Fragili difese (Fuochi d'artificio pt 4)

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Fragili difese (Fuochi d'artificio pt 4)

Le piogge autunnali, la nebbia e i primi freddi avevano affievolito e, per così dire, anestetizzato il ricordo.
Ormai, capitava raramente di svegliarmi, nel cuore della notte, da sogni bagnati, e avevo smesso di fantasticare sulle avventure vere o presunte di Laura.
I rapporti con Matteo erano mediamente soddisfacenti e aveva rinunciato a chiedermi di praticargli sesso orale.
Ma la mia dipendenza dai piaceri del lesbismo era solo sopita, e aspettava solo l' occasione per tornare a galla.

Ventisei Novembre.
Un lunedì.
Stavamo cenando. Matteo aveva appena finito di spiegarmi perché il Milan aveva sbagliato la partita del giorno prima.
Suonò il suo cellulare.
Rispose.
"Ciao. Che sorpresa. Come... . Si. No. Ah. Ok. Quando? Certo che no. Certo che si. Ma va'. Si. Si. Va bene. Ci sentiamo. C. C. Ciao"
"Chi era?"
"Max"
"Chi?"
"Max. Il ragazzo che abbiamo conosciuto al mare. Ti ricordi? Quello tatuato"
"Ah, si. Che dice?"
"Ha dei colloqui di lavoro a Milano... Dovrà trattenersi tre o quattro giorni. Ha chiesto se lo ospitiamo. Gli ho detto di sì"
"Potevi chiedere anche a me se mi stava bene, prima di dirgli di si. E poi, dove lo mettiamo? La cameretta è ancora ingombra dal trasloco"
"Che ne dici della tavernetta? C' è la tua branda e il bagno. Per una notte, si può adattare"
"Come vuoi".

Più tardi, a letto, Matteo dormiva e russava da par suo, io guardavo il soffitto.
Una piccola scossa. Qualche sasso che precipita a valle.
In quel momento, pensavo ancora di essere in controllo.
Non sapevo che la frana che mi avrebbe travolto si era già messa in movimento.

Tre giorni prima della data prevista per l' arrivo, Max chiamò.
Matteo ascoltò. A un certo punto della telefonata, alzò per un istante gli occhi di me, per poi riabbassarli sul suo piatto di maccheroni.
Salutò e ripose il cellulare.
"Quindi?"
"Era Max. Non viene da solo"
"Come?"
"La sua ragazza...ricordi la biondina...non è mai venuta a Milano, vuole vedere il Duomo..."
Nella mia mente, sentii distintamente il rumore della faglia che si spaccava.
Dissi:
"Non farebbero meglio ad andare in albergo?"
"Ormai gli ho promesso... Ehi... Sara... Dove vai?"
"A letto. Non ho fame"

Arrivarono la sera del tredici Dicembre. Giovedì. Era stata una di quelle innaturali giornate tardo autunnali milanesi che sembra sia primavera, ma finalmente era arrivato il tramonto, e con esso il freddo e la nebbia, a ripristinare l' ordine naturale delle cose.
Matteo era rientrato prima del solito, in tempo di accogliere Max e Giulia la biondina.
Max aveva in programma un colloquio la mattina successiva e un altro il lunedì.
Quattro giorni, più che sufficienti perché la valanga mi rovinasse addosso.

Sabato. Quindici Dicembre. Matteo era riuscito ad avere due biglietti di tribuna per Milan-Juventus.
Io e Giulia restammo sole.
Sapevo che stava arrivando, la sentivo arrivare... Ma ero in trappola.

