La festa del papa'
di
FILIPPO
genere
incesti
19 MARZO LA FESTA DEL PAPà.
Io sono un papà, ho due figli, una femmina, e un maschio, e sono omosessuale.
E non solo, sono trav, e i miei figli lo hanno scoperto in età adulta, ero già separato dallo loro madre, e vivevo a Milano, dove potevo dare sfogo alla mia sessualità.
Non avevo un uomo fisso, ma saltavo da un maschietto all'altro, amo il cazzo, e sono prevalentemente passivo, anche se sono ben dotato, ma sentire il cazzo nel mio culo, è per mè estasiante, quasi la ragione di vita.
Ma torniamo alla festa del papà, mio figlio Francesco, verso gennaio mi chiede se fosse possibile venire a vivere da mè, per un paio di settimane, certo, averlo vicino, dopo anni di lontananza mi faceva piacere, ma avrebbe compromesso la mia vita omosessuale, vinse l'istinto paterno.
Lo accolsi nei migliori dei modi, preparsi la sua camera, e la sera stessa preparai una cena con i fiocchi.
Poi dopo cena in salotto gli parlai a cuore aperto, vedi Francesco sai benissimo che sono gay, e amo travestirmi, e frequentare uomini,è la mia vita, e non voglio cambiare perchè tu sei quì, però non voglio nemmeno metterti in soggezzione, quindi dobