A casa di Mara

di
genere
trio

“E come si chiama questa tizia?”.
“Mara, fa la segretaria in un ufficio qui vicino, seconda di tette, non bellissima e nemmeno formosa però la da via che è un piacere” si frega le mani Paul.
“L’hai già provata?”.
“No, le ho solo smanato il culo. Ha sempre delle mini da paura con tutte le belle cosce in vista”.
“E tu hai allungato la mano e pam!”.
“Si -ride fiero- in coda al supermercato, ho visto sto bel culo che sporgeva e ho messo la mano”.
Rido “Paul sei l’audacia fatta a persona”.
“Bhe o mi arrestano o me la danno” minimizza lui.
“Meglio la prima”.
“Quarant’anni, castana, viene dal sud, ignorante come una fava quindi non ti stupire se parla un po’ da cartonaia”.
“Ma no, figurati, poi mica andiamo per parlare”,
“Col cazzo in bocca come fai a parlare” aggiunge.
“Infatti. Sei sicuro che in due non sia troppo?”.
“Ma no figurati e poi te la devo dopo che mi hai presentato la signora signora Lilliana. Dio che vacca. A proposito l’altro giorno passava in macchina, mi ha visto, mi ha tirato su e ci siamo imboscati. Ti spiace?”.
Lilliana è la mamma del mio amico Riccardo, marito minidotato, figlio gay e gran vacca bisognosa. Me la sono montata più volte anche davanti al figlio e per divertirci di più ho chiamato Paul e ci siamo fatti una doppia da paura. Chiaramente, lo potevo immaginare, la vacca ha subito pensato di raddoppiarsi i giovani amanti. Del resto una vacca come Lilliana si farebbe montare ogni giorno quindi è anche un bene che Paul mi dia manforte nel soddisfarla. “Non è mica la mia fidanzata” sorrido.
“Si certo ok, grazie. Anzi, anche con questa vacca se poi ti capita di passare da solo a me va bene. Sono solo vacche sposate bisognose di cazzo”.
“L’hai detto amico”.

Ci apre. In effetti la faccia non è un gran che anche se sembra più giovane della sua età nonostante il nasone esagerato. Ma, quando una ti apre la porta con un reggiseno a balconcino in tinta con un micro perizoma rosa, le calze autoreggenti bianche e i tacchi a spillo stai davvero a guardare la faccia?
“Piacere signora” dico
“O che si accomodasse. Tu sei l’amico dotato?” dice mentre mi fa strada verso il salotto mostrandomi il bel culo ancora sodo appena coperto da quel micro coso che le entra nel solco delle chiappe facendola sembrare nuda.
“Si, dicono che sono dotato” sorrido.
Lei si volta. Ho aperto la patta e l’ho messo in vista già piuttosto duro.
“Porca mignotta ma sei un cavallo?” sbotta Mara.
Paul, per non essere da meno, si cala al volo i pantaloni della tuta. Anche lui le esibisce un bell’attrezzo pronto all’uso.
“Oooo che minchie che avete”.
“Tutte per te” rispondo avvicinandomi.
Mi levo del tutto i pantaloni, lei si avvicina, si china e senza che glielo chieda lo prende in mano e inizia a succhiare.
Da quanto è agile si capisce subito che di pompe ne ha fatte parecchie. Intanto, visto che è a portata di mano, le strappo deciso il reggipetto e svelo due nelle mele piccole ma ancora sode.
“A ma che belle tettine” dice Paul, si avvicina, le mette praticamente il cazzo in faccia e le strizza una tetta.
Lei muove la testa più in fretta, su e giù sul mio uccello che si sta irrigidendo poi molla la presa, si getta sul cazzo di Paul, lo sega con una mano e succhia con l’altra.
Come una pazza nel paese dei balocchi non sa più a chi dare retta.
Un cazzo per mano e giù a segarci meglio che può a costo di slogarsi i polsi.
“Perché non li prendi assieme” dice Paul e mentre ha già il mio in bocca spinge sulle sue labbra strofinando la sua cappella sulla mia asta.
Lei ci prova, alllarga la bocca “dai bella apri bene” insiste Paul e piano piano il suo bel cazzo si appaia al mio dandomi fra l’altro una sensazione divina.
Io e Paul ci guardiamo, eccitati ci avviciniamo e ci mettiamo la lingua in bocca uno con l’altro godendo come matti. Poi di botto lei si ferma, sputa i cazzi “ma che siete ricchioni?”.
“Cosa?” sbotta Paul.
“Ricchioni. Maschi che si baciano fra maschi”.
“Siamo bisex” dico io.
“Trombiamo le donne ma anche gli uomini” aggiunge lui.
“Anche mio fratello stava bisex come la dite voi ma lui i maschi se li inchiappetava e basta. Lui diceva che sentire urlare gli piaceva”.
“Scommetto che si è trombato anche te” dice Paul mentre glielo fa di nuovo ballare davanti alla faccia.
“Mi ha aperta”.
“A però…bene” sorrido sempre eccitato dalle storie di incesto.
“Mio marito invece sta proprio ricchione” sospira.
“A?”.
“Se lo fa solo mettere al culo”.
“E non ti tromba cara?” domando.
“Ci prova ma lo tiene così piccolo che fa poco. Tu si che sei buono che lo tieni grosso come mio fratello -dice a Paul- e tu -sorride- tu non sembri neanche vero” e riprende a segarmi per bene.

