Il Piacere di Anna per gli Anziani cap 4
di
Anna_83
genere
prime esperienze
Il Desiderio di Anna
Capitolo 4
La Lezione dello Strap-on
La stanza era piccola e intima, lontana dal corridoio principale della residenza. Solo una grande finestra con tende pesanti, un letto matrimoniale basso e una lampada che diffondeva luce calda color miele. Nessun anziano questa volta. Solo loro due.
Anna chiuse la porta a chiave con un click morbido. Si voltò verso Sofia, che era in piedi al centro della stanza, ancora con le guance rosse per quello che era successo poco prima con Marcello. La ragazza aveva le labbra leggermente gonfie e gli occhi grandi, pieni di curiosità e di un nuovo, tremulo desiderio.
«Vieni qui,» sussurrò Anna, la voce bassa e vellutata.
Sofia fece un passo avanti. Anna le prese il viso tra le mani, i pollici che le accarezzavano delicatamente gli zigomi. I loro corpi si avvicinarono fino a sfiorarsi: il seno pesante di Anna contro il piccolo petto sodo di Sofia.
Il bacio iniziò lento, quasi timido.
Le labbra di Anna sfiorarono prima quelle di Sofia, morbide come petali, calde. Un tocco leggero, poi un altro, lasciando che la ragazza sentisse il respiro caldo dell’altra donna. Sofia tremò. Anna inclinò leggermente la testa e premette di più, aprendo piano la bocca. La lingua di Anna sfiorò il labbro inferiore di Sofia, invitandola a schiudersi. Quando lei lo fece, la lingua di Anna scivolò dentro con dolcezza, esplorando, accarezzando quella della ragazza in lenti cerchi bagnati.
Era un bacio profondo, umido, pieno di tenerezza e di fuoco. Anna assaporava il sapore dolce di Sofia, la sua inesperienza, il piccolo gemito che le sfuggiva dalla gola. Le loro lingue si intrecciarono, si succhiarono piano, si stuzzicarono. Anna mordicchiò delicatamente il labbro inferiore di Sofia, poi lo lenì con un bacio più morbido. Il respiro di entrambe si fece più rapido. Le mani di Anna scesero lungo la schiena della ragazza, attirandola più vicina, mentre Sofia, timidamente, posò le mani sui fianchi larghi di Anna.
Il bacio durò a lungo, diventando sempre più appassionato. Le lingue danzavano, le bocche si fondevano, un filo di saliva le univa quando si separavano per respirare. Sofia emise un suono soffocato di piacere, premendo il corpo contro quello di Anna come se volesse sciogliersi dentro di lei.
Quando si staccarono, entrambe avevano le labbra lucide e gonfie. Gli occhi di Sofia brillavano.
«Era… bellissimo,» sussurrò la ragazza.
Anna sorrise, gli occhi verdi carichi di desiderio.
«Ora ti insegno qualcosa di ancora più bello.»
Da un cassetto prese uno strap-on nero elegante: un harness di pelle morbida regolabile e un dildo realistico di silicone medio-grande, leggermente ricurvo, con vene in rilievo e una cappella ben definita. Lo porse a Sofia.
«Prima lo mettiamo a te.»
Anna aiutò la ragazza a sfilarsi gonna e slip, poi le fece indossare l’harness. Regolò le cinghie con cura intorno ai fianchi sottili e alle cosce di Sofia, stringendo quanto bastava perché stesse saldo ma senza stringere troppo. Il dildo sporgeva ora dal pube della ragazza, duro e pronto.
«Come ti senti?» chiese Anna, accarezzandole il viso.
«Strana… potente,» rispose Sofia con un sorriso timido.
Anna si spogliò completamente. I suoi seni grandi ondeggiarono pesanti mentre si sdraiava sul letto, aprendo le gambe. Il suo sesso era già lucido di eccitazione.
«Questa è la tua lezione pratica,» disse con voce calma e didattica, perfetta per le lettrici che stavano leggendo. «Prima di tutto: lubrificante. Sempre. Anche se pensi di essere bagnata abbastanza.»
Prese il flacone e ne versò una generosa quantità sul dildo e sulle proprie dita. Si masturbò lentamente davanti a Sofia, aprendo le grandi labbra per mostrarle tutto.
«Vedi? Prima prepara me. Due dita, poi tre. Muovile piano, cerca il mio punto G, quella zona leggermente ruvida verso l’alto.»
Sofia obbedì, le dita che scivolavano dentro Anna con facilità. Anna gemette piano, guidandole la mano.
«Brava. Ora vieni sopra di me. Non spingere tutto dritto come un martello. Entra con un’angolazione leggera verso l’alto.»
Sofia si posizionò tra le gambe di Anna. Anna prese il dildo con una mano e lo guidò verso la propria apertura, l’altra mano sul fianco di Sofia.
