Praticamente un Boiler
di
George Sex
genere
incesti
Esce dall’ascensore. Grassa, sui 120 chili e nemmeno distribuiti tanto bene perché le tette sono piccole e la pancia grossa. Fosse almeno il contrario.
Lo sguardo non sveglissimo, capelli pettinati a caschetto, denti sporgenti, gambe grosse e nemmeno il buon gusto di coprirle con un nylon.
Cavolo non ne imbrocca una sta qui e quando parla ha uno stridore nella voce che è quasi fastidioso.
Dovessi descriverla con una parola direi “un boiler”.
La guardo, lei mi guarda sgranando gli occhi sotto alle lenti ben spesse. So che si chiama Simona e so che ha passato i 45, madre, separata.
Sono completamente nudo. Il mio cazzo gigante in piena erezione.
Mi fissa, sbotta “ma è impazzito lei?”.
Faccio il gesto di coprirmi il cazzo con una mano ma nemmeno tanto convinto, lasciamo pure che veda. Se sei superdotato il cazzo non lo nascondi.
“Signora le chiedo davvero scusa. Qualcuno ha suonato al campanello, io facevo la doccia, sono corso fuori e… Maledetta porta”.
“A” dice con la sua espressione ebete.
“Dannata porta” ripeto.
“Ma lei abita lì?” domanda.
“Mia sorella e mio nipote. Sono da loro per qualche giorno” mi avvicino.
Il cazzo quasi le si struscia addosso. Le porgo la mano “George tanto piacere”.
“Simona…” balbetta lei.
“Ok Simona tanto piacere. Ora bisogna che trovi un modo per entrare. Mia sorella non torna fino a stasera”.
“È ma come fai?” domanda.
“A non so. Qualcosa penserò”.
“Ma non puoi stare qui nel corridoio nudo. Se passa qualcuno?”.
“Speriamo di no. Non so che fare giuro” dico disperato.
“Senti io abito lì -e indica la porta a fianco- puoi venire da me, magari ti potrei dare qualcosa del mio ex”.
“A sei separata?” domando quasi incredulo anche se lo so benissimo.
“Mi ha mollata tre anni fa per una più giovane”.
“Che stronzo e poi le giovani non hanno lo charme delle donne mature” sorrido.
“Lo so, lo so. Ma era uno stronzo. Ha mollato me e mio figlio ed è andato”.
“Hai un figlio?”.
“Si, Maurizio 24 anni”.
“Così grande? Ma dai non l’avrei mai detto, sembri così giovane” sorrido.
“Che bigiando” ride e intanto apre la porta.
Mi mostra il salotto ben agibile appena aperta la porta “Aspettami qui, ti cerco qualcosa” sorride.
“Grazie. Mi posso sedere sul divano, ti spiace?”.
“No, no” mi ribatte allegra dall’altra stanza.
Torna con una t-shirt bianca e un paio di pantaloncini corti neri elasticizzati.
“Spero ti vadano bene” e me li porge.
Io mi infilo la t-shirt lasciando che il cazzo duro sventoli ancora davanti a lei.
Lascio che lo fissi in tutta la sua grandezza e so che lo sta facendo.
“Questi mi sa che non entrano Simona” dico.
“No? Sono troppo stretti? Strano”.
“No è solo che… l’erezione capisci?”.
“Aaaa. Già ma a proposito perché sei così…duro?”.
Le sorrido “Ma vedi ero sotto la doccia, è un puro effetto dell’acqua calda sul cazzo nulla di che poi dopo, insomma, dopo l’effetto l’hai fatto tu…”.
“Io?”.
“Sei così una bella donna”.
“Ma mi hai vista bene. Guarda che pancia” e se la massaggia infilandosi una mano sotto alla camicetta sollevandola un po’ per mostrarmi il grosso ombelico.
“Non fare così che mi ecciti di più”.
“Ma scherzi?”
Io mi avvicino. Stavolta faccio in modo che la mia cappella gonfia la sfiori pesantemente. “Adoro la carne. La ciccia fa allegria e mi fa sesso” e senza chiederle il permesso le infilo la mano sotto alla gonna e le accarezzo una coscia grassoccia.
“Non fare così, non scopo da cinque anni”.
“Ma non sei separata da tre?”.
“Si ma erano già due anni che non mi toccava”.
La mia mano si fa più insistente, sale, le tocco l’elastico delle mutande “Che scemo che era. Sei così sexy”.
