Fuochi d'artificio pt 3

di
genere
saffico

Se Matteo aveva una cosa buona, era il sonno pesante; no, sono ingenerosa, di cose buone ne aveva anche altre.
Ma, in quel frangente, quella sua caratteristica, che in altre circostanze aveva creato discussioni, mi tornò utile.
Quando, soddisfatto, si addormentò, riuscii a scivolare fuori dal letto e dalla camera senza che se ne accorgesse.

"Tutto bene?" Chiese Laura, richiudendo la porta.
"Insomma..."
"Cos' è successo?"
"Abbiamo litigato "
"Perché?"
"Lui...aveva voglia..."
"...ok..."
"...e io gli ho detto -hai preso i preservativi?- e lui ha detto -no- e allora io gli ho detto che non sono pronta ad avere un figlio e lui si è arrabbiato e alla fine..."
"...alla fine?"
"...ho dovuto..." Mimai il gesto con la mano.
"Oh. Capisco" mi abbracciò e mi sentii sciogliere.
Restando abbracciate, ci spostammo verso il letto e ci cademmo sopra.
Le sue mani percorsero il mio corpo, accarezzandolo da sopra il tessuto della t shirt.
Quando ebbero raggiunto l' orlo inferiore, scivolarono al di sotto e risalirono.
"Laura..." Sospirai.
"Sono qui"
Mentre mi accarezzava il seno, sentii la sue labbra sulle coscie.
Gemetti, pregustando il seguito.
Come un piccolo membro, la sua lingua penetrò la mia intimità.
Vellicò il clitoride per poi avvolgerlo con le labbra e succhiarlo.
Ero già sulla buona strada per il primo orgasmo, quando Laura si fermò.
"Ho un regalo per te" disse lei.
"Vuoi vederlo?"
Feci segno di si con la testa.
Lei si alzò e aprì il comodino; ne trasse un sacchetto di tessuto scuro.
"COS' È!?" esclamai quando ne ebbe tolto il contenuto.
"Una cosa che può dare tanto piacere senza... controindicazioni"
Mi misi seduta sul letto e allungai una mano per saggiare la consistenza dell' oggetto, mentre lei se lo assicurava ai fianchi con una cinghia.
"Che ne dici?" chiese quando ebbe finito.
"Inquietante...non sono abituata a ... Arnesi di queste dimensioni"
"Proviamo? Se non ti piace, possiamo sempre tornare a lingua e dita"
"Ok."
"Prima di tutto, dovresti lubrificarlo"
"Come?... Oh no...non intenderai..."
"M-m..."
"Non lo faccio neanche a mio marito. Mi fa senso pensare che possa...insomma..."
"Ma io non sono tuo marito, e questo non è l' attrezzo di tuo marito. Non c' è pericolo che ti venga in bocca"
Sebbene un po' riluttante, presi in bocca il fallo di plastica di Laura e feci come avevo visto fare nei porno che, a volte, Matteo mi faceva vedere.
"Mmm...non te la cavi male, per essere una che non fa queste cose. Va bene così. Mettiti a quattro zampe"
Obbedii, sentendomi più indifesa ed esposta che mai.
"Fa' piano, ti preg...oooh...oh mioddio"
"Lo senti, eh?"
"Oooh...si ... È così grosso... Oooh..."
"Ti scopo come un uomo... Piccola, è così che ti piace... Mmm ... Proprio così "
Con ogni spinta del bacino, Laura mandava il fallo a toccare proprio nel punto dove, di solito, mio marito faceva fatica ad arrivare. Con le mani mi afferrò i fianchi, tirandomi con forza verso di sé.
Mi sentivo dominata e inerme, e questo mi eccitava più che mai.
"Oooh...lo sento...lo sento...siiii..."
Laura mi fece coricare sulla schiena e appoggiò le mie gambe sulle sue spalle.
"È così che lo fai, di solito...eh? Buon vecchio missionario... Vediamo se riesco a fare meglio di come sei abituata"
"OOOOH... SIIII ... COSÌÌÌ..."
"Stai... godendo? Dim...mi quanto...stai godendo "
"Godo...siiii...non fermarti... Non fer...mar... AAAH .... VENGO ... VENGO ... AAAAH..."
Senza sfilare il dildo e senza fermarsi, Laura si coricò sulla schiena, tirandomi sopra di sé.
"Cavalcalo adesso...fallo da sola"
Ricaddi sul membro finché non venni di nuovo.


