Fuochi d'artificio pt 2
di
Lea G
genere
saffico
Mi condusse alla sua camera: nel tempo di un battito, uno dei miei battiti accelerati di quei momenti, fece scivolare il mio vestito a fiori dalle spalle e mi afferrò i polsi, portandomeli sopra la testa.
Riuscì a dire "Ah!", prima di essere messa a tacere dalle sue labbra ; spinse una gamba tra le mie, costringendomi ad alzarmi in punta di piedi.
Mentre ero lì, così, con la sua lingua che prendeva possesso della mia, per un istante, pensai che forse, dopotutto, era quello, ciò che desideravo: essere presa, posseduta con forza e passione.
Mi liberò, ma non mi lasciò il tempo di riprendere fiato: mi spinse sul letto e mi fu sopra.
"L...Laura..." mormorai.
"Cosa?"
"Non ...non farmi del male"
"Ti farò godere come non hai mai goduto in vita tua, piccola".
Di nuovo, mi baciò sulla bocca, poi scese sul collo e da lì, sui seni: quando le sue labbra incontrarono i miei capezzoli, questi erano già duri ed eretti.
Li stimolò con le labbra, la lingua e con piccoli, lievi morsi; li accarezzò a con le dita e col palmo delle mani, strappandomi brevi gemiti.
Mi sfilò le mutandine e tuffò il viso tra le mie gambe. Affrontò la mia femminilità con movimenti concentrici della lingua, alternati a titillamenti del clitoride.
"Oooh...mioddio... Laura..."
Due dita si aggiungessero alla lingua, penetrandomi come un membro guizzante.
A quel punto, persi il controllo: appoggiai le mani sulla sua testa, mentre il bacino le andava incontro.
Sentii l'orgasmo crescere come un' onda di marea, travolgendomi.
"Oh mioddio... Laura... È stato..."
"Ssst... Abbiamo appena cominciato"
Intrecciò le sue gambe con le mie, in modo che le nostre intimità si toccassero e cominciò a muovere il bacino con un movimento ondulatorio.
"N...no...aspetta..."ansimai "...sono troppo sensibile..."
Ma lei non aveva nessuna intenzione di fermarsi; né, evidentemente, l' aveva il mio corpo, che rispose subito a questa nuova stimolazione.
"Oooh...ohhh... Cos' è... Ooh ... Cos' è questo..."
"Godi?"
"Oh siiii... Siii... "
Un nuovo orgasmo montò, ancora più impetuoso del primo e stavolta credetti di perdere conoscenza.
"Adesso tocca a me" disse lei "Fa' vedere alla mamma cosa sai fare con quella tua bella bocca"
Si girò, offrendomi la sua femminilità e io mi attaccai ad essa come se ne dipendesse della mia vita.
"Oooh...piccola, ci sai fare...mmm...si... proprio lì...oooh"
Non avevo mai visto l' intimità di un' altra donna così da vicino, né mi sarei mai immaginata che, un giorno, mi sarei ritrovata ad esplorarne una con la mia lingua.
Ma l' odore di Laura mi stava dando alla testa e la leccai, la baciai e la succhiai finché non la sentii irrigidirsi.
Le sue cosce strinsero la mia testa.
Gridò.
Giacqui lì, tra le braccia di Laura, spossata, per non saprei dire quanto.
Lei mi carezzava la testa e mi parlava, ma non ricordo niente di quello che mi disse.
Ricordo, invece, il tono della sua voce e quanto fosse, a un tempo, rilassante ed eccitante.
Avrei potuto restare lì per sempre.
"Devo andare" dissi "Non vorrei che mio marito tornasse e non mi trovasse in camera"
Mi baciò sulla fronte e sulle labbra.
"Certo"
Mi rivestii in fretta, ma quando fui sulla porta non potei fare a meno di tornare sul letto e baciarla ancora.
"Va'. Non voglio che tu possa avere dei problemi. Ci vediamo domani "
Tornai alla mia camera e aprii piano la porta. Ascoltai. Nessun suono: Matteo non era ancora tornato. Meno male.
Andai subito in bagno, pensando di farmi una doccia, ma in quel momento sentii aprirsi la porta della camera.
"Saraaa...dove sei?" Chiamò una voce piuttosto impastata.