«Piano… solo la punta prima. Sì… così. Senti come entro? Ora spingi con i fianchi, non solo con la schiena. Usa il bacino, come se stessi facendo l’amore.»
Sofia spinse. Il dildo scivolò dentro Anna centimetro dopo centimetro. Anna inarcò la schiena, gemendo di piacere quando la sentì riempirla tutta.
«Perfetto… ora muoviti. Prima movimenti lenti e profondi. Non uscire troppo, resta dentro di me. Ruota i fianchi in cerchio… sì, così. Senti come mi tocchi dentro?»
Sofia imparava in fretta. I suoi fianchi giovani cominciarono a muoversi con più sicurezza. Anna le afferrò il sedere, guidandola.
«Guarda le mie reazioni. Se respiro più forte, continua così. Se stringo le lenzuola, vai più a fondo. Puoi anche premere il tuo pube contro il mio clitoride mentre spingi… è bellissimo.»
Il ritmo aumentò. Il suono bagnato dei loro corpi che si univano riempiva la stanza. I seni di Anna ondeggiavano pesanti a ogni spinta. Sofia si chinò in avanti, i piccoli seni che sfioravano quelli grandi di Anna, e la baciò di nuovo – un bacio affamato, mentre continuava a scoparla con lo strap-on.
«Più forte?» chiese Sofia, la voce roca.
«Sì… più forte. Prendimi.»
Sofia spinse con più decisione, i fianchi che sbattevano contro quelli di Anna. Il dildo entrava e usciva lucido, colpendo esattamente il punto giusto. Anna sentì l’orgasmo salire rapido e potente.
«Toccami il clitoride mentre spingi,» ansimò.
Le dita di Sofia trovarono il punto sensibile e lo massaggiarono in cerchi veloci. Anna venne con un grido lungo e profondo, i muscoli interni che si contraevano ritmicamente intorno al dildo, il corpo che tremava tutto. I suoi seni si alzarono mentre inarcava la schiena, i capezzoli durissimi.
Sofia continuò a muoversi piano, accompagnandola durante l’orgasmo, fino a quando Anna non si rilassò, ansimante e sudata.
«Bravissima,» mormorò Anna, attirandola a sé per un altro bacio lento e tenero. «Hai imparato bene. Ricorda sempre: comunicazione, lubrificante, movimenti dal bacino, e guarda il piacere della tua partner.»
Sofia, ancora con lo strap-on dentro Anna, sorrise contro le sue labbra.
«Voglio farlo ancora… con te.»
Anna le accarezzò i capelli.
«E lo faremo. Molte volte.»
se vuoi scrivermi: Ale.one@yahoo.com
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Capitolo 4
La Lezione dello Strap-on
La stanza era piccola e intima, lontana dal corridoio principale della residenza. Solo una grande finestra con tende pesanti, un letto matrimoniale basso e una lampada che diffondeva luce calda color miele. Nessun anziano questa volta. Solo loro due.
Anna chiuse la porta a chiave con un click morbido. Si voltò verso Sofia, che era in piedi al centro della stanza, ancora con le guance rosse per quello che era successo poco prima con Marcello. La ragazza aveva le labbra leggermente gonfie e gli occhi grandi, pieni di curiosità e di un nuovo, tremulo desiderio.
«Vieni qui,» sussurrò Anna, la voce bassa e vellutata.
Sofia fece un passo avanti. Anna le prese il viso tra le mani, i pollici che le accarezzavano delicatamente gli zigomi. I loro corpi si avvicinarono fino a sfiorarsi: il seno pesante di Anna contro il piccolo petto sodo di Sofia.
Il bacio iniziò lento, quasi timido.
Le labbra di Anna sfiorarono prima quelle di Sofia, morbide come petali, calde. Un tocco leggero, poi un altro, lasciando che la ragazza sentisse il respiro caldo dell’altra donna. Sofia tremò. Anna inclinò leggermente la testa e premette di più, aprendo piano la bocca. La lingua di Anna sfiorò il labbro inferiore di Sofia, invitandola a schiudersi. Quando lei lo fece, la lingua di Anna scivolò dentro con dolcezza, esplorando, accarezzando quella della ragazza in lenti cerchi bagnati.
Era un bacio profondo, umido, pieno di tenerezza e di fuoco. Anna assaporava il sapore dolce di Sofia, la sua inesperienza, il piccolo gemito che le sfuggiva dalla gola. Le loro lingue si intrecciarono, si succhiarono piano, si stuzzicarono. Anna mordicchiò delicatamente il labbro inferiore di Sofia, poi lo lenì con un bacio più morbido. Il respiro di entrambe si fece più rapido. Le mani di Anna scesero lungo la schiena della ragazza, attirandola più vicina, mentre Sofia, timidamente, posò le mani sui fianchi larghi di Anna.
Il bacio durò a lungo, diventando sempre più appassionato. Le lingue danzavano, le bocche si fondevano, un filo di saliva le univa quando si separavano per respirare. Sofia emise un suono soffocato di piacere, premendo il corpo contro quello di Anna come se volesse sciogliersi dentro di lei.
