E se scappa nel bosco?
di
Anna_83
genere
pissing
Ciao sono Anna
Il prossimo racconto nasce da una richiesta di un ammiratore.
Credo che le storie migliori nascano spesso da un incontro di idee, per questo ho deciso di aprire uno spazio di collaborazione con voi.
Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com
Anna_83
Anna era una rossa focosa di trentadue anni, con due tette enormi che ballonzolavano sotto la maglietta tecnica mentre saliva il sentiero di montagna. Il sole caldo e la camminata le avevano messo addosso un gran mal di pancia. Quando sentì le prime fitte forti, si guardò intorno: nessuno in vista. Si infilò dietro un grosso cespuglio isolato, lontano dal sentiero, si abbassò i pantaloni da trekking e le mutandine e si accucciò.
Il sollievo fu immediato. Sentì il suo corpo liberarsi con un rumore umido e caldo, mentre il suo grosso culo bianco restava esposto all’aria fresca. Chiuse gli occhi un attimo, godendosi la sensazione.
Non si era accorta di Stefano.
Lui aveva sessantaquattro anni, era di Roma, altezza media, corporatura normale, capelli e occhi scuri. Stava facendo una passeggiata solitaria quando vide la scena. La ragazza rossa accucciata, le mutande abbassate, il culo nudo e il rumore inconfondibile dei suoi bisogni. Il cazzo gli diventò duro all’istante dentro i pantaloni. Era da sempre attratto dai bisogni corporali, e quella visione lo fece impazzire.
Si avvicinò senza fare rumore, si fermò a pochi metri da lei e tirò fuori il suo uccello già mezzo duro. Anna aprì gli occhi e lo vide: un uomo maturo che la guardava con desiderio mentre pisciava accanto a lei, il getto caldo che bagnava la terra vicino al suo.
Invece di spaventarsi, Anna sentì una scarica di eccitazione. Lo guardò negli occhi e continuò a spingere, finendo di cagare proprio mentre lui pisciava. I loro sguardi erano incatenati.
«Ti piace guardarmi mentre la faccio?» mormorò lei con voce roca.
«Da morire» rispose Stefano, continuando a pisciare.
Quando entrambi ebbero finito, si guardarono per un istante. Poi Anna si alzò leggermente, ancora con il culo sporco, e Stefano si avvicinò. Si pulirono reciprocamente con le mani e con delle salviette umidificate che lei aveva nello zaino. Le dita di lui le sfiorarono l’ano ancora caldo e umido, quelle di lei toccarono il cazzo duro di lui. Fu un gesto sporco, intimo e terribilmente eccitante.
Pochi secondi dopo si stavano baciando con foga. Stefano le strizzò le grosse tette, tirandole fuori dalla maglietta, succhiando i capezzoli rosa mentre Anna gli stringeva l’uccello. Lo spinse contro un albero e si inginocchiò, prendendoglielo in bocca con avidità, succhiando e leccando mentre le sue tette ondeggiavano.
Poi tirò fuori dalla borsa il dildo che portava sempre con sé: un grosso fallo nero di silicone, venato e realistico. Stefano capì subito e si eccitò ancora di più. Si mise a quattro zampe sul tappeto di foglie, il culo offerto. Anna si spalmò un po’ di saliva sul dildo e sulla mano, poi cominciò a penetrarlo piano, mentre con l’altra mano gli masturbava il cazzo duro.
«Prendilo tutto, Stefano… fammi sentire come ti piace» ansimò lei, spingendo sempre più a fondo.
Lui gemeva forte, godendo di essere scopato da quella rossa tettona mentre il suo buco si allargava intorno al dildo. Anna lo inculava con passione, sempre più veloce, schiaffeggiandogli ogni tanto il culo. Stefano venne per primo, schizzando fiotti di sperma sulle foglie con un grido rauco. Anna, eccitatissima, si toccò il clitoride finché non esplose anche lei in un orgasmo violento, continuando a spingere il dildo dentro di lui fino all’ultimo spasmo.
Si accasciarono a terra, sudati, sporchi, soddisfatti. Stefano le accarezzò le tette enormi mentre lei gli baciava il collo.
«Grazie per avermi guardata» sussurrò Anna.
«Torniamo a farla insieme ogni volta che vuoi» rispose lui con un sorriso malizioso.