Passiamo direttamente in camera da letto e quando toglie quel micro perizoma le dimostro che è tutto vero. Inizio saltandole sopra, lei apre bene le gambe, spingo. Urla un po’, esce anche qualche goccia di sangue “Maddooooo na trave così non l’avevo mai pigliata manco coi necri”.
“Ti facevi i neri?” domando mentre lo faccio entrare bello comodo fino alle palle.
“Mio fratello voleva così”.
“A però bella roba”.
“Ei chiacchieri o trombi? Che faccio mi leggo un libro?” protesta Paul.
“O scusa, scusa, comunque ci sono buchi per tutti” e afferrata Mara saldamente facciamo una mezza capriola in modo da farla mettere sul fianco e offrire al mio amico il lato B senza problemi.
Lui, in calore, non va tanto per il sottile SPROK!
“O minchia madonna mia che minchie che avete”.
“Fa male?”.
“Nooo”.
“Sicura guarda che ora iniziamo a spingere e ti sfondiamo?” le raccomando.
“O siiii, o siii datemi la minchia, le minchie grosse che avete, siii”.
Iniziamo a farcela. Sembra una bambolina nelle nostre mani. Geme, sospira, si bagna, cola e noi le godiamo dentro senza problemi.
Quando l’ho sborrata alla grande e ha la fica piena che pare panna ci scambiamo e Paul si diverte a farsi la ciambella imburrata, la sua passione.
Io intanto glielo metto in bocca e mi godo la scena. Eccitato me lo prendo in mano e me lo massaggio un po’ poi le salgo praticamente sulla testa, sento quel suo nasone sfiorarmi le palle, chissà se capirà cosa deve fare?
Quando sento la sua lingua fra le chiappe capisco che il fratello l’ha davvero addestrata bene…
“Oooo siii cazzooooo” e mi sego più forte. “Questa lingua nel culo la devi provare amico” faccio a Paul.
“Aspetta, le faccio il pieno e arrivo”.
“O siii poi le voglio fare il culo”.
“La spacchi bene” ride Paul pompando più forte.
“Me lo esce dalla bocca” sussurra lei tra una sbavata e l’altra…

“Dai vacca, dai che sborro, dai che sono pieno…” incita Paul che è al culmine e pronto a sparare milioni di spermatozoi nel suo utero. Non le abbiamo nemmeno chiesto se è ancora fertile e se prende precauzioni ma, in fondo, quelli sono cazzi del marito e suoi.

