Al momento sbagliato
di
George Sex
genere
incesti
Ho cominciato a notare un certo interesse del nostro insegnate di arte per il mio cazzo.
Che lui fosse un pelo effeminato lo sa tutta la scuola. Si chiama Paolo, trent’anni, non sposato, vive ancora con la mamma. Gira voce che qualche anno fa stesse facendo un pompino a un bidello nei cessi, da allora un po’ per lo stile lievemente effeminato, un po’ per questa cosa dietro alle spalle lo chiamano “ciuciausei” (ciuccia uccelli).
Sia come sia, a me non importa molto e sono fieramente bisex quindi ciuccio uccelli se mi va con lo stesso entusiasmo con cui sfondo un culo maschile o fotto una donna in ogni buco… Detto ciò, tendenzialmente più che una pompa al bidello farei più volentieri una trombata con la bidella.
Qualche giorno fa sto urinando negli orinatoi in piedi col mio bel salame xxl in mano. Ormai nella scuola si sta spargendo la voce che sono super dotato e la cosa non può che portarmi dei vantaggi quindi tenermi il salame in mano barozzo non mi dà alcun problema e sono perfettamente cosciente che molti lo sbirciano fosse solo per curiosità.
Non avevo capito subito che era lui, il prof Paolo (omettiamo il cognome). È si è prorprio lui nell’orinatoio accanto con la testa bella girata che fissa da dietro gli occhiali.
Visto che ci siamo sbircio anche io. Nulla di che, un po’ sotto misura il suo e completamente senza peli (probabilmente si depila), fra l’altro bello duro. Si perché il prof non sta nemmeno pisciando, se lo sta accarezzando come chi vuole farsi una sega ma non osa.
“Le piace?” dico.
Lui arrossisce e volta la testa “no scusa è stata una cosa involontaria scusa”.
Io, che ormai ho finito di pisciare, mi volto verso di lui e glielo mostro per bene “guardi che non mi da fastidio. Sono bisex quindi… anzi se vuole accomodarsi”.
Lui sgrana gli occhi “o no, no no, ma per carità…” e scappa via così in fretta che quasi se lo chiude nella zip.
Chissà che ho fatto di male?
Mi avvicina il giorno dopo, all’intervallo, “ti posso parlare in privato?”.
“Nei bagni prof?” sorrido io pensando che sia una bella allusione al voler stare soli per fare roba.
“O no. Nei bagni no. Chiudi solo la porta e siediti”.
Obbedisco.
“Vedi George qualche anno fa ho avuto dei problemi. Mi hanno beccato in bagno col bidello”.
“Si lo so, c’è questa storia che gira per la scuola. Sesso orale”.
“Si ma in realtà e aggiungo per fortuna fu così che ci beccarono due studenti perché di solito col bidello andavano ben oltre -sospira- si insomma mi scopava”.
“Aaaa che bello”.
“Si, da un bel pò e non solo lui, mi ero anche offerto a uno studente molto ben messo. La certezza che durante le lezioni nessuno venisse in bagno a guardare mi aveva fatto esagerare. Alla fine andavo col bidello, con un collega e con lo studente”.
“Sempre da…passivo? Se posso chiedere”.
Sorride “O si, sono passivo, mi piace fare la femmina. E tu?”.
“Io tendenzialmente attivo però una tantum una stimolata al sedere la gradisco e comunque sono bisex. Mi piace il culo ma anche il pelo…”.
“Bhe meno male perché con quella mazza se fossi solo passivo sarebbe un vero spreco” sorride.
Io tanto per sottolineare la cosa mi massaggio il pacco che anche da molle è sempre una gran cosa sotto ai pantaloni.
“Dopo quella storia ci sono state molte grane. Il bidello è stato licenziato perché avevano visto tutti che era a cazzo fuori, sua moglie quando l’ha saputo l’ha lasciato e a me la preside ha fatto una bella ramanzina. Se non mi ha licenziato è solo perché ero chinato a…. Hai capito no?”.