“Non dire così…”.
La mano sotto alle mutandine, sale ancora sento i peli lunghi e folti. Il cazzo ormai le spinge sul fianco invitante.
Finalmente c’è la fa, allunga la mano, lo tocca “Cavolo che cannone. Mio marito non era nemmeno la metà”.
La mia mano raggiunge la meta. Sento le labbra della grossa gnocca, le stizzico un po’.
“Quanto sei sexy Simona” e senza esitare piazzo la bocca sulla sua. In un attimo la mia lingua le entra in gola e si avvinghia alla sua, la mia mano curiosa allunga un dito nella sua vulva e inizio a masturbarla.
Si stacca dal mio bacio. “Mio dio che mi fai fare”.
La stringo di più a me. Metto la mia mano sulla sua e le faccio stringere più forte il cazzo.
“Fidati Simona tu hai bisogno di questo”.
Il dito nella patata non le dà tregua. Inizia ad ansimare. “O si, si, ne ho bisogno. Ho bisogno di un cazzo” mormora.
Siamo in camera da letto. In un attimo ha levato tutto biancheria compresa, e meno male perché quel reggiseno e quelle mutande bianche tutto erano fuorché sexy.
Si siede sul letto. Ha proprio voglia di sentire il gusto del cazzo. Lo lecca, lo porta alla bocca, succhia.
“O si quanto sei brava, siii, mi fai impazzire tesoro” dico esagerando il mio piacere. In realtà è molto impedita e temo persino che mi morda.
Per fortuna passiamo ai fatti. Dopo aver limonato un po’ sul letto mentre giocavo con le sue tette molli le monto sopra. Il mio uccello la trapana in un colpo solo.
Un ficone da vacca che saranno due chili di grasso e pelo lungo e nero. SFLOP!
“Ooooooooo”.
Due colpi convinti e sono dentro fino alle palle.
“Come sei bella” mento io e il mio bacino inizia a fare il suo dovere dentro fuori dentro.
Ogni colpo un vagito da mucca, due minuti e viene.
“Nooooooooo -urla- dieci anni che non godevo così”.
A pensa che sfigato che ti eri sposata penso io senza perdere il ritmo…
Pecorina. La posizione migliore per montare a dovere le chiattone.
Bello comodo come un toro ci do dentro e fuori alternando la monta con qualche deciso schiaffone al culone. Mi diverto abbastanza e godo.
Le vengo dentro senza tanti problemi. Tanto credo non sia più fertile da un bel po”.
Poi lo sente. “Oi ma che fai”.
“Dai stai ferma, faccio piano, vedrai che ti piace”.
“No ma io, non l’ho mai fatto. Sono vergineeeeeeee” urla a tutto spiano.
“Non più” rido io con un terzo di cazzo nel suo culo e la cappella gonfia che le sfascia l’anello anale.
Ormai è fatta. Si rassegna. Buona buona si lascia inculare a tutto spiano trattenendo il dolore. Piano piano il suo culone si bagna. Il cazzo lubrificato dal mio stesso sperma scorre che è un piacere. Inizia a godere. In un attimo di pazzia si mette una mano nella fica e se la mena da sola.
Io sempre tenendola ferma per gli enormi maniglioni dell’amore di cui è dotata la continuo a montare stile vacca.
Sborro, le riempio il culo. Lei sfinita mormora che è stata la miglior scopata della sua vita…
Torno a trovare Simona la mamma boiler il giorno dopo, quello dopo ancora è quello ancora dopo. Ogni volta sono scopate da porci a tutto andare anche se la posizione più comoda è la pecora.
Lei, come una schiava si lascia fare tutto, infilarlo dappertutto e sborarre dove mi pare.
Gliene faccio anche bere un bel pò… lei manda giù tutto.
Il quarto giorno non mi presento le ho detto che ho già un altro impegno. Chissà che direbbe se sapesse che sono chiuso in casa a due metri da lei.
“Allora ragazzi che mi dite?”.
“O zio avevi ragione. Il tuo piano era perfetto. Aveva solo bisogno di cazzo per allentare la presa”.
dice mio nipote Fabrizio figlio di mia sorella.
“Si ormai ha solo in testa il cazzo e ha allenato la presa. Ieiro sera mi sa che si masturbava nel letto, sentivo cigolare” aggiunge Maurizio suo figlio e migliore amico di mio nipote.
