Momo&Andrea
di
Bastino9
genere
gay
A sedici anni avevo già capito che non sarei potuto rimanere nella mia piccola città di provincia perché non mi avrebbero mai accettato come gay.
A diciotto anni andai via: è da allora che iniziò il cambiamento.
Non fu facile come pensavo, mi sentivo libero di essere quello che ero ma ero anche terribilmente solo, l’unica cosa che mi gratificava era il lavoro nel quale mi gettai anima e corpo; vivevo furiosamente solo il sabato e la domenica con le conoscenze che avevo fatto. Con loro cercavo di stordirmi ma alla fine desideravo il lunedì.
In preda alla febbre in uno dei tanti sabati sera incontrai Federico, trentaquattrenne splendido sprizzante vitalità e virilità, poi scoprii il suo corpo atletico con il particolare erotico di quella linea di corti peli neri che scendeva precisa dal petto fino all’ombelico e oltre. Mi diedi a lui in maniera totalmente completa, in Federico mi sentii realizzato non ero più un ibrido maschio/femmina ma un gay accettato.
Federico fino a cinque anni fa è stato il mio unico compagno nella vita e nel sesso. Ho sperimentato tutto con lui, mi faceva impazzire quando mi prendeva con delicatezza aprendomi lo sfintere con il suo poderoso sesso, insisteva fino a violentarmi brutalmente procurandomi il piacere raggiungendo così l’estasi. Non mi negavo a lui quando nel sesso orale spingeva il suo pene floscio in gola, mi aveva insegnato come trattenerlo fino allo spasimo Andrea mi sussurrava con la sua voce calda: la tua gola è meglio di una vagina.
Io godevo senza limiti e mi sentivo una troia perché voleva che lo fossi e andassi oltre i limiti consentiti.
La vita mi portò via Federico e ho attraversato l’ade, credevo di non rivedere la luce, ma Livia una nostra dolce amica trovò la strada per scuotermi così alla fine decisi di avviarmi per quella via. Ho lasciato il lavoro monetizzando quello che avevo maturato ignorando che cosa avrei trovato di là; comunque mi sono gettato in quella avventura.
Un mio ex collega mi organizzò il programma turistico ed io in base a quello arrivai a notte fonda a Dakar, subito il sudore per l’afa mi sciolse e ancor più mi inzuppai in un taxi con l’aria condizionata scarsa: meglio dire quasi inesistente, la camera dell’albergo era a temperatura di cella frigorifera però portandola a livello gradevole mi rigenerai cadendo nel torpore. Lo shock tra il vivere a Dakar e Milano fu abissale per sopravvivere dovetti resettare il passato ma proprio tutto.
Il direttore dell’albergo, data la lunga permanenza, mi alloggiò in una dépendance a prezzo super scontato che mi rese completamente libero è così conobbi ALÍ un dipendente addetto alle dépendance al quale solo dopo due giorni, senza mezzi termini, gli misi le mani tra le gambe: il suo cazzo rispose.
Mi eccitai sentire sulla mia pelle la sua particolarmente liscia, leccargli i suoi testicoli grossi mi regalarono in gola e nel culo tanto sperma denso e poco asprigno.
In pochi mesi diventammo,- bruciati dalla passione - amanti, non mi infastidiva quando, nei suoi giorni liberi, mi lasciava per andare a passare le giornate con la sua famiglia, però non sopportavo che lui si infuriasse per le mie trombate con altri giovani aitanti e cazzuti.
L’idillio finì quando lui fu trasferito a lavorare in un altro hotel a Saint-Louis, il suo sostituto Anthony era un bello stallone che mi mise in agitazione, lui sapeva già tutto del mio passato con Alì quindi presi tempo per trovare la sintonia, non volli creare subito un legame strutturato per questo lo invitai a letto per un test.
Con nonchalance entrò in déshabillé mostrando un notevole fisico per altezza, per una muscolatura non esagerata ma curata, per il suo comportamento educato e gentile, mi attrasse più di tutto i lineamenti del viso privi delle caratteristiche proprie dell’afro e per il pendente posto tra le gambe che già a riposo si presentava molto interessante.
La notte del test trascorse senza infamia e senza lodo, Anthony fece la parte di un escort di lusso annoiato con una noiosa prestazione da manuale, senza mezzi termini gli dissi subito che ero deluso e scocciato.
La mattina uscì dal bagno dopo ore con il corpo ancora umido coperto in vita solo dalla tovaglia da bagno, si accostò a me in modo stranamente aggressivo:
- Anthony: ad Alì cosa gli davi?”-
-Andrea: Alì? Chi? e poi cosa centra?, Anthony non era affidabile,
- Anthony: hai avuto una soddisfacente relazione con lui, si divertiva più con te che con la moglie
-Andrea: che bastardi siete stati voi due
-Anthony: SI, lo sono hai capito voglio solo i soldi!!
-Andrea:SI !!!
-Anthony: prepara i soldi, hai capito?
-Andrea: mi alzo vado verso di lui: ascolta te lo dico una sola volta.
Io sono gay ma non sono la “la tapette” che si fa spellare da un frocio negro come te.
