Il Piacere di Anna per gli Anziani cap 2
di
Anna_83
genere
prime esperienze
Il Desiderio di Anna
Capitolo 2
Le mani che vedono
La stanza di Vittorio era diversa dalle altre.
Niente quadri alle pareti, niente fotografie sul comodino. Solo il suono della pioggia contro i vetri e il profumo leggero di sandalo e tabacco da pipa che lui non fumava più da anni. Vittorio aveva settantasei anni ed era cieco da quasi venti. Un incidente in officina gli aveva tolto la vista, ma non il desiderio di sentire il mondo sulla pelle.
Anna entrò piano, chiudendo la porta con un click quasi impercettibile.
«Sono io, Vittorio. Anna.»
La sua voce era bassa, calda, come una carezza sulla nuca.
Lui voltò la testa verso il suono, un sorriso lento gli illuminò il viso segnato.
«Rossa… sento già il tuo profumo. Vaniglia e donna. Mi fai impazzire ogni volta.»
Anna si avvicinò al letto. Indossava lo stesso tipo di camicetta bianca, ma questa volta aveva lasciato aperti due bottoni in più. I seni pesanti tendevano la stoffa, il pizzo del reggiseno appena visibile. Si sedette sul bordo del materasso e prese una delle mani di Vittorio tra le sue.
«Oggi voglio che mi senti davvero,» sussurrò. «Niente fretta. Solo noi due.»
Gli guidò la mano sul suo petto. Le dita di lui tremarono un istante, poi si aprirono come se volessero memorizzare ogni curva. Quando toccò il primo seno, un respiro rauco gli uscì dalla gola.
«Dio… sono così pieni. Così morbidi.»
Anna si slacciò lentamente la camicetta, lasciando che il tessuto frusciasse. Si tolse il reggiseno e lo posò sulle ginocchia di lui. Poi prese entrambe le mani di Vittorio e se le portò sui seni nudi.
«Stringili. Sentili pesare.»
Le mani grandi e callose di lui li avvolsero, li soppesarono, li massaggiarono con una lentezza quasi devota. I pollici callosi passavano sui capezzoli turgidi, li pizzicavano piano, li tiravano delicatamente. Anna chiuse gli occhi e lasciò uscire un gemito basso, vero. Il calore tra le sue gambe stava già crescendo.
«Mi piace quando li stringi così… più forte,» mormorò.
Vittorio obbedì. Le sue dita affondavano nella carne morbida e bianca, lasciando lievi impronte rosate. Si chinò in avanti, guidato dall’odore di pelle calda e dal suono del respiro di Anna. Le sue labbra trovarono un capezzolo e lo succhiarono con avidità, la lingua larga e bagnata che lo leccava in cerchi lenti. Anna gli infilò una mano tra i capelli grigi, tenendolo contro il suo seno mentre ondeggiava piano.
«Bravissimo… la tua bocca è meravigliosa.»
Con l’altra mano scese lungo il corpo di lui. Vittorio indossava solo i pantaloni del pigiama. Anna infilò la mano dentro e trovò il suo sesso già duro, spesso, con una bella cappella liscia e gonfia. Lo accarezzò lentamente, sentendo ogni vena in rilievo sotto le dita.
«Sei così caldo… e grosso,» gli sussurrò all’orecchio, mordicchiandogli il lobo. «Voglio sentirti dentro di me.»
Lo aiutò a sdraiarsi meglio, poi si alzò e si spogliò completamente. Vittorio seguiva ogni movimento con l’udito: il fruscio della gonna che cadeva, il suono leggero degli slip che scivolavano lungo le gambe.
«Sei nuda?» chiese con voce roca.
«Completamente.»
Anna gli prese una mano e la guidò tra le sue cosce. Le dita di lui trovarono subito la pelle liscia, bagnata, calda.
«Sei fradicia…» mormorò sorpreso e eccitato.
Due dita callose scivolarono dentro di lei con facilità. Anna gemette, spingendo i fianchi contro la sua mano. Vittorio esplorava con attenzione, imparando la forma del suo clitoride, la profondità della sua vagina, il punto preciso che la faceva tremare.
«Più su… lì… sì,» ansimò lei.
Si mise a cavalcioni su di lui, ma prima si chinò e gli offrì di nuovo i seni. Vittorio li prese in bocca uno dopo l’altro, succhiando, leccando, mordicchiando piano. Anna si abbassò lentamente, prendendo il suo sesso dentro di sé un centimetro alla volta. Era spesso, la riempiva completamente. Quando fu tutto dentro, rimase ferma un istante, godendo della sensazione di essere completamente aperta.
«Lo senti quanto sono stretta intorno a te?»
Vittorio annuì, le mani sui suoi fianchi larghi.
