Il Piacere di Anna per gli Anziani cap 6

di
genere
prime esperienze

Il Desiderio di Anna
Capitolo 6
Il Sacrificio della Gatta


La Residenza per anziani stava per chiudere.
I fondi erano finiti da mesi. Le bollette impilate sulla scrivania di Anna sembravano lapidi. L’ultimo avviso di sfratto era arrivato quella mattina: entro trenta giorni tutto sarebbe finito. Gli anziani sarebbero stati sparpagliati in strutture lontane, fredde, impersonali. Anna non poteva permetterlo.
Quella sera stessa si presentò alla villa del Dottor X, un ricco imprenditore di sessantadue anni, vedovo, noto per le sue donazioni… e per le sue richieste molto particolari. Lo aveva contattato con una mail breve e diretta: «Ho qualcosa che lei desidera più del denaro.»
Moretti la ricevette nel suo studio, seduto dietro una scrivania di mogano. Occhi gelidi, sorriso calcolatore.
«Parla, rossa.»
Anna non tremò.
«La struttura chiude. Lei può salvarla per un anno intero con un bonifico. In cambio… vuole Sofia. La mia giovane collega. Vergine fino a poche settimane fa. Ma a una condizione: io sarò presente. Entrambe saremo sue per una notte intera. Senza limiti.»
Mr.X inarcò un sopracciglio.
«Tutte e due? Come schiave?»
«Come le sue gatte personali.»
L’uomo sorrise lentamente, un sorriso predatorio.
«Affare fatto. Domani sera alla mia villa. Portala.»

Anna tornò alla residenza con il cuore pesante. Trovò Sofia nella stanza del personale, ancora con addosso l’odore di Samuele e dell’olio di mandorla.
«Sofia… dobbiamo parlare.»
Le spiegò tutto. La chiusura. Il patto. Il sacrificio.
La ragazza impallidì. Le mani le tremavano.
«Io… devo essere sua? Da sola?»
Anna le prese il viso tra le mani, lo stesso gesto dolce del loro primo bacio.
«No. Non da sola. Io sarò lì. Sarò con te. Saremo insieme. Due gatte. Due schiave. Ma salveremo la residenza. Salveremo Umberto, Vittorio, Marcello, Samuele… tutti. Lo farai per loro?»
Sofia aveva gli occhi lucidi. Deglutì.
«Solo se tu sei presente. Solo se mi tieni per mano… o per il collare. Accetto.»
Anna la baciò sulla fronte, poi sulle labbra, piano, come una promessa.
«Brava la mia piccola gatta.»

