Storia Lunga

di
genere
gay

Mi chiamo Gino sono un uomo maturo, dopo aver lasciato il lavoro sono entrato in una fase di mancanza di interessi in quelle attività che invece prima facevano parte del mio quotidiano, ho avuto difficoltà nella concentrazione con un permanente senso di ansia.
Mi è stato suggerito di aprirmi ai contatti sociali e fare, se è possibile, viaggi turistici anche brevi, prima mi sono sottoposto ad una leggera terapia farmaceutica sospesa la quale organizzai piccoli week-end che successivamente divennero veri e propri viaggi turistici.
Successivamente i periodi prima di breve durata divennero soggiorni lunghi in quanto rimanevo lontano dacasa anche per mesi; questo insieme ha dato i suoi frutti.
L’ultima vacanza fu quasi un trasferimento di circa due anni soggiornando nel centro/sud America tra Costarica, Santo Domingo infine con il preferito Brasile; quando cominciai a sentire la “saudade” a della mia città e della mia gente feci le valigie e tornai a casa.
Molte cose nel condominio erano cambiate alcuni che conoscevo da anni avevano optato per ritirarsi in residenze per anziani autosufficienti o meno, altri avevano venduto l’appartamento come aveva fatto la famiglia mia vicina di casa.
In verità la situazione non fu molto piacevole ma prevalse positivamente la curiosità.
Ho saputo che avevo un nuovo vicino, mi sono dato da fare per avere notizie e pettegolezzi ma pare che sia una persona molto riservata.
Le settimane sono trascorse senza stabilire un contatto col misterioso tipo nonostante i miei maneggi con il portiere, annoiato ho rinunciato fino alla scorsa sera.
Per distrarmi avevo deciso di prepararmi una cena particolarmente succulenta almeno credevo presuntuosamente che lo fosse, in quel frangente qualcuno bussò all’uscio anche più di una volta, non volevo essere infastidito nel mio alto momento culinario però stante l’insistenza andai ad aprire.
Mi si presentò dinanzi un bell’uomo sconosciuto forse quarantenne più o meno ma non di più.
-G.: prego desidera?,
-T.: Mi chiamo Tino sono il suo vicino, abbia pazienza perché sono un importuno che bussa alla sua porta, come estraneo non ho potuto fare a meno di rivolgermi a lei che è il più contiguo
-G.: prego si accomodi, è un modo come un altro per conoscersi tra vicini
-T.: anche se è da tempo che abito qui ma non ho ancora preso piena conoscenza dell’appartamento, e non so dove si trova la nuova posizione della chiave di arresto dell’acqua, solo la scorsa settimana l’impresa ha finito definitivamente i lavori per la ristrutturazione
-G.: andiamo!
Conoscendo l’appartamento non fu difficile risolvere il problema.
-G.: prego, se vuole si accomodi da me,
-T.:non la disturbo?
-G.: sicuramente no!
Così finalmente si è aperto il canale della conoscenza.
Tino è un bell’uomo, fisicamente prestante, un morettone con un bel sorriso, affabile e socievole, single come lo sono io per cui è stato semplice creare l’abitudine di cenare insieme, una, due, tre sere e a seguire con continuità parlando di noi, delle nostre vite fu quasi un accadimento che doveva accadere ed accadde; noi due sappiamo quasi tutto di noi due.
Tino fin da giovane studente aveva come compagno Alberto con il quale condividevano tutto, tra di loro non esistevano zone di ombra, questa affinità elettiva li portò ad avere naturalmente anche il rapporto fisico.
Quello fu il periodo d’oro che sarebbe dovuto durare senza limiti di tempo.
La vita come si sa quando meno te lo aspetti diventa agra, loro avevano veleggiato sempre avendo a favore lo zefiro quello tiepido e leggero che tradizionalmente annuncia il cambiamento.
Il cambiamento ci fu, dovettero separarsi per ragioni di lavoro.
Per entrambi un lungo periodo di malinconia pervase i loro giorni, la malinconia non riuscì nonostante il tempo e la lontananza ha portare la dimenticanza.
Adesso entrambi si sono costruiti una alternativa trovando, come Tino lo chiama, un supporto umano che "ça va sans dire" è un uomo.
Tino gran parte della sua vita me l’ha narrata, quello che volevo sapere ora lo so, il nostro passato ce lo siamo raccontato ora c’è rispetto, simpatia, c’è concordanza su molte cose ma su una decisamente siamo agli opposti: infilarci sotto le lenzuola.
La ristrutturazione è finita quindi Tino ha fatto una mini inaugurazione, gli ospiti sono una coppia di colleghi di lavoro, un cugino di Tino con la moglie e, visto per la prima volta, Leão.
Terminata la cena Tino come anfitrione accompagna gli ospiti all’uscita dello stabile, siamo rimasti Leão ed io con il quale non fatto comunella perché tutto ciò che richiama il Brasile mi manda in sollucchero.
È un bel mulatto che si merita a pieno un bel sette +, per me potrebbe avere anche 9 non muoverei nemmeno un dito e questo Tino lo sa.
Per quei due tipi io sono diventata una specie “Confidente Liala”
-G:. come hai conosciuto Leão?
-T.: ero in fila per il rinnovo del passaporto lui per rinnovo del permesso di soggiorno, lui fu chiamato e venne respinto in quanto l’ospitante doveva essere presente ma non c’c’era lessi nei suoi occhi ….
-G.: Negli occhi!?Oh! / Ohh! Negli occhi! o nei jeans??
-T.: che dire della tua maialagine!!!. Gli dissi fatti dare il modello questo è il mio passaporto fai una foto copia e vai a ripresentare la domanda nuovamente sono seduto su quelle panca se serve chiamami.
