Womeneaters

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saffico

Womeneaters

La stagione di caccia va da Giugno a Settembre. Non che non si possa cacciare anche nel resto dell' anno, ma quelli sono i mesi in cui la riserva si affolla di nuove prede.
Alcune, non aspettano altro che di essere catturate; altre, ne sono ancora inconsapevoli, ma la rete è tesa anche per loro.
Mogli annoiate, che lasciano marito e figli in spiaggia per realizzare fantasie spesso instillate dai mariti stessi, giovani ragazze abituate a respingere la corte dei maschi, che crollano e si concedono quando a corteggiarle è una donna, sposine e giovani mamme deluse, che i mariti non guardano più come prima da quando hanno partorito, che si sciolgono quando qualcuno le guarda, sia pure quel qualcuno una donna.
Il mio lavoro di agente immobiliare, già di suo, mi offre opportunità continue, anche per una come me, quarant' anni, si ben portati, ma lungi dall' essere una fotomodella; come l' altro giorno, quando una coppia, lui sui 50, lei molto più giovane, attorno ai 30-35, è venuta nel mio ufficio.
Cercavano un appartamento per le vacanze.
Li ho portati a vederne alcuni, abbiamo discusso e parlato dei dettagli.
Siamo rimasti d'accordo che ne avrebbero discusso tra di loro e ci saremmo risentiti nei giorni seguenti.
In effetti, il giorno successivo mi telefonò lei: disse di aver dimenticato gli occhiali da sole nella seconda casa che avevamo visto, e potevamo vederci per recuperarli?
Certo che si.
Ci demmo appuntamento sotto l' edificio.
La vidi comparire da dietro l'angolo, vestita in un completo di jeans e scarpe da ginnastica bianche.
-Buongiorno Lorena- la salutai -suo marito non c' è?-
-No, è al lavoro-
-Ah, bene. Vogliamo salire?-
Salimmo al terzo piano, nell' appartamento ammobiliato che avevamo visionato il giorno prima.
-Guardi pure- dissi.
Lei si guardò attorno.
-Credo di averli lasciati in camera da letto- disse.
La seguii e mi fermai sulla soglia, mentre lei cercava i suoi occhiali.
-Eppure- disse -ero sicura...-
-Non si preoccupi: magari le sono caduti in macchina...- dissi.
-Già. Deve essere andata così. Mi scusi...le ho fatto perdere tempo -
-Oh, non c' è problema-
Lei fece per uscire, ma mi trovò a sbarrarle la strada.
Mi guardò, arrossì violentemente e abbassò il capo.
-Ti serve altro?- chiesi.
Non rispose.
Le feci sollevare il viso.
-Cosa cerchi?-
La baciai. Lei, sulle prime, si ritrasse, poi rispose.
Ci baciammo a lungo, lentamente, lasciando alle nostre mani il compito di trovare, vagando sopra i rispettivi vestiti, lo spiraglio giusto per il passo successivo.
Mi staccai dalle sue labbra, la spinsi contro lo stipite e con un gesto le aprii la camicia di jeans, svelando due seni piccoli e sodi, coi capezzoli rosa che chiedevano solo di essere baciati.
E così feci, strappandole gemiti di sorpresa ed eccitazione.
Tra le sue gambe, le mie dita ebbero facilmente la meglio sulla debole resistenza delle sue mutandine.
Gemette più forte.
-Ooh...siii-
La penetrai con due dita, mentre il palmo della mano strofinava il clitoride.
Mi beai delle sue espressioni e dei suoi mugolii di godimento mentre la guidavo verso l' orgasmo.
In quel momento, serrò le cosce, ma io non mi fermai.
Scivolammo sul parquet.
Spinsi più a fondo. Eccolo lì, il punto dal quale sgorga il piacere delle donne.
-ODDIO...oddio vengo ... Sto venendo di nuovo... Si ...si... "
Raccolse le gambe al petto, tremando.
-Tu...tu...come hai fatto...non sono mai venuta così-
-Sono contenta che ti sia piaciuto-
Ci rialzammo e avremmo ricominciato a limonare, quando il suo telefono squillò.
Mi fece segno di non parlare.
-Pronto? Ciao ...si, alla fine mi erano caduti in macchina... Eh sì, sono la solita distratta. Si, meno male che c' ho guardato prima di chiamare quella dell' agenzia. Vabbè, dai...ci vediamo stasera. Ciao-
Abbassò lo sguardo.
-Senti...-
-Puoi contare sulla mia discrezione. Sarà il nostro piccolo segreto. Però, non ti sembra di dimenticare qualcosa?-
-Cosa?
Le appoggiai le mani sulle spalle.
S' inginocchiò.