"Sono in bagno. Faccio una doccia"
"Fai presto ".
Quando uscii, lo trovai sdraiato sul letto, ancora vestito, che russava.
Sospirai e mi coricai di fianco a lui.
"S...Sara..."
"Sono qui"
"Ho voglia di scopare"
"Sei ubriaco"
"Sono ubriaco e ho voglia di scopare "
Si voltò verso di me, mi afferrò un polso e mi tirò verso di sé.
"Dai, fammi un pompino"
"Lo sai che non faccio quelle cose. Mi fa schifo. Lo sai"
"Fff ... "
"Sei ubriaco e sei stanco. Dormi, ci pensiamo domattina"
"Già...ci pensiamo sempre domattina..."
Si avvicinò e posò il capo sulla mia spalla.
"Non sarebbe meglio se facessi una doccia anche tu? Puzzi di birra"
"Ci pensiamo domattina" disse: "Hai cambiato profumo?"
"S...si ... Ne ho provato uno nuovo. Ti piace?"
"No"
Riprese a russare.
La mattina dopo, quando mi svegliai, mio marito si era già alzato.
"Ciao. Hai dormito bene?"
"No. Ho un terribile mal di testa"
"Mi sa che hai esagerato, ieri sera. Ti sei divertito?"
"So solo che ho bevuto troppo. Senti, oggi pensavo di andare a pescare con i ragazzi...ti spiace?"
"Beh, speravo che saremmo stati un po' insieme...ma non c' è problema, va' e divertiti. Ne hai bisogno. Io andrò in spiaggia"
"Ok. Mi preparo e vado. Ci vediamo stasera"
Passai la giornata in spiaggia, guardandomi attorno alla ricerca di Laura, ma non la vidi.
La sera, Matteo rientrò poco prima di cena.
Ci eravamo da poco seduti a tavola, quando vidi Laura; mi salutò con un cenno della mano & venne verso di noi.
"Buonasera" disse, quando fu vicina.
"Buonasera" rispose Matteo, rivolgendomi uno sguardo interrogativo.
"È Laura...una signora che ho conosciuto in questi giorni in cui non c' eri"
"Capisco. È da sola? Vuole unirsi a noi?"
"Credo che preferisca cenare da sola" dissi.
"Grazie" disse Laura "Volentieri"
Mi rivolse un sorriso malizioso e si sedette.
"Matteo, giusto? Sara mi ha parlato tanto di lei"
"Male, immagino"
Risero.
"Oh, no, al contrario. Lei è un uomo fortunato".
Venne servita la cena. Laura e Matteo chiacchieravano amabilmente, ma io mi sentivo terribilmente a disagio.
Poco prima che servissero il dolce, Matteo ricevette una telefonata e si allontanò.
Laura spostò la sedia verso di me e allungò una mano sotto al tavolo, appoggiandola sulla mia gamba.
"Ti desidero, tesoro" sussurrò. Sentii la sua mano risalire la mia coscia: istintivamente, serrai le gambe.
"Lo dici a tutte le giovani mogli sole che incontri?"
Lei disegnò un O con la bocca.
"Siamo già a questo punto?" disse. "Siamo già alla gelosia?"
Avrei voluto dirle che si, ero gelosa, ma preferii tacere.
"Sai cosa avrei voglia di fare?" disse, protendosi verso di me. "Andare sotto il tavolo e leccarti tutta. Vorrei farti venire mentre parli con tuo marito"
"Smettila. Sei pazza"
"Si. Di te" Si sporse verso di me e mi baciò.
"Smettila, ti ho detto. Sta tornando"
Matteo raggiunse il tavolo.
"Tutto bene?" Chiese Laura.
"Si, solo una piccola grana di lavoro"
"Capisco" disse Laura, affondando il cucchiaio nel tiramisù.
Qualcosa mi sfiorò la gamba, partendo dalla caviglia e risalendo.
Guardai Laura da sopra il bordo del bicchiere: lei ammiccò.
"Piuttosto, come va il mercato immobiliare, da queste parti?" Chiese Matteo.
"Dal mio punto di vista, benissimo"
"Stavo quasi pensando se non fosse il caso di acquistare una casa per le vacanze"
Laura si appoggiò allo schienale della sedia; in questo modo, poteva spingere il piede più in alto, lungo le mie cosce.
