Qui pro quo
di
IL MICROBO
genere
gay
QUI PRO QUO
Ho provato a resistere e ad accontentarmi di fare il porcellino solo in chat ma quando ho realizzato che il tipo, col quale stavo messaggiando quella sera, abitava lungo la mia via ed era più che disposto a passare dalle parole ai fatti, non ho avuto dubbi che quello doveva essere un preciso segno del destino.
Ho suonato. Mi ha aperto la porta, si è slacciato la vestaglia, gli sono caduto in ginocchio a bocca aperta, a portata di minchia, e lui me l'ha sospinta subito dentro. Che fare? Ormai ero in trappola. Volere o volare l'ho dovuta inghiottire a cola saliva e quando di botto mi ha girato, tirandomi giù i pantaloni insieme agli slip, mica potevo fare storie, anche perché non me ne venne lasciato il tempo. In men che non si dica, senza che io ne avessi né merito né colpa, ho ricevuto tutto il suo cazzone nel culo, in tanta tromba e con un tale impeto da non riuscire ad opporgli resistenza. La sua presa era troppo salda e tutto sommato non mi dispiaceva affatto venire trattato su due piedi in quel modo. Dopo che fu bellamente venuto (naturalmente senza sfilarsi), a bocce ferme mi chiese da stupito: Spiegami come mai sei capitato da me.
-Mi scusi ma questo non è il 2B?
-Il 2B è al piano di sotto. Ci abita Marco e mi sa che ti stava aspettando.
-Che figura!
-Guarda che è andato tutto bene. Ma adesso spicciati a scendere da lui prima che si disperi al pensiero di aver ricevuto buca. Se vuoi ti accompagno, gli spiego l'inghippo e andiamo avanti a tre.
Così successe, anche se non era per niente previsto che come primissima volta potessi prendere ben due piccioni con una sola fava. Forse era scritto negli astri, no di certo nelle mie intenzioni. Ce l'avevano sempre in tiro e continuavano a ripetermi: Ma che bel sederino da sforzo!
Ho provato a resistere e ad accontentarmi di fare il porcellino solo in chat ma quando ho realizzato che il tipo, col quale stavo messaggiando quella sera, abitava lungo la mia via ed era più che disposto a passare dalle parole ai fatti, non ho avuto dubbi che quello doveva essere un preciso segno del destino.
Ho suonato. Mi ha aperto la porta, si è slacciato la vestaglia, gli sono caduto in ginocchio a bocca aperta, a portata di minchia, e lui me l'ha sospinta subito dentro. Che fare? Ormai ero in trappola. Volere o volare l'ho dovuta inghiottire a cola saliva e quando di botto mi ha girato, tirandomi giù i pantaloni insieme agli slip, mica potevo fare storie, anche perché non me ne venne lasciato il tempo. In men che non si dica, senza che io ne avessi né merito né colpa, ho ricevuto tutto il suo cazzone nel culo, in tanta tromba e con un tale impeto da non riuscire ad opporgli resistenza. La sua presa era troppo salda e tutto sommato non mi dispiaceva affatto venire trattato su due piedi in quel modo. Dopo che fu bellamente venuto (naturalmente senza sfilarsi), a bocce ferme mi chiese da stupito: Spiegami come mai sei capitato da me.
-Mi scusi ma questo non è il 2B?
-Il 2B è al piano di sotto. Ci abita Marco e mi sa che ti stava aspettando.
-Che figura!
-Guarda che è andato tutto bene. Ma adesso spicciati a scendere da lui prima che si disperi al pensiero di aver ricevuto buca. Se vuoi ti accompagno, gli spiego l'inghippo e andiamo avanti a tre.
Così successe, anche se non era per niente previsto che come primissima volta potessi prendere ben due piccioni con una sola fava. Forse era scritto negli astri, no di certo nelle mie intenzioni. Ce l'avevano sempre in tiro e continuavano a ripetermi: Ma che bel sederino da sforzo!
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