“Si glielo ciucciava lo dica pure” sorrido.
“Si appunto. Ecco essendo chinato i due che ci hanno beccato non erano proprio sicuri sicuri che fossi io anche se i sospetti erano forti. Io ovviamente ho negato tutto. La preside prove non ne aveva e l’ho passata liscia. Meno male perché se la mia povera mamma sapesse che ho perso il posto perché sono frocio ne morirebbe di dolore”.
“Quindi sua madre non sa che è gay? Anche se vive con lei?”.
“Sono molto discreto e no, lei non sospetta nulla. Comunque e mi spiccio perché fra un po’ arrivano gli altri, come avrai capito qui a scuola lo uso solo per urinare. Non posso correre rischi capisci?”.
“Mi pare giusto”.
“Per quello ieri sono scappato, non perché non abbia gradito, anzi complimenti sei messo meglio di un nero”.
“Grazie”.
“Quindi, per andare al sodo, ci verresti a casa mia un pomeriggio?” sbatte gli occhioni fissandomi.
“Molto ma molto volentieri” rispondo perché più lo guardò e più ho voglia di fargli il culo ben bene.
Così ci organizziamo al seguente mercoledì pomeriggio quando Marta, sua madre, va a trovare la sorella Zora e di solito si ferma a cena da lei, quindi abbiamo la casa libera almeno fino alle 21.
Mi presento, suono e salgo nel suo appartamento. Si vede che ci abita una donna un po’ su con gli anni perché i mobili sono tutti di un’altra epoca ma non sono certo qui per guadare il panorama dato che Paolo mi accoglie con una giacca da camera rossa, aperta, da cui esibisce il cazzo già duro e depilatissimo.
Mi si avvicina, “ti piace?”.
Io allungo la mano, glielo stringo “tanto piacere”. Il suo pisello sussulta appena lo tocco, poi ridiamo. Quel punto Paolo si carica, mi salta addosso, mi bacia il collo, mi apre la camicia e inizia a leccarmi i capezzoli mentre le sue mani scendono ai pantaloni.
“Ti voglio, ti voglio…” mormora mentre il mio uccello duro salta fuori pronto all’uso.
Mi fa andare in camera sua, mi fa sdraiare nudo sul letto e inizia a farmi un pompino mentre con la mano libera si sega allegramente. “Che trave, ummm che buono, che bello…” e agitato alterna lunghe leccate della mia asta a poderose succhiate a bocca spalancata o a carezze con la mano e palpate delicate alle mie grosse palle piene.
“Non resisto più, ti voglio dentro” esclama.
“Anche io ti voglio, sono durissimo”.
Approfittando che sono sdraiato mi siede sopra, armeggia un attimo con le mani e se lo guida per bene nel culo. Sento una fatica minima segno deve essere già bello spanato da tutti i cazzi che ha preso. “O si, entra tutto siiiiii” esclama lui e chinandosi un po’ in avanti mi cavalca deciso su e giù a tutta forza col suo cazzo bello teso davanti a me che sembra stia per scoppiare.
E a un certo punto scoppia davvero perché anche senza toccarsi gli parte una bordata di sperma che mi finisce sul petto e in faccia. “O scusa”.
“Ma figurati mi piace la sborra” sorrido mentre mi pulisco la guancia inzaccherata.
“Adesso però voglio venire anche io amore” gli intimo.
“O si vienimi nel culo”.
“Si però girati, fatti montare”
Obbedisce, mi scavalca, si mette al mio fianco bello bello come un cagnolino “Sfondami tutto”
Lo faccio. Glielo pianto dentro, lo afferrò ai fianchi e inizio a pompare con tutte le mie forze “Dio che grossoooo, Dio che duroooooo” bela Paolo ad ogni colpo di uccello e quando il mio sperma caldo gli entra dentro come una sciabolata è così eccitato che il suo cazzetto cola altro sperma.