Il prossimo racconto nasce da una richiesta di un ammiratore.
Credo che le storie migliori nascano spesso da un incontro di idee, per questo ho deciso di aprire uno spazio di collaborazione con voi.
Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com
Anna_83
Anna era una rossa focosa di trentadue anni, con due tette enormi che ballonzolavano sotto la maglietta tecnica mentre saliva il sentiero di montagna. Il sole caldo e la camminata le avevano messo addosso un gran mal di pancia. Quando sentì le prime fitte forti, si guardò intorno: nessuno in vista. Si infilò dietro un grosso cespuglio isolato, lontano dal sentiero, si abbassò i pantaloni da trekking e le mutandine e si accucciò.
Il sollievo fu immediato. Sentì il suo corpo liberarsi con un rumore umido e caldo, mentre il suo grosso culo bianco restava esposto all’aria fresca. Chiuse gli occhi un attimo, godendosi la sensazione.
Non si era accorta di Stefano.
Lui aveva sessantaquattro anni, era di Roma, altezza media, corporatura normale, capelli e occhi scuri. Stava facendo una passeggiata solitaria quando vide la scena. La ragazza rossa accucciata, le mutande abbassate, il culo nudo e il rumore inconfondibile dei suoi bisogni. Il cazzo gli diventò duro all’istante dentro i pantaloni. Era da sempre attratto dai bisogni corporali, e quella visione lo fece impazzire.
Si avvicinò senza fare rumore, si fermò a pochi metri da lei e tirò fuori il suo uccello già mezzo duro. Anna aprì gli occhi e lo vide: un uomo maturo che la guardava con desiderio mentre pisciava accanto a lei, il getto caldo che bagnava la terra vicino al suo.
Invece di spaventarsi, Anna sentì una scarica di eccitazione. Lo guardò negli occhi e continuò a spingere, finendo di cagare proprio mentre lui pisciava. I loro sguardi erano incatenati.
«Ti piace guardarmi mentre la faccio?» mormorò lei con voce roca.
«Da morire» rispose Stefano, continuando a pisciare.
Quando entrambi ebbero finito, si guardarono per un istante. Poi Anna si alzò leggermente, ancora con il culo sporco, e Stefano si avvicinò. Si pulirono reciprocamente con le mani e con delle salviette umidificate che lei aveva nello zaino. Le dita di lui le sfiorarono l’ano ancora caldo e umido, quelle di lei toccarono il cazzo duro di lui. Fu un gesto sporco, intimo e terribilmente eccitante.
Pochi secondi dopo si stavano baciando con foga. Stefano le strizzò le grosse tette, tirandole fuori dalla maglietta, succhiando i capezzoli rosa mentre Anna gli stringeva l’uccello. Lo spinse contro un albero e si inginocchiò, prendendoglielo in bocca con avidità, succhiando e leccando mentre le sue tette ondeggiavano.
Poi tirò fuori dalla borsa il dildo che portava sempre con sé: un grosso fallo nero di silicone, venato e realistico. Stefano capì subito e si eccitò ancora di più. Si mise a quattro zampe sul tappeto di foglie, il culo offerto. Anna si spalmò un po’ di saliva sul dildo e sulla mano, poi cominciò a penetrarlo piano, mentre con l’altra mano gli masturbava il cazzo duro.
«Prendilo tutto, Stefano… fammi sentire come ti piace» ansimò lei, spingendo sempre più a fondo.
Lui gemeva forte, godendo di essere scopato da quella rossa tettona mentre il suo buco si allargava intorno al dildo. Anna lo inculava con passione, sempre più veloce, schiaffeggiandogli ogni tanto il culo. Stefano venne per primo, schizzando fiotti di sperma sulle foglie con un grido rauco. Anna, eccitatissima, si toccò il clitoride finché non esplose anche lei in un orgasmo violento, continuando a spingere il dildo dentro di lui fino all’ultimo spasmo.
Si accasciarono a terra, sudati, sporchi, soddisfatti. Stefano le accarezzò le tette enormi mentre lei gli baciava il collo.
«Grazie per avermi guardata» sussurrò Anna.
«Torniamo a farla insieme ogni volta che vuoi» rispose lui con un sorriso malizioso.
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