In viaggio 3
di
Dolores trav
genere
trans
Tornai giù e abbracciai Gino, lo baciai e lui mi strinse a sè forte forte.
-Mi sembra che un Freccia Rossa m'abbia violentato il culetto.... Sei un demonio quando ti ci metti...-
-Sei tu che mi rendi così porco... era tanto che non avevo una soddisfazione sessuale così intensa... Sei bella e fuori e dentro-
-Dentro... al sedere?- Dissi sorridendo
-Mmmm sei proprio una zoccoletta... che vai a pensare... toh, vè-
Disse mollandomi una sculacciata amorevole.
Lo baciai appassionatamente e lui ricambiò con altrettanto impeto, ma non era un bacio di sesso. Era uno scambio amoroso fra due quasi estranei. Ci coccolammo ancora qualche minuto, Gino mi passò il rotolone di carta da cucina che aveva acquistato col quale mi svuotai dell'abbondante sborrata per non insudiciare il nostro letto.
Gino mi osservava mentre mi liberavo e commentò:
-Cristo Dolores... ti ho fatto un culo come una grotta... e ti trovo ancora più sexy. Sei davvero la mia Busoncina.-
Mi baciò sulle spalle, spense la luce di cortesia e si posizionò sul fianco dietro di me abbracciandomi teneramente... E così ci addormentammo soddisfatti e felici.
All'indomani ad un orario allucinante come al solito mi svegliò appoggiando sulla brandina cornetti e caffè in bicchierone.
-Su piccina sveglia... dobbiamo partire... Amburgo ci aspetta, e dobbiamo arrivare entro la notte, domattina dobbiamo scaricare al Centro commerciale... abbiamo appuntamento alle 08,30 e quelli son tedeschi, pretendono puntualità.-
-Uffiiii... ma è un lavoro terribile il tuo... non si dorme mai, ecco...- dissi con vocina lacrimosa da bimba tignosa.
Sbadigliai e mi sedetti sul letto. Guardai fuori dal grande vetro anteriore ed eravamo in un autogrill; Gino era già sveglio da un pezzo.
-Però devo dire che sei stato super efficiente... senti che profumino invitante-
E' che dobbiamo andare Dolly... ho preso anche dei panini per non fermarci se non per fare il pieno.-
-A chi vuoi fare il pieno tu??- Dissi fingendomi adirata.
-Oddio Dolores...sei un erotomane... eheheh... ma pensi solo a quello?- Ribattè sorridente.
-Perchè c'è qualcosa d'altro?- Gli lanciai un occhiata civettuola.
-Ne riparliamo ad Amburgo... Porcellina! Dai su, mangia in fretta e corri a sciacquare il tuo bel posteriore, Monellaccia.-
-Ok ok... faccio subito.-
Quando tornai dal bagno Il camion era già acceso e feci una corsetta per non farmi sgridare per i miei tempi mattutini, ma ero davvero ancora in coma per la nottata di sesso sfrenato. Salì e prima che chiudessi lo sportello Gino partì in quarta.
Anche lui non era esattamente un fiorellino, ma l'indole imprenditoriale lo metteva in modalità lavoro serio e soprattutto puntuale. Di fatto non parlammo per un po', la situazione era senz'altro serena, ma eravamo entrambi stanchi e io cominciai a giocherellare col telefono mentre lui era concentrato sulla guida.
-Cazzo, siamo ancora lontanissimi... speriamo di farcela.-
-Ma si dai Gino, ci sei tu al volante... non possiamo fallire... a proposito di guida... quando mi farai provare a guidare il camion?-
-Ma sei fuori Dolly?- disse con voce pacata -Hai idea di che difficoltà sia guidare uno di questi mostri? io ho iniziato a 21 anni, per questo ti sembra semplice... ma non lo é.-
-Ma guarda che io so guidare, sai?- Risposi da brava effeminata.
-Non ho dubbi Dolly, che tu sua bravissima con la macchina... ma questo è tutto un altro mondo, davvero SAI? E quel SAI lo disse scimmiottando i miei modi.
-Brutto, brutto, brutto... ecco!- e gli diedi uno schiaffetto sulla spalla.
Gino rise e aggiunse: - No davvero Dolly... oltre alla difficoltà c'è anche la responsabilità del carico... è tutta roba elettronica, televisori, computer, Hi-Fi ecc.... è un cospicuo valore, e poi tu hai la patente C E?-
-bè... no-
-E allora il discorso si chiude qui...-
-Uffiii... sei cattivo- dissi col solito tono.