Si getta in avanti sul letto. “Madonna mi hai ridotto un colabrodo” sospira mentre dalle chiappe gli esce tipo un litro di roba giù verso le gambe.
Nudi l’uno accanto all’altro ci fumiamo un paio delle sue Marlboro e siamo già d’accordo che questo è stato solo il primo round.
Paolo vuole fare le cose per bene, una bella cenetta veloce e un bis dopo cena. “Una cena nudi” dice.
“Allora finirà che ti scopo già sul tavolo della cena” dico.
“O siii magari e poi voglio che mi vieni in bocca, la voglio bere, mi piace”.
“Puoi bere tutta quella che vuoi però adesso mi devi far andare al bagno perché se no fra due minuti ti faccio bere altro” ammicco.
“Magari la berrei ma non qui in camera da letto. Magari per quello ci organizziamo la prossima volta. Il bagno è in fondo a destra. Fatti una bella doccia mentre io preparo la cena, c’è il mio accappatoio rosa, usa quello, l’altro bianco è di mamma.
Dovevo immaginarlo che uno così avesse l’accappatoio rosa.
Vado in bagno, faccio con calma. L’acqua calda mi stimola e mi è già tornato decisamente duro. Non penso resisterò fino a dopo cena.
Trovo la cucina. Lui sta buttando la pasta nella padella, si è rimesso la vestaglia rossa anche se sotto è nudissimo.
Visto che sono in erezione ne approfitto, gli vado dietro, gli bacio il collo e con la mano inizio a toccargli il solco fra le chiappe.
Si sposta verso il lavandino, ci sta, lo vuole. Tende bene le mani dopo essersi fatto scivolare via la vestaglia. Mi afferro il cazzo con una mano e con l’altra gli allargo bene le chiappe.
SPROK! Un colpo secco, giù fino in fondo.
“Madonna che duroooo. Sfondami tutto!” geme lui.
È esattamente ciò che intendo fare. Inizio a pompare deciso, in piedi spingo persino con più decisione e lui gradisce “sfondami, sfondami” sospira godendo.
Sto quasi per fargli un altro pieno di sperma quando mi bloccano “Paolo ma che cazzo fai!”.
SFLOPPP, glielo sfilo così in fretta dal culo da fargli male
“Aia”
Mi volto. Una bella signora molto giovanile mi fissa perplessa. Ma sembra molto più concentrata sul prof. “Paolo ma cosa stai combinando in nome del cielo?”.
Lui la guarda. Per lo choc il pisello gli è crollato e sembra una lumaca molle.
“Lui è un mio… amico mamma”.
“Amico!” sbotta la donna fissandomi rabbiosa ma poi noto che i suoi occhi calano sul mio cazzo più duro che mai, la sua espressione cambia “Ossignore che baobab! Ma è vero?”.
Sorrido “Tutta roba mia signora”.
Per un attimo ho l’impressione che voglia allungare la mano e prenderlo ma poi si riprende “fammi un favore, vai a vestirti”.
“Ho i vestiti in camera di Paolo” dico.
“Vai pure” ribatte seria ma il suo sguardo è ancora sul mio uccello.
Faccio buon viso a cattivo gioco e sparisco mentre sento la donna “Paolo ma con gli uomini vai?”.
Deve essere triste per una madre scoprire dopo 30 e passa anni che il figlio è frocio penso mentre in qualche modo mi rivesto schiacciando il cazzo lungo la gamba dei pantaloni.
Torno in cucina. Sono tutti e due seduti. Lui con la giacca da camera rossa bella stretta addosso per non mostrare nudità, lei sulla sedia in un angolo con la testa fra le mani. Fra l’altro nonostante il momento teso non posso fare a meno di notare che belle gambe abbia la donna fasciate in un paio di calze di nylon nero fumo davvero sexy.