"È un' ottima idea. È bene che sappiate, però, che i prezzi sono piuttosto alti. Ma se volete venire a trovarmi in ufficio, possiamo parlarne "
Sentii le sue dita piegarsi e distendersi sul tessuto delle mie mutandine.
"Cosa ne dici, Sara? Informarsi non costa niente"
"C... certo" dissi, cercando di tenere sotto controllo i brividi che il tocco di Laura mi stavano provocando.
"Sara...stai bene?" chiese Matteo "sei tutta rossa"
"Mi...mi è solo venuto caldo. Ho bisogno di andare a prendere una boccata d'aria fresca"
Il telefono di Matteo suonò di nuovo.
"Ancora?! Senti, andate avanti voi... Io, sistemo questa stronzata e arrivo"
Quando fu uscito dalla sala, Laura ritirò il piede e mi fissò.
"Cosa ti è venuto in mente?" Dissi "Poteva accorgersene..."
"Si, ci siamo andate vicino" rise "ma tu sei stata bravissima"
Rise di nuovo e appoggiò la sua mano sulla mia.
"Vieni, andiamo in terrazza"
Sulla terrazza, la brezza era fresca e portava il profumo del mare e il rumore delle onde che si frangevano sulla spiaggia e sugli scogli.
Laura mi cinse i fianchi con un braccio e mi tirò verso di sé: le sue labbra trovarono le mie e ci baciammo.
"Aspetta... Matteo arriverà da un momento all'altro " dissi.
"Non ti eccita l' idea di poter essere scoperta?"
Mi strizzò le natiche e fece scivolare un dito nel solco.
"Ti prego..."
"Non ti sei eccitata quando ti ho fatto piedino, prima? "
"S...si... Ma..."
"Sara...SARAAA..." chiamò Matteo.
"Siamo qui" risposi.
Matteo emerse dalle scale .
"Ehi ...i ragazzi hanno organizzato una serata al pub. Che ne dici?"
"Io..."
"Vuoi venire anche tu, Laura?"
"Certo. È un' ottima idea".
Mi condusse alla sua camera: nel tempo di un battito, uno dei miei battiti accelerati di quei momenti, fece scivolare il mio vestito a fiori dalle spalle e mi afferrò i polsi, portandomeli sopra la testa.
Riuscì a dire "Ah!", prima di essere messa a tacere dalle sue labbra ; spinse una gamba tra le mie, costringendomi ad alzarmi in punta di piedi.
Mentre ero lì, così, con la sua lingua che prendeva possesso della mia, per un istante, pensai che forse, dopotutto, era quello, ciò che desideravo: essere presa, posseduta con forza e passione.
Mi liberò, ma non mi lasciò il tempo di riprendere fiato: mi spinse sul letto e mi fu sopra.
"L...Laura..." mormorai.
"Cosa?"
"Non ...non farmi del male"
"Ti farò godere come non hai mai goduto in vita tua, piccola".
Di nuovo, mi baciò sulla bocca, poi scese sul collo e da lì, sui seni: quando le sue labbra incontrarono i miei capezzoli, questi erano già duri ed eretti.
Li stimolò con le labbra, la lingua e con piccoli, lievi morsi; li accarezzò a con le dita e col palmo delle mani, strappandomi brevi gemiti.
Mi sfilò le mutandine e tuffò il viso tra le mie gambe. Affrontò la mia femminilità con movimenti concentrici della lingua, alternati a titillamenti del clitoride.
"Oooh...mioddio... Laura..."
Due dita si aggiungessero alla lingua, penetrandomi come un membro guizzante.
A quel punto, persi il controllo: appoggiai le mani sulla sua testa, mentre il bacino le andava incontro.
Sentii l'orgasmo crescere come un' onda di marea, travolgendomi.
"Oh mioddio... Laura... È stato..."
"Ssst... Abbiamo appena cominciato"
Intrecciò le sue gambe con le mie, in modo che le nostre intimità si toccassero e cominciò a muovere il bacino con un movimento ondulatorio.
"N...no...aspetta..."ansimai "...sono troppo sensibile..."
