Una Bonazza tosta

di
genere
etero

So di essere una persona particolarmente tosta nel senso che vado perfettamente d’accordo con chiunque purché stia lontano da me almeno due palmi.
Nell’ambiente di lavoro mi chiamano “Elvira la bonazza tosta”, i rapporti professionali sono cordiali ed aperti con tutti, nell’area amministrativa siamo tutte donne per cui gli altri lo hanno definito il gineceo essendoci una prevalente e vivace collaborazione non solo di lavoro.
Alcuni giorni fa sono stata convocata dal nostro capo -Alberto- per comunicarmi che l’azienda a breve avrebbe "Internalizzato" la gestione dei rapporti con il settore estero, questo settore sarebbe affidato come supervisore a me e ad una mia collega, avremo inoltre un responsabile con specifica qualifica dirigenziale e competenza commerciale.
A questo punto il colloquio ebbe fine in maniera tipica da capo a subalterna sia nel linguaggio che nel comportamento.
La cosa non mi stupì in quanto il capo era una mia vecchia conoscenza avendo già lavorato alle sue dipendenze presso una diversa azienda, fummo sbattuti fuori per direttissima in quanto lui provò ad un approccio sessuale che io negai in maniera decisa, solo dopo alcuni anni ci fu un incontro conciliativo ed ora lavoriamo nuovamente insieme in questa azienda.
Nell’attesa delle mini novità il chiacchiericcio è diventato un subbuglio, chi sarebbe stata la prescelta delle otto e chi il nuovo esterno? Scoppia il parapiglia da quando comincia a circolare la voce non confermata che il nuovo dirigente sarà un uomo, straniero, ancor più stravolgente il tipo è un uomo di colore.
In attesa del nuovo condirettore generale vengono fatti alcuni aggiustamenti nella nostra area, viene creato un ufficio commerciale connesso direttamente con il responsabile, la curiosità e le chiacchiere crescono di giorno in giorno: il nuovo arrivo aveva chiesto alle sue dipendenze una segretaria personale ed un impiegato semplice.
Tutti gli addetti alla produzione definiscono il nuovo dirigente “el mandingo negher” avendo alle dipendenze solo donne da ammansire ed il Mariolino un giovane assunto laureato il quale però proviene dall’altra “sponda”.
Sempre gli altri hanno alzato il volume del sussurro in quanto si chiedono se il “mandingo negher” abbia lo stomaco ed il pezzo da cavallo per soddisfare tutte le arrapate valchirie e anche le briciole per il Mariolino.
Finalmente arriva e fa subito una assemblea.
-Pierre.: non ci saranno rivoluzioni ma la qualità e la produzione e la qualità comunque dovranno incrementarsi , ovviamente comporterà anche un riconoscimento tangibile.
I rapporti interaziendali non saranno isole ma un arcipelago, mi sta decisamente bene il soprannome “el negher” perché corrisponde alla realtà e quindi non mi offendo, avrei trovato ridicolo il confidenziale “Pierre”perchè non siamo amici non ci conosciamo per questo il confidenziale non ha motivo di esistere.
Ultima precisazione i rapporti amichevoli sono i migliori, non sono accettabili i tentativi di “scopare in azienda!” con o senza consensualità.
C’è una novità.
È aperta una casella mail aziendale si possono inviare mail previa registrazione onde evitare la vergognosa prassi dell’anonimato, non ci saranno risposte su le questioni inutili, la mia porta non sarà aperta come le vostre, questo per non perdere tempo.
Tutto chiaro SI? NO? parlatene con i vostri rappresentanti, adesso ” buon lavoro ”.
A conclusione dell’assemblea le donne sono soddisfatte qualcuna si azzarda ad essere ben disposta e le più giovani anche in un certo modo disponibili.
Il Pierre si è presentato apparentemente alla mano, una donna acida lo definisce un paraculo, alcune altre, senza dichiararlo “coram populo” gliela darebbero, le altre non si sbilanciano ma se ci fosse la richiesta direbbero SI!..
La “Bonazza tosta” mantiene la sua riservatezza però trapela la notizia che con i dovuti accorgimenti l’avrebbe smollata.
Il periodo di tirocinio è scivolato senza problemi l’unica novità è relativa al solo ufficio commerciale in quanto è stato instaurato tra dirigente e subordinati, cioè il famoso gineceo, un incontro informale periodico con un mensile pranzo serale.
Pierre con una particolare e sotterranea selezione comincia