“Vedrai che da ora in poi ti lascerà stare” sorrido.
“E noi potremo fare le nostre cose tranquilli” dice mio nipote ficcando la lingua in bocca a Maurizio.
Sono già nudi. Due bei cazzi giovani e duri che si gonfiano ancora di più mentre il mio biondo nipote bacia l’amico coi capelli e i peli pubici color carota.
Ognuno mette la mano sul cazzo dell’altro iniziano a segarsi mentre limonano come pazzi.
Poi Fabrizio si ferma “E come faremo quando sarai partito zio? Tornerà a rompere il cazzo?”.
“Ma no vedrai. Adesso che l’ho caricata bene a molla inizierà a darsi da fare, a vestirsi più sexy. Pensa che già ieri, rispetto al primo giorno, era molto più truccata e indossava le autoreggenti. Vedrete ragazzi, sarà così impegnata a trovarsi un cazzo che non penserà più a cosa fate coi vostri…”.
“Speriamo” dice Maurizio.
“Al massimo dalle una botta tu ogni tanto per affermare la tua supremazia” gli consiglio.
“A no io il cazzo lo do solo a tuo nipote” ride Maurizio che intanto si è messo in ginocchio e sta spompinando Fabrizio.
Li lascio giocare un po’. Intanto me lo accarezzo lentamente. Sono bello duro naturalmente.
“Ragazzi non avete dimenticato una cosa?”.
Mi guardano entrambi senza capire. Vi ho fatto il piacere di liberarvi di quel boiler, mi pare che ora tocchi a voi.
I due ragazzi si alzano e si voltano. Mi mostrano i loro bei culetti giovani. Metto una mano in culo a ognuno dei due. Più largo quello di Fabrizio che ho già sodomizzato da un po, più stretto ma comunque bello capiente quello di Maurizio con quei peli del culo rossastri che sono davvero carini.
“Forse è meglio che gli fate un cappotto di saliva così entra meglio”.
I due non se lo fanno ripetere. Si chinano davanti a me e me lo succhiano. Maurizio il cazzo, Fabrizio le palle che succhia divinamente.
“Cristo che cappella immensa” sospira il rosso.
“Non vedo l’ora di fartela sentire” sorrido accarezzandogli la testa.
E cosi mentre la donna boiler è a meno di venti metri da noi, probabilmente a tirarsi un grilletto io mi inculo con piacere suo figlio. Glielo sfondo, lui gradisce molto, gode così tanto che gli parte la sborra senza toccarsi. Fabrizio mi aiuta con la lingua leccandomi a dovere il culo.
Poi cambio di posizioni, una rinfrescata al culo di mio nipote lasciando che la lingua di Maurizio si gusti il mio buco.
Sborro deciso nel suo culo. Maurizio gli mette la lingua dentro e beve. Io ancora eccitato prendo di nuovo Maurizio. Godiamo.
“Dai facciamo il treno” propongo è così Maurizio si incula Fabrizio mentre io inculo lui.
“Dai ragazzi proviamo a sborarre tutti assieme”.
“O siii” fanno eco loro pompando più forte uno mentre l’altro se lo afferra e se lo sega deciso…
Una orgetta gay fantastica.
E alla fine, siccome sono attivo ma gradisco sempre un bel cazzo, dopo che si sono ripresi, offro il mio culo a mio nipote mentre mi inchiappetto ancora il suo amico dal pelo rosso e, per par-condicio, col culo pieno della sborra si Fabrizio offro anche al suo amico di farmi una bella esplorazione anale col suo cazzetto duro mentre mio nipote me lo lecca a dovere lustrandomi la cappella.
Il giorno dopo saluto Simona. La trombo ancora una volta con passione e vendole in faccia e sulle tette molli poi, senza pulirmi torno a casa di mia sorella e lascio che Maurizio e Fabrizio me lo lecchino ancora lordo della fica della madre del primo.
“Davvero devi tornare a casa zio?”.
“Purtroppo si. Mi spiace”.
“Che peccato ci potevi insegnare tante altre porcate” dice Maurizio.
Sorrido “non vi preoccupate ragazzi tornerò presto e comunque siete già porci abbastanza. Adesso che non avete più quel boiler che vi punta tutti il tempo sono certo che godrete come meritate”.
“Grazie zio” dice Fabrizio e mi bacia in bocca.
