Il culo di Luisa
di
George Sex
genere
incesti
Per fortuna c’è sempre quella gran tettona di zia Luisa. Lo so che ha voglia, lo so che l’ha visto e se lo è studiato per bene come una bisognosa a secco da troppo tempo. So che vuole farmi come io voglio farmi lei. È solo questione di tempo, lo so, lo sa anche lei.
Bastano gli sguardi che ci lanciamo in casa. Occhiate furtive ai suoi seni, alle sue gambe, al suo calo. Sguardi sognanti suoi, imbarazzati quando mi fissa in vita e nota il gonfiore.
Un marito minidotato che spara dopo due minuti, una donna matura col dna da porca della nostra famiglia. È solo questione di tempo…
E, alla fine, succede prima di quanto immaginassi.
La becco un pomeriggio grazie alla famosa porta del cesso che (per sicurezza) non va mai chiusa.
Che sicurezza poi non si è capito. È una idea dello zio che non abbiamo mai approfondito.
Zia Luisa seduta sulla tazza, collant abbassati alla coscia. Che bella visione della sua gnocca col pelo bello biondo. Ci sarebbe di che essere imbarazzati se non fosse che la zia non sta urinando ma ha un cazzone di venti cm piantato dentro. Uno di quelli realistici, dicono, rosa con tutte le venature belle evidenti. Che poi il cazzo ha davvero delle venature così evidenti? Il mio no.
Di realistico qui ci vedo davvero poco ma a lei tanto basta probabilmente.
Chiude rapida le gambe.
“Non si bussa?” esclama cercando di sembrare arrabbiata.
“Mica l’ho fatto apposta”
“E allora perché hai già quel coso in mano? Mi spiavi porco”.
“Era in mano perché sono venuto a pisciare zietta. Ma fai pure tu, posso aspettare”.
“E continui a guardare. Bastardo”.
“Anche tu mi pare che guardi. E dai zia non negarlo che me lo guardi con invidia”.
“Invidia io? E che sono un uomo? Ma ti pare che invidio un cazzo adesso”.
“Nel senso che non ne hai uno così nel letto” rido.
“Ma vattene, vattene”.
Io invece mi avvicino. Forzo un po’ la situazione. “E dai zia tu mi vuoi e io ti voglio. Non negarlo”.
“Quando torna tuo zio vedi…”.
“Davvero vorresti andarglielo a dire? E dirgli anche che ti devi arrangiare con quel coso di plastica perché lui fa schifo a letto? E va bene, contenta tu” e senza chiudere la patta me ne vado in camera lasciando la porta del bagno aperta. Giro la testa prima di entrare in camera, ultima viso e della zia a gambe larghe sul cesso che fa sparire il dildo.
Wow che bella gnocca!
Siamo soli. Mio cugino è andato in trasferta con la squadra di nuoto. Io dubito che sia un campione di nuoto e penso sia più appassionato degli uccelli dei compagni che vede negli spogliatoi ma il padre ha preso questa sua passione sul serio e così adesso due domeniche al mese vanno in giro a far gare per tutta la regione e anche di più.
Il padre, ovviamente, lo accompagna visto che è il suo unico tifoso e comunque, almeno su questa cosa non posso criticarlo. Sarà anche un marito di merda ma come padre non puoi dirgli nulla. Per questo, forse, non abbiamo mai fatto accenno al fatto che Fabrizio sia evidentemente gay. Penso che Carlo sia l’unico a non averlo capito. Lasciamolo sognare, così come probabilmente sogna di essere un grande chiavatore.
Entra la zia, ha uno sguardo infuocato. Mi fissa. Invece di rimettersi la gonna a posto l’ha levata del tutto e ora la sua fica fa capolino sotto al collant senza slip. Ha giusto una camicetta che trattiene a stento le poppe.
“E così tu adesso vorresti ricattarmi?”.
“Io!?” dico come nulla fosse e senza pantaloni con l’uccello in bella vista.
“Tu vuoi che faccia sesso con te per non dire a mio marito del…coso”.
Le sorrido “l’hai detto tu”.
“Maledetto ricattatore, io costretta a fare queste cose per l bene della famiglia. O se Carlo sapesse sai che vergogna. E Fabrizio? Lo dirai anche a lui?”.
Allungo una mano, le accarezzo una coscia sotto al nylon. “Non dirò nulla a nessuno zia”.
“E allora sia, cedo al vile ricatto” dice in modo così falso da sembrare vero.
Bhe se ha bisogno di una scusa per aprire le gambe posso anche stare al gioco.