Sarai pagato per quello che hai fatto e per come lo hai fatto ma non mi scoperai mai più, a te ti piace ricattare i froci ma poi – maschione? - ti fai inculare dalle markette di Dakar.
Si accostò afferrandomi un braccio strappando così il caffettano, subito la mia reazione fu altrettanto decisa gli sparai un violento calcio dritto nelle palle, crollò a terra senza fiato tanto da essere portato in barella all’ospedale.
Così si chiuse senza cominciare la storia di Anthony.
Il direttore dell’hotel venne nella dependance presentandosi:
-Roger: sono Roger il direttore del complesso alberghiero, Signor Andrea c’è stato un episodio spiacevole con Anthony,
-Andrea: oui monsieur molto spiacevole un vostro dipendente è venuto da me per propormi un contratto con il quale avrei dovuto pagare una tangente solo per il fatto che io fossi gay.
Mr.Roger se lei fosse gay accetterebbe il ricatto? poiché il signor Anthony stava passando alle maniere violente mi sono difeso inoltre il signor Anthony è un escort aggressivo notoriamente protetto da un importante personaggio locale tacitamente conosciuto come gay.
Non vogliamo crearci problemi vero Roger?.
Denunci Anthony lo faccia sbattere in galera per palese omosessualità e commercio di sesso. Monsieur Roger: Siamo d’accordo? Se vuole Sono pronto a testimoniare.
-Roger:Domani ci sarà a disposizione uno dei migliori dipendenti:Momo
-Andrea: Grazie e buona giornata.
La mattina successiva si presentò Momo un ventottenne piacente dal fisico atletico in più non guastava parlava anche decentemente italiano
-Momo: buongiorno signor Andrea
-Andrea: Venga Momo si accomodo prego - asseyez-vous!
-Momo: grazie signore
Andrea: Puis-je parler italien??
-Momo: si signore. il va sans dire,
-Andrea: Momo tu sai qualche cosa che è successo qui con Anthony?
-Momo: nessuno del personale sa niente
-Andrea: non sono un polizotto domando solo per curiosità su Anthony Momo: Oui monsieur il a les couilles terriblement brisée, il n’est plus dans la ville il est retourné à son village
-Andrea: merci Momo.
Momo niente signore solo Andrea, siamo persone alla pari con ruoli diversi, prima cosa con me niente divisa di lavoro quando sei con me, quando necessito e tu sei disponibile ci organizziamo hai capito di che parlo?
-Momo:parfaitement, je ne suis pas une escorte et il n’y a pas de frais mais même pas gratuit
Nella stretta di mano e nel successivo abbraccio ci capimmo a pieno. passammo subito ad un magnifico abbraccio nel corso del quale gli sussurrai sono un gay passivo, moi seulement actif.
-Andrea: fa molto caldo tanta afa vuoi fare un bagno? non vorrei farlo da solo
-Momo: il va sans dire.
Ero pienamente soddisfatto ma rimpiango sempre Alì che era perfetto ma Momo sembra una persona a posto.
Scendo nell’acqua tiepida con un velo di nostalgia e di tristezza, Momo si cala nell’acqua mostrandomi un corpo veramente ammirevole purtroppo la delusione è grande nel constatare che Momo ha una defaillance la dove ci deve essere se non l’esagerazione almeno l’abbondanza,
-Momo:malinconia
Andrea: si Momo
-Momo: vuoi che ti vengo vicino?
-Andrea: si Momo. La sua mano prese la mia stringendola forte in modo virile, nei suoi occhi c’era una certa tenerezza nei miei confronti, mi bacia con le sue labbra moderatamente carnose che coprono una bellissima dentatura.
Mi apro a lui e la sua lingua si muove con dolcezza spingendosi in fondo poi con decisione continuiamo a giocare, si scioglie quella area di riservatezza ci lasciamo andare stabilendo une liaison.
-Momo: Andrea usciamo ti porto nel mio regno dove Momo è un re?
-Andrea: ed io?
-Momo: sarai la mia principessa “naturellement” che rimarrà stupita dal suo re.
Le due stanze erano ben tenute ed in ordine ma Lui mi guidò nella sua camera con un letto King: ci sprofondammo.
Ero disteso di traverso supino lui si alzò – essendo un perticone - si pose in ginocchio dietro la mia testa, il suo pene era a portata della mia bocca, l’aprii e ricevetti il suo glande che divenne tumido mentre l’asta si allungò flaccidamente, succhiai leccai ingordamente lui rispose rapido riempendomi la bocca tappandola.
Affogavo non respiravo lo tirò fuori allora presi fiato.
-Momo: tutto bene possiamo provare a spingere un poco di più per godere insieme?
-Andrea: io sono tutto tuo, dove tu provi piacere io proverò piacere, il tuo membro sta diventando sempre più grosso, sono curioso di sapere il bambino quanto crescerà ancora?
-Momo: ti stupirai di vederlo è un giovanottone intraprendente.