"Quante donne hai avuto?"
"Non credo che tu voglia saperlo davvero"
"Si, invece. La ragazza di stasera, per esempio..."
"Chi?"
"La biondina...quella che stava col tipo tatuato. Ho visto che la guardavi..."
"E con questo?"
"Anche lei ti guardava. Con interesse, direi"
"Vuoi davvero farmi una scenata di gelosia? Per uno sguardo? Ti prego ..."
"Vorrei solo che aspettassi che io sia ripartita, prima di metterti a corteggiare liceali. O che, perlomeno, non lo facessi in mia presenza"
"Non posso crederci...mi stai facendo una scenata"
"Comunque non hai risposto: quante donne hai avuto?"
"Tante"
"Tante quante? Dieci... Venti...?"
"Di più"
"E cosa succede...dopo... Dopo che hai avuto quello che volevi... Cosa fai? Le molli, sparisci...cosa fai?"
"Sara... Non pensare a questo. Pensa a goderti questo momento. Non sto corteggiando nessuno, sono ancora qui... E ho tanta voglia di te."
Mi tirò su di sé e ricominciammo da dove ci eravamo fermate.


La camera era ancora immersa nel buio, anche se l' orizzonte comincia a schiarirsi.
Le presi le mani e dissi:
"Senti... Io non pensavo di tradire
Matteo. Neanche con un uomo. Poi, ho incontrato te. Sul molo...mi hai quasi violentato, ma mi hai eccitato come non mi era mai capitato prima...come non pensavo che fosse possibile. Mi hai portato qui e mi hai preso proprio come ho sempre sognato...mi hai posseduta.
Non so come dirtelo. Mi sono innamorata di te. E ho paura, perché io tornerò a casa e tu passerai alla prossima e non ci vedremo più e io dovrò ricominciare a fare la moglie e scopare quando vuole lui e prenderglielo in mano e anche in bocca e io... Io non voglio. Capisci? NON VOGLIO!"

Matteo era in piedi di fianco al letto e mi fissava.
"Tutto bene?"
"S...si...devo aver fatto un brutto sogno. Ieri sera ho bevuto troppo, per le mie abitudini "
"Stavi parlando nel sonno"
"Oh... cos' ho detto?'
"Dicevi che non vuoi tornare a casa...poi hai parlato di prendere non so cosa con le mani..."
"Scusa se ti ho svegliato"
"Non importa" disse e scomparve dietro la porta del bagno.
Io restai lì, a fissare il soffitto e a pensare a Laura. Ancora un giorno, e sarei rientrata a casa e tutto questo sarebbe finito. Chissà quanto le importa realmente, di me, pensai. Probabilmente ha già individuato la sua prossima preda. La fidanzata biondina del tatuato, magari.
E intanto, pensavo alla sua bocca e alle sue mani e a quel grosso fallo e a tutte le cose che mi aveva fatto... E a tutte le donne con le quali aveva fatto le stesse cose.
Mentre pensavo a questo, una mano mi scivolò tra le gambe e cominciai ad stuzzicarmi.
Chiusi gli occhi e immaginai Laura approfittare della distrazione del tatuato per portarsi la biondina nella toilette del pub e sedurla sul ripiano del lavandino. Aumentai il ritmo.
"Ah, volevo dirti..." Disse Matteo, affacciandosi dalla porta.
Il cuore mi schizzò in gola.
"Non mi piace quel profumo che hai preso. Non mettertelo più, per favore".

"Sto impazzendo" pensai "eccitarsi pensando a quello che la tua amante ha fatto o farà con altre è pazzia pura"
Ma appena richiusi gli occhi, la scena di Laura e della biondina si ripresentò, ancora più vivida e ricca di dettagli.
Ripresi a toccarmi e mi finii.
Non ricordo di aver sentito Matteo uscire dal bagno.

L' autostrada correva sotto le ruote dell' auto. Matteo, che era arrivato in treno, guidava. Io, guardavo fuori dal finestrino, cercando di non piangere.
Dalla notte precedente, avevo rivisto Laura solo nelle mie fantasie, impegnata a sedurre ogni volta una donna diversa.
Mi ero data piacere molte volte, immaginandola impegnata in tutte le attività sessuali che la mia fantasia poteva concepire.
"Ho visto la tua amica, mentre portavo giù le valigie" disse Matteo.
"Ah sì?"
"C' è una cosa che volevo chiederti... A te, è sembrata... Come dire ... normale?"
"Normale?"
"Si, nel senso...con te, si è comportata in modo ... Normale, vero?"
"Non capisco cosa vuoi dire"
"Ecco, quando l' ho incontrata, era insieme alla ragazza di Max... Ti ricordi? Max. Il ragazzo con i tatuaggi sulle braccia. Giulia, la sua ragazza...bionda, con i capelli ricci..."
"Ah, ok... Non sapevo che si chiamasse Giulia"
"Comunque... Era insieme alla tua amica"
"Quindi?"
"Forse non mi sono spiegato: erano... INSIEME"
"MA CHE CAZZO VUOL DIRE?"
"CHE SI STAVANO BACIANDO"
Non risposi: tutte le mie erano impegnate del trattenimento delle lacrime.
"Con te...si è sempre comportata bene, vero? Non ha mai cercato di..."
"No. No, niente del genere. Proprio niente"





















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scritto il
2026-03-30
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