Ma lei non aveva nessuna intenzione di fermarsi; né, evidentemente, l' aveva il mio corpo, che rispose subito a questa nuova stimolazione.
"Oooh...ohhh... Cos' è... Ooh ... Cos' è questo..."
"Godi?"
"Oh siiii... Siii... "
Un nuovo orgasmo montò, ancora più impetuoso del primo e stavolta credetti di perdere conoscenza.
"Adesso tocca a me" disse lei "Fa' vedere alla mamma cosa sai fare con quella tua bella bocca"
Si girò, offrendomi la sua femminilità e io mi attaccai ad essa come se ne dipendesse della mia vita.
"Oooh...piccola, ci sai fare...mmm...si... proprio lì...oooh"
Non avevo mai visto l' intimità di un' altra donna così da vicino, né mi sarei mai immaginata che, un giorno, mi sarei ritrovata ad esplorarne una con la mia lingua.
Ma l' odore di Laura mi stava dando alla testa e la leccai, la baciai e la succhiai finché non la sentii irrigidirsi.
Le sue cosce strinsero la mia testa.
Gridò.
Giacqui lì, tra le braccia di Laura, spossata, per non saprei dire quanto.
Lei mi carezzava la testa e mi parlava, ma non ricordo niente di quello che mi disse.
Ricordo, invece, il tono della sua voce e quanto fosse, a un tempo, rilassante ed eccitante.
Avrei potuto restare lì per sempre.
"Devo andare" dissi "Non vorrei che mio marito tornasse e non mi trovasse in camera"
Mi baciò sulla fronte e sulle labbra.
"Certo"
Mi rivestii in fretta, ma quando fui sulla porta non potei fare a meno di tornare sul letto e baciarla ancora.
"Va'. Non voglio che tu possa avere dei problemi. Ci vediamo domani "
Tornai alla mia camera e aprii piano la porta. Ascoltai. Nessun suono: Matteo non era ancora tornato. Meno male.
Andai subito in bagno, pensando di farmi una doccia, ma in quel momento sentii aprirsi la porta della camera.
"Saraaa...dove sei?" Chiamò una voce piuttosto impastata.
"Sono in bagno. Faccio una doccia"
"Fai presto ".
Quando uscii, lo trovai sdraiato sul letto, ancora vestito, che russava.
Sospirai e mi coricai di fianco a lui.
"S...Sara..."
"Sono qui"
"Ho voglia di scopare"
"Sei ubriaco"
"Sono ubriaco e ho voglia di scopare "
Si voltò verso di me, mi afferrò un polso e mi tirò verso di sé.
"Dai, fammi un pompino"
"Lo sai che non faccio quelle cose. Mi fa schifo. Lo sai"
"Fff ... "
"Sei ubriaco e sei stanco. Dormi, ci pensiamo domattina"
"Già...ci pensiamo sempre domattina..."
Si avvicinò e posò il capo sulla mia spalla.
"Non sarebbe meglio se facessi una doccia anche tu? Puzzi di birra"
"Ci pensiamo domattina" disse: "Hai cambiato profumo?"
"S...si ... Ne ho provato uno nuovo. Ti piace?"
"No"
Riprese a russare.
La mattina dopo, quando mi svegliai, mio marito si era già alzato.
"Ciao. Hai dormito bene?"
"No. Ho un terribile mal di testa"
"Mi sa che hai esagerato, ieri sera. Ti sei divertito?"
"So solo che ho bevuto troppo. Senti, oggi pensavo di andare a pescare con i ragazzi...ti spiace?"
"Beh, speravo che saremmo stati un po' insieme...ma non c' è problema, va' e divertiti. Ne hai bisogno. Io andrò in spiaggia"
"Ok. Mi preparo e vado. Ci vediamo stasera"
Passai la giornata in spiaggia, guardandomi attorno alla ricerca di Laura, ma non la vidi.
La sera, Matteo rientrò poco prima di cena.
Ci eravamo da poco seduti a tavola, quando vidi Laura; mi salutò con un cenno della mano & venne verso di noi.
"Buonasera" disse, quando fu vicina.
"Buonasera" rispose Matteo, rivolgendomi uno sguardo interrogativo.
"È Laura...una signora che ho conosciuto in questi giorni in cui non c' eri"
"Capisco. È da sola? Vuole unirsi a noi?"