ad invitare tête à tête le migliori collaboratrici a partire dalla Bonazza.
-Pierre.: Elvira gradiresti una cena sabato sera? se ti va scegli la location
-Elvira.: non vorrei mescolare pubblico e privato, in ogni caso si creerebbero…
-P.: scusami se ti interrompo, siamo persone adulte consapevoli e consenzienti, o si o no i nostri rapporti non subiranno assolutamente delle alterazioni..
-E.: se ti va a casa mia facciamo alle otto?.
Sono piuttosto tesa Pierre mi piace come uomo spero che mi piaccia sul piano intimo, cerco di sciogliere la tensione preparando una cena leggera tipo menu' completo senza accendere i fornelli, per una persona pur essendo originario africano ma vissuto in Francia voglio avventurami solo in spumanti italiani.
È qui, suona il citofono lo ricevo nel modo più naturale possibile.
Il Pierre seduto di fronte a me non ha niente in comune con quello che ho conosciuto nell’ambiente del lavoro, mi rassicuro e mi sento a mio agio, ci stuzzichiamo sul menù della cena alla fine andiamo verso il salotto dove fa bella mostra una bottiglia di spumante nel secchiello.
-P.: sei per caso una sommelier?
-E.: naturalmente! Seguito il corso su internet oggi pomeriggio, e tu?
-P.: Mais oui!!!
Mi sento particolarmente rilassata, vado a sedermi sulla poltrona accavallando la gamba ne lascio nuda tre quarti, Pierre porta le coppe di spumante brindiamo, parliamo e Pierre mi porta un'altra coppa di spumante ma questa volta l’appoggia sulla coscia nuda fingo di provare la sensazione di freddo, lui versa il liquido sobbalzo e lui mi aggancia per la vita.
-E.: lascia che pulisca vado in bagno.
Pierre mi segue nella camera da letto, resta fermo mentre vado nella suite quando rientro dal bagno lui si è disteso sul letto nudo con lo slip, guardo il suo corpo curato con muscoli leggermente curati come chi frequenta non ossessivamente la palestra, lo slip ha un piacevole gonfiore mentre mi sento salire il calore.
Mi spoglio resto con il perizoma tanto mini è come se fossi nuda.
Mi distendo vicino a lui sento l’afrore del suo corpo che si fonde con la fragranza della eau de cologne: mi piace, improvvisamente con uno scatto felino mi attira a se mi bacia con passione la sua lingua si muove irrequieta, le sue mani scivolano lungo il mio corpo poi afferra letteralmente i capezzoli e li stringe torcendomeli,
-E:. Ahi! che male, fallo più delicatamente, fallo! perché continui?.
Ultimo strizzo e poi la sua lingua li massaggia con dolcezza passo dal quasi dolore al piacere tanto che mi sento la vagina umida.
È su di me, scivola verso il basso si ferma per lasciarmi cadere nell’ombelico una goccia di salva, il mignolo ruota con maestria sento l’eccitazione che mi assale
-E.: mi sento pronta
-P:. non ora
Mi slarga le cosce così mette a nuda la vagina pronta e umida, la lingua scivola sulle labbra sento un dito sfiorare l’ano si contrae con un plpito, lui ripete senza mai esagerare invece le labbra si pongono sul clito: sbraco voglio essere presa sbattuta fino a sfinirmi ma non lo fa; mi tiene su una corda.
Mi tira su le gambe se le poggia sulle spalle sento il glande che cerca e trova l’ingresso della vagina, ora deciso con pochi colpi me lo spinge dentro finalmente godo, i colpi sono forti mi piacciono, il suo pene è molto ben fatto sia nell’estetica che in abbondanza, mi sento la vagina piena e appagata dai suoi movimenti che si fanno sempre più rapidi, li voglio perché sono eccitata tanto da lasciarmi andare ad un altro orgasmo migliore del primo ed è così che mi offro, il suo membro particolarmente turgido esce resta immobile poi punta per aprirmi l’ano, non riesco a trattenere un guaito lungo tutta la penetrazione che mi sembra inarrestabile.
La sensazione mista tra dolore e piacere mi entusiasma nel sentire le contrazioni del pene che scaricano il suo sperma.
Recuperiamo il bagno ci lasciamo scivolare nella vasca e ci facciamo coprire dall’acqua molto calda che ci rilassa.
Ci riproviamo a ripetere l’incontro con il risultato di provare la stessa soddisfazione, non abbiamo fatto programmi se non ripetere la cena del sabato sera apportando di volta in volta goduriose varianti; “el mandingo negher” non è assolutamente privo di fantasia.



scritto il
2026-02-08
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