orgasmo di poco prima.
Marco si alzò, il cazzo semi-duro che oscillava pesante tra le sue gambe. Mi porse una mano e mi aiutò a rialzarmi. Le mie gambe tremavano.
«Vai sul letto. A quattro zampe.»
Obbedii senza protestare. Il letto era basso, con lenzuola nere. Mi misi carponi, le ginocchia larghe, il culo per aria. I miei capelli rossi ricadevano in avanti come una tenda di fuoco, sfiorando il materasso. Sentivo il peso delle mie tette enormi che pendevano sotto di me, i capezzoli che sfregavano contro le lenzuola fredde. Il mio ano era esposto, stretto e rosa, mai toccato da nessuno in quel modo durante un provino. Dentro di me una voce urlava: Non puoi farti fottere nel culo da uno sconosciuto per un ruolo… sei una troia se lo fai. Ma un’altra voce, più profonda e oscura, sussurrava: Lo vuoi. Vuoi sentirti completamente usata.
Marco si avvicinò. Sentii il clic della telecamera che ripartiva. Mi filmava da dietro, zoomando sul mio culo pallido e sulle mie grandi tette che oscillavano.
«Che bel culetto hai, rossa. Piccolo, stretto… perfetto per la telecamera.»
Le sue mani grandi mi aprirono le natiche. Il pollice sfiorò il mio buchetto vergine, facendomi contrarre istintivamente. Un brivido di panico ed eccitazione mi corse lungo la schiena.
«Rilassati, Anna. Prima ti preparo.»
Sentii un getto di saliva calda cadere direttamente sul mio ano. Poi il suo dito medio, lubrificato con la sua stessa saliva e i miei umori, iniziò a premere piano contro l’anello stretto. Gemetti forte quando entrò, solo la prima falange. Era una sensazione strana, invasiva, bruciante ma anche… intensamente piacevole. Il mio cervello andava in tilt: Mi sta infilando un dito nel culo… e mi sta piacendo. La vergogna mi faceva bagnare ancora di più la figa.
Marco lavorò piano, girando il dito, spingendo più a fondo, aggiungendo un secondo dito. Io ansimavo, la fronte premuta contro il materasso, le tette schiacciate sotto di me. Ogni movimento delle sue dita mandava onde di piacere proibito che si irradiavano fino al clitoride. Iniziai a muovere il bacino da sola, spingendomi contro la sua mano.
«Brava… vedi che ti piace? La tua figa sta colando sul letto.»
Mi sentivo una puttana. Una rossa con le tette grosse che si faceva allargare il culo per un casting. E quella consapevolezza mi eccitava da morire.
Dopo qualche minuto tolse le dita. Sentii il rumore di una bottiglietta di lubrificante che si apriva. Il gel freddo mi colò direttamente sul buchetto, facendomi sussultare. Poi la cappella grossa e calda del suo cazzo premette contro il mio ano.
«Respira, Anna. Spingi fuori come se volessi cacare. Ti entro piano.»
Chiusi gli occhi, il cuore che batteva all’impazzata. Spinsi leggermente e sentii la cappella forzare l’anello stretto. Bruciava. Urlai piano quando la testa entrò tutta, aprendomi in un modo che non avevo mai provato. Era doloroso, intenso, pieno. Le lacrime mi salirono agli occhi, ma sotto il dolore c’era un piacere oscuro, profondo, che mi faceva tremare le gambe.
«Cazzo… che culo stretto che hai. Sembra una vergine.»
Marco rimase fermo qualche secondo, lasciando che mi abituassi. Poi iniziò a spingere lentamente, centimetro dopo centimetro. Sentivo ogni vena del suo cazzo che mi dilatava l’intestino. Le mie tette ondeggiavano violentemente a ogni affondo. La mia figa, ignorata, gocciolava umori sulle lenzuola.
Dentro di me il pensiero era un turbine: Mi sta scopando nel culo… sto prendendo un cazzo nel sedere per un provino porno… e sto godendo come una troia. La vergogna era fortissima, ma il piacere lo era ancora di più. Iniziai a gemere più forte, spingendomi indietro contro di lui.
Marco accelerò. Le sue mani mi stringevano forte i fianchi, tirandomi verso di sé. Il rumore delle sue palle che sbattevano contro la mia figa bagnata riempiva la stanza insieme ai miei gemiti sempre più acuti.
«Toccati la figa, Anna. Voglio sentirti venire con il cazzo nel culo.»
Obbedii. Le mie dita trovarono il clitoride gonfio e lo strofinarono furiosamente. Il doppio stimolo era devastante. Il piacere anale si mescolava a quello clitorideo in un’onda che saliva rapidissima.
«Sto per venire… oh cazzo… sto venendo!»
L’orgasmo mi esplose dentro con una violenza che non avevo mai provato. Il mio ano si contraeva spasmodicamente intorno al suo cazzo, la figa che schizzava umori. Urlai, il viso premuto nel materasso, i capelli rossi appiccicati alla faccia sudata.
Marco grugnì, diede ancora qualche affondo profondo e poi uscì di colpo. Mi girò rapidamente sulla schiena. Si mise sopra di me, il cazzo lucido puntato sulle mie tette enormi. Venne con un gemito rauco: fiotti densi e caldi di sperma schizzarono sui miei seni, sul collo, sulla guancia, mescolandosi a quello di prima. Mi marchiò completamente.
Rimasi lì, sdraiata, ansimante, il culo che pulsava dolorante e piacevolmente aperto, le tette coperte di sperma, i capelli rossi sparsi sul cuscino.
Marco spense la telecamera e mi accarezzò una guancia.
«Sei perfetta, Anna. Questo video farà impazzire tutti. Vuoi continuare con altri provini… o preferisci fermarti qui?»
Io, ancora tremante, con il corpo che bruciava di piacere e vergogna, sorrisi debolmente.
Dentro di me sapevo già la risposta.
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Commenti dei lettori al racconto erotico