Avevamo percorso già un sacco di Km e a Kassel Gino si fermò per riposare una mezz'oretta e per rifocillarci, io scesi dal mezzo ed entrai nel negozio per prendere un po' di birre, eravamo in Germania e vuoi proprio di non assaggiarne qualcuna? Erano già fredde ma le misi comunque nel mobile bar per mantenerle tali, tranne una che stappai e sorseggiai golosamente... Era ottima e la passai a Gino per provarla, lui ne prese una piccola sorsata e me la ripassò.
-Qui con l'alcol non scherzano per niente... me ne tracannerò una stanotte prima di dormire.-
Continuai a sorseggiare la mia birra mentre Gino fece rifornimento di gasolio e ripartimmo spediti, ma una volta finita la bottiglia mi sentivo alquanto brilla e cominciarono a salirmi certe idee.
-Coma va Gino? ti senti bene?-
-Si.. perchè me lo chiedi?-
-Perchè...non lo so perchè...- Mi avvicinai e gli misi un braccio sulle spalle.
-Forse...posso toccarti il pacco mentre guidi?-
-Ahahah... sei pazzesca Dolly... accomodati, non mi da nessun problema- Ciò detto allargo le cosce.
Prontamente la mia mano scivolò lungo il suo corpo fino alle palle
che presi a palpare con delicatezza.
-Quanto sei troia Dolly... Ti adoro...-
-Si sono troia e mi piace da morire... E ancor di più mi piace toccare il pacco agli omacci come te... eheheh-
-Così mi piaci tesoro... sei un incanto-
Poi la manina scivolò dentro le mutande e lo presi in mano... si stava rinvigorendo, così iniziai a segarlo con la massima cura, mentre l'altra mano stringeva il deltoide di Gino.
-Woww piccola pestifera che sei...-
-Mmmmm mi sembra che anche lui ne abbia voglia... ha già iniziato ad alzare la sua testona-
-Mmmmmm si è molto sensibile a certe attenzioni-
-Ora... secondo me... vorrebbe essere baciato, non credi anche tu?
-Proprio così tesoro, proprio così.... dovresti accontentarlo, tu sei così esperta in questa tipologia di richieste...-
Semisdraiata di fianco sul sedile presi le due palle nel palmo della mano soppesandole, le labbra scoperchiarono la cappella ed iniziai a succhiare avidamente come se fosse il primo uccello della mia vita.
-Se vuoi... puoi toccarmi il culetto... se ti fa piacere- Gli sussurrai.
Gino s'infilò un dito in bocca sbavandolo e si diresse direttamente al buchetto che profanò immediatamente sotto la minigonna.
-Uuuhhssiiii.... mmmmmmmmm- Miagolai
-Mmmmmm tigrotta... sei sempre accogliente tu, eh?-
Annuii guardandolo fisso mentre avevo la bocca piena di carne.
-Mmmmmmm Sii siii così piccola... brava sssiii-
Pompavo quella fava mentre Gino mi trivellava il sedere col dito, ero in estasi e salivo e scendevo ruotando costantemente la testa, senza averne mai abbastanza, da vera ninfomane volevo bere anche il suo latte eccitata sempre più... Leccavo l'asta, la segavo, la sbavavo e risucchiavo tutto con la lingua e con le labbra in una sorta di adorazione fallica, quando Gino esclamò:
-Una pattuglia, una pattuglia.... tirati su presto!!-
Mi stappò il culetto brutalmente e mi sollevò la testa da quello che sarebbe stata la mia fonte, si riassestò i pantaloncini e mi intimò di sedermi prima che potessero vederci.
La polizei alzò la paletta e dovemmo fermarci per accertamenti, Gino scese dal camion coi documenti e in 15 minuti eravamo di nuovo in marcia indenni, ma ormai tra lo spavento e l'interruzione forzata il momento era passato. Così il nostro viaggio continuava tra qualche chiacchiera e momenti di musica e basta.
Giungemmo a 20 km da Amburgo quando il conta ore disse stop, così ci fermammo in un distributore con parcheggio mezzi pesanti e bar e noi mangiammo qualcosa, ci demmo una ripulita e salimmo nuovamente in camion per la notte.