“Io andrei” dico.
“Si ti accompagno” dice la donna alzandosi in piedi e mentre fa quel movimento la gonna svolazza un bel po e noto chiaramente l’elastico delle autoreggenti. “Che gran bella porcona” penso fra me e me.
Usciamo sul pianerottolo, lei chiama l’ascensore. Faccio per entrare dentro e salutare ma lei resta con me. Appena chiusa la porta attacca “È da tanto che ti incul… cioè che fai ste cose con Paolo?”.
“No era la prima volta”.
“E sei come lui anche tu immagino? Ti piacciono i maschi”.
“No io sono bisex. Mi piacciono anche le donne, mi piacciono tanto”.
“Davvero” sorride.
Prendo l’iniziativa, allungo una mano e gliela poggio sulla coscia godendomi il piacere del nylon leggero sopra alla sua morbida carne.
Lei però è lesta a toglierla “Oi che fai scostumato”.
“Niente mi scusi signora, lei è una bella donna lo sa?”.
“Ma lo sai che potrei quasi essere tua nonna?”.
“Mia nonna mi ha sverginato anni fa” ribatto sorridendo.
Sgrana gli occhi “Mio Dio ma sei un vero maiale”.
L’ascensore arriva a terra, apro la porta e esco “Un maiale sempre disponibile signora Marta” e le mando un bacino con la mano prima di sparire.
Finalmente riesco a farla arrossire.
Esco in strada, ho il cazzo duro come non mai. Telefono a Lilliana, altra mamma di un mio amico, gran porca con cui chiavo da un po’ “Ciao, puoi mollare tuo marito e uscire un attimo?”
“Scommetto che sei andato in bianco” ride lei.
“Sono duro come non mai e tutto per te”
“Dammi il tempo di vestirmi, tanto stasera il cornuto si guarda la finale di non so quale coppa”.
“Allora ti aspetto al solito posto?”.
“Dammi mezz’ora e mi raccomando tesoro, resta bello duro”…
Johngalloclub@gmail.com
Che lui fosse un pelo effeminato lo sa tutta la scuola. Si chiama Paolo, trent’anni, non sposato, vive ancora con la mamma. Gira voce che qualche anno fa stesse facendo un pompino a un bidello nei cessi, da allora un po’ per lo stile lievemente effeminato, un po’ per questa cosa dietro alle spalle lo chiamano “ciuciausei” (ciuccia uccelli).
Sia come sia, a me non importa molto e sono fieramente bisex quindi ciuccio uccelli se mi va con lo stesso entusiasmo con cui sfondo un culo maschile o fotto una donna in ogni buco… Detto ciò, tendenzialmente più che una pompa al bidello farei più volentieri una trombata con la bidella.
Qualche giorno fa sto urinando negli orinatoi in piedi col mio bel salame xxl in mano. Ormai nella scuola si sta spargendo la voce che sono super dotato e la cosa non può che portarmi dei vantaggi quindi tenermi il salame in mano barozzo non mi dà alcun problema e sono perfettamente cosciente che molti lo sbirciano fosse solo per curiosità.
Non avevo capito subito che era lui, il prof Paolo (omettiamo il cognome). È si è prorprio lui nell’orinatoio accanto con la testa bella girata che fissa da dietro gli occhiali.
Visto che ci siamo sbircio anche io. Nulla di che, un po’ sotto misura il suo e completamente senza peli (probabilmente si depila), fra l’altro bello duro. Si perché il prof non sta nemmeno pisciando, se lo sta accarezzando come chi vuole farsi una sega ma non osa.
“Le piace?” dico.
Lui arrossisce e volta la testa “no scusa è stata una cosa involontaria scusa”.
Io, che ormai ho finito di pisciare, mi volto verso di lui e glielo mostro per bene “guardi che non mi da fastidio. Sono bisex quindi… anzi se vuole accomodarsi”.