“Si davvero grazie per avermi scopato la mamma e tolto la stronza di torno. Ti sarò sempre grato” aggiunge Maurizio e anche lui mi infila la lingua in bocca con passione.
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Lo sguardo non sveglissimo, capelli pettinati a caschetto, denti sporgenti, gambe grosse e nemmeno il buon gusto di coprirle con un nylon.
Cavolo non ne imbrocca una sta qui e quando parla ha uno stridore nella voce che è quasi fastidioso.
Dovessi descriverla con una parola direi “un boiler”.
La guardo, lei mi guarda sgranando gli occhi sotto alle lenti ben spesse. So che si chiama Simona e so che ha passato i 45, madre, separata.
Sono completamente nudo. Il mio cazzo gigante in piena erezione.
Mi fissa, sbotta “ma è impazzito lei?”.
Faccio il gesto di coprirmi il cazzo con una mano ma nemmeno tanto convinto, lasciamo pure che veda. Se sei superdotato il cazzo non lo nascondi.
“Signora le chiedo davvero scusa. Qualcuno ha suonato al campanello, io facevo la doccia, sono corso fuori e… Maledetta porta”.
“A” dice con la sua espressione ebete.
“Dannata porta” ripeto.
“Ma lei abita lì?” domanda.
“Mia sorella e mio nipote. Sono da loro per qualche giorno” mi avvicino.
Il cazzo quasi le si struscia addosso. Le porgo la mano “George tanto piacere”.
“Simona…” balbetta lei.
“Ok Simona tanto piacere. Ora bisogna che trovi un modo per entrare. Mia sorella non torna fino a stasera”.
“È ma come fai?” domanda.
“A non so. Qualcosa penserò”.
“Ma non puoi stare qui nel corridoio nudo. Se passa qualcuno?”.
“Speriamo di no. Non so che fare giuro” dico disperato.
“Senti io abito lì -e indica la porta a fianco- puoi venire da me, magari ti potrei dare qualcosa del mio ex”.
“A sei separata?” domando quasi incredulo anche se lo so benissimo.
“Mi ha mollata tre anni fa per una più giovane”.
“Che stronzo e poi le giovani non hanno lo charme delle donne mature” sorrido.
“Lo so, lo so. Ma era uno stronzo. Ha mollato me e mio figlio ed è andato”.
“Hai un figlio?”.
“Si, Maurizio 24 anni”.
“Così grande? Ma dai non l’avrei mai detto, sembri così giovane” sorrido.
“Che bigiando” ride e intanto apre la porta.
Mi mostra il salotto ben agibile appena aperta la porta “Aspettami qui, ti cerco qualcosa” sorride.
“Grazie. Mi posso sedere sul divano, ti spiace?”.
“No, no” mi ribatte allegra dall’altra stanza.
Torna con una t-shirt bianca e un paio di pantaloncini corti neri elasticizzati.
“Spero ti vadano bene” e me li porge.
Io mi infilo la t-shirt lasciando che il cazzo duro sventoli ancora davanti a lei.
Lascio che lo fissi in tutta la sua grandezza e so che lo sta facendo.
“Questi mi sa che non entrano Simona” dico.
“No? Sono troppo stretti? Strano”.
“No è solo che… l’erezione capisci?”.
“Aaaa. Già ma a proposito perché sei così…duro?”.
Le sorrido “Ma vedi ero sotto la doccia, è un puro effetto dell’acqua calda sul cazzo nulla di che poi dopo, insomma, dopo l’effetto l’hai fatto tu…”.
“Io?”.
“Sei così una bella donna”.
“Ma mi hai vista bene. Guarda che pancia” e se la massaggia infilandosi una mano sotto alla camicetta sollevandola un po’ per mostrarmi il grosso ombelico.
“Non fare così che mi ecciti di più”.
“Ma scherzi?”
Io mi avvicino. Stavolta faccio in modo che la mia cappella gonfia la sfiori pesantemente. “Adoro la carne. La ciccia fa allegria e mi fa sesso” e senza chiederle il permesso le infilo la mano sotto alla gonna e le accarezzo una coscia grassoccia.
“Non fare così, non scopo da cinque anni”.
“Ma non sei separata da tre?”.
“Si ma erano già due anni che non mi toccava”.
La mia mano si fa più insistente, sale, le tocco l’elastico delle mutande “Che scemo che era. Sei così sexy”.
“Non dire così…”.