Scivola sul letto accanto a me. Le apro la camicetta. Senza reggiseno le sue enormi poppe bianche saltano fuori. Ne accarezzo una. “Quanto sei bella zia”.
Sento la sua mano sul cazzo “quanto sei grosso figliolo”.
Prima che dica altro mi sta già facendo una sega, si avvicina, mi ficca la lingua in bocca. La mia mano scivola fra le sue gambe, sento il collant umido, sento il segno della sua vagina, gliela massaggio un po’.
Stiamo lì a masturbarci per un tempo infinito fin che il nylon umido non cede e il mio dito entra nella sua caverna umida e rovente. La masturbo deciso. Lei sempr a darsi da fare col mio cazzo su e giù.
“Omadonna -geme squirtandomi in mano- lo voglio, lo voglio… prendimi prendimi…
La accontento.
Col solo collant addosso che la rende persino più sexy e un bel pertugio aperto al punto giusto le salgo sopra e la penetro sprofondando la faccia sulle tettone.
“Aaaaaaaa” urla appena lo sente dentro.
“Quanto sei calda zia”.
“O si, Scopami, Scopami….” Implora lei.
E la accontento…
“Buongiorno zia” le dico.
Lei si allunga una mano fra le gambe, si tocca “oddio non ci credo”.
“Cosa c’è?”.
“Quindi è vero. Abbiamo….abbiamo…”non riesce a dirlo.
“Scopato si zia” sorrido.
Salta giù dal letto. Corre verso il bagno. La guardo allontanarsi e non posso che eccitarmi per quanto è bella anche da dietro.
“Mio dio cosa ho fatto” esclama un’altra volta sempre più agitata e sparisce.
Mi prendo in mano il cazzo duro… peccato sia scappata… mi toccherà fare una sega…
In pratica abbiamo chiavato tutta la notte. Prima nel mio letto, poi nel suo. Alla missionaria, alla pecorina, di fianco, alla spagnola. Ho perso il conto delle sborrate, lei degli orgasmi. Quando ha scoperto che mi restava duro e continuava a venirmi duro sembrava incredula, poi ci ha preso gusto. Si è messa a novanta, pronta alla monta come una vacca e io ho fatto ciò che dovevo.
“Ancora, ancora…” e io, ovviamente l’ho accontentata più che potevo, fin che il cazzo tirava…
A ogni pompata le schiaffeggio sonoramente il culone. Lei gradisce, geme, “ancora, ancora”. Passo alle dita, prima un dito bello leccato di saliva, piano piano come un chirurgo. Lei è talmente concentrata dalla mitraglia che ha nell’altro buco che quasi non ci da peso.
Il dito sempre più dentro. Inizio a muoverlo piano poi sempre più deciso fin che non raggiungo il ritmo della pompata. “Oooo ma cosa mi fai…”.
“Ti fa male zia?”.
“Noooo è solo strano”.
Le dita diventano due.
“Umm…”.
“Male adesso?” appena un po di fastidio ma è piacevole, ma che fai nel mio culetto?”.
Davvero non lo ha capito?
“Cristo sto venendo” dico e con i coglioni in ebollizione inizio a pompare sempre più forte.
“Sborrooooooo” urlo e la miglior sensazione del mondo mi pervade mentre i miei coglioni si svuotano con lunghe gettate di sperma dentro alla sua ficona. Non riesco a smettere, i miei fianchi continuano a fare avanti e indietro, sembra che il piacere non debba finire mai.
“Occavolo che bello. Lo sai che quando vieni mi fai venire” sussurra la zia.
“Mi fa piacere” sospiro ma il bello, lei non lo sa, viene adesso.
Ho ancora due dita nel suo buco del culo, lei ci deve aver fatto l’abitudine perché non se ne lamenta affatto.
Le tolgo piano, con la dovuta accortezza per evitare l’effetto tappo che salta che fa un male cane (avendo avuto i miei rapporti anali lo so).
Poi devo solo tirarmi un po’ indietro. Il cazzo non è di marmo ma pare ancora abbastanza duro e pronto.
La mano è ancora lì a tenerle aperto il solco fra le chiappe, bella unta di roba sua. Poi c’è il mio sperma che è il miglior lubrificante del mondo.
Quando sente la cappella gonfia fa appena in tempo a dire “Ma che cavolo fai….”.
Non gliene do il tempo, spingo un altro po’…
“Oiiii”.
“Ti inculo zietta”.
“No, no sei troppo grosso”.