Lui sgrana gli occhi “o no, no no, ma per carità…” e scappa via così in fretta che quasi se lo chiude nella zip.
Chissà che ho fatto di male?
Mi avvicina il giorno dopo, all’intervallo, “ti posso parlare in privato?”.
“Nei bagni prof?” sorrido io pensando che sia una bella allusione al voler stare soli per fare roba.
“O no. Nei bagni no. Chiudi solo la porta e siediti”.
Obbedisco.
“Vedi George qualche anno fa ho avuto dei problemi. Mi hanno beccato in bagno col bidello”.
“Si lo so, c’è questa storia che gira per la scuola. Sesso orale”.
“Si ma in realtà e aggiungo per fortuna fu così che ci beccarono due studenti perché di solito col bidello andavano ben oltre -sospira- si insomma mi scopava”.
“Aaaa che bello”.
“Si, da un bel pò e non solo lui, mi ero anche offerto a uno studente molto ben messo. La certezza che durante le lezioni nessuno venisse in bagno a guardare mi aveva fatto esagerare. Alla fine andavo col bidello, con un collega e con lo studente”.
“Sempre da…passivo? Se posso chiedere”.
Sorride “O si, sono passivo, mi piace fare la femmina. E tu?”.
“Io tendenzialmente attivo però una tantum una stimolata al sedere la gradisco e comunque sono bisex. Mi piace il culo ma anche il pelo…”.
“Bhe meno male perché con quella mazza se fossi solo passivo sarebbe un vero spreco” sorride.
Io tanto per sottolineare la cosa mi massaggio il pacco che anche da molle è sempre una gran cosa sotto ai pantaloni.
“Dopo quella storia ci sono state molte grane. Il bidello è stato licenziato perché avevano visto tutti che era a cazzo fuori, sua moglie quando l’ha saputo l’ha lasciato e a me la preside ha fatto una bella ramanzina. Se non mi ha licenziato è solo perché ero chinato a…. Hai capito no?”.
“Si glielo ciucciava lo dica pure” sorrido.
“Si appunto. Ecco essendo chinato i due che ci hanno beccato non erano proprio sicuri sicuri che fossi io anche se i sospetti erano forti. Io ovviamente ho negato tutto. La preside prove non ne aveva e l’ho passata liscia. Meno male perché se la mia povera mamma sapesse che ho perso il posto perché sono frocio ne morirebbe di dolore”.
“Quindi sua madre non sa che è gay? Anche se vive con lei?”.
“Sono molto discreto e no, lei non sospetta nulla. Comunque e mi spiccio perché fra un po’ arrivano gli altri, come avrai capito qui a scuola lo uso solo per urinare. Non posso correre rischi capisci?”.
“Mi pare giusto”.
“Per quello ieri sono scappato, non perché non abbia gradito, anzi complimenti sei messo meglio di un nero”.
“Grazie”.
“Quindi, per andare al sodo, ci verresti a casa mia un pomeriggio?” sbatte gli occhioni fissandomi.
“Molto ma molto volentieri” rispondo perché più lo guardò e più ho voglia di fargli il culo ben bene.
Così ci organizziamo al seguente mercoledì pomeriggio quando Marta, sua madre, va a trovare la sorella Zora e di solito si ferma a cena da lei, quindi abbiamo la casa libera almeno fino alle 21.
Mi presento, suono e salgo nel suo appartamento. Si vede che ci abita una donna un po’ su con gli anni perché i mobili sono tutti di un’altra epoca ma non sono certo qui per guadare il panorama dato che Paolo mi accoglie con una giacca da camera rossa, aperta, da cui esibisce il cazzo già duro e depilatissimo.
Mi si avvicina, “ti piace?”.
Io allungo la mano, glielo stringo “tanto piacere”. Il suo pisello sussulta appena lo tocco, poi ridiamo. Quel punto Paolo si carica, mi salta addosso, mi bacia il collo, mi apre la camicia e inizia a leccarmi i capezzoli mentre le sue mani scendono ai pantaloni.
