La sorpresa della Nonna

di
genere
incesti

Due volte l’anno andiamo da mia nonna paterna Osvalda. Lei bella donna, sui sessanta ma ancora piacente e posso dire con due tettone che sono una meraviglia e che sbordano sotto al golfino ciondolandole sul petto in modo, per me, davvero maestoso tanto è che fin da quando ho iniziato a tirarmi il cazzo ho dedicato un mare di sborra alla cara nonna.
Come dicevo ogni anno andiamo da lei a luglio e ci fermiamo quasi un mese visto che abita vicino al mare e ne approfittiamo per scroccarle una vacanza. Poi si torna da lei verso natale e si passano le feste tuti insieme famiglia.
A me piaceva molto andare da lei d’estate sia perché c’era il mare ma anche perché la nonna al pomeriggio si metteva a prendere il sole senza nulla addosso a parte le mutande.
Lo faceva con gran naturalezza e sembrava non badare al fatto che sia io che il babbo ci studiavamo quelle poppe ottava misura con sguardi davvero lussuriosi.
Lei non ci badava e minimizzava la cosa come se fosse naturale tanto che, dopo un po’, anche mia madre Gianna dopo un po’ prese a imitarla e a togliersi il pezzo sopra del costume da bagno mettendo al vento la sua bella quinta. Certo non erano le poppe immense di nonna ma anche una quinta soda di una procace quarantenne era davvero meritevole di seghe a manetta.

Ora praticamente non vedevamo nonna da cinque mesi e non mi aspettavo certo di vedere le sue immense poppe visto che era inverno. Invece, sorpresa, appena entriamo in casa la nonna ci si mostra in mutande e ciabatte. Le tette in tutta la loro gigantesca e splendida grandezza.
Io lo ammetto ho subito una erezione fra le gambe.
Mia madre invece si agita “Osvalda ma che cavolo….”.
La nonna, che già dalla faccia pare un po’ incazzata, si passa le mani sulla pancia “volevo farvi vedere questo perché abbiamo un grosso problema”.
Solo allora mi rendo conto che la nonna ha una pancia molto più grossa del solito, ma davvero molto.
“Cristo mamma ma sei incinta?” sbotta mio padre.
Lei annuisce e si tocca ancora più insistentemente la pancia. Mia madre sbotta incredula “Ma come fai a essere incinta a sessantadue anni Osva?”.
“Ma cosa ne so, sono in menopausa da vent’anni”.
Mio padre continua a fissarsi i piedi quasi non osasse guardare quel pancione della nonna. Io invece cercando di non farmene accorgere continuo a guardarla perché con quelle tettone e quel pancione in aggiunta mi pare ancora più attraente e infatti, fra le gambe, sono duro come non mai.
“Si ma, voglio dire, bisogna fare sesso per…” aggiunge mamma.
“Ovvio che bisogna farlo” annuisce la nonna che come nulla fosse si mette comoda sul divano e ora allargando le gambe ci mostra anche un bel po’ del pelo grigio della sorca che esce dai suoi slip bianchi.
“A quindi scopi!” scatta secca mia madre.
La nonna non risponde.
“Marco ma tu non hai nulla da dire?” lo incalza mia madre.
Mio padre resta muto “Ma come fai a restare incinta in menopausa?” borbotta lui.
“Ho sentito il dottore. Dice che ci sono dei rari casi in cui se riprendi a fare molto ma molto sesso può capitare che torni fertile. Dice che ci sono parecchi casi in Asia”.
“Molto ma molto sesso” ribatte mia madre ancora incredula.
“E chi lo poteva immaginare” mormora mio padre stordito dalla notizia.
“E non dici altro Marco? Questa vecchia che fa molto ma molto sesso non ti fa venire in mente nulla? E tu che fai ti porti a casa gli amanti vecchia porcona?” insiste mia madre.
“A parte il fatto che non sono così vecchia e piaccio più di te ai maschi ma no non mi sono portata a casa nessuno”.