Mi spogliai nuda e Gino anche, ci abbracciammo e ci baciammo cercando di ritrovare l'emozione del pomeriggio, le mani dell'uomo presero a palparmi le natiche, a stringerle, a divaricarle mentre io abbracciata a lui gli distribuivo baci a ripetizione, la mia manina fra le sue cosce.
-Gino... la notte scorsa mi hai fatta impazzire, e io adoro essere presa come hai fatto tu... ma stanotte vorrei essere io a farti godere prendendo in mano la situazione... ti va?-
-Ma tu hai già qualcosa in mano... non è vero? Ahahah.... ma certo Dolly... mi affido alle tue cure-
-Ok amore... ti piacerà.. sdraiati supino-
Mi capovolsi e mi parcheggiai in ginocchio col culo sul viso di Gino e il suo cazzo in bocca, sculettando lo invitavo a lucidarmi per bene il buchetto invogliandolo pompandogli la nerchia già dura. Le sue mani dapprima mi accarezzavano le cosce poi con una doppia sculacciata me le ritrovai sulle chiappe a divaricarmele. la sua lingua iniziò a guizzare tutto intorno al perimetro dell'orifizio. Oddio come mi piaceva, era un linguista provetto, lo sentivo fare rapide infiltrazioni dentro limonandomi in profondità per poi riprendere a lucidare i bordi e il solco del culo. Da parte mia succhiavo con vigore segando quel membro marmoreo, e con più ne ingoiavo, con più sentivo la necessità di affondarlo ulteriormente.
-Mmmmmm tesoro, sei un campione con la lingua, ancora un po' e vengo solo per quello.-
-Tanti anni di esperienza danno i suoi frutti amore-
-Ora ti prego fidati di me....- Dissi in tono serio -Mettiti a pecorina... non temere, con me sei sicuro come con una donna..._
-Mi raccomando eh... non facciamo scherzi da prete- disse sorridendo e mi esaudì.
-Mmmm che bel sederone peloso.... allarga le cosce amore- E ancora mi obbedì.
In ginocchio dietro di lui gli portai il cazzone duro indietro, come fosse una Colt a tamburo puntata sulla mia faccia, e quindi iniziai a succhiare la cappella tenendo il cazzo in posa al fine di potergli leccare tutta l'asta, le palle, e il buchetto blindato sul quale mi soffermavo a titillare con la lingua. Poi ripercorrendo la stessa strada a ritroso succhiavo abbondantemente il cazzo ingoiandolo fino in gola. Gino mugolava di piacere gocciolante per il trattamento che gli stavo facendo e la voglia cresceva dentro di noi man mano che il gioco procedeva. Poi quando lo giudicai pronto, lo feci sdraiare supino e gli montai a cavalcioni facendo bene attenzione a posizionare il palo nel solco del mio culetto, e a quel punto mi chinai a cercare la sua bocca, la sua lingua, il suo calore, Iniziai a limonarlo con passione mentre con le chiappe strette cercavo di segargli il cazzo. Gino mi abbracciava e ricambiava i miei baci con lo stesso mio impeto e passione, senza mai però avere un gesto di brutalità... si godeva il mio servizio.
Poi m'impuntai la mazza al buco del culo e con una spinta del bacino me lo feci scorrere tutto dentro fino alle palle, le mie mani sui pettorali dell'uomo, iniziai a sculettare in circolo.
-Ohhhsssiiii Gino mmmmmmmmm come mi piace il tuo uccellone...- Gli dissi sottovoce.
-E' tuo ogni volta che lo desideri amore... come lo sono anch'io-
-Miooo sssiii... quando lo voglio.. dove lo voglio... come lo voglio- continuai bisbigliando -Ora ti faccio una bocchino col culo amore-
Strizzai il buco forte forte e risalii lentamente fin quasi a farmelo uscire, poi di scatto lo mollai completamente ricadendo in basso atterrando sul perineo, e ancora strizzai forte risalendo lenta sin alla cappella, e ancora ricaddi tutta aperta col culo sul suo inguine.... e ancora e ancora e ancora e ancora...
Gino mi affibbiò una sculacciata.
-Non ti fermare Dolly... continua così che sono al settimo cielo-
-Sssii continuo all'infinito, continuo a succhiartelo col culo... lo vedo che ti piace...-
E così feci... continuai per una decina di minuti gustando l'enfasi del momento fermandomi solo per limonare quell'uomo totalmente subordinato alla mia azione e godendo del mio e del suo piacere.