Sera.
Dopo una cena a base di pizza e confidenze tra donne, Giulia e io scendemmo in tavernetta per riassettare.
Di punto in bianco, disse:
"Ho visto Laura"
"Laura?"
"Ma si... Laura. Non far finta di non ricordare" disse e mi diede di gomito.
"Ah. Laura...Certo"
"Lo sai?" Abbassò la voce, come se non dovesse farsi sentire da altri "Siamo state insieme"
"Ma tu non ..."
"Max?" Rise e fece gesto come a voler scacciare una mosca. "Tu, piuttosto..."
"Io ...cosa?
"Voglio dire... Ci sei stata anche tu, no?"
"Ma c...cosa dici... Certo che no. Io..."
Mi dette una pacca sul culo.
"Ma dai ... Lo sanno tutti che gliel' hai data. Quando Laura mette gli occhi su qualcuna... Non c' è scampo: prima o poi, se la fa. E dimmi...Ti è piaciuto?"
"Giulia, non so di cosa tu stia parlando..."
"Certo che lo sai. Ti ha portato al Pink, giusto? È lì che c' ha provato?"
Ebbi la sensazione che mi mancasse la terra sotto i piedi.
"Dai, raccontami... quando è stato che ti ha toccato la prima volta?"
"Alla festa del patrono"
"Alla festa...con tutta quella gente?"
"Mi ha alzato la gonna... c' era una tale ressa che non potevo... Mi ha messo una mano sotto la gonna e..."
"Che troia. Aspetta...ma non c'era anche tuo marito?"
"Senti, preferisco non parlarne..."
"Davvero? A me, invece, mi eccita tantissimo. Vuoi sapere come ha fatto con me?"
"Giulia, no..."
"...te lo dico lo stesso. L' anno scorso sono andata a sciare: c' erano mia madre, Max e mio padre con la sua seconda moglie. E Laura, che è un' amica della moglie di mio padre e ha una casa lì. Max e i miei sono capaci, io no, così loro se ne sono andati e mi hanno lasciato giù a fare gli spazzaneve. Laura è rimasta con me.
Sono caduta così tante volte che ero fradicia e piena di lividi. Laura mi ha portato casa sua, mi ha spogliato, mi ha preparato un bagno caldo, mi ha lavato la schiena, dalla schiena è passata al seno, poi..."
"Giulia...per favore..."
"...Insomma, mi ha fatto eccitare così tanto farmi da perder la testa. È stato incredibile"
"Sono contenta per ... Ehi!!!"
Mi cinse i fianchi con un braccio e m' infilò una mano tra le gambe.
"Anche a te piace più la figa del cazzo, giusto? Dopo essere stata con Laura, scopare con tuo marito non è più come prima, giusto? "
"Giulia...lasciami..."
"Ti sei fatta qualcuna o ci hai provato, da quando sei tornata? "
"Giulia... basta... lasciami..."
"Ti bagni ancora anche tu, quando la pensi, giusto?"
"Lasciami... Lasciami e vattene da casa mia"
Si staccò da me e mi fissò.
"Tuo marito non lo sa, giusto? Forse ha avuto dei sospetti, magari ti ha fatto delle domande... Ma lui, non lo sa, quello che hai fatto con lei, giusto? GIUSTO?"
"N...No"
"Chissà come reagirebbe se lo sapesse"
"E Max? Lo sa?"
"Max non ci crederebbe mai. Sai perché? Perché non gliene do motivo. Io gliela do. Gli do anche il culo, quando me lo chiede. Lo faccio venire in bocca. Se tu gli dicessi che sono frocia, ti riderebbe in faccia"
Mi spinse sul letto e mi saltò addosso.
Prese a baciarmi.
Potrei dire di aver cercato di opporre resistenza, ma non fu così.
Le difese che mi ero illusa di aver costruito crollarono di schianto.
Ci spogliammo a vicenda, impazienti di concederci l' un l' altra.
Lei mise la sua faccia tra le mie gambe, io la mia tra le sue.
La valanga mi aveva raggiunto, ma non m' importava: tutto ciò che contava, in quel momento, erano i gemiti di Giulia e il dolce sapore della sua giovane femminilità. Ad ogni passata di lingua, la sentivo fremere più forte: aumentai il ritmo e la portai all' orgasmo.
Le montai sopra e le cavalcai la faccia.
Quando fui venuta anch'io ed eravamo abbracciate a riprendere fiato, lei disse:
"Vuoi scoparmi?"

Prese dal suo zainetto uno strapon nero; mi aiutò a fissarmelo ai fianchi e lo leccò avidamente.
"Se fai lo stesso servizio a Max, capisco perché sia contento" dissi.
"Glielo faccio quando voglio togliermelo da dosso in fretta: viene subito" disse Giulia, sorridendo.
"Sei una vipera. Adesso girati e fammi vedere il tuo bel culetto"
Si mise in posizione e si allargò le natiche con le mani.
"Prendimi, tesoro".

La penetrai, assaporando la sensazione di potere che dà trovarsi, per una volta, in una posizione dominante. Lei mi assecondò, spingendo il suo bacino contro di me.
"Così...siii...dammelo ... dammelo tutto"
Mi chinai in avanti e mi aggrappai al suo seno.
"Oooh.... Sara... Non fermarti... Non fermarti adesso... OOOH... SIII... OOOH".

Non so per quanto tempo andammo avanti. So solo che ci mancò poco che Max e Matteo ci scoprissero: quando rientrarono, avevamo ancora ciascuna il sapore dell' altra sulle labbra e sulla pelle.

Sono passati sei mesi e molte cose sono cambiate: non ho fatto in tempo a disfare gli scatoloni nella villetta dove ero andata a vivere con Matteo, che mi sono trasferita di nuovo. Da sola.
Non gli ho raccontato né di Laura né di Giulia.
Come si può spiegare a un uomo quale dolce tortura sia una lingua che sa come farti godere e sa quando farti venire?
È impossibile.
Ho avuto una fugace avventura con una vicina di casa, curiosa delle relazioni tra donne.
Non ho più visto Laura ma chissà, forse un giorno andrò a cercarla.
Invece, Giulia mi ha contattato: verrà a studiare a Milano e mi ha chiesto di ospitarla.
Può essere un inizio.

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scritto il
2026-04-05
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