La mano sotto alle mutandine, sale ancora sento i peli lunghi e folti. Il cazzo ormai le spinge sul fianco invitante.
Finalmente c’è la fa, allunga la mano, lo tocca “Cavolo che cannone. Mio marito non era nemmeno la metà”.
La mia mano raggiunge la meta. Sento le labbra della grossa gnocca, le stizzico un po’.
“Quanto sei sexy Simona” e senza esitare piazzo la bocca sulla sua. In un attimo la mia lingua le entra in gola e si avvinghia alla sua, la mia mano curiosa allunga un dito nella sua vulva e inizio a masturbarla.
Si stacca dal mio bacio. “Mio dio che mi fai fare”.
La stringo di più a me. Metto la mia mano sulla sua e le faccio stringere più forte il cazzo.
“Fidati Simona tu hai bisogno di questo”.
Il dito nella patata non le dà tregua. Inizia ad ansimare. “O si, si, ne ho bisogno. Ho bisogno di un cazzo” mormora.
Siamo in camera da letto. In un attimo ha levato tutto biancheria compresa, e meno male perché quel reggiseno e quelle mutande bianche tutto erano fuorché sexy.
Si siede sul letto. Ha proprio voglia di sentire il gusto del cazzo. Lo lecca, lo porta alla bocca, succhia.
“O si quanto sei brava, siii, mi fai impazzire tesoro” dico esagerando il mio piacere. In realtà è molto impedita e temo persino che mi morda.
Per fortuna passiamo ai fatti. Dopo aver limonato un po’ sul letto mentre giocavo con le sue tette molli le monto sopra. Il mio uccello la trapana in un colpo solo.
Un ficone da vacca che saranno due chili di grasso e pelo lungo e nero. SFLOP!
“Ooooooooo”.
Due colpi convinti e sono dentro fino alle palle.
“Come sei bella” mento io e il mio bacino inizia a fare il suo dovere dentro fuori dentro.
Ogni colpo un vagito da mucca, due minuti e viene.
“Nooooooooo -urla- dieci anni che non godevo così”.
A pensa che sfigato che ti eri sposata penso io senza perdere il ritmo…
Pecorina. La posizione migliore per montare a dovere le chiattone.
Bello comodo come un toro ci do dentro e fuori alternando la monta con qualche deciso schiaffone al culone. Mi diverto abbastanza e godo.
Le vengo dentro senza tanti problemi. Tanto credo non sia più fertile da un bel po”.
Poi lo sente. “Oi ma che fai”.
“Dai stai ferma, faccio piano, vedrai che ti piace”.
“No ma io, non l’ho mai fatto. Sono vergineeeeeeee” urla a tutto spiano.
“Non più” rido io con un terzo di cazzo nel suo culo e la cappella gonfia che le sfascia l’anello anale.
Ormai è fatta. Si rassegna. Buona buona si lascia inculare a tutto spiano trattenendo il dolore. Piano piano il suo culone si bagna. Il cazzo lubrificato dal mio stesso sperma scorre che è un piacere. Inizia a godere. In un attimo di pazzia si mette una mano nella fica e se la mena da sola.
Io sempre tenendola ferma per gli enormi maniglioni dell’amore di cui è dotata la continuo a montare stile vacca.
Sborro, le riempio il culo. Lei sfinita mormora che è stata la miglior scopata della sua vita…
Torno a trovare Simona la mamma boiler il giorno dopo, quello dopo ancora è quello ancora dopo. Ogni volta sono scopate da porci a tutto andare anche se la posizione più comoda è la pecora.
Lei, come una schiava si lascia fare tutto, infilarlo dappertutto e sborarre dove mi pare.
Gliene faccio anche bere un bel pò… lei manda giù tutto.
Il quarto giorno non mi presento le ho detto che ho già un altro impegno. Chissà che direbbe se sapesse che sono chiuso in casa a due metri da lei.
“Allora ragazzi che mi dite?”.
“O zio avevi ragione. Il tuo piano era perfetto. Aveva solo bisogno di cazzo per allentare la presa”.
dice mio nipote Fabrizio figlio di mia sorella.
“Si ormai ha solo in testa il cazzo e ha allenato la presa. Ieiro sera mi sa che si masturbava nel letto, sentivo cigolare” aggiunge Maurizio suo figlio e migliore amico di mio nipote.
“Vedrai che da ora in poi ti lascerà stare” sorrido.