“A quindi sei come Maria a Betlemme” ridacchia la mamma che inviperita prende un plaid dal divano e glielo butta praticamente addosso “Almeno copri sto spettacolo vergognoso”.
A quel punto è la nonna a incazzarsi “Sei solo tu befana frigida che ti sconvolgi per due poppe. Almeno le usassi le poppe non saremmo in questa situazione”.
“Cosa!” sbotta mamma fissando mio padre.
“Si cara la verità è che fai trombare tuo marito col contagocce e lo lasci carico di voglia. Ho dovuto pensarci io al mio povero figliolo come quando era ragazzino. Se tu avessi fatto il tuo dovere di moglie non sarebbe capitato”.
“Marco non mi dire che è vero! Ti scopi tua madre?”.
Mio padre è imbarazzatissimo abbassa la testa, non parla “io avevo tanta voglia”.
Mamma non c’è la fa più. Sembra quasi che stia fumando, scappa fuori da casa. Un attimo dopo sentiamo il motore dell’auto e subito dopo una sgommata.
“Tornerà?” domanda la nonna.
“Booo” dice papà.
Restiamo un po’ in silenzio nessuno pare saper cosa dire poi babbo inizia “mamma non credevo potesse capitare ancora, non immaginavo”.
“A te le lezioni non servono propio. Devi uscire Marco, uscire prima lo sai. Te lo dissi anche l’altra volta” lo ammonisce la nonna.
“Scusate ma quale altra volta?” domando.
“Niente, niente…” bofonchia il babbo ma la nonna non pare della stessa idea “Vedi caro io sverginai tuo padre più o meno quando aveva la tua età. Era timido, non riusciva a trovarsi una ragazza e così diciamo che l’ho svegliato un po’. Solo che poi ci prese gusto e mi voleva ogni giorno”.
“Anche tu mi volevi ogni giorno porcona!” dice babbo quasi per volersi divedere.
“Non lo nego -sorride la nonna- tanto più che tuo nonno era morto da sei mesi e avevo tanta voglia di cazzo. Sia come sia, un po’ la sua foga, un po’ che avete nel dna delle sborrate che riempiono un secchiello dopo qualche mese mi ha messa incinta”.
“Mica l’ho fatto apposta mamma”.
“Ma si amore di mamma lo so. Forse il vero errore è stato mio di non farti riflettere quando ti sei sposato una suora frigida che te la da col contagocce” sorride la nonna mentre si gratta la patata senza tanti problemi.
“La mamma è frigida?” esclamo.
“Ma no è un modo di dire. Fosse frigida tu non saresti nato. Diciamo che non è tanto amante del sesso come lo sono io”.
“Sei mesi senza dartela…” sussurra la nonna.
“Ma si, ma si mamma lo so. Lo so. Ero così carico che questa estate ti sono saltato addosso. Ho fatto male e di certo non immaginavo che dopo tanti anni potesse accadere ancora. Ho sbagliato. Maledetto me e il mio cazzone”.
“E del bimbo che avete fatto?”.
“Ho abortito. Ero vedova da troppo e la gente benpensante mi avrebbe lapidata”.
“E adesso? Dobbiamo di nuovo trovare una clinica a duecento chilometri per non dire cosa è successo?” domanda babbo.
La nonna sorride “ma no, ormai ho una età che posso anche sbatteremene e poi i tempi sono cambiati. Certo non dirò che l’ho fatto in casa con un incesto mi inventerò che avevo l’amante, il toyboy come dicono adesso” e se la ride.
“Maledetto me. Ho messo incinta mia madre e perso mia moglie in un colpo solo. Dannato cazzo che mi tira sempre” borbotta papà.
Nonna si alza, gli si avvicina, gli accarezza la testa e poi lo abbraccia da seduto sventolandogli praticamente le poppe sulla faccia. “Povero il mio cucciolo non è colpa tua. Hai sposato la donna sbagliata, capita. Ma adesso c’è qui la tua mamma che ti consola”.