“Ti voglio, ti voglio…” mormora mentre il mio uccello duro salta fuori pronto all’uso.
Mi fa andare in camera sua, mi fa sdraiare nudo sul letto e inizia a farmi un pompino mentre con la mano libera si sega allegramente. “Che trave, ummm che buono, che bello…” e agitato alterna lunghe leccate della mia asta a poderose succhiate a bocca spalancata o a carezze con la mano e palpate delicate alle mie grosse palle piene.
“Non resisto più, ti voglio dentro” esclama.
“Anche io ti voglio, sono durissimo”.
Approfittando che sono sdraiato mi siede sopra, armeggia un attimo con le mani e se lo guida per bene nel culo. Sento una fatica minima segno deve essere già bello spanato da tutti i cazzi che ha preso. “O si, entra tutto siiiiii” esclama lui e chinandosi un po’ in avanti mi cavalca deciso su e giù a tutta forza col suo cazzo bello teso davanti a me che sembra stia per scoppiare.
E a un certo punto scoppia davvero perché anche senza toccarsi gli parte una bordata di sperma che mi finisce sul petto e in faccia. “O scusa”.
“Ma figurati mi piace la sborra” sorrido mentre mi pulisco la guancia inzaccherata.
“Adesso però voglio venire anche io amore” gli intimo.
“O si vienimi nel culo”.
“Si però girati, fatti montare”
Obbedisce, mi scavalca, si mette al mio fianco bello bello come un cagnolino “Sfondami tutto”
Lo faccio. Glielo pianto dentro, lo afferrò ai fianchi e inizio a pompare con tutte le mie forze “Dio che grossoooo, Dio che duroooooo” bela Paolo ad ogni colpo di uccello e quando il mio sperma caldo gli entra dentro come una sciabolata è così eccitato che il suo cazzetto cola altro sperma.
Si getta in avanti sul letto. “Madonna mi hai ridotto un colabrodo” sospira mentre dalle chiappe gli esce tipo un litro di roba giù verso le gambe.
Nudi l’uno accanto all’altro ci fumiamo un paio delle sue Marlboro e siamo già d’accordo che questo è stato solo il primo round.
Paolo vuole fare le cose per bene, una bella cenetta veloce e un bis dopo cena. “Una cena nudi” dice.
“Allora finirà che ti scopo già sul tavolo della cena” dico.
“O siii magari e poi voglio che mi vieni in bocca, la voglio bere, mi piace”.
“Puoi bere tutta quella che vuoi però adesso mi devi far andare al bagno perché se no fra due minuti ti faccio bere altro” ammicco.
“Magari la berrei ma non qui in camera da letto. Magari per quello ci organizziamo la prossima volta. Il bagno è in fondo a destra. Fatti una bella doccia mentre io preparo la cena, c’è il mio accappatoio rosa, usa quello, l’altro bianco è di mamma.
Dovevo immaginarlo che uno così avesse l’accappatoio rosa.
Vado in bagno, faccio con calma. L’acqua calda mi stimola e mi è già tornato decisamente duro. Non penso resisterò fino a dopo cena.
Trovo la cucina. Lui sta buttando la pasta nella padella, si è rimesso la vestaglia rossa anche se sotto è nudissimo.
Visto che sono in erezione ne approfitto, gli vado dietro, gli bacio il collo e con la mano inizio a toccargli il solco fra le chiappe.
Si sposta verso il lavandino, ci sta, lo vuole. Tende bene le mani dopo essersi fatto scivolare via la vestaglia. Mi afferro il cazzo con una mano e con l’altra gli allargo bene le chiappe.
SPROK! Un colpo secco, giù fino in fondo.
“Madonna che duroooo. Sfondami tutto!” geme lui.