Mi ruotai di 180° mostrandogli con che fame il culetto gli faceva sparire l'uccello in un vortice che sembrava non avere mai fondo.
-Sculacciami Gino.... prendimi a sberle il sedere, ti prego-
Schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff, non se lo fece ripetere.
-Ohhhsssiii siiiii ahhhhh siiii mmmmmm, così siii sii mi piace siii-
-Continua Dolly, non ti fermare... sto impazzendo-
Schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff.
-Mmmmmmmm sii siiiiii siiiiiiiiii Ginoooo.... oddiiiooooo ssssiiii-
-Te ne do finchè vuoi Busoncina.... madonna che rotta in culo che sei!-
-Ssssiii rotta in culo siiii mmmmmmmmm ti adoro-
A quelle ultime parole Gino non sopportò oltre, mi afferrò con le mani da dietro le ginocchia, le sollevò in alto facendomi sdraiare sul suo corpo, così mi ritrovai con la testa accanto alla sua e mi limonò con passione iniziando a incularmi da sotto con forza.
-Ohhsiii amore siiii cosììì siii sii inculami tutta- Gridai con la mia vocina.
-Mmmmmmmm siiii adesso ti sfondo il culo Busona che sei-
Inizio a mitragliarmi d'inculate come fosse una macchina del sesso a tutta birra, io impalata mugolavo, ansimavo, piagnucolavo e ridacchiavo in un delirio erotico che era partito in sordina e stava per esplodere come una bomba.
-Siii Gino forte... cosììì siii mmmmm oddiiiooooooo-
-Arrivo Dolly... sto arrivando... sto per riempirti... per farcirti mmmm siii siiii-
La mia pisellina iniziò e sgocciolare e il culetto a strizzare e Gino a ruggire e io a strillare.
Mi girò su fianco brutalmente e brutalmente prese ad ararmi fra le natiche con una forza e un eccitamento decisamente folli, pochi istanti dopo mi sentii invadere di calore liquido mentre Gino sbuffava come una locomotiva. Ancora una volta il piacere ci raggiunse insieme. Sudati e sfiniti rimanemmo statici e ammutoliti, e dopo qualche minuto mi alzai per portare in cuccetta 2 birre fesche.
-Mi sembra che un Freccia Rossa m'abbia violentato il culetto.... Sei un demonio quando ti ci metti...-
-Sei tu che mi rendi così porco... era tanto che non avevo una soddisfazione sessuale così intensa... Sei bella e fuori e dentro-
-Dentro... al sedere?- Dissi sorridendo
-Mmmm sei proprio una zoccoletta... che vai a pensare... toh, vè-
Disse mollandomi una sculacciata amorevole.
Lo baciai appassionatamente e lui ricambiò con altrettanto impeto, ma non era un bacio di sesso. Era uno scambio amoroso fra due quasi estranei. Ci coccolammo ancora qualche minuto, Gino mi passò il rotolone di carta da cucina che aveva acquistato col quale mi svuotai dell'abbondante sborrata per non insudiciare il nostro letto.
Gino mi osservava mentre mi liberavo e commentò:
-Cristo Dolores... ti ho fatto un culo come una grotta... e ti trovo ancora più sexy. Sei davvero la mia Busoncina.-
Mi baciò sulle spalle, spense la luce di cortesia e si posizionò sul fianco dietro di me abbracciandomi teneramente... E così ci addormentammo soddisfatti e felici.
All'indomani ad un orario allucinante come al solito mi svegliò appoggiando sulla brandina cornetti e caffè in bicchierone.
-Su piccina sveglia... dobbiamo partire... Amburgo ci aspetta, e dobbiamo arrivare entro la notte, domattina dobbiamo scaricare al Centro commerciale... abbiamo appuntamento alle 08,30 e quelli son tedeschi, pretendono puntualità.-
-Uffiiii... ma è un lavoro terribile il tuo... non si dorme mai, ecco...- dissi con vocina lacrimosa da bimba tignosa.
Sbadigliai e mi sedetti sul letto. Guardai fuori dal grande vetro anteriore ed eravamo in un autogrill; Gino era già sveglio da un pezzo.
-Però devo dire che sei stato super efficiente... senti che profumino invitante-
E' che dobbiamo andare Dolly... ho preso anche dei panini per non fermarci se non per fare il pieno.-
-A chi vuoi fare il pieno tu??- Dissi fingendomi adirata.