"Credo che preferisca cenare da sola" dissi.
"Grazie" disse Laura "Volentieri"
Mi rivolse un sorriso malizioso e si sedette.
"Matteo, giusto? Sara mi ha parlato tanto di lei"
"Male, immagino"
Risero.
"Oh, no, al contrario. Lei è un uomo fortunato".
Venne servita la cena. Laura e Matteo chiacchieravano amabilmente, ma io mi sentivo terribilmente a disagio.
Poco prima che servissero il dolce, Matteo ricevette una telefonata e si allontanò.
Laura spostò la sedia verso di me e allungò una mano sotto al tavolo, appoggiandola sulla mia gamba.
"Ti desidero, tesoro" sussurrò. Sentii la sua mano risalire la mia coscia: istintivamente, serrai le gambe.
"Lo dici a tutte le giovani mogli sole che incontri?"
Lei disegnò un O con la bocca.
"Siamo già a questo punto?" disse. "Siamo già alla gelosia?"
Avrei voluto dirle che si, ero gelosa, ma preferii tacere.
"Sai cosa avrei voglia di fare?" disse, protendosi verso di me. "Andare sotto il tavolo e leccarti tutta. Vorrei farti venire mentre parli con tuo marito"
"Smettila. Sei pazza"
"Si. Di te" Si sporse verso di me e mi baciò.
"Smettila, ti ho detto. Sta tornando"
Matteo raggiunse il tavolo.
"Tutto bene?" Chiese Laura.
"Si, solo una piccola grana di lavoro"
"Capisco" disse Laura, affondando il cucchiaio nel tiramisù.
Qualcosa mi sfiorò la gamba, partendo dalla caviglia e risalendo.
Guardai Laura da sopra il bordo del bicchiere: lei ammiccò.
"Piuttosto, come va il mercato immobiliare, da queste parti?" Chiese Matteo.
"Dal mio punto di vista, benissimo"
"Stavo quasi pensando se non fosse il caso di acquistare una casa per le vacanze"
Laura si appoggiò allo schienale della sedia; in questo modo, poteva spingere il piede più in alto, lungo le mie cosce.
"È un' ottima idea. È bene che sappiate, però, che i prezzi sono piuttosto alti. Ma se volete venire a trovarmi in ufficio, possiamo parlarne "
Sentii le sue dita piegarsi e distendersi sul tessuto delle mie mutandine.
"Cosa ne dici, Sara? Informarsi non costa niente"
"C... certo" dissi, cercando di tenere sotto controllo i brividi che il tocco di Laura mi stavano provocando.
"Sara...stai bene?" chiese Matteo "sei tutta rossa"
"Mi...mi è solo venuto caldo. Ho bisogno di andare a prendere una boccata d'aria fresca"
Il telefono di Matteo suonò di nuovo.
"Ancora?! Senti, andate avanti voi... Io, sistemo questa stronzata e arrivo"
Quando fu uscito dalla sala, Laura ritirò il piede e mi fissò.
"Cosa ti è venuto in mente?" Dissi "Poteva accorgersene..."
"Si, ci siamo andate vicino" rise "ma tu sei stata bravissima"
Rise di nuovo e appoggiò la sua mano sulla mia.
"Vieni, andiamo in terrazza"
Sulla terrazza, la brezza era fresca e portava il profumo del mare e il rumore delle onde che si frangevano sulla spiaggia e sugli scogli.
Laura mi cinse i fianchi con un braccio e mi tirò verso di sé: le sue labbra trovarono le mie e ci baciammo.
"Aspetta... Matteo arriverà da un momento all'altro " dissi.
"Non ti eccita l' idea di poter essere scoperta?"
Mi strizzò le natiche e fece scivolare un dito nel solco.
"Ti prego..."
"Non ti sei eccitata quando ti ho fatto piedino, prima? "
"S...si... Ma..."
"Sara...SARAAA..." chiamò Matteo.
"Siamo qui" risposi.
Matteo emerse dalle scale .
"Ehi ...i ragazzi hanno organizzato una serata al pub. Che ne dici?"
"Io..."
"Vuoi venire anche tu, Laura?"
"Certo. È un' ottima idea".
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