“Sta entrando”.
“Sono vergine anale”.
“Ma va che sei larghissima” rido io e spingo un altro pò.
“Bruciaaaa Cazzoooooo”.
“Resisti zia, resisti”.
“Bastardo mi stai aprendo in due”.
Le do uno schiaffone su una chiappa “stai ferma cazzo, dai che entra”.
“Aiaaaaaaaa” urla a tutto spiano ma ormai i miei coglioni sono praticante poggiati alle sue chiappone. Obiettivamente è tutto dentro.
“E adesso?”.
“Adesso stai ferma così ti abitui. Brucia molto?”.
“Un po’ meno”.
“Si sta abituando, vedrai che passa subito”.
“Avevi proprio bisogno di sverginarmi il culo?”.
“Lo volevo tanto”.
“Porco è pure bastardo. Scommetto che ti sei inculato anche tua nonna”.
“O siii ma lei era già bella larga. Fa ancora male?”.
“No”.
Sorrido. “Molto bene” e inizio a muoverlo avanti e indietro piano piano.
“Umm…”.
“Ti piace zia?”.
“Sembra una specie di solletico”
“Ottimo” e inizio a spingere deciso.
Il cazzo inizia a pompare e sguazzare nel suo ano che si sta riempiendo di liquame.
“Dai, dai, dai” mi incito da solo pompando a tutta forza.
“O si, o si, ma cosa è…. Cazzoooo” urla.
“È un orgasmo anale zia” sorrido scopandole il culo con tutte le mie forze.
“Ma è una meraviglia” sospira godendo.
E lasciando che si goda la sua nuova esperienza la scopo nel culo a tutta forza fin che non vengo di nuovo copiosamente allagandole gli intestini.
Poi lo tiro fuori, crollo sul letto al suo fianco, sudato, stanchissimo ma appagato più che mai.
“Non sapevo fosse così bello farlo nel culo” sospira lei mente piano piano si sdraia sul letto a pancia sotto lasciando che dai suoi orifizi esca di tutti e di più.
“Potevi chiederlo a quel frocetto di tuo figlio” mormoro io.
“Cosa?”.
“Nulla zia, pensavo solo ad alta voce. Ora mi toccherà aspettare 15 giorni per la nuova trasferta di Fabrizio?”.
“Oppure dovremo organizzarci per farlo fuori casa” dice la vacca ormai decisa a non stare per troppo tempo senza il mio favoloso uccello.
Johngalloclub@gmail.com
Bastano gli sguardi che ci lanciamo in casa. Occhiate furtive ai suoi seni, alle sue gambe, al suo calo. Sguardi sognanti suoi, imbarazzati quando mi fissa in vita e nota il gonfiore.
Un marito minidotato che spara dopo due minuti, una donna matura col dna da porca della nostra famiglia. È solo questione di tempo…
E, alla fine, succede prima di quanto immaginassi.
La becco un pomeriggio grazie alla famosa porta del cesso che (per sicurezza) non va mai chiusa.
Che sicurezza poi non si è capito. È una idea dello zio che non abbiamo mai approfondito.
Zia Luisa seduta sulla tazza, collant abbassati alla coscia. Che bella visione della sua gnocca col pelo bello biondo. Ci sarebbe di che essere imbarazzati se non fosse che la zia non sta urinando ma ha un cazzone di venti cm piantato dentro. Uno di quelli realistici, dicono, rosa con tutte le venature belle evidenti. Che poi il cazzo ha davvero delle venature così evidenti? Il mio no.
Di realistico qui ci vedo davvero poco ma a lei tanto basta probabilmente.
Chiude rapida le gambe.
“Non si bussa?” esclama cercando di sembrare arrabbiata.
“Mica l’ho fatto apposta”
“E allora perché hai già quel coso in mano? Mi spiavi porco”.
“Era in mano perché sono venuto a pisciare zietta. Ma fai pure tu, posso aspettare”.
“E continui a guardare. Bastardo”.
“Anche tu mi pare che guardi. E dai zia non negarlo che me lo guardi con invidia”.
“Invidia io? E che sono un uomo? Ma ti pare che invidio un cazzo adesso”.
“Nel senso che non ne hai uno così nel letto” rido.
“Ma vattene, vattene”.
Io invece mi avvicino. Forzo un po’ la situazione. “E dai zia tu mi vuoi e io ti voglio. Non negarlo”.
“Quando torna tuo zio vedi…”.