-Oddio Dolores...sei un erotomane... eheheh... ma pensi solo a quello?- Ribattè sorridente.
-Perchè c'è qualcosa d'altro?- Gli lanciai un occhiata civettuola.
-Ne riparliamo ad Amburgo... Porcellina! Dai su, mangia in fretta e corri a sciacquare il tuo bel posteriore, Monellaccia.-
-Ok ok... faccio subito.-
Quando tornai dal bagno Il camion era già acceso e feci una corsetta per non farmi sgridare per i miei tempi mattutini, ma ero davvero ancora in coma per la nottata di sesso sfrenato. Salì e prima che chiudessi lo sportello Gino partì in quarta.
Anche lui non era esattamente un fiorellino, ma l'indole imprenditoriale lo metteva in modalità lavoro serio e soprattutto puntuale. Di fatto non parlammo per un po', la situazione era senz'altro serena, ma eravamo entrambi stanchi e io cominciai a giocherellare col telefono mentre lui era concentrato sulla guida.
-Cazzo, siamo ancora lontanissimi... speriamo di farcela.-
-Ma si dai Gino, ci sei tu al volante... non possiamo fallire... a proposito di guida... quando mi farai provare a guidare il camion?-
-Ma sei fuori Dolly?- disse con voce pacata -Hai idea di che difficoltà sia guidare uno di questi mostri? io ho iniziato a 21 anni, per questo ti sembra semplice... ma non lo é.-
-Ma guarda che io so guidare, sai?- Risposi da brava effeminata.
-Non ho dubbi Dolly, che tu sua bravissima con la macchina... ma questo è tutto un altro mondo, davvero SAI? E quel SAI lo disse scimmiottando i miei modi.
-Brutto, brutto, brutto... ecco!- e gli diedi uno schiaffetto sulla spalla.
Gino rise e aggiunse: - No davvero Dolly... oltre alla difficoltà c'è anche la responsabilità del carico... è tutta roba elettronica, televisori, computer, Hi-Fi ecc.... è un cospicuo valore, e poi tu hai la patente C E?-
-bè... no-
-E allora il discorso si chiude qui...-
-Uffiii... sei cattivo- dissi col solito tono.
Avevamo percorso già un sacco di Km e a Kassel Gino si fermò per riposare una mezz'oretta e per rifocillarci, io scesi dal mezzo ed entrai nel negozio per prendere un po' di birre, eravamo in Germania e vuoi proprio di non assaggiarne qualcuna? Erano già fredde ma le misi comunque nel mobile bar per mantenerle tali, tranne una che stappai e sorseggiai golosamente... Era ottima e la passai a Gino per provarla, lui ne prese una piccola sorsata e me la ripassò.
-Qui con l'alcol non scherzano per niente... me ne tracannerò una stanotte prima di dormire.-
Continuai a sorseggiare la mia birra mentre Gino fece rifornimento di gasolio e ripartimmo spediti, ma una volta finita la bottiglia mi sentivo alquanto brilla e cominciarono a salirmi certe idee.
-Coma va Gino? ti senti bene?-
-Si.. perchè me lo chiedi?-
-Perchè...non lo so perchè...- Mi avvicinai e gli misi un braccio sulle spalle.
-Forse...posso toccarti il pacco mentre guidi?-
-Ahahah... sei pazzesca Dolly... accomodati, non mi da nessun problema- Ciò detto allargo le cosce.
Prontamente la mia mano scivolò lungo il suo corpo fino alle palle
che presi a palpare con delicatezza.
-Quanto sei troia Dolly... Ti adoro...-
-Si sono troia e mi piace da morire... E ancor di più mi piace toccare il pacco agli omacci come te... eheheh-
-Così mi piaci tesoro... sei un incanto-
Poi la manina scivolò dentro le mutande e lo presi in mano... si stava rinvigorendo, così iniziai a segarlo con la massima cura, mentre l'altra mano stringeva il deltoide di Gino.
-Woww piccola pestifera che sei...-
-Mmmmm mi sembra che anche lui ne abbia voglia... ha già iniziato ad alzare la sua testona-
-Mmmmmm si è molto sensibile a certe attenzioni-
-Ora... secondo me... vorrebbe essere baciato, non credi anche tu?