-L.: chi sei tu che fai questo per me?
-T.:vuoi il permesso o vuoi essere sbattuto fuori e rispedito alla Rocinha ? Tutto è cominciato da allora
-G.: Oh! / Ohh! Lo portasti a casa?
-T:. maiala!!!! SI! l’ho portato a letto e poi siamo finiti sotto le lenzuola non avevo sbagliato, ci siamo sfrenati in una assatanata seduta di sesso
-G.: per forza avevi adocchiato il cotechino, lascia che ti dico io le misure: quasi 23x 7,75 ho sbagliato le misure del cotechino?
-T.: non ho parole per quanto sei disgustoso ma c’hai azzeccato, beh d'altronde non potevi sbagliare con tutti gli anni vissuti di putaria.! Non si è assolutamente risparmiato me l’ha dato senza risparmio e l’ho ripagato on lo stesso ardore. Adesso Taci invidiosa.
-G.: no non mi interessa dal punto di letto mi è simpatico come persona brasiliana.
Vieni a cena da noi stasera? accetto volentieri.
La cena è leggera.
-T.: spogliati!
-G.: non ci penso proprio!
-L.: se vuoi potresti partecipare perché questo nostro show è per te.
Sono due bei tipi veramente arrapanti con i loro cazzi già armati, filanti precum, Tino si china sul cappellone di Leão per raccogliere quel filo che cola dal glande roseo lo succhia con foga mentre le sue mani avvinghiano, sgraffignano quel bel culo, schiaffeggia e accarezza a piacere le natiche sode, si arrapano estasiandosi; il carioca gli tiene la testa tra le mani spingendogli il cotechino in gola facendogli mancare il respiro, gli fa strabuzzare gli occhi pieni di lagrime.
-L.: resisti Tino …ecco….è tutto tuo
glielo sbatte in faccia sui capezzoli questo non basta per l’altro che mugola e invoca, allora il carioca gli solleva le gambe se le appoggia sulle spalle gli slarga le chiappe appare la rosetta pronta a ricevere l’asta larga dritta turgida, punta il glande slarga il buco con due colpi il cotechino sparisce per riapparire, per sparire nuovamente con rapidi colpi dei reni che rendono felice Tino.
Tino non mugola rantola per la goduria sta per godere ma non vuole, scatta una tacita intesa tra i due ora è Leão ad offrire la sua rosetta ad ospitare il membro che non è un cotechino ma fa la sua figura ma soprattutto si muove con impeto con un “fuori/dentro”
che manda il carioca in visibilio.
Leão esplode riempendo la bocca di Tino costringendolo ad ingoiare con un rigurgito rumoroso.
I due assatanati giacciono l’uno a fianco dell’altro dopo quella performance.
Si riprendono vengono verso di me mi scaricano su letto e si siedono ai miei fianchi.
Guardo il mio corpo privo di tonicità con la pelle rilassata, in parte anche cadente poi guardo quei due faccio per alzarmi perché non posso restare tra quei due magnifici.
-T/L.: non ci provare starai con noi.
-.G.: non posso resistere alla vostra esuberanza,,,
Così dicendo Tino mi gira verso di lui offrendo il mio culo a Leão il quale rapido mi riempie di lubrificante mi slarga le natiche per come può, sento il cappellone che punta, la spinta non è né violenta né brutale ma decisa, scivola con continuità e lentezza così lo sento che penetra oltre lo sfintere sembra che non finisca mai.
Si muove dentro smuovendomi tutto, magnifica sensazione non provata da tempo immemorabile, quello che trovo delizioso è la dolcezza con la quale Leão mi prende, mi scopa.
-G.: NO! Tino non brutalizzarmi, non posso resistere.
-T:. Gino non vorrei mai che tu ti sentissi abusato ma vorrei farti partecipare, lasciati andare e non pensare a quello che sei, sentiti uno di noi due perché noi ti sentiamo uno di noi. Gino lasciati andare.
Il glande di Tino era ancora coperto di sperma acre lo lecco, gli do la bocca la lingua se lo gusta ormai è bello gonfio scivola sempre più giù poi esce rientra si gode la mia bocca
piena saliva come riesco a a giocare con i suoi testicoli.
Leão apprezza il mio culo slabbrato mi piace come mi chiava quei colpi secchi e per quei movimenti rapidi eccitano me e che lui ama
-G.: Leão non spingere più sei arrivato alla fine oltre mi svergini
-L.: Gino infilartelo tutto fino all’ultimo è eccitante come se fossi in una figa, questa e stata la sensazione provata.
-T.:maiala! cose gli stai suggerendo, sverginarti? tu smettila inutile tentare di metterlo fuori combattimento non ci riuscirai questa è come la sirena di Ulisse.
Rotolano il mio corpo l’uno contro l’altro infilando i loro membri in tutte le posizioni non mi sembraa assolutamente reale, credo di fare la parte della guest star di un vero film porno.
Alla fine ero pieno di sperma che cola da tutti i buchi.
I nostri corpi sudati sprizzano un afrore aspro, ci troviamo abbracciati fradici stanchi e addormentati.
Mai più fare con loro cene leggere solo quelle abbuffate con un abbondante buon vino
Una cenetta al mese quella la voglio.
Tino e Leão fanno coppia,Tino per non perdere il cotechino l’ha aiutato a trovare lavoro, anch’io quando potevo sistemavo i miei cotechini ma mi mollavano subito dopo tre giorni .
Abbiamo dovuto insonorizzare gli appartamenti non per tacitare gli sfoghi delle nostre necessità perché c’è tanta tra musica di Chico Buarque, Veloso, qualche “o samba” ballata, cantata con conoscenti opportunamente selezionati dal nostro selezionatore.

Bastino9
scritto il
2026-02-16
6 8
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Una Bonazza tosta

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.