«Sei bollente… mi stringi come una guaina di velluto.»
Anna cominciò a muoversi. Lentamente. Profondamente. Rotazioni del bacino che facevano ondeggiare i suoi seni pesanti sul viso di lui. Vittorio li afferrava, li schiacciava, li usava come appoggio mentre lei cavalcava. I suoni erano intensi: il bagnato dei loro sessi che si univano, i gemiti di Anna, i respiri rauchi di Vittorio.
Lei si chinò in avanti, i capelli rossi che gli coprivano il viso come una tenda profumata. Lo baciò sulla bocca, un bacio profondo, bagnato, mentre accelerava il ritmo. I seni premuti contro il suo petto, i capezzoli duri che sfregavano sulla pelle di lui.
«Voglio venire mentre sei dentro di me,» gli sussurrò sulle labbra. «E voglio che tu venga insieme a me.»
Vittorio le strinse forte i glutei, accompagnando i suoi movimenti. Anna sentì l’orgasmo salire, caldo e potente. I suoi muscoli interni si contrassero ritmicamente intorno al sesso di lui, spremendolo. Venne con un gemito lungo, tremando tutta, bagnandolo ancora di più.
Pochi secondi dopo Vittorio si irrigidì, spinse in alto con le anche e venne dentro di lei con getti forti, caldi, abbondanti. Anna sentì ogni pulsazione, ogni schizzo, e rimase seduta su di lui fino all’ultimo fremito.
Quando tutto finì, si sdraiò accanto a lui, un seno premuto contro il suo petto. Gli accarezzava il viso, le labbra, le palpebre chiuse.
«Grazie per avermi fatto vedere con le mani,» mormorò Vittorio, la voce emozionata. «È tanto tempo che non mi sento così… uomo.»
Anna gli baciò la fronte.
«Tu sei uomo, Vittorio. Un uomo che sa toccare una donna come pochi sanno fare.»
Rimase con lui ancora un po’, lasciando che le sue dita continuassero a esplorarle il corpo con calma, quasi con gratitudine. Il suo seme le scivolava lentamente lungo la coscia, caldo ricordo di quello che avevano condiviso.
Prima di andarsene gli sussurrò:
«Tornerò presto. E la prossima volta… voglio che mi lecchi fino a farmi urlare.»
Vittorio sorrise, cieco ma più vivo che mai.
«Aspetterò con tutto me stesso, rossa mia.»
se vuoi scrivermi: Ale.one@yahoo.com
Anna_83
Capitolo 2
Le mani che vedono
La stanza di Vittorio era diversa dalle altre.
Niente quadri alle pareti, niente fotografie sul comodino. Solo il suono della pioggia contro i vetri e il profumo leggero di sandalo e tabacco da pipa che lui non fumava più da anni. Vittorio aveva settantasei anni ed era cieco da quasi venti. Un incidente in officina gli aveva tolto la vista, ma non il desiderio di sentire il mondo sulla pelle.
Anna entrò piano, chiudendo la porta con un click quasi impercettibile.
«Sono io, Vittorio. Anna.»
La sua voce era bassa, calda, come una carezza sulla nuca.
Lui voltò la testa verso il suono, un sorriso lento gli illuminò il viso segnato.
«Rossa… sento già il tuo profumo. Vaniglia e donna. Mi fai impazzire ogni volta.»
Anna si avvicinò al letto. Indossava lo stesso tipo di camicetta bianca, ma questa volta aveva lasciato aperti due bottoni in più. I seni pesanti tendevano la stoffa, il pizzo del reggiseno appena visibile. Si sedette sul bordo del materasso e prese una delle mani di Vittorio tra le sue.
«Oggi voglio che mi senti davvero,» sussurrò. «Niente fretta. Solo noi due.»
Gli guidò la mano sul suo petto. Le dita di lui tremarono un istante, poi si aprirono come se volessero memorizzare ogni curva. Quando toccò il primo seno, un respiro rauco gli uscì dalla gola.
«Dio… sono così pieni. Così morbidi.»
Anna si slacciò lentamente la camicetta, lasciando che il tessuto frusciasse. Si tolse il reggiseno e lo posò sulle ginocchia di lui. Poi prese entrambe le mani di Vittorio e se le portò sui seni nudi.
«Stringili. Sentili pesare.»
Le mani grandi e callose di lui li avvolsero, li soppesarono, li massaggiarono con una lentezza quasi devota. I pollici callosi passavano sui capezzoli turgidi, li pizzicavano piano, li tiravano delicatamente. Anna chiuse gli occhi e lasciò uscire un gemito basso, vero. Il calore tra le sue gambe stava già crescendo.
«Mi piace quando li stringi così… più forte,» mormorò.