-Proprio così tesoro, proprio così.... dovresti accontentarlo, tu sei così esperta in questa tipologia di richieste...-
Semisdraiata di fianco sul sedile presi le due palle nel palmo della mano soppesandole, le labbra scoperchiarono la cappella ed iniziai a succhiare avidamente come se fosse il primo uccello della mia vita.
-Se vuoi... puoi toccarmi il culetto... se ti fa piacere- Gli sussurrai.
Gino s'infilò un dito in bocca sbavandolo e si diresse direttamente al buchetto che profanò immediatamente sotto la minigonna.
-Uuuhhssiiii.... mmmmmmmmm- Miagolai
-Mmmmmm tigrotta... sei sempre accogliente tu, eh?-
Annuii guardandolo fisso mentre avevo la bocca piena di carne.
-Mmmmmmm Sii siii così piccola... brava sssiii-
Pompavo quella fava mentre Gino mi trivellava il sedere col dito, ero in estasi e salivo e scendevo ruotando costantemente la testa, senza averne mai abbastanza, da vera ninfomane volevo bere anche il suo latte eccitata sempre più... Leccavo l'asta, la segavo, la sbavavo e risucchiavo tutto con la lingua e con le labbra in una sorta di adorazione fallica, quando Gino esclamò:
-Una pattuglia, una pattuglia.... tirati su presto!!-
Mi stappò il culetto brutalmente e mi sollevò la testa da quello che sarebbe stata la mia fonte, si riassestò i pantaloncini e mi intimò di sedermi prima che potessero vederci.
La polizei alzò la paletta e dovemmo fermarci per accertamenti, Gino scese dal camion coi documenti e in 15 minuti eravamo di nuovo in marcia indenni, ma ormai tra lo spavento e l'interruzione forzata il momento era passato. Così il nostro viaggio continuava tra qualche chiacchiera e momenti di musica e basta.
Giungemmo a 20 km da Amburgo quando il conta ore disse stop, così ci fermammo in un distributore con parcheggio mezzi pesanti e bar e noi mangiammo qualcosa, ci demmo una ripulita e salimmo nuovamente in camion per la notte.
Mi spogliai nuda e Gino anche, ci abbracciammo e ci baciammo cercando di ritrovare l'emozione del pomeriggio, le mani dell'uomo presero a palparmi le natiche, a stringerle, a divaricarle mentre io abbracciata a lui gli distribuivo baci a ripetizione, la mia manina fra le sue cosce.
-Gino... la notte scorsa mi hai fatta impazzire, e io adoro essere presa come hai fatto tu... ma stanotte vorrei essere io a farti godere prendendo in mano la situazione... ti va?-
-Ma tu hai già qualcosa in mano... non è vero? Ahahah.... ma certo Dolly... mi affido alle tue cure-
-Ok amore... ti piacerà.. sdraiati supino-
Mi capovolsi e mi parcheggiai in ginocchio col culo sul viso di Gino e il suo cazzo in bocca, sculettando lo invitavo a lucidarmi per bene il buchetto invogliandolo pompandogli la nerchia già dura. Le sue mani dapprima mi accarezzavano le cosce poi con una doppia sculacciata me le ritrovai sulle chiappe a divaricarmele. la sua lingua iniziò a guizzare tutto intorno al perimetro dell'orifizio. Oddio come mi piaceva, era un linguista provetto, lo sentivo fare rapide infiltrazioni dentro limonandomi in profondità per poi riprendere a lucidare i bordi e il solco del culo. Da parte mia succhiavo con vigore segando quel membro marmoreo, e con più ne ingoiavo, con più sentivo la necessità di affondarlo ulteriormente.
-Mmmmmm tesoro, sei un campione con la lingua, ancora un po' e vengo solo per quello.-
-Tanti anni di esperienza danno i suoi frutti amore-
-Ora ti prego fidati di me....- Dissi in tono serio -Mettiti a pecorina... non temere, con me sei sicuro come con una donna..._
-Mi raccomando eh... non facciamo scherzi da prete- disse sorridendo e mi esaudì.
-Mmmm che bel sederone peloso.... allarga le cosce amore- E ancora mi obbedì.