Partì in tromba dalla gentilezza passò subito ad un energico movimento che non si fermava al solo palato ma cercava ben oltre. Momo mi stupiva, lo volevo accontentare perciò intuivo le sue intenzioni, essendo stato educato da Federico, resistevo ai conati di vomito rigurgitavo la saliva in eccesso il suo cazzo scivolava bene riusciva ingozzarmi con suo gradimento, invece diventava difficile accontentarlo a sguarrarmi il gargarozzo.
Lui ci provava me lo sfilava tutto mi faceva respirare con metodo,
-Momo: Andrea quando ci riusciremo sarà magnifico allora riuscirò a scoparti, ripartì sentii che faceva muovere la sua bestia con maestria titillava i capezzoli sempre in sintonia con il cazzo la strada era aperta già a metà entrava ed usciva ma lui voleva superare il limite. Mi strozzavo continuavo a respingerlo ma lui faceva quello che voleva; lo lasciai fare perché ero arrapato oltre ogni limite.
-Momo: Andrea ti ecciti ma c’è qualche cosa che ti blocca, respira profondamente tanto da gonfiare il petto come tacchina
– rise di gusto - usa la memoria ricorda un piacere provato.
Chiusi gli occhi il mio pensiero andò a Federico non c’era Momo c’era lui il mio amore.
Momo mi scopava libero fino in fondo poi tirò tutto fuori la sua eiaculazione mi riempì la bocca, mi presi il cazzo in mano sborrai.
Tornammo alla dépendance scivolammo nella vasca, l’acqua calda ci sciolse il corpo e la mente,
-Andrea: grazie, ho rivissuto il passato, con te ho fatto una cosa che avrei voluto fare con una persona perduta e che ho amato.
-Momo: Domani ti porto all’ Isola di Gorée per tutta la giornata e la notte perciò preparati a tutto sarà una giornata particolarmente magnifica.
Con Momo ero appagato da questo stupendo giovane.
-Momo: André cambio andiamo al Lago Rosa.
Domani prima dell’alba vengo a prenderti all’alba assisterai ad uno spettacolo della natura ne restai stupefatto senza parole, Momo non volle la guida locale restammo io e lui come guida particolare girammo come una coppia, mi portò non solo nei siti turistici ma anche negli angoli più sconosciuti e per questo più attraenti alla fine stanchi ci stendemmo sulla spiaggia muti ma i nostri i pensieri viaggiavano sulla stessa onda, scambio di baci, tenerezze fatte di carezze mi sentii come una sposa amata e pronta per essere presa.
-Andrea: non mi sono ancora ripreso faccio ancora fatica ad essere normale
-Momo: tu mi hai dato piacere ti sei comportato come una moglie sottomessa e questo mi lega a te, non mi hai dato solo sesso ma molto altro.
Che potevo fare in quell’angolo di spiaggia protetta da una alta boscaglia se non leccargli lo scroto con la pelle rilassata e rugosa dove dondolavano due palle chiamate a fornire latte, ci vollero poche leccate e lunghe succhiate, la pelle lentamente si restringeva l’eccitazione portò su i testicoli, Momo mi stringeva la mano era entrato nel suo nirvana trasformando il suo normale cazzo da floscio in un magnifico bastone ritto con un glande rosa chiaro.
Dopo il pompino profondo con il lago calmo con il tramonto oramai viola non ci proibimmo una lunga e sconvolgente nuotata in quella acqua rosa.
-Momo: ti porto qui vicino guarda dopo quella collinetta dove stasera c’è una piccolissima festa con grigliata di pesce ci saremo anche noi,
-Andrea: Momo sarò l’unico straniero e per giunta gay e tu ti esporrai per me?
-Momo: qui nessuno ti conosce né sa che sei gay, non preoccuparti.
Nella grigliata c’erano tutte le persone del piccolo arrondissement -forse una quarantina di persone- prima che la notte fosse fonda il fuoco fu spento restammo in pochi io Momo e sei o sette giovani che avevano capito che il bianco era una “tapette”.
Ci spostammo tutti verso il bagno di mezzanotte,
-Andrea: ma questo cosa vogliono
-Momo: secondo te?
-Andrea: secondo te io metto il culo a disposizioni di tutti questi?
-Momo: Andrea se non vuoi in qualsiasi momento andiamo via, su questo hai ragione due o tre sono orrendi ma per loro basta una sega una slinguata e basta, per gli altri se ti va fai quello che vuoi ma no il pompino no il culo…
-Andrea: Momo i conti li facciamo quando torniamo alla dépendance. . Per il resto no bocca, no culo non ho la figa cosa gli devo dare? Ma che stronzo che sei Momo! ma me la pagherai a caro prezzo,
-Momo: non ti preoccupare te li mando io là dietro.
Nel capanno c‘era accesa una lanterna un giaciglio e una cassettiera vecchissima.
Liquidai quattro di loro in cinque minuti, cominciai a divertirmi a fare la puttana di casino, uno di loro me lo ritrovo ancora davanti “tu sei già venuto prima basta vai via” “per favore ho cazzo ancora duro”,scoppiai in una risata pazzesca gli feci un pompino volante lui per ringraziamento voleva darmi un bacio gli risposi “puttana non dare mai baci OK!! vai via adesso.
Ne arrivarono altri che si contentarono di farsi una sega collettiva come vedevano nei film porno.
