Sollevavo la gonna stretta

di
genere
pissing

Era una mattina di primavera, il sole ancora basso sull’autostrada. Avevo 28 anni, capelli rossi lunghi e ribelli che mi ricadevano sulle spalle, e due tette grosse e pesanti che tendevano la camicetta bianca quasi fino a far saltare i bottoni. Mi chiamavo Anna, e ogni giorno, andando al lavoro, facevo la stessa deviazione: uscivo alla piazzola dei camionisti, quella poco illuminata, piena di Tir parcheggiati e di autisti che scendevano per sgranchirsi o per pisciare.
Mi piaceva fermarmi lì. Abbassavo il finestrino, fingevo di controllare il telefono, ma in realtà li guardavo. Li vedevo tirare fuori quei cazzi pesanti, ancora mezzo addormentati, e pisciare contro gli alberi o dietro i cassoni. Il rumore dello spruzzo, il modo in cui se lo scuotevano alla fine… mi faceva bagnare subito le mutandine.
Quella mattina però sentivo qualcosa di diverso. Un calore tra le gambe che non riuscivo più a controllare. Parcheggiai la mia macchina un po’ defilata, ma visibile. Il cuore mi batteva fortissimo. Scesi, guardandomi intorno: tre camionisti erano già fuori, due fumavano, uno stava finendo di pisciare contro un cespuglio.
Mi misi dietro la macchina, voltata di schiena verso di loro. Le mani mi tremavano mentre sollevavo la gonna stretta fino alla vita. Non portavo le mutande. Il vento fresco mi sfiorò la figa già gonfia e bagnata. Allargai leggermente le gambe, mi piegai un po’ in avanti, le mani appoggiate al bagagliaio.
Sentii il primo getto caldo uscire. Forte, rumoroso. La piscia dorata schizzò tra le mie cosce, formando una pozza sull’asfalto. Gemetti piano, senza riuscire a trattenermi. Sapevo che mi stavano guardando. Uno dei camionisti si era fermato con la sigaretta a mezz’aria. Un altro aveva già la mano sul pacco.
Continuai a pisciare, lenta, godendomi ogni secondo. La gonna alzata, il culo nudo in mostra, le mie grosse tette che premevano contro la macchina. Quando finii, invece di abbassare la gonna, rimasi così qualche secondo in più, passandomi due dita tra le labbra bagnate, mescolando piscia e succhi.
Uno dei camionisti, un uomo sui quarantacinque con la barba e le mani grandi, si avvicinò lentamente.
«Cazzo, rossa… hai deciso di farci impazzire stamattina?»
Mi voltai appena, guardandolo da sopra la spalla, le guance rosse e gli occhi lucidi di eccitazione.
«Volevo solo… farvi vedere» sussurrai.
Lui si aprì la patta senza dire altro. Il suo cazzo era già mezzo duro, grosso e venoso. Iniziò a pisciarmi vicino, quasi sui miei tacchi. Il rumore del suo getto mi fece tremare. Un altro autista si avvicinò dal lato opposto, tirandosi fuori anche lui.
Ero lì, gonna alzata, figa esposta, mentre due sconosciuti mi pisciavano ai lati. Mi infilai due dita dentro, masturbandomi senza vergogna, gemendo sempre più forte.
«Vieni qui, troietta» ringhiò il primo.
Mi girai, mi appoggiai al cofano caldo della macchina e aprii le gambe. Lui non perse tempo: mi afferrò le tette grosse da sopra la camicetta e me le strizzò forte mentre mi spingeva dentro quel cazzo spesso ancora umido di piscia.
L’altro mi si mise davanti alla bocca. Lo presi tutto, succhiando avidamente mentre venivo sbattuta contro la macchina.
Pisciai ancora un po’ mentre mi scopavano, uno schizzo caldo che bagnò le gambe del camionista. Quello dietro mi diede una sculacciata forte e aumentò il ritmo, grugnendo.
Venni per prima, urlando intorno al cazzo che avevo in gola, le tette che ballavano fuori dalla camicetta strappata. Loro vennero poco dopo: uno mi riempì la figa, l’altro mi schizzò tutto il viso e le tette di sperma denso.
Rimasi lì, ansimante, coperta di piscia e di sborra, la gonna ancora alzata, mentre altri due camionisti si avvicinavano già con i cazzi in mano.
Sorrisi, leccandomi le labbra.
Il tragitto per andare al lavoro non era mai stato così bello.


Ciao, sono Anna. Credo che le storie migliori nascano spesso da un incontro di idee, per questo ho deciso di aprire uno spazio di collaborazione con voi.
​Hai un’idea? Se hai una situazione o un’immagine che vorresti veder trasformata in racconto, scrivimi! Mi occuperò io di sviluppare la trama e darle vita.
​Mettici la faccia: Se ti fa piacere, puoi inviarmi una tua foto. La userò come riferimento estetico per descrivere i tratti di uno dei miei prossimi personaggi e dimmi che nome devo assegnare a quel personaggio.
​Nota importante sulla Privacy: La mail indicata è in sola lettura. Leggerò tutto con piacere, ma non aspettatevi una risposta diretta via mail; la risposta sarà il racconto stesso che pubblicherò qui!
Ale.one@yahoo.com

Anna_83
scritto il
2026-04-16
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