In ginocchio dietro di lui gli portai il cazzone duro indietro, come fosse una Colt a tamburo puntata sulla mia faccia, e quindi iniziai a succhiare la cappella tenendo il cazzo in posa al fine di potergli leccare tutta l'asta, le palle, e il buchetto blindato sul quale mi soffermavo a titillare con la lingua. Poi ripercorrendo la stessa strada a ritroso succhiavo abbondantemente il cazzo ingoiandolo fino in gola. Gino mugolava di piacere gocciolante per il trattamento che gli stavo facendo e la voglia cresceva dentro di noi man mano che il gioco procedeva. Poi quando lo giudicai pronto, lo feci sdraiare supino e gli montai a cavalcioni facendo bene attenzione a posizionare il palo nel solco del mio culetto, e a quel punto mi chinai a cercare la sua bocca, la sua lingua, il suo calore, Iniziai a limonarlo con passione mentre con le chiappe strette cercavo di segargli il cazzo. Gino mi abbracciava e ricambiava i miei baci con lo stesso mio impeto e passione, senza mai però avere un gesto di brutalità... si godeva il mio servizio.
Poi m'impuntai la mazza al buco del culo e con una spinta del bacino me lo feci scorrere tutto dentro fino alle palle, le mie mani sui pettorali dell'uomo, iniziai a sculettare in circolo.
-Ohhhsssiiii Gino mmmmmmmmm come mi piace il tuo uccellone...- Gli dissi sottovoce.
-E' tuo ogni volta che lo desideri amore... come lo sono anch'io-
-Miooo sssiii... quando lo voglio.. dove lo voglio... come lo voglio- continuai bisbigliando -Ora ti faccio una bocchino col culo amore-
Strizzai il buco forte forte e risalii lentamente fin quasi a farmelo uscire, poi di scatto lo mollai completamente ricadendo in basso atterrando sul perineo, e ancora strizzai forte risalendo lenta sin alla cappella, e ancora ricaddi tutta aperta col culo sul suo inguine.... e ancora e ancora e ancora e ancora...
Gino mi affibbiò una sculacciata.
-Non ti fermare Dolly... continua così che sono al settimo cielo-
-Sssii continuo all'infinito, continuo a succhiartelo col culo... lo vedo che ti piace...-
E così feci... continuai per una decina di minuti gustando l'enfasi del momento fermandomi solo per limonare quell'uomo totalmente subordinato alla mia azione e godendo del mio e del suo piacere.
Mi ruotai di 180° mostrandogli con che fame il culetto gli faceva sparire l'uccello in un vortice che sembrava non avere mai fondo.
-Sculacciami Gino.... prendimi a sberle il sedere, ti prego-
Schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff, non se lo fece ripetere.
-Ohhhsssiii siiiii ahhhhh siiii mmmmmm, così siii sii mi piace siii-
-Continua Dolly, non ti fermare... sto impazzendo-
Schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff schiaff.
-Mmmmmmmm sii siiiiii siiiiiiiiii Ginoooo.... oddiiiooooo ssssiiii-
-Te ne do finchè vuoi Busoncina.... madonna che rotta in culo che sei!-
-Ssssiii rotta in culo siiii mmmmmmmmm ti adoro-
A quelle ultime parole Gino non sopportò oltre, mi afferrò con le mani da dietro le ginocchia, le sollevò in alto facendomi sdraiare sul suo corpo, così mi ritrovai con la testa accanto alla sua e mi limonò con passione iniziando a incularmi da sotto con forza.
-Ohhsiii amore siiii cosììì siii sii inculami tutta- Gridai con la mia vocina.
-Mmmmmmmm siiii adesso ti sfondo il culo Busona che sei-
Inizio a mitragliarmi d'inculate come fosse una macchina del sesso a tutta birra, io impalata mugolavo, ansimavo, piagnucolavo e ridacchiavo in un delirio erotico che era partito in sordina e stava per esplodere come una bomba.
-Siii Gino forte... cosììì siii mmmmm oddiiiooooooo-
-Arrivo Dolly... sto arrivando... sto per riempirti... per farcirti mmmm siii siiii-
La mia pisellina iniziò e sgocciolare e il culetto a strizzare e Gino a ruggire e io a strillare.
Mi girò su fianco brutalmente e brutalmente prese ad ararmi fra le natiche con una forza e un eccitamento decisamente folli, pochi istanti dopo mi sentii invadere di calore liquido mentre Gino sbuffava come una locomotiva. Ancora una volta il piacere ci raggiunse insieme. Sudati e sfiniti rimanemmo statici e ammutoliti, e dopo qualche minuto mi alzai per portare in cuccetta 2 birre fesche.
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