Vittorio obbedì. Le sue dita affondavano nella carne morbida e bianca, lasciando lievi impronte rosate. Si chinò in avanti, guidato dall’odore di pelle calda e dal suono del respiro di Anna. Le sue labbra trovarono un capezzolo e lo succhiarono con avidità, la lingua larga e bagnata che lo leccava in cerchi lenti. Anna gli infilò una mano tra i capelli grigi, tenendolo contro il suo seno mentre ondeggiava piano.
«Bravissimo… la tua bocca è meravigliosa.»
Con l’altra mano scese lungo il corpo di lui. Vittorio indossava solo i pantaloni del pigiama. Anna infilò la mano dentro e trovò il suo sesso già duro, spesso, con una bella cappella liscia e gonfia. Lo accarezzò lentamente, sentendo ogni vena in rilievo sotto le dita.
«Sei così caldo… e grosso,» gli sussurrò all’orecchio, mordicchiandogli il lobo. «Voglio sentirti dentro di me.»
Lo aiutò a sdraiarsi meglio, poi si alzò e si spogliò completamente. Vittorio seguiva ogni movimento con l’udito: il fruscio della gonna che cadeva, il suono leggero degli slip che scivolavano lungo le gambe.
«Sei nuda?» chiese con voce roca.
«Completamente.»
Anna gli prese una mano e la guidò tra le sue cosce. Le dita di lui trovarono subito la pelle liscia, bagnata, calda.
«Sei fradicia…» mormorò sorpreso e eccitato.
Due dita callose scivolarono dentro di lei con facilità. Anna gemette, spingendo i fianchi contro la sua mano. Vittorio esplorava con attenzione, imparando la forma del suo clitoride, la profondità della sua vagina, il punto preciso che la faceva tremare.
«Più su… lì… sì,» ansimò lei.
Si mise a cavalcioni su di lui, ma prima si chinò e gli offrì di nuovo i seni. Vittorio li prese in bocca uno dopo l’altro, succhiando, leccando, mordicchiando piano. Anna si abbassò lentamente, prendendo il suo sesso dentro di sé un centimetro alla volta. Era spesso, la riempiva completamente. Quando fu tutto dentro, rimase ferma un istante, godendo della sensazione di essere completamente aperta.
«Lo senti quanto sono stretta intorno a te?»
Vittorio annuì, le mani sui suoi fianchi larghi.
«Sei bollente… mi stringi come una guaina di velluto.»
Anna cominciò a muoversi. Lentamente. Profondamente. Rotazioni del bacino che facevano ondeggiare i suoi seni pesanti sul viso di lui. Vittorio li afferrava, li schiacciava, li usava come appoggio mentre lei cavalcava. I suoni erano intensi: il bagnato dei loro sessi che si univano, i gemiti di Anna, i respiri rauchi di Vittorio.
Lei si chinò in avanti, i capelli rossi che gli coprivano il viso come una tenda profumata. Lo baciò sulla bocca, un bacio profondo, bagnato, mentre accelerava il ritmo. I seni premuti contro il suo petto, i capezzoli duri che sfregavano sulla pelle di lui.
«Voglio venire mentre sei dentro di me,» gli sussurrò sulle labbra. «E voglio che tu venga insieme a me.»
Vittorio le strinse forte i glutei, accompagnando i suoi movimenti. Anna sentì l’orgasmo salire, caldo e potente. I suoi muscoli interni si contrassero ritmicamente intorno al sesso di lui, spremendolo. Venne con un gemito lungo, tremando tutta, bagnandolo ancora di più.
Pochi secondi dopo Vittorio si irrigidì, spinse in alto con le anche e venne dentro di lei con getti forti, caldi, abbondanti. Anna sentì ogni pulsazione, ogni schizzo, e rimase seduta su di lui fino all’ultimo fremito.
Quando tutto finì, si sdraiò accanto a lui, un seno premuto contro il suo petto. Gli accarezzava il viso, le labbra, le palpebre chiuse.
«Grazie per avermi fatto vedere con le mani,» mormorò Vittorio, la voce emozionata. «È tanto tempo che non mi sento così… uomo.»
Anna gli baciò la fronte.
«Tu sei uomo, Vittorio. Un uomo che sa toccare una donna come pochi sanno fare.»
Rimase con lui ancora un po’, lasciando che le sue dita continuassero a esplorarle il corpo con calma, quasi con gratitudine. Il suo seme le scivolava lentamente lungo la coscia, caldo ricordo di quello che avevano condiviso.
Prima di andarsene gli sussurrò:
«Tornerò presto. E la prossima volta… voglio che mi lecchi fino a farmi urlare.»
Vittorio sorrise, cieco ma più vivo che mai.
«Aspetterò con tutto me stesso, rossa mia.»
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