“Davvero vorresti andarglielo a dire? E dirgli anche che ti devi arrangiare con quel coso di plastica perché lui fa schifo a letto? E va bene, contenta tu” e senza chiudere la patta me ne vado in camera lasciando la porta del bagno aperta. Giro la testa prima di entrare in camera, ultima viso e della zia a gambe larghe sul cesso che fa sparire il dildo.
Wow che bella gnocca!
Siamo soli. Mio cugino è andato in trasferta con la squadra di nuoto. Io dubito che sia un campione di nuoto e penso sia più appassionato degli uccelli dei compagni che vede negli spogliatoi ma il padre ha preso questa sua passione sul serio e così adesso due domeniche al mese vanno in giro a far gare per tutta la regione e anche di più.
Il padre, ovviamente, lo accompagna visto che è il suo unico tifoso e comunque, almeno su questa cosa non posso criticarlo. Sarà anche un marito di merda ma come padre non puoi dirgli nulla. Per questo, forse, non abbiamo mai fatto accenno al fatto che Fabrizio sia evidentemente gay. Penso che Carlo sia l’unico a non averlo capito. Lasciamolo sognare, così come probabilmente sogna di essere un grande chiavatore.
Entra la zia, ha uno sguardo infuocato. Mi fissa. Invece di rimettersi la gonna a posto l’ha levata del tutto e ora la sua fica fa capolino sotto al collant senza slip. Ha giusto una camicetta che trattiene a stento le poppe.
“E così tu adesso vorresti ricattarmi?”.
“Io!?” dico come nulla fosse e senza pantaloni con l’uccello in bella vista.
“Tu vuoi che faccia sesso con te per non dire a mio marito del…coso”.
Le sorrido “l’hai detto tu”.
“Maledetto ricattatore, io costretta a fare queste cose per l bene della famiglia. O se Carlo sapesse sai che vergogna. E Fabrizio? Lo dirai anche a lui?”.
Allungo una mano, le accarezzo una coscia sotto al nylon. “Non dirò nulla a nessuno zia”.
“E allora sia, cedo al vile ricatto” dice in modo così falso da sembrare vero.
Bhe se ha bisogno di una scusa per aprire le gambe posso anche stare al gioco.
Scivola sul letto accanto a me. Le apro la camicetta. Senza reggiseno le sue enormi poppe bianche saltano fuori. Ne accarezzo una. “Quanto sei bella zia”.
Sento la sua mano sul cazzo “quanto sei grosso figliolo”.
Prima che dica altro mi sta già facendo una sega, si avvicina, mi ficca la lingua in bocca. La mia mano scivola fra le sue gambe, sento il collant umido, sento il segno della sua vagina, gliela massaggio un po’.
Stiamo lì a masturbarci per un tempo infinito fin che il nylon umido non cede e il mio dito entra nella sua caverna umida e rovente. La masturbo deciso. Lei sempr a darsi da fare col mio cazzo su e giù.
“Omadonna -geme squirtandomi in mano- lo voglio, lo voglio… prendimi prendimi…
La accontento.
Col solo collant addosso che la rende persino più sexy e un bel pertugio aperto al punto giusto le salgo sopra e la penetro sprofondando la faccia sulle tettone.
“Aaaaaaaa” urla appena lo sente dentro.
“Quanto sei calda zia”.
“O si, Scopami, Scopami….” Implora lei.
E la accontento…
“Buongiorno zia” le dico.
Lei si allunga una mano fra le gambe, si tocca “oddio non ci credo”.
“Cosa c’è?”.
“Quindi è vero. Abbiamo….abbiamo…”non riesce a dirlo.
“Scopato si zia” sorrido.
Salta giù dal letto. Corre verso il bagno. La guardo allontanarsi e non posso che eccitarmi per quanto è bella anche da dietro.
“Mio dio cosa ho fatto” esclama un’altra volta sempre più agitata e sparisce.
Mi prendo in mano il cazzo duro… peccato sia scappata… mi toccherà fare una sega…
In pratica abbiamo chiavato tutta la notte. Prima nel mio letto, poi nel suo. Alla missionaria, alla pecorina, di fianco, alla spagnola. Ho perso il conto delle sborrate, lei degli orgasmi. Quando ha scoperto che mi restava duro e continuava a venirmi duro sembrava incredula, poi ci ha preso gusto. Si è messa a novanta, pronta alla monta come una vacca e io ho fatto ciò che dovevo.