“E noi potremo fare le nostre cose tranquilli” dice mio nipote ficcando la lingua in bocca a Maurizio.
Sono già nudi. Due bei cazzi giovani e duri che si gonfiano ancora di più mentre il mio biondo nipote bacia l’amico coi capelli e i peli pubici color carota.
Ognuno mette la mano sul cazzo dell’altro iniziano a segarsi mentre limonano come pazzi.
Poi Fabrizio si ferma “E come faremo quando sarai partito zio? Tornerà a rompere il cazzo?”.
“Ma no vedrai. Adesso che l’ho caricata bene a molla inizierà a darsi da fare, a vestirsi più sexy. Pensa che già ieri, rispetto al primo giorno, era molto più truccata e indossava le autoreggenti. Vedrete ragazzi, sarà così impegnata a trovarsi un cazzo che non penserà più a cosa fate coi vostri…”.
“Speriamo” dice Maurizio.
“Al massimo dalle una botta tu ogni tanto per affermare la tua supremazia” gli consiglio.
“A no io il cazzo lo do solo a tuo nipote” ride Maurizio che intanto si è messo in ginocchio e sta spompinando Fabrizio.
Li lascio giocare un po’. Intanto me lo accarezzo lentamente. Sono bello duro naturalmente.
“Ragazzi non avete dimenticato una cosa?”.
Mi guardano entrambi senza capire. Vi ho fatto il piacere di liberarvi di quel boiler, mi pare che ora tocchi a voi.
I due ragazzi si alzano e si voltano. Mi mostrano i loro bei culetti giovani. Metto una mano in culo a ognuno dei due. Più largo quello di Fabrizio che ho già sodomizzato da un po, più stretto ma comunque bello capiente quello di Maurizio con quei peli del culo rossastri che sono davvero carini.
“Forse è meglio che gli fate un cappotto di saliva così entra meglio”.
I due non se lo fanno ripetere. Si chinano davanti a me e me lo succhiano. Maurizio il cazzo, Fabrizio le palle che succhia divinamente.
“Cristo che cappella immensa” sospira il rosso.
“Non vedo l’ora di fartela sentire” sorrido accarezzandogli la testa.
E cosi mentre la donna boiler è a meno di venti metri da noi, probabilmente a tirarsi un grilletto io mi inculo con piacere suo figlio. Glielo sfondo, lui gradisce molto, gode così tanto che gli parte la sborra senza toccarsi. Fabrizio mi aiuta con la lingua leccandomi a dovere il culo.
Poi cambio di posizioni, una rinfrescata al culo di mio nipote lasciando che la lingua di Maurizio si gusti il mio buco.
Sborro deciso nel suo culo. Maurizio gli mette la lingua dentro e beve. Io ancora eccitato prendo di nuovo Maurizio. Godiamo.
“Dai facciamo il treno” propongo è così Maurizio si incula Fabrizio mentre io inculo lui.
“Dai ragazzi proviamo a sborarre tutti assieme”.
“O siii” fanno eco loro pompando più forte uno mentre l’altro se lo afferra e se lo sega deciso…
Una orgetta gay fantastica.
E alla fine, siccome sono attivo ma gradisco sempre un bel cazzo, dopo che si sono ripresi, offro il mio culo a mio nipote mentre mi inchiappetto ancora il suo amico dal pelo rosso e, per par-condicio, col culo pieno della sborra si Fabrizio offro anche al suo amico di farmi una bella esplorazione anale col suo cazzetto duro mentre mio nipote me lo lecca a dovere lustrandomi la cappella.
Il giorno dopo saluto Simona. La trombo ancora una volta con passione e vendole in faccia e sulle tette molli poi, senza pulirmi torno a casa di mia sorella e lascio che Maurizio e Fabrizio me lo lecchino ancora lordo della fica della madre del primo.
“Davvero devi tornare a casa zio?”.
“Purtroppo si. Mi spiace”.
“Che peccato ci potevi insegnare tante altre porcate” dice Maurizio.
Sorrido “non vi preoccupate ragazzi tornerò presto e comunque siete già porci abbastanza. Adesso che non avete più quel boiler che vi punta tutti il tempo sono certo che godrete come meritate”.
“Grazie zio” dice Fabrizio e mi bacia in bocca.
“Si davvero grazie per avermi scopato la mamma e tolto la stronza di torno. Ti sarò sempre grato” aggiunge Maurizio e anche lui mi infila la lingua in bocca con passione.
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