Andai a ripulirmi a mare e ti trovo Momo
-Andrea: ho finito possiamo andare?
-Momo:c’è l’ultimo trattamelo bene a lui tutto è concesso,
-Andrea: perché a lui tutto è concesso?
-Momo: lo saprai dopo.
Ritornai al capanno alla luce di quella lanterna c’era un fustone di quelli arrapanti non i soliti ridicoli armadi questo stagioni, andai verso di lui per inquadrarlo bene.
-il fustone: ti piace compagno mandingo? gay vanno pazzi per mandinghi e tuo mandingo soddisfa? Avere grande sukk?
- Andrea: sei venuto per parlare o per fare sesso? Si tolse la camicia e tirò giù il pantaloncino mise in mostra il pendente
-il fustone: dici? piacere il sukk? è a tua disposizione non limite tempo e di fantasia, articolo garantito,
-Andrea: incredibile se lo racconto nessuno ci crederebbe sarebbe la solita fantasia delle frocie sempre pronte a prendere lucciole per lanterne, tu sei l’ultimo perché con te è diverso?
-il fustone: io non sono come gli altri, con me si parla in € mi sussurra la cifra nell’orecchio,
-Andrea: mi dispiace sei fuori del mio budget
-il fustone: tu hai guardato attrezzo? questo squarta, figa, culi di donne di uomini no trans, tu non trovare attrezzo come questo, je suis excité juste la pensée de te baiser: mon expérience unique, funziona senza aiuto di snif…snif capito?. Questo grande outsize se io non poter !baiser tu non pagare
-Andrea:OK! mi hai convinto.Fulmineo mi sbattette sul giaciglio mi slargò le gambe e le natiche poi mi infilò nell’ano una peretta con tanto lubrificante che non riuscii a trattenere, mi tappò la bocca con uno straccio, sentii la cappella del pene puntare l’ano e poi il mio grido straziante.
Aveva detto il vero il suo cazzo era un fuori taglia che si muoveva deciso senza curarsi di me che non riuscivo a tenerlo nel culo. Gli piaceva fare il fuori dentro il dentro fuori rapido sempre con colpo di reni.
Era una bestia sessuale si arrapava nell’essere dominante, a me piace il dominante ma questo mi stava facendo morire sia per il piacere che per il dolore
–il fustone: Voilà posizione supino e gambe in aria, hai un buco di culo ancora stretto pensavo déplié slargato, adesso ci penso io al posto del buco avrai figa.
Parlava si infoiava si divertiva spingerlo forte nel culo tutto anche le palle. Se ti libero non griderai vero?
-Andrea: mi stai massacrando credi che non sarebbero già venuti a salvarmi?
–il fustone:NO!nessuno salva te! tu vuoi chiamo tuo uomo mandingo?
–Andrea: NO!! devi solo mantenere promessa:fare del mio culo una figa:lo fece. Quella scopata fu dolorosa devastante ma arrapante, alla fine mi aveva aperto il culo come una figa abusata. Ho goduto due volte forse anche tre, finalmente mi riempie poi perentorio adesso pulisci con lingua il mio cazzo.
Tuo mandingo difende bene te e quello che è suo lui ti spiegherà tutto.
Tornammo la giornata era stata bollente ed io mi sentivo distrutto
-Andrea: vado al residence.Non mi devi dire niente? Chi era l’ultimo?
-Momo:vengo con te!
-Andrea:ero nella vasca e l’acqua calda scioglieva la stanchezza ma le contrazioni anali erano dolorosissime mi chiedevo: se venisse il fustone gli direi no.?
- Momo che ci fai qui? NO!NO! Momo non sono in grado fare niente
-Momo: solo stare in vasca con te.
Non gli dissi di no ma lui era già in vasca con le mani che cercavano il mio corpo, si stese su di me e cominciò a provocarmi lui sapeva giocare con il mio corpo e glielo diedi tutto me stesso compreso il culo, ti devo far dimenticare quello che hai fatto questa notte.
-Andrea: Momo ma tu mi hai portato in n posto meraviglioso mi hai mandato il fustone, il fustone chi è?
-Momo: mio fratello, lui sapeva di me e di te, -Andrea:EEEEhhhhhh!!!!!...tu mi hai fatto scopare da tuo fratello? Pazzesco! Hai ancora parenti che mi devono scopare?
–Momo: lui molto afro e poi essere più grande di me, lui legato alle tradizioni
–Andrea: ma di che cosa parli? Quali tradizioni?
–Momo: tu non puoi capire inutile spiegare. Lui è vissuto sempre qui ha voluto provare culo bianco, il tuo culo l’ha fatto godere molto vuole incontrarti di nuovo
–Andrea: MOMO…momo non dirmi cazzate….Momo tra te e lui sempre ci sarai solo e sempre tu. Vogliamo finire questa scopata?
Continuammo sentivo qualche cosa di diverso.
Ho vissuto con Momo e la sua famiglia a Dakar per venti anni, sono tornato in Italia ma mi mancava l’Africa e sono tornato da lui l’ho tradito consensualmente tante volte con il fustone (non potevo farne a meno) e tutte le volte abbiamo continuato a restare insieme sempre più convinti che eravamo i migliori partner l’uno per l’altro.