La villa di Mr.X era immersa in un parco privato di tre ettari, illuminato solo da lampioni antichi e dalla luna piena. Quando Anna e Sofia arrivarono, due cameriere silenziose le fecero spogliare completamente nell’ingresso. Nude, tremanti, vennero condotte nello studio del padrone.
Mr.X le aspettava in poltrona, vestito di nero, un bicchiere di whisky in mano.
«In ginocchio. Tutte e due.»
Le ragazze obbedirono. Anna, con i seni enormi che pendevano pesanti, e Sofia, esile e perfetta.
«Prima l’esame,» disse lui con voce bassa e autoritaria. «Devo capire se valete il mio denaro.»
Si alzò e cominciò da Anna. Le girò intorno come un compratore di cavalli. Le prese i seni tra le mani grandi, li soppesò, li sollevò, li lasciò ricadere con un tonfo morbido.
«Pesanti. Veri. Mi piacciono.»
Strinse i capezzoli tra pollice e indice, tirandoli forte verso il basso finché Anna non gemette. Poi le infilò due dita in bocca, forzandole la mascella aperta.
«Lingua fuori. Più fuori.»
Passò a Sofia. Le afferrò i piccoli seni alti, li strizzò senza gentilezza.
«Turgidi. Sensibili.» Le tirò i capezzoli fino a farla sussultare.
Si abbassò. Con due dita aprì le grandi labbra di Anna, esponendo la figa già umida per la tensione.
«Depilata. Rosa. Bene.» Poi tirò un singolo pelo pubico residuo con uno strappo secco. Anna trasalì.
Fece lo stesso con Sofia: le aprì le piccole labbra vergini, infilò un dito dentro senza preavviso, lo ruotò.
«Ancora stretta. Perfetto.» Le tirò due peli dal monte di Venere, uno dopo l’altro, facendola piagnucolare.
Le fece piegare in avanti, a quattro zampe. Le separò i glutei a entrambe.
«Ano pulito. Bello.» Infilò un pollice in quello di Anna, poi in quello di Sofia, spingendo fino alla nocca. Le ragazze gemettero all’unisono.
«Valete il bonifico,» concluse lui soddisfatto. «Ora vestitevi da gatte.»
Le cameriere portarono i completi: orecchie di gatto nere con fiocchetto, collari di pelle con campanelli d’argento, guanti e ginocchiere imbottite, code di gatto vere – plug anale con coda di pelliccia nera. Nient’altro.
Anna e Sofia vennero equipaggiate in silenzio. Il plug entrò con un gemito in entrambe: Anna lo prese con più facilità, Sofia arrossì violentemente quando la coda le dondolò tra le natiche.
Mr.X agganciò due guinzagli ai collari.
«A quattro zampe. Sempre. Non parlate se non vi ordino di miagolare.»
Le portò fuori, nel parco privato immerso nella notte fresca.
Il prato era umido sotto le ginocchia e i palmi. Le due gatte strisciavano nude, seni di Anna che ondeggiavano pesanti a ogni passo, coda che dondolava oscena. Mr.X camminava lento, tirando i guinzagli.
«Miagolate.»
«Miao…» fece Anna, voce roca.
«Miao…» rispose Sofia, più timida.
Lui le fece fermare sotto un albero.
«Coda in alto. Mostratemi il culo.»
Le ragazze inarcarono la schiena. Lui le schiaffeggiò forte i glutei, uno dopo l’altro, lasciando impronte rosse. Poi tirò i plug, facendoli uscire e rientrare con uno schiocco bagnato. Le fece pisciare come gatte vere, accovacciate sull’erba, mentre lui guardava.
Le portò fino a una fontana. Le fece bere l’acqua direttamente con la lingua, a quattro zampe. Anna e Sofia leccavano obbedienti, l’acqua che colava sui seni e sul mento.
Poi arrivò l’umiliazione più profonda. Mr.X si sedette su una panchina di pietra.
«Leccatemi le scarpe. Tutte e due.»
Le lingue rosa di Anna e Sofia passarono sulla pelle lucida, sui lacci, sulle suole. Lui le tirava i capelli, le spingeva la faccia più giù.
«Ora la rossa mi scopa con la bocca mentre la gattina piccola mi lecca il culo.»
Anna prese il suo cazzo già duro tra le labbra, succhiando con tutta l’esperienza. Sofia, dietro di lui, leccava timidamente l’ano dell’uomo, la coda che le dondolava tra le gambe.
Mr.X le usò per ore. Le fece scopare tra loro con le code, le fece leccare l’una l’orgasmo dell’altra, le frustò con un frustino leggero sui seni e sulle fighe mentre strisciavano. Le fece miagolare mentre le fotteva una dopo l’altra, prima Anna, poi Sofia, poi tutte e due insieme, una sopra l’altra.
Alla fine della notte, quando l’alba cominciava a tingere il cielo, le due gatte erano esauste, coperte di saliva, seme, erba e impronte rosse. Mr.X le accarezzò la testa.
«Il bonifico è già partito. La residenza è salva per un anno.»
Anna alzò gli occhi verdi, ancora in ginocchio, il collare tintinnante.
«Grazie, Padrone.»
Sofia, accanto a lei, tremava ma sorrideva debolmente.
«Grazie…» sussurrò.
Mr.X sorrise.
«Tornate quando volete. O quando avrete di nuovo bisogno di soldi.»


se vuoi scrivermi: Ale.one@yahoo.com
Anna_83
scritto il
2026-04-17
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