Sonia2
di
Anna_83
genere
gay
Restiamo abbracciate per lunghi minuti, i nostri respiri che si mescolano. Sento il cuore di Sonia battere forte contro il mio seno. Poi, lentamente, qualcosa cambia in lei. Il suo abbraccio si fa più deciso, le sue dita affondano con più forza tra i miei capelli rossi. Si stacca appena dal mio petto e mi guarda negli occhi. Il suo sguardo è diverso: più scuro, più caldo, più autoritario.
«Ora tocca a te, Anna» sussurra con una voce bassa, quasi roca. «Hai giocato a fare la generosa… ma io voglio vederti cedere.»
Un brivido mi attraversa tutta. Non me l’aspettavo. Sonia, che fino a pochi minuti fa tremava sotto la mia lingua, ora mi guarda come se fossi sua.
Si alza dal letto con grazia felina. Prende dalla sedia due sciarpe di seta leggere, una nera e una bordeaux. Torna da me con un sorriso dolce ma fermo.
«Mani sopra la testa, tesoro.»
Obbedisco senza fiato. Sonia mi lega i polsi insieme con la sciarpa nera, poi fissa l’altro capo alla testiera del letto. Non è stretto, ma abbastanza da non farmi abbassare le braccia. La seconda sciarpa la usa per bendarmi gli occhi. Il mondo diventa buio e setoso. Sento solo il suo respiro e il fruscio delle lenzuola.
«Sei bellissima così…» mormora, la voce carica di desiderio. «Le tue tette enormi esposte, le braccia legate, completamente alla mia mercé.»
Sento il suo peso sul letto. Si mette a cavalcioni sui miei fianchi. Le sue mani piccole e calde scivolano sui miei seni pesanti, li stringono, li sollevano, li schiacciano uno contro l’altro. I miei capezzoli sono durissimi. Sonia si abbassa e ne prende uno in bocca, succhiandolo con forza, mordicchiandolo piano mentre con l’altra mano pizzica l’altro capezzolo. Un gemito mi sfugge dalle labbra.
«Brava… fammi sentire quanto ti piace» dice lei, ora decisamente dominante.
Scende con la bocca lungo il mio corpo, lasciando una scia di baci umidi. Mi apre le gambe con decisione, piegandomi le ginocchia. Sono completamente esposta, legata e bendata. Sento il suo respiro caldo sulla mia figa già bagnatissima.
«Guarda come sei fradicia…» sussurra, quasi prendendomi in giro con dolcezza. «Hai goduto tanto a farmi venire… ora è il mio turno di giocare con te.»
La sua lingua mi sfiora appena il clitoride, una leccata leggerissima che mi fa sussultare. Poi si ferma. Mi tortura così per minuti: leccate lente, baci sulle grandi labbra, soffi caldi, ma mai abbastanza. Ogni volta che i miei fianchi cercano di spingersi verso di lei, Sonia si ritrae.
«Stai ferma» ordina piano, ma con fermezza. «Oggi comando io.»
Finalmente affonda la lingua dentro di me, profonda, mentre due dita mi entrano piano. Inizia un ritmo lento ma implacabile: lingua sul clitoride, dita curve che massaggiano quel punto dentro di me che mi fa impazzire. Le mie braccia tirano istintivamente contro la sciarpa di seta, ma non riesco a muovermi. Questa impotenza mi eccita da morire. Mi sento sua. Completamente.
Sonia accelera. Sento i suoi capelli neri che mi sfiorano l’interno delle cosce. Succhia il mio clitoride con passione, le dita che entrano ed escono più veloci. Il piacere sale fortissimo, caldo, liquido.
«Sonia… ti prego…» ansimo, la voce spezzata.
«Vieni per me, Anna. Voglio sentirti crollare.»
Non resisto più. L’orgasmo mi travolge come un’onda violenta. Il mio corpo si tende contro i legacci, le tette che ballano, la schiena che si inarca. Urlo il suo nome mentre vengo, forte, bagnandole la mano e il mento. Sonia non si ferma: continua a leccarmi piano, accompagnando ogni contrazione, prolungando il piacere finché non tremo e singhiozzo di piacere.
Solo quando mi rilasso completamente, esausta, Sonia sale su di me. Mi slega gli occhi e i polsi con dolcezza, poi mi abbraccia forte, tornando la ragazza tenera di prima.
Mi bacia le labbra con infinita tenerezza.
«Ti è piaciuto sentirti mia?» mi chiede piano, accarezzandomi i capelli rossi.
Io, ancora tremante, riesco solo a sorridere e annuire, stringendola a me.