A diciotto anni andai via: è da allora che iniziò il cambiamento.
Non fu facile come pensavo, mi sentivo libero di essere quello che ero ma ero anche terribilmente solo, l’unica cosa che mi gratificava era il lavoro nel quale mi gettai anima e corpo; vivevo furiosamente solo il sabato e la domenica con le conoscenze che avevo fatto. Con loro cercavo di stordirmi ma alla fine desideravo il lunedì.
In preda alla febbre in uno dei tanti sabati sera incontrai Federico, trentaquattrenne splendido sprizzante vitalità e virilità, poi scoprii il suo corpo atletico con il particolare erotico di quella linea di corti peli neri che scendeva precisa dal petto fino all’ombelico e oltre. Mi diedi a lui in maniera totalmente completa, in Federico mi sentii realizzato non ero più un ibrido maschio/femmina ma un gay accettato.
Federico fino a cinque anni fa è stato il mio unico compagno nella vita e nel sesso. Ho sperimentato tutto con lui, mi faceva impazzire quando mi prendeva con delicatezza aprendomi lo sfintere con il suo poderoso sesso, insisteva fino a violentarmi brutalmente procurandomi il piacere raggiungendo così l’estasi. Non mi negavo a lui quando nel sesso orale spingeva il suo pene floscio in gola, mi aveva insegnato come trattenerlo fino allo spasimo Andrea mi sussurrava con la sua voce calda: la tua gola è meglio di una vagina.
Io godevo senza limiti e mi sentivo una troia perché voleva che lo fossi e andassi oltre i limiti consentiti.
La vita mi portò via Federico e ho attraversato l’ade, credevo di non rivedere la luce, ma Livia una nostra dolce amica trovò la strada per scuotermi così alla fine decisi di avviarmi per quella via. Ho lasciato il lavoro monetizzando quello che avevo maturato ignorando che cosa avrei trovato di là; comunque mi sono gettato in quella avventura.
Un mio ex collega mi organizzò il programma turistico ed io in base a quello arrivai a notte fonda a Dakar, subito il sudore per l’afa mi sciolse e ancor più mi inzuppai in un taxi con l’aria condizionata scarsa: meglio dire quasi inesistente, la camera dell’albergo era a temperatura di cella frigorifera però portandola a livello gradevole mi rigenerai cadendo nel torpore. Lo shock tra il vivere a Dakar e Milano fu abissale per sopravvivere dovetti resettare il passato ma proprio tutto.
Il direttore dell’albergo, data la lunga permanenza, mi alloggiò in una dépendance a prezzo super scontato che mi rese completamente libero è così conobbi ALÍ un dipendente addetto alle dépendance al quale solo dopo due giorni, senza mezzi termini, gli misi le mani tra le gambe: il suo cazzo rispose.
Mi eccitai sentire sulla mia pelle la sua particolarmente liscia, leccargli i suoi testicoli grossi mi regalarono in gola e nel culo tanto sperma denso e poco asprigno.
In pochi mesi diventammo,- bruciati dalla passione - amanti, non mi infastidiva quando, nei suoi giorni liberi, mi lasciava per andare a passare le giornate con la sua famiglia, però non sopportavo che lui si infuriasse per le mie trombate con altri giovani aitanti e cazzuti.
L’idillio finì quando lui fu trasferito a lavorare in un altro hotel a Saint-Louis, il suo sostituto Anthony era un bello stallone che mi mise in agitazione, lui sapeva già tutto del mio passato con Alì quindi presi tempo per trovare la sintonia, non volli creare subito un legame strutturato per questo lo invitai a letto per un test.
Con nonchalance entrò in déshabillé mostrando un notevole fisico per altezza, per una muscolatura non esagerata ma curata, per il suo comportamento educato e gentile, mi attrasse più di tutto i lineamenti del viso privi delle caratteristiche proprie dell’afro e per il pendente posto tra le gambe che già a riposo si presentava molto interessante.
La notte del test trascorse senza infamia e senza lodo, Anthony fece la parte di un escort di lusso annoiato con una noiosa prestazione da manuale, senza mezzi termini gli dissi subito che ero deluso e scocciato.
La mattina uscì dal bagno dopo ore con il corpo ancora umido coperto in vita solo dalla tovaglia da bagno, si accostò a me in modo stranamente aggressivo:
- Anthony: ad Alì cosa gli davi?”-
-Andrea: Alì? Chi? e poi cosa centra?, Anthony non era affidabile,
- Anthony: hai avuto una soddisfacente relazione con lui, si divertiva più con te che con la moglie
-Andrea: che bastardi siete stati voi due
-Anthony: SI, lo sono hai capito voglio solo i soldi!!
-Andrea:SI !!!
-Anthony: prepara i soldi, hai capito?
-Andrea: mi alzo vado verso di lui: ascolta te lo dico una sola volta.
Io sono gay ma non sono la “la tapette” che si fa spellare da un frocio negro come te.
Sarai pagato per quello che hai fatto e per come lo hai fatto ma non mi scoperai mai più, a te ti piace ricattare i froci ma poi – maschione? - ti fai inculare dalle markette di Dakar.
