Nella Doccia

di
genere
incesti

“Riccardo devo entrare!” urla quasi disperata la signora Lilliana.
“Mamma sono nudo, sono in doccia” urla il figlio a tono.
“Me la faccio sotto, scusa…” si impone la donna e spalanca la porta con la gonna già mezza sollevata e le mutandine nere calate quasi alle cosce.
“Come se non avessi mai visto mio figlio nudooooooooooo” e resta di sasso.
Io la guardo, nudo, col cazzo di marmo appena sfilato dal culo di Riccardo. “Signora” sorrido.
Lei ci fissa incredula. Il figlio salta fuori dalla doccia col pisello che dondola, afferra un asciugamano. “Mamma cazzo!” sbraita lui.
“Ma allora è vero che sei frocio” mormora la donna.
“Si dice gay cazzo e sono cose mie” si incazza lui e scappa letteralmente via dal bagno con l’accappatoio aperto e gocciolante.
“E tu?” sbotta la donna che ha ancora il lembo della gonna sulla mano, le mutande calate e il pelo nero e folto in bella vista. Mi fissa, un po’ con disgusto e un po’ sembra con interesse visto il cazzo da cavallo che ha davanti. Sono certo che l’ha notato perché ha strabuzzato gli occhi.
“Mai avrei detto che eri gay” sospira mentre si siede sulla tazza del cesso.
“Sono bisex”.
“E sarebbe?”.
“Che mi piace molto anche la patata…matura specialmente” aggiungo con un sorriso gentile.
“Io comunque dovrei sempre pisciare” ribatte lei ansiosa di calarsi le mutande.
Io ho la stessa ansia di vedere più di quel bel pelazzo.
“O faccia pure signora Lilliana”.
“Non ti vai nemmeno a nascondere?”.
“E perché dovrei?”.
“Quindi dovrei pisciare davanti a te?”.
“Le spiace?”.
“Certo che si. Ma ti pare che faccio i bisogni davanti a un ragazzo nudo. Almeno voltati”.
Io invece faccio tutt’altro, salto fuori dalla doccia, mi avvicino. Il mio cazzo XXL le svetta davanti al volto.
“Oi ma che fai maleducato”.
La mia mano cala fra le sue gambe potente e decisa. Le afferro le mutandine, gliele abbasso a dovere. “Cristo che figa!”.
“Oi non bestemmiare”.
“Si, scusi” e intanto la mano è su quel bel buco maturo e invitante. Prima che dica qualcosa le metto un dito dentro, quasi…”.
“Ei…”.
“La aiuto. Dai che la aiuto a farla”.
“No ma io…” borbotta e intanto il cazzo le sfiora il viso.
“Peggio per te te la faccio in mano” e si lascia andare. Era vero, non la teneva più.
Lascio che mi pisci un po’ in mano sempre col dito dentro di lei. C’è l’ha così larga che l’urina esce lo stesso anche se la masturbo piano piano.
“Ummmmmm” mugugna.
Tolgo la mano lurida. Mi lavo nel lavandino e lei intanto si svuota. Una pisciata da fontana, splendida anche solo a guardarla.
Prende della carta igienica, se la pulisce per bene sempre seduta sulla tazza.
“E così mi inchiappetti il figlio. Bravo”.
“Preferisce che inchiappetti lei signora”.
Arrossisce “ma cosa dici maiale”
Mi avvicino di nuovo col cazz davanti alla sua faccia, la accarezzo “sei così una bella donna così sexy e con due tette che wow…” le mie mani scivolano lungo il vestito, sfiorano il crocifisso che ha al collo e le afferrano una delle zinne quarta misura che in questa cinquantenne magra e alta sembrano davvero due palloni da mungere.
“No basta non possiamo”.
“E dai…” insisto.
“Sono una donna sposata, la mamma del tuo amico”.
“Sono troppo arrapato Lilliana” e le strizzo più forte la tetta. A quel punto la sento. La sua mano un po’ rugosa e gracile che lo afferra saldo. “Dio mio che grosso. Mai visto uno così”.
Poi prende lei l’iniziativa e prima che me ne renda conto sento il calore della sua bocca avvolgermi la cappella.
Dio bono mi sta facendo un pompino. E che pompa cazzo. Ci sa fare la mammina. Va giù in apnea, lecca bene con la lingua sul prepuzio, accarezza bene le palle gonfie con la mano. Questo non è solo istinto. C’è del metodo e si vede. La cara Lilliana chiesofila e moglie morigerata deve averne succhiati a manetta. E forse non fa nemmeno caso che sa del culo di suo figlio. Un retrogusto?
La mano sempre sulla sua ficona bagnata, lo sguardo su quelle tettone meravigliose. Non resisto più.
Ci vuole una certa agilità, se vuoi fare sesso come porci la forma fisica è importante e bisogna ignorare il dolore specie alle ginocchia che in questo caso, lo ammetto soffrendo non poco. Ma la libido e l’adrenalina prevalgono su tutto.
Mi chino sulla tazza, le sollevo le gambe fino a mettetemele sulla schiena, belle larghe. La stupenda patata mi aspetta. Vado.
Il mio cazzone gonfio entra deciso. La ficona di Lilliana lo accoglie calda e umida. Lei mugugna “osiiii o che ucelloooooo”.
Prendo a sbattermela a tutta forza. Ogni botta un gemito, SBANG SBANG SBANG speriamo di non staccare la tazza dal muro.
“Dio che bello era anni che non chiavavo così ummm” sussurra la vacca ormai persa nel paradiso dei sensi.