«Sì… tantissimo.»
Restiamo così, intrecciate, sudate, felici. Io con il corpo ancora pulsante di piacere, lei con lo sguardo soddisfatto di chi ha appena scoperto il gusto del potere… e io ho adorato donarglielo.
«Ora tocca a te, Anna» sussurra con una voce bassa, quasi roca. «Hai giocato a fare la generosa… ma io voglio vederti cedere.»
Un brivido mi attraversa tutta. Non me l’aspettavo. Sonia, che fino a pochi minuti fa tremava sotto la mia lingua, ora mi guarda come se fossi sua.
Si alza dal letto con grazia felina. Prende dalla sedia due sciarpe di seta leggere, una nera e una bordeaux. Torna da me con un sorriso dolce ma fermo.
«Mani sopra la testa, tesoro.»
Obbedisco senza fiato. Sonia mi lega i polsi insieme con la sciarpa nera, poi fissa l’altro capo alla testiera del letto. Non è stretto, ma abbastanza da non farmi abbassare le braccia. La seconda sciarpa la usa per bendarmi gli occhi. Il mondo diventa buio e setoso. Sento solo il suo respiro e il fruscio delle lenzuola.
«Sei bellissima così…» mormora, la voce carica di desiderio. «Le tue tette enormi esposte, le braccia legate, completamente alla mia mercé.»
Sento il suo peso sul letto. Si mette a cavalcioni sui miei fianchi. Le sue mani piccole e calde scivolano sui miei seni pesanti, li stringono, li sollevano, li schiacciano uno contro l’altro. I miei capezzoli sono durissimi. Sonia si abbassa e ne prende uno in bocca, succhiandolo con forza, mordicchiandolo piano mentre con l’altra mano pizzica l’altro capezzolo. Un gemito mi sfugge dalle labbra.
«Brava… fammi sentire quanto ti piace» dice lei, ora decisamente dominante.
Scende con la bocca lungo il mio corpo, lasciando una scia di baci umidi. Mi apre le gambe con decisione, piegandomi le ginocchia. Sono completamente esposta, legata e bendata. Sento il suo respiro caldo sulla mia figa già bagnatissima.
«Guarda come sei fradicia…» sussurra, quasi prendendomi in giro con dolcezza. «Hai goduto tanto a farmi venire… ora è il mio turno di giocare con te.»
La sua lingua mi sfiora appena il clitoride, una leccata leggerissima che mi fa sussultare. Poi si ferma. Mi tortura così per minuti: leccate lente, baci sulle grandi labbra, soffi caldi, ma mai abbastanza. Ogni volta che i miei fianchi cercano di spingersi verso di lei, Sonia si ritrae.
«Stai ferma» ordina piano, ma con fermezza. «Oggi comando io.»
Finalmente affonda la lingua dentro di me, profonda, mentre due dita mi entrano piano. Inizia un ritmo lento ma implacabile: lingua sul clitoride, dita curve che massaggiano quel punto dentro di me che mi fa impazzire. Le mie braccia tirano istintivamente contro la sciarpa di seta, ma non riesco a muovermi. Questa impotenza mi eccita da morire. Mi sento sua. Completamente.
Sonia accelera. Sento i suoi capelli neri che mi sfiorano l’interno delle cosce. Succhia il mio clitoride con passione, le dita che entrano ed escono più veloci. Il piacere sale fortissimo, caldo, liquido.
«Sonia… ti prego…» ansimo, la voce spezzata.
«Vieni per me, Anna. Voglio sentirti crollare.»
Non resisto più. L’orgasmo mi travolge come un’onda violenta. Il mio corpo si tende contro i legacci, le tette che ballano, la schiena che si inarca. Urlo il suo nome mentre vengo, forte, bagnandole la mano e il mento. Sonia non si ferma: continua a leccarmi piano, accompagnando ogni contrazione, prolungando il piacere finché non tremo e singhiozzo di piacere.
Solo quando mi rilasso completamente, esausta, Sonia sale su di me. Mi slega gli occhi e i polsi con dolcezza, poi mi abbraccia forte, tornando la ragazza tenera di prima.
Mi bacia le labbra con infinita tenerezza.
«Ti è piaciuto sentirti mia?» mi chiede piano, accarezzandomi i capelli rossi.
Io, ancora tremante, riesco solo a sorridere e annuire, stringendola a me.
«Sì… tantissimo.»
Restiamo così, intrecciate, sudate, felici. Io con il corpo ancora pulsante di piacere, lei con lo sguardo soddisfatto di chi ha appena scoperto il gusto del potere… e io ho adorato donarglielo.
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