Si accostò afferrandomi un braccio strappando così il caffettano, subito la mia reazione fu altrettanto decisa gli sparai un violento calcio dritto nelle palle, crollò a terra senza fiato tanto da essere portato in barella all’ospedale.
Così si chiuse senza cominciare la storia di Anthony.
Il direttore dell’hotel venne nella dependance presentandosi:
-Roger: sono Roger il direttore del complesso alberghiero, Signor Andrea c’è stato un episodio spiacevole con Anthony,
-Andrea: oui monsieur molto spiacevole un vostro dipendente è venuto da me per propormi un contratto con il quale avrei dovuto pagare una tangente solo per il fatto che io fossi gay.
Mr.Roger se lei fosse gay accetterebbe il ricatto? poiché il signor Anthony stava passando alle maniere violente mi sono difeso inoltre il signor Anthony è un escort aggressivo notoriamente protetto da un importante personaggio locale tacitamente conosciuto come gay.
Non vogliamo crearci problemi vero Roger?.
Denunci Anthony lo faccia sbattere in galera per palese omosessualità e commercio di sesso. Monsieur Roger: Siamo d’accordo? Se vuole Sono pronto a testimoniare.
-Roger:Domani ci sarà a disposizione uno dei migliori dipendenti:Momo
-Andrea: Grazie e buona giornata.
La mattina successiva si presentò Momo un ventottenne piacente dal fisico atletico in più non guastava parlava anche decentemente italiano
-Momo: buongiorno signor Andrea
-Andrea: Venga Momo si accomodo prego - asseyez-vous!
-Momo: grazie signore
Andrea: Puis-je parler italien??
-Momo: si signore. il va sans dire,
-Andrea: Momo tu sai qualche cosa che è successo qui con Anthony?
-Momo: nessuno del personale sa niente
-Andrea: non sono un polizotto domando solo per curiosità su Anthony Momo: Oui monsieur il a les couilles terriblement brisée, il n’est plus dans la ville il est retourné à son village
-Andrea: merci Momo.
Momo niente signore solo Andrea, siamo persone alla pari con ruoli diversi, prima cosa con me niente divisa di lavoro quando sei con me, quando necessito e tu sei disponibile ci organizziamo hai capito di che parlo?
-Momo:parfaitement, je ne suis pas une escorte et il n’y a pas de frais mais même pas gratuit
Nella stretta di mano e nel successivo abbraccio ci capimmo a pieno. passammo subito ad un magnifico abbraccio nel corso del quale gli sussurrai sono un gay passivo, moi seulement actif.
-Andrea: fa molto caldo tanta afa vuoi fare un bagno? non vorrei farlo da solo
-Momo: il va sans dire.
Ero pienamente soddisfatto ma rimpiango sempre Alì che era perfetto ma Momo sembra una persona a posto.
Scendo nell’acqua tiepida con un velo di nostalgia e di tristezza, Momo si cala nell’acqua mostrandomi un corpo veramente ammirevole purtroppo la delusione è grande nel constatare che Momo ha una defaillance la dove ci deve essere se non l’esagerazione almeno l’abbondanza,
-Momo:malinconia
Andrea: si Momo
-Momo: vuoi che ti vengo vicino?
-Andrea: si Momo. La sua mano prese la mia stringendola forte in modo virile, nei suoi occhi c’era una certa tenerezza nei miei confronti, mi bacia con le sue labbra moderatamente carnose che coprono una bellissima dentatura.
Mi apro a lui e la sua lingua si muove con dolcezza spingendosi in fondo poi con decisione continuiamo a giocare, si scioglie quella area di riservatezza ci lasciamo andare stabilendo une liaison.
-Momo: Andrea usciamo ti porto nel mio regno dove Momo è un re?
-Andrea: ed io?
-Momo: sarai la mia principessa “naturellement” che rimarrà stupita dal suo re.
Le due stanze erano ben tenute ed in ordine ma Lui mi guidò nella sua camera con un letto King: ci sprofondammo.
Ero disteso di traverso supino lui si alzò – essendo un perticone - si pose in ginocchio dietro la mia testa, il suo pene era a portata della mia bocca, l’aprii e ricevetti il suo glande che divenne tumido mentre l’asta si allungò flaccidamente, succhiai leccai ingordamente lui rispose rapido riempendomi la bocca tappandola.
Affogavo non respiravo lo tirò fuori allora presi fiato.
-Momo: tutto bene possiamo provare a spingere un poco di più per godere insieme?
-Andrea: io sono tutto tuo, dove tu provi piacere io proverò piacere, il tuo membro sta diventando sempre più grosso, sono curioso di sapere il bambino quanto crescerà ancora?
-Momo: ti stupirai di vederlo è un giovanottone intraprendente.
Partì in tromba dalla gentilezza passò subito ad un energico movimento che non si fermava al solo palato ma cercava ben oltre. Momo mi stupiva, lo volevo accontentare perciò intuivo le sue intenzioni, essendo stato educato da Federico, resistevo ai conati di vomito rigurgitavo la saliva in eccesso il suo cazzo scivolava bene riusciva ingozzarmi con suo gradimento, invece diventava difficile accontentarlo a sguarrarmi il gargarozzo.