E poi arriva. Riccardo, ancora nudo, col cazzetto duro. Guarda la madre impalata, si eccita, e si sega.
“Puttana, lo sapevo che eri una puttana”.
Lei è così presa dal farsi sbattere che non lo degna di uno sguardo.
Prende coraggio, si avvicina, glielo porge con la mano dritto davanti alla faccia.
Lilliana chiude gli occhi, forse non c’è la fa a guardare suo figlio ma la bocca la apre, la apre e ingoia.
In un attimo io la sto fottendo come un montone e suo figlio le sta venendo in bocca.
Non dura molto. L’eccitazione di farsi la madre e la sua abilità linguistica lo fanno scoppiare.
“Cristooooooo!” urla Riccardo e le sborra in gola, lo tira fuori, se lo afferra saldo con la mano, si sega ancora. Altri spruzzi di sperma sulla faccia di sua madre, sul suo seno, su quelle belle tettone che ballonzolano ad ogni colpo della mia verga.
Alla fine vengo. La riempio senza ritegno tanto ormai non credo possa fargli gonfiare la pancia.
Riccardo si gode la scena, vedo che se lo tocca ancora eccitato, magari gli tornerà duro per potersela fare.
Ma non ci riesce. Infilarlo dentro a sua madre per lui deve essere troppo ciò che invece fa è tuffarsi sul mio uccello che ancora cola sborra residua.
Si china su di me, in piedi a riprendere un po le forze, lo afferra deciso, lo accarezza con venerazione e se lo porta in bocca.
La madre ancora sconvolta per quanto l’ho trombata si sta pulendo la fregna lurida che cola un po’ di tutto con della carta igienica.
“Dio mio Riccardo ma quanto mi sei venuto frocio” scuote la testa la donna.
Lui, forse per ripicca muove la testa avanti e indietro a bocca larga e cerca di ingoiarne più che può come se volesse mostrarle che spompina meglio di lei.
La donna si alza, praticamente nuda dopo che piano piano le abbiamo levato tutto mentre la scopavo. Ha solo i tacchi che, da nuda, la fanno sembrare ancor più mignotta.
Io la guardo ammirato e le sorrido. È un gran bel bocconcino maturo e spero davvero di potermela fare ancora. Esce, ci lascia soli.
Il cazzo è tornato di marmo. Riccardo vuole la sua parte. Molla la presa, si alza, si china sul lavandino e inarca le chiappe.
Mi avvicino, lo accarezzo un po, gli allargo appena le natiche strette e lo sodomizzo deciso.
Il mio cazzo è così lubrificato di saliva che gli scivola su per il rettò quasi senza spingere.
Lo afferro ai fianchi e lo monto a forza. “O si, o si” gode il mio bel frocetto segandosi al ritmo della mia inculata. Sento che si bagna, ha un orgasmo anale. “Godoooo” sussurra estasiato.
Poi veniamo, insieme, come abbiamo imparato a fare. Io nel suo culo lui nel lavandino con i residui di sborra che aveva ancora nelle palle.
Quando sento di essermi svuotato a dovere dando ancora delle belle lunghe pompate, lo sfilo e lascio la presa.
Riccardo si gira, mi guarda e mi bacia in bocca grato per l’inculata.