Quando si staccarono, entrambe avevano le labbra lucide e gonfie. Gli occhi di Sofia brillavano.
«Era… bellissimo,» sussurrò la ragazza.
Anna sorrise, gli occhi verdi carichi di desiderio.
«Ora ti insegno qualcosa di ancora più bello.»
Da un cassetto prese uno strap-on nero elegante: un harness di pelle morbida regolabile e un dildo realistico di silicone medio-grande, leggermente ricurvo, con vene in rilievo e una cappella ben definita. Lo porse a Sofia.
«Prima lo mettiamo a te.»
Anna aiutò la ragazza a sfilarsi gonna e slip, poi le fece indossare l’harness. Regolò le cinghie con cura intorno ai fianchi sottili e alle cosce di Sofia, stringendo quanto bastava perché stesse saldo ma senza stringere troppo. Il dildo sporgeva ora dal pube della ragazza, duro e pronto.
«Come ti senti?» chiese Anna, accarezzandole il viso.
«Strana… potente,» rispose Sofia con un sorriso timido.
Anna si spogliò completamente. I suoi seni grandi ondeggiarono pesanti mentre si sdraiava sul letto, aprendo le gambe. Il suo sesso era già lucido di eccitazione.
«Questa è la tua lezione pratica,» disse con voce calma e didattica, perfetta per le lettrici che stavano leggendo. «Prima di tutto: lubrificante. Sempre. Anche se pensi di essere bagnata abbastanza.»
Prese il flacone e ne versò una generosa quantità sul dildo e sulle proprie dita. Si masturbò lentamente davanti a Sofia, aprendo le grandi labbra per mostrarle tutto.
«Vedi? Prima prepara me. Due dita, poi tre. Muovile piano, cerca il mio punto G, quella zona leggermente ruvida verso l’alto.»
Sofia obbedì, le dita che scivolavano dentro Anna con facilità. Anna gemette piano, guidandole la mano.
«Brava. Ora vieni sopra di me. Non spingere tutto dritto come un martello. Entra con un’angolazione leggera verso l’alto.»
Sofia si posizionò tra le gambe di Anna. Anna prese il dildo con una mano e lo guidò verso la propria apertura, l’altra mano sul fianco di Sofia.
«Piano… solo la punta prima. Sì… così. Senti come entro? Ora spingi con i fianchi, non solo con la schiena. Usa il bacino, come se stessi facendo l’amore.»
Sofia spinse. Il dildo scivolò dentro Anna centimetro dopo centimetro. Anna inarcò la schiena, gemendo di piacere quando la sentì riempirla tutta.
«Perfetto… ora muoviti. Prima movimenti lenti e profondi. Non uscire troppo, resta dentro di me. Ruota i fianchi in cerchio… sì, così. Senti come mi tocchi dentro?»
Sofia imparava in fretta. I suoi fianchi giovani cominciarono a muoversi con più sicurezza. Anna le afferrò il sedere, guidandola.
«Guarda le mie reazioni. Se respiro più forte, continua così. Se stringo le lenzuola, vai più a fondo. Puoi anche premere il tuo pube contro il mio clitoride mentre spingi… è bellissimo.»
Il ritmo aumentò. Il suono bagnato dei loro corpi che si univano riempiva la stanza. I seni di Anna ondeggiavano pesanti a ogni spinta. Sofia si chinò in avanti, i piccoli seni che sfioravano quelli grandi di Anna, e la baciò di nuovo – un bacio affamato, mentre continuava a scoparla con lo strap-on.
«Più forte?» chiese Sofia, la voce roca.
«Sì… più forte. Prendimi.»
Sofia spinse con più decisione, i fianchi che sbattevano contro quelli di Anna. Il dildo entrava e usciva lucido, colpendo esattamente il punto giusto. Anna sentì l’orgasmo salire rapido e potente.
«Toccami il clitoride mentre spingi,» ansimò.
Le dita di Sofia trovarono il punto sensibile e lo massaggiarono in cerchi veloci. Anna venne con un grido lungo e profondo, i muscoli interni che si contraevano ritmicamente intorno al dildo, il corpo che tremava tutto. I suoi seni si alzarono mentre inarcava la schiena, i capezzoli durissimi.
Sofia continuò a muoversi piano, accompagnandola durante l’orgasmo, fino a quando Anna non si rilassò, ansimante e sudata.
«Bravissima,» mormorò Anna, attirandola a sé per un altro bacio lento e tenero. «Hai imparato bene. Ricorda sempre: comunicazione, lubrificante, movimenti dal bacino, e guarda il piacere della tua partner.»
Sofia, ancora con lo strap-on dentro Anna, sorrise contro le sue labbra.
«Voglio farlo ancora… con te.»
Anna le accarezzò i capelli.
«E lo faremo. Molte volte.»
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