Una nuoa vicina di casa.

di
genere
etero

Beatamente vivevo in una villetta a schiera alla periferia di Roma e da mesi non avevo più vicini di casa perciò vivevo nellla sienziosa pace: niente schiamazzi, musica a tutto volume...che pace! Un mattino però sentii fermarsi un camion seguito da una lussuosa Lamborghini. Mi affaccio alla finestra e vedo scendere dalla fuoriserie un'avvenente donna sulla cinquantina...veramente una gran figa! Dopo il trasloco venne lei direttamente a suonare alla mia porta: veramente una gran figa, alta, bionda, gambe lunghe ed un fisico da modella! Si presentò:" sono Isabella Mazzoni, agente pubblicitario." Dopo che le offrii un caffè, mi offrii per aiutarla a sistemare il mobilio ed altro ma lei rifiutò volendo fare tutto da sola. Se ne andò a casa sua ed io rimasi a pensare alla sua apprezzatissima figura femminile. Dopo due giorni vedo arrivare dalla vicina una ragazza in motorino e, dopo che la giovane se ne andò via, vidi la mia vicina venire alla mia porta, per chiedermi se vicino a noi c'era una Farmacia. Aggiunse poi che cercava anche un o una infermiera che le sapese praticare intramuscolari e lì non mi feci certo scappare l'occasione di conoscerla più profondamente ed intimamente, presentandomi come pensionato ex infermiere agli ospedali riuniti in Roma. Lei mi sorrise accettando di essere mia paziente casuale ed io le risposi che dovevo andare in Farmacia per i miei malanni ed allora avrei potuto prendere quanto ecessitava a lei. Decidemmo poi che ci si poteva chiamare con il "tu" e dopo io me ne andai a Roma alla Farmacia. Al ritorno passai da Isabella a lasciarle i farmaci acquistati e lei mi propose di farle subito l'intramuscolare giornaliera. Quindi mi guidò fino al suo letto e subito si liberò della vestaglia, scoprendo gambe da infarto ed un culo fasciato minimamente da un perizoma nero che si staccava benissimo dal bianco della sua carnagione: che gran figa che era! Mentre io preparavo la siringa lei si tolse l'intimo sdraiandosi poi sul letto, rimanendo in silenzio con la comunissima sensazione di disagio, di paura di sentire dolore nel ricevere un ago nella meravigliosa natica. Mi sedetti sul bordo del suo letto ed iniziai a massaggiare con cotone ed alcool il bel culo ad Isabella, poi le infilai l'ago ma non sentii mugolii, solo sospiri e le iniettai il farmaco. Estratto l'ago dalla natica le massaggiai nuovamente per propagare bene il medicinale in circolazione e lei poi mi chiese perchè non le avevo ancora infilato l'ago al sedere ma subito le feci vedere la siringa vuota e la vidi rimanere stupita proprio per non avere sentito alcun dolore. Mi chiese quindi se la avevo forata tra un massaggio e l'altro ed affermò di non avere provato alcun dolore. Mi offrì poi un aperitivo ed io me ne andai a casa mia con l'accordo che al mattino dopo avremmo ripetuto l'intramuscolare.
scritto il
2026-04-25
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