Io intanto sono teso al massimo ansioso di veder sborrare Paul per poi mettere Mara a pecora e incularla a tutto spiano. La scopata sta diventando sempre più bella quando, una specie di tonfo alle nostre spalle ci blocca. “Che cazzo succede è venuta giù la casa?” sbotta Paul
Io salto giù dal letto. “Viene da qui, dall’armadio”.
Scatto per aprirlo. “No, no fermatevi, non sta nulla, non sta nulla”.
“Come non sta nulla, sembra sia venuta giù la casa” sbraita Paul fermo col cazzo ancora piantato dentro di lei.
Apro l’anta. Dentro c’è un uomo. Nudo! Avrà una cinquantina d’anni, bassetto, mezzo pelato e ha in mano un cazzo che definirlo tale è essere generosi. Sembra il mio mignolo del piede.
“Buonasera” dice lui uscendo maldestramente dall’armadio.
“Luciano e che cazzo fai!?” sbraita la donna.
“E soprattutto chi cazzo sei?” aggiungo io.
Lui prova a sorridere ma sembra molto concentrato sulla mia erezione “Un prodigio della natura”.
“Grazie, ma tu chi saresti?”.
“E che cazzo ci fai qui?” aggiunge Paul che intanto essendo nel buono ha ripreso a fottere Monica freneticamente con colpi decisi e rabbiosi.
“Io sarei il marito”.
“A un cazzo di guardone”.
“Vede signore io sono passivo ma mi piace vederla godere, signore” si scusa lui.
“È ricchionazzo!” urla la moglie mentre viene decisa fra i colpi di cazzo di Paul che ignorando l’uomo ha ripreso a montarla deciso a farle il pieno.
“Le spiace se resto a guardare signor Cavallo?” chiede timido.
“Ormai hai visto tutto amico” sorrido.
“Vorrei vedere quando la inculi con quel manganello e godere”.
“Per te è un problema se resta a guadare ?” chiedo a Paul.
“Nooooooooo” urla lui e intanto viene dentro alla fica della moglie così forte che lei ulula “brucia cristooooo”.
“Sta ferma non ho finito” dice Paul e continua a pompare deciso per svuotarsi.
Intanto sento una mano sul cazzo. Non lo sta solo toccando mi sta facendo una sega “posso?” chiede.
“Fai pure basta che non me lo stacchi” sorrido.
Paul intanto lascia il letto, si alza in piedi soddisfatto “aaaa che sborrata” dice guardando il marito.
Lui pare più concentrato a segarmelo e a guardare la moglie che cola.
“Oddio che sete” sussurra.
“Allora bevi” ordina Paul.
Luciano lascia andare mal volentieri il mio cazzo, si ficca fra le gambe della moglie e beve tutto ciò che la sua fica gli spara fuori. Intanto è impossibile non notare quanto abbia largo il culo e quanto sia ben depilato. Quando pare convinto di aver fatto un buon lavoro alza la testa e con la bocca tutta appiccicosa dice “Mara voltati che adesso il signore ti deve inculare”.
“Ti piacerebbe che ti inculasse anche a te mi sa” sospira lei mentre si mette ben bene a pecora.
Lui mi guarda “glielo posso infilare io?”.
“Fai pure” e con gran delicatezza ma molta decisone me lo prende in mano e piano piano lo fa entrare nel buco del culo della donna mentre con la mano libera continua a segarsi quel surrogato di cazzo meglio che può.
“C’è qualcosa da bere in questa casa? Sono sudato marcio” dice Paul pulendosi il cazzo con una federa.
“O siii, certo che sì” sorride lui e servile gli fa strada verso la porta sempre tenendo d’occhio il mio cazzo che sodomizza la donna a tutto spiano.
Dopo ci chiederà persino di fermarci a cena da loro e per tutta la cena (nudi) continuerà sempre a chiamarci “Signore” anche se siamo poco più che ragazzini.
Ci chiede anche se vogliamo tornare a letto e farcela ancora, a lui farebbe piacere (e penso anche alla vacca) ma purtroppo dobbiamo andare, è già tardi.
“Comunque torneremo” dico.
“O si, puoi giurarci” annuisce Paul sorridendo mentre lui (e anche lei) continuano a fissarci i cazzi fin che non ci rimettiamo i pantaloni.
Johngalloclub@gmail.com
scritto il
2026-04-08
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