Lui ci provava me lo sfilava tutto mi faceva respirare con metodo,
-Momo: Andrea quando ci riusciremo sarà magnifico allora riuscirò a scoparti, ripartì sentii che faceva muovere la sua bestia con maestria titillava i capezzoli sempre in sintonia con il cazzo la strada era aperta già a metà entrava ed usciva ma lui voleva superare il limite. Mi strozzavo continuavo a respingerlo ma lui faceva quello che voleva; lo lasciai fare perché ero arrapato oltre ogni limite.
-Momo: Andrea ti ecciti ma c’è qualche cosa che ti blocca, respira profondamente tanto da gonfiare il petto come tacchina
– rise di gusto - usa la memoria ricorda un piacere provato.
Chiusi gli occhi il mio pensiero andò a Federico non c’era Momo c’era lui il mio amore.
Momo mi scopava libero fino in fondo poi tirò tutto fuori la sua eiaculazione mi riempì la bocca, mi presi il cazzo in mano sborrai.
Tornammo alla dépendance scivolammo nella vasca, l’acqua calda ci sciolse il corpo e la mente,
-Andrea: grazie, ho rivissuto il passato, con te ho fatto una cosa che avrei voluto fare con una persona perduta e che ho amato.
-Momo: Domani ti porto all’ Isola di Gorée per tutta la giornata e la notte perciò preparati a tutto sarà una giornata particolarmente magnifica.
Con Momo ero appagato da questo stupendo giovane.
-Momo: André cambio andiamo al Lago Rosa.
Domani prima dell’alba vengo a prenderti all’alba assisterai ad uno spettacolo della natura ne restai stupefatto senza parole, Momo non volle la guida locale restammo io e lui come guida particolare girammo come una coppia, mi portò non solo nei siti turistici ma anche negli angoli più sconosciuti e per questo più attraenti alla fine stanchi ci stendemmo sulla spiaggia muti ma i nostri i pensieri viaggiavano sulla stessa onda, scambio di baci, tenerezze fatte di carezze mi sentii come una sposa amata e pronta per essere presa.
-Andrea: non mi sono ancora ripreso faccio ancora fatica ad essere normale
-Momo: tu mi hai dato piacere ti sei comportato come una moglie sottomessa e questo mi lega a te, non mi hai dato solo sesso ma molto altro.
Che potevo fare in quell’angolo di spiaggia protetta da una alta boscaglia se non leccargli lo scroto con la pelle rilassata e rugosa dove dondolavano due palle chiamate a fornire latte, ci vollero poche leccate e lunghe succhiate, la pelle lentamente si restringeva l’eccitazione portò su i testicoli, Momo mi stringeva la mano era entrato nel suo nirvana trasformando il suo normale cazzo da floscio in un magnifico bastone ritto con un glande rosa chiaro.
Dopo il pompino profondo con il lago calmo con il tramonto oramai viola non ci proibimmo una lunga e sconvolgente nuotata in quella acqua rosa.
-Momo: ti porto qui vicino guarda dopo quella collinetta dove stasera c’è una piccolissima festa con grigliata di pesce ci saremo anche noi,
-Andrea: Momo sarò l’unico straniero e per giunta gay e tu ti esporrai per me?
-Momo: qui nessuno ti conosce né sa che sei gay, non preoccuparti.
Nella grigliata c’erano tutte le persone del piccolo arrondissement -forse una quarantina di persone- prima che la notte fosse fonda il fuoco fu spento restammo in pochi io Momo e sei o sette giovani che avevano capito che il bianco era una “tapette”.
Ci spostammo tutti verso il bagno di mezzanotte,
-Andrea: ma questo cosa vogliono
-Momo: secondo te?
-Andrea: secondo te io metto il culo a disposizioni di tutti questi?
-Momo: Andrea se non vuoi in qualsiasi momento andiamo via, su questo hai ragione due o tre sono orrendi ma per loro basta una sega una slinguata e basta, per gli altri se ti va fai quello che vuoi ma no il pompino no il culo…
-Andrea: Momo i conti li facciamo quando torniamo alla dépendance. . Per il resto no bocca, no culo non ho la figa cosa gli devo dare? Ma che stronzo che sei Momo! ma me la pagherai a caro prezzo,
-Momo: non ti preoccupare te li mando io là dietro.
Nel capanno c‘era accesa una lanterna un giaciglio e una cassettiera vecchissima.
Liquidai quattro di loro in cinque minuti, cominciai a divertirmi a fare la puttana di casino, uno di loro me lo ritrovo ancora davanti “tu sei già venuto prima basta vai via” “per favore ho cazzo ancora duro”,scoppiai in una risata pazzesca gli feci un pompino volante lui per ringraziamento voleva darmi un bacio gli risposi “puttana non dare mai baci OK!! vai via adesso.
Ne arrivarono altri che si contentarono di farsi una sega collettiva come vedevano nei film porno.
Andai a ripulirmi a mare e ti trovo Momo
-Andrea: ho finito possiamo andare?