È esattamente ciò che intendo fare. Inizio a pompare deciso, in piedi spingo persino con più decisione e lui gradisce “sfondami, sfondami” sospira godendo.
Sto quasi per fargli un altro pieno di sperma quando mi bloccano “Paolo ma che cazzo fai!”.
SFLOPPP, glielo sfilo così in fretta dal culo da fargli male
“Aia”
Mi volto. Una bella signora molto giovanile mi fissa perplessa. Ma sembra molto più concentrata sul prof. “Paolo ma cosa stai combinando in nome del cielo?”.
Lui la guarda. Per lo choc il pisello gli è crollato e sembra una lumaca molle.
“Lui è un mio… amico mamma”.
“Amico!” sbotta la donna fissandomi rabbiosa ma poi noto che i suoi occhi calano sul mio cazzo più duro che mai, la sua espressione cambia “Ossignore che baobab! Ma è vero?”.
Sorrido “Tutta roba mia signora”.
Per un attimo ho l’impressione che voglia allungare la mano e prenderlo ma poi si riprende “fammi un favore, vai a vestirti”.
“Ho i vestiti in camera di Paolo” dico.
“Vai pure” ribatte seria ma il suo sguardo è ancora sul mio uccello.
Faccio buon viso a cattivo gioco e sparisco mentre sento la donna “Paolo ma con gli uomini vai?”.
Deve essere triste per una madre scoprire dopo 30 e passa anni che il figlio è frocio penso mentre in qualche modo mi rivesto schiacciando il cazzo lungo la gamba dei pantaloni.
Torno in cucina. Sono tutti e due seduti. Lui con la giacca da camera rossa bella stretta addosso per non mostrare nudità, lei sulla sedia in un angolo con la testa fra le mani. Fra l’altro nonostante il momento teso non posso fare a meno di notare che belle gambe abbia la donna fasciate in un paio di calze di nylon nero fumo davvero sexy.
“Io andrei” dico.
“Si ti accompagno” dice la donna alzandosi in piedi e mentre fa quel movimento la gonna svolazza un bel po e noto chiaramente l’elastico delle autoreggenti. “Che gran bella porcona” penso fra me e me.
Usciamo sul pianerottolo, lei chiama l’ascensore. Faccio per entrare dentro e salutare ma lei resta con me. Appena chiusa la porta attacca “È da tanto che ti incul… cioè che fai ste cose con Paolo?”.
“No era la prima volta”.
“E sei come lui anche tu immagino? Ti piacciono i maschi”.
“No io sono bisex. Mi piacciono anche le donne, mi piacciono tanto”.
“Davvero” sorride.
Prendo l’iniziativa, allungo una mano e gliela poggio sulla coscia godendomi il piacere del nylon leggero sopra alla sua morbida carne.
Lei però è lesta a toglierla “Oi che fai scostumato”.
“Niente mi scusi signora, lei è una bella donna lo sa?”.
“Ma lo sai che potrei quasi essere tua nonna?”.
“Mia nonna mi ha sverginato anni fa” ribatto sorridendo.
Sgrana gli occhi “Mio Dio ma sei un vero maiale”.
L’ascensore arriva a terra, apro la porta e esco “Un maiale sempre disponibile signora Marta” e le mando un bacino con la mano prima di sparire.
Finalmente riesco a farla arrossire.
Esco in strada, ho il cazzo duro come non mai. Telefono a Lilliana, altra mamma di un mio amico, gran porca con cui chiavo da un po’ “Ciao, puoi mollare tuo marito e uscire un attimo?”
“Scommetto che sei andato in bianco” ride lei.
“Sono duro come non mai e tutto per te”
“Dammi il tempo di vestirmi, tanto stasera il cornuto si guarda la finale di non so quale coppa”.
“Allora ti aspetto al solito posto?”.
“Dammi mezz’ora e mi raccomando tesoro, resta bello duro”…
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