Quando si dice che l' "appetito vien mangiando"... La bella Lorena, una volta provato quello che una donna può dare, tornò a bussare alla mia porta altre volte.
Ci incontravamo spesso in un bar sotto casa sua, per un caffè, prima delle nostre sessioni.
Così, capitò che un giorno, Lorena si sporse attraverso il tavolo e disse:
-Senti, non ti sembra che la moglie del barista ci stia guardando con un po' troppa insistenza?-
-Si, e non è la prima volta. Ti dà fastidio?---Un po', si. Perché so a cosa stai pensando-
-Ah si? E cioè cosa, sentiamo-
-La tua prossima preda-
-Tesoro, io penso solo a te-
-Figurarsi. Tu non vedi l' ora di aggiungere un' altra perla alla tua collezione-
-In realtà, stavo pensando di coinvolgerla-
-Cooosa?! Non faccio orge, proprio no. Se la vuoi, fa pure. Ma non cercarmi più-
-Ok, come non detto-
-Ok-
Finì il suo caffè e guardò fuori dalla vetrata. Restò in silenzio per un po', ma potevo sentire il lavorìo nella sua testa.
-Del resto, non è una brutta donna- disse, giocando col cucchiaino nella tazzina vuota.
-No, per niente-
Un altro silenzio.
-Tu vorresti davvero? Voglio dire...-
-Una cosa a tre? Perché no. Non capita tutti i giorni-
-Qual è il piano?-
-Tu sei convinta?-
-Come dici tu, non capita tutti i giorni. E, a ben guardare, è proprio una bella ragazza: morbida e burrosa. Cosa pensi di fare?-
Mi sporsi sul tavolo e la baciai.
-Andiamo in bagno-

Entrammo nel bagno e ci nascondemmo dietro la porta.
Passarono meno di due minuti, la maniglia si abbassò, la porta si aprì lentamente e la moglie del barista si affacciò all' interno.
L' afferrai per un braccio, la trascinai dentro e la spinsi contro il muro.
-Cosa fate? Cosa volete?- esclamò.
-Cosa fai e cosa vuoi tu- dissi
-Niente, volevo solo...-
-Spiarci, giusto? Questo volevi fare-
-No, no, io...-
-Non hai mai visto due donne che si baciano?-
-Lasciatemi, vi dico-
-Secondo me, sei un po' troppo curiosa-
-Forse, vuole solo capire come funziona- disse Lorena.
Spostai la ragazza dal muro e Lorena le scivolò alle spalle.
-Forse- dissi.
Lorena le appoggiò le mani sui fianchi abbondanti.
-Potremmo darle un assaggio- disse.
-Potremmo. Ma se poi va in giro a dire a tutti che l' abbiamo maltrattata...-
-No...no. Non fatemi del male. Non dirò niente-
Lorena le slacciò il grembiule.
-Giuri?-
-Giuro. Si, giuro-
-Brava ragazza- dissi, e le diedi due buffetti sulla guancia.
Le mani di Lorena salirono dai fianchi al seno della ragazza.
-Forse è meglio se togliamo questo vestito- dissi, cominciando a sbottonarlo.
-Ha due belle tette- disse Lorena.
-Vi prego... potrebbe entrare qualcuno...-
-Nel caso, ci penseremo-
Il vestito cadde sul pavimento, e io abbassai le spalline del reggiseno, mentre Lorena la palpava vogliosamente.
-Vi prego...vi prego...no-
-Dovevi pensarci prima di venirci a spiare. Questa è la giusta punizione- dissi e le infilai una mano tra le gambe.
Lorena la stava baciando sul collo e sulle spalle; le sue mani faticavano a contenere i morbidi globi, sui quali svettavano due capezzoli turgidi, circondati da larghe areole.
-Mio marito potrebbe tornare da un momento all'altro-
-Tanto meglio. Gli faremo vedere come si fa a far godere una donna. Cominciamo col liberarci di queste-
Le strappai le sottili mutandine.
-Allarga le gambe- le intimai.
Mi inginocchiai davanti a lei.
-Tuo marito ti lecca mai, in mezzo alle gambe?-
-No...no...per favore-
-Adesso scoprirai come si gode davvero-
Affondai la lingua tra le grandi labbra, percorrendo su e giù la tenera, rosea fessura.
-Nooo...mmm-
Presi il clitoride tra le labbra, stimolandolo al contempo con la lingua; i "no" diventarono mugugni e i mugugni diventarono gemiti di piacere, quando alla lingua aggiunsi due dita.
Guardai verso l' alto: in mezzo ai due abbondanti seni della ragazza, che Lorena stava smanacciando, le vidi baciarsi avidamente.
Con la mano libera cercai l' altro buchetto e lo stimolai: la ragazza divaricò di più le gambe, lasciando via libera al mio dito.
Lorena si era spostata e stava leccando il seno della ragazza.
-Oooh...oooh ... SIII...SIII... Oddio mi fate venire... Oddio ... Godo...SIII...godooo-
Raggiunse il climax, il corpo scosso da tremiti incontrollabili.
Si appoggiò alla parete, ansimando, coprendosi il viso con le mani.
-La prossima volta che vuoi spiare qualcuno, pensaci- dissi.
Uscimmo dal bagno. Mentre recuperavamo le nostre borse, entrò il barista e ci salutò.
-Buongiorno, belle signore. Avete visto mia moglie?-
-Oh è in bagno. Arriva subito- dissi.











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scritto il
2026-04-21
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