“Ancora, ancora…” e io, ovviamente l’ho accontentata più che potevo, fin che il cazzo tirava…
A ogni pompata le schiaffeggio sonoramente il culone. Lei gradisce, geme, “ancora, ancora”. Passo alle dita, prima un dito bello leccato di saliva, piano piano come un chirurgo. Lei è talmente concentrata dalla mitraglia che ha nell’altro buco che quasi non ci da peso.
Il dito sempre più dentro. Inizio a muoverlo piano poi sempre più deciso fin che non raggiungo il ritmo della pompata. “Oooo ma cosa mi fai…”.
“Ti fa male zia?”.
“Noooo è solo strano”.
Le dita diventano due.
“Umm…”.
“Male adesso?” appena un po di fastidio ma è piacevole, ma che fai nel mio culetto?”.
Davvero non lo ha capito?
“Cristo sto venendo” dico e con i coglioni in ebollizione inizio a pompare sempre più forte.
“Sborrooooooo” urlo e la miglior sensazione del mondo mi pervade mentre i miei coglioni si svuotano con lunghe gettate di sperma dentro alla sua ficona. Non riesco a smettere, i miei fianchi continuano a fare avanti e indietro, sembra che il piacere non debba finire mai.
“Occavolo che bello. Lo sai che quando vieni mi fai venire” sussurra la zia.
“Mi fa piacere” sospiro ma il bello, lei non lo sa, viene adesso.
Ho ancora due dita nel suo buco del culo, lei ci deve aver fatto l’abitudine perché non se ne lamenta affatto.
Le tolgo piano, con la dovuta accortezza per evitare l’effetto tappo che salta che fa un male cane (avendo avuto i miei rapporti anali lo so).
Poi devo solo tirarmi un po’ indietro. Il cazzo non è di marmo ma pare ancora abbastanza duro e pronto.
La mano è ancora lì a tenerle aperto il solco fra le chiappe, bella unta di roba sua. Poi c’è il mio sperma che è il miglior lubrificante del mondo.
Quando sente la cappella gonfia fa appena in tempo a dire “Ma che cavolo fai….”.
Non gliene do il tempo, spingo un altro po’…
“Oiiii”.
“Ti inculo zietta”.
“No, no sei troppo grosso”.
“Sta entrando”.
“Sono vergine anale”.
“Ma va che sei larghissima” rido io e spingo un altro pò.
“Bruciaaaa Cazzoooooo”.
“Resisti zia, resisti”.
“Bastardo mi stai aprendo in due”.
Le do uno schiaffone su una chiappa “stai ferma cazzo, dai che entra”.
“Aiaaaaaaaa” urla a tutto spiano ma ormai i miei coglioni sono praticante poggiati alle sue chiappone. Obiettivamente è tutto dentro.
“E adesso?”.
“Adesso stai ferma così ti abitui. Brucia molto?”.
“Un po’ meno”.
“Si sta abituando, vedrai che passa subito”.
“Avevi proprio bisogno di sverginarmi il culo?”.
“Lo volevo tanto”.
“Porco è pure bastardo. Scommetto che ti sei inculato anche tua nonna”.
“O siii ma lei era già bella larga. Fa ancora male?”.
“No”.
Sorrido. “Molto bene” e inizio a muoverlo avanti e indietro piano piano.
“Umm…”.
“Ti piace zia?”.
“Sembra una specie di solletico”
“Ottimo” e inizio a spingere deciso.
Il cazzo inizia a pompare e sguazzare nel suo ano che si sta riempiendo di liquame.
“Dai, dai, dai” mi incito da solo pompando a tutta forza.
“O si, o si, ma cosa è…. Cazzoooo” urla.
“È un orgasmo anale zia” sorrido scopandole il culo con tutte le mie forze.
“Ma è una meraviglia” sospira godendo.
E lasciando che si goda la sua nuova esperienza la scopo nel culo a tutta forza fin che non vengo di nuovo copiosamente allagandole gli intestini.
Poi lo tiro fuori, crollo sul letto al suo fianco, sudato, stanchissimo ma appagato più che mai.
“Non sapevo fosse così bello farlo nel culo” sospira lei mente piano piano si sdraia sul letto a pancia sotto lasciando che dai suoi orifizi esca di tutti e di più.
“Potevi chiederlo a quel frocetto di tuo figlio” mormoro io.
“Cosa?”.
“Nulla zia, pensavo solo ad alta voce. Ora mi toccherà aspettare 15 giorni per la nuova trasferta di Fabrizio?”.
“Oppure dovremo organizzarci per farlo fuori casa” dice la vacca ormai decisa a non stare per troppo tempo senza il mio favoloso uccello.
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