Quando, dopo esserci lavati e vestiti usciamo dal bagno Lilliana ci aspetta in cucina. Si è messa un camicione a fiori per coprirsi ma con le gambe accavallate sulla sedia vedo comunque la sua bella cosciona matura e ben tornita.
Sul tavolo del succo di frutta per tutti. Per riprendere energie dira poi lei sorridendo.
“Pensi di sputtanarmi col papà?” chiede la madre a Riccardo.
Lui scuote la testa “e perché dovrei? Poi l’ho sempre saputo che eri una vacca, ho visto il vibratore che hai nascosto nel cassetto”.
“Si certo l’hai visto perché vai a frugare nelle mie mutande. Cosa fai te le metti?” scatta lei.
“E anche se fosse?” balbetta lui incazzato.
La donna gli sorride, poi gli accarezza la testa “Riccardo non ti agitare. Sono una donna d’altri tempi e per me non è facile. Ho sempre avuto dei sospetti e mi ero già accorta che le mutandine qualcuno le usava… a volte temevo fosse tuo padre. Mi abituerò te lo giuro, in fondo non fate nulla di male, è solo sesso. Tu però cerca di capirmi, tuo padre ha un cazzetto di otto centimetri e io… io…”.
“Lei lo vuole di 28” dico io per toglierla dall’imbarazzo.
“Quindi ci scoperai tutti e due?” dice Riccardo.
“Per me non è un problema. Possiamo anche farlo in tre come oggi, decidete voi”.
“No io…. Insomma è pur sempre mio figlio. Ci vuole un po’ per accettare anche questa cosa. Datemi tempo. Del resto anche tu non saresti così spavaldo se io fossi tua madre no?” mi addita Lilliana.
“Guardi che io scopo mia madre da quando avevo 16 anni” le dico tanto per metterla a suo agio.
Lei mi fissa incredula e senza parole.
“Comunque anche io preferisco avere il tuo cazzo solo per me” dice Riccardo.
La donna sorride “Sta bene, allora aiutiamoci. Io direi che potrei lasciarvi soli al sabato pomeriggio quando tuo padre va a giocare a carte e tu potresti andare a pesca con lui la domenica così dopo la messa…”.
“Potremo darci dentro a dovere” sorrido.
“Si però…” scuote la testa Riccardo.
“Qualcosa non va?” chiede la madre.
“I pompini. Quelli mi piacciono molto mamma e sei davvero brava”.
“A vuoi ancora mettere lo in bocca a tua madre?” scatta lei severa.
“Si” abbassa la testa il ragazzo vergognandosi di averlo detto.
Lei ci rimugina un attimo “Basta che non ci sia tuo padre in casa però”.
“Certo” sorride lui.
Poi prendo la mano io. “Signori e signore a me tutto questo parlare di pompe l’ha fatto tornare duro” e tanto per essere eloquente apro i jeans e lo appoggio praticamente duro sul tavolo.
“O si anche a me” fa eco Riccardo e tira fuori i suoi dieci cm duri senza vergogna.
La donna sorride. Apre il camicione a fiori per mostrarci le tettone “forza vediamo se ho la bocca abbastanza larga per due piselli assieme” dice eccitata mentre nell’aria già si sente l’odore della sua fica eccitata che probabilmente sta colando…

Johngalloclub@gmail.com
scritto il
2026-03-20
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