“Ummm” sospira lui.
“E comunque non siamo mica certi della cosa. Se va bene non è nemmeno colpa tua”.
Lui si sfila dal suo abbraccio la fissa “mamma ma ti scopi anche altri?”.
“Solo uno quindi sei al cinquanta percento responsabile”.
“A questa è nuova. Ma allora sei proprio scopaiola” scatta lui un po’ intontito da questa novità.
“Ti è sempre piaciuto avere la mamma scopaiola” dice lei.
“Si, si ok lasciamo stare. Dai almeno non avrai un figlio nato da un incesto con tutti i rischi che la cosa può dare. Non vogliamo certo un fratellino down”.
“No Marco su questo stai tranquillo è sano ed è femmina. Ho fatto già gli esami. Invece per quanto riguarda l’incesto lì ci siamo dentro al cento per cento temo”.
“Ma come… resta di sasso mio padre.
A quel punto mi faccio coraggio e alzo la mano come per chieder la parola o forse in segno di resa “Babbo forse ti devo dire una cosa”.
Lui mi fissa “Nooo noooo mamma ma cazzo ti sei fatta mio figlio?”.
“E che problema ti fai. Ha la tua età, ha le tue stesse voglie e ha un cannone di uccello come tu e tuo padre. Aveva voglia e l’ho soddisfatto” minimizza la madre.
“A ecco allora è bastata quella volta con lui per restare gravida”.
Nonna ride, io pure “hai voglia a dire una. Mi ha preso per tutta la vacanza tre volte per notte, anche di più se era carico. Fai un po’ il conto. Al mattino mi prendevi tu due o tre volte quando tua moglie e tuo figlio erano in spiaggia, alla sera tre volte lui…”.
“Quindi ha ragione il dottore sul tanto ma tanto sesso. Sei per tre diciotto in un mese ti abbiamo montata 180 volte” sbalordisce il babbo.
“Arrotonda pure a duecento” ride la nonna.
“Che disastro che siamo figlio mio -mormora il babbo- e adesso che facciamo? Avrò una sorella con quarant’anni di differenza da me che forse mi è anche figlia oppure nipote se lo sperma è tuo”.
“Su, su non fare tante scene, qualcosa faremo. Hai un buon lavoro io ho una buona pensione e la bambina non avrà problemi. Certo farà i vent’anni quando io avrò passato gli ottanta e forse mi dovrai aiutare un po’ ma sono sicura che adesso che ci siamo tolti di torno quella stronza di moglie che hai tutto andrà meglio. E tu scusa, lo so che è la tua mamma ma è una gran stronza” dice additandomi.
“Non fa nulla nonna”.
“Allora adesso sapete che si fa. Si fa una bella rimpatriata visto che avete i bozzi tra i pantaloni così gonfi che fra un po’ esplodono le cerniere” dice ridendo e tanto per essere chiara si sfila lesta le mutande mostrandoci la sua bella fica pelosa.
Io prendo la cosa al volo anche perché c’è l’ho davvero duro come un palo. Sbottono e mi scatta fuori più duro che mai. Babbo esita, mi fissa.
“Te l’avevo detto, ha ereditato il tuo pisello XXL” ride la nonna.
“Sembra persino più grosso” esclama babbo mentre a sua volta abbassa i pantaloni e mostra un cazzone duro degno di un film porno.
Ci alziamo in piedi. Babbo ficca la lingua in bocca alla nonna, io le afferro saldo le tettone. Le mani vecchie e rugose della nonna ci afferrano i cazzi duri e iniziano a segarci.
“Due assieme wow sembra il mio compleanno” mormora la vecchia porca ansiosa di portarci in camera da letto e farsi montare in doppia in ogni posizione possibile…

Johngalloclub@gmail.com
scritto il
2026-03-22
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