-Momo:c’è l’ultimo trattamelo bene a lui tutto è concesso,
-Andrea: perché a lui tutto è concesso?
-Momo: lo saprai dopo.
Ritornai al capanno alla luce di quella lanterna c’era un fustone di quelli arrapanti non i soliti ridicoli armadi questo stagioni, andai verso di lui per inquadrarlo bene.
-il fustone: ti piace compagno mandingo? gay vanno pazzi per mandinghi e tuo mandingo soddisfa? Avere grande sukk?
- Andrea: sei venuto per parlare o per fare sesso? Si tolse la camicia e tirò giù il pantaloncino mise in mostra il pendente
-il fustone: dici? piacere il sukk? è a tua disposizione non limite tempo e di fantasia, articolo garantito,
-Andrea: incredibile se lo racconto nessuno ci crederebbe sarebbe la solita fantasia delle frocie sempre pronte a prendere lucciole per lanterne, tu sei l’ultimo perché con te è diverso?
-il fustone: io non sono come gli altri, con me si parla in € mi sussurra la cifra nell’orecchio,
-Andrea: mi dispiace sei fuori del mio budget
-il fustone: tu hai guardato attrezzo? questo squarta, figa, culi di donne di uomini no trans, tu non trovare attrezzo come questo, je suis excité juste la pensée de te baiser: mon expérience unique, funziona senza aiuto di snif…snif capito?. Questo grande outsize se io non poter !baiser tu non pagare
-Andrea:OK! mi hai convinto.Fulmineo mi sbattette sul giaciglio mi slargò le gambe e le natiche poi mi infilò nell’ano una peretta con tanto lubrificante che non riuscii a trattenere, mi tappò la bocca con uno straccio, sentii la cappella del pene puntare l’ano e poi il mio grido straziante.
Aveva detto il vero il suo cazzo era un fuori taglia che si muoveva deciso senza curarsi di me che non riuscivo a tenerlo nel culo. Gli piaceva fare il fuori dentro il dentro fuori rapido sempre con colpo di reni.
Era una bestia sessuale si arrapava nell’essere dominante, a me piace il dominante ma questo mi stava facendo morire sia per il piacere che per il dolore
–il fustone: Voilà posizione supino e gambe in aria, hai un buco di culo ancora stretto pensavo déplié slargato, adesso ci penso io al posto del buco avrai figa.
Parlava si infoiava si divertiva spingerlo forte nel culo tutto anche le palle. Se ti libero non griderai vero?
-Andrea: mi stai massacrando credi che non sarebbero già venuti a salvarmi?
–il fustone:NO!nessuno salva te! tu vuoi chiamo tuo uomo mandingo?
–Andrea: NO!! devi solo mantenere promessa:fare del mio culo una figa:lo fece. Quella scopata fu dolorosa devastante ma arrapante, alla fine mi aveva aperto il culo come una figa abusata. Ho goduto due volte forse anche tre, finalmente mi riempie poi perentorio adesso pulisci con lingua il mio cazzo.
Tuo mandingo difende bene te e quello che è suo lui ti spiegherà tutto.
Tornammo la giornata era stata bollente ed io mi sentivo distrutto
-Andrea: vado al residence.Non mi devi dire niente? Chi era l’ultimo?
-Momo:vengo con te!
-Andrea:ero nella vasca e l’acqua calda scioglieva la stanchezza ma le contrazioni anali erano dolorosissime mi chiedevo: se venisse il fustone gli direi no.?
- Momo che ci fai qui? NO!NO! Momo non sono in grado fare niente
-Momo: solo stare in vasca con te.
Non gli dissi di no ma lui era già in vasca con le mani che cercavano il mio corpo, si stese su di me e cominciò a provocarmi lui sapeva giocare con il mio corpo e glielo diedi tutto me stesso compreso il culo, ti devo far dimenticare quello che hai fatto questa notte.
-Andrea: Momo ma tu mi hai portato in n posto meraviglioso mi hai mandato il fustone, il fustone chi è?
-Momo: mio fratello, lui sapeva di me e di te, -Andrea:EEEEhhhhhh!!!!!...tu mi hai fatto scopare da tuo fratello? Pazzesco! Hai ancora parenti che mi devono scopare?
–Momo: lui molto afro e poi essere più grande di me, lui legato alle tradizioni
–Andrea: ma di che cosa parli? Quali tradizioni?
–Momo: tu non puoi capire inutile spiegare. Lui è vissuto sempre qui ha voluto provare culo bianco, il tuo culo l’ha fatto godere molto vuole incontrarti di nuovo
–Andrea: MOMO…momo non dirmi cazzate….Momo tra te e lui sempre ci sarai solo e sempre tu. Vogliamo finire questa scopata?
Continuammo sentivo qualche cosa di diverso.
Ho vissuto con Momo e la sua famiglia a Dakar per venti anni, sono tornato in Italia ma mi mancava l’Africa e sono tornato da lui l’ho tradito consensualmente tante volte con il fustone (non potevo farne a meno) e tutte le volte abbiamo continuato a restare insieme sempre più convinti che eravamo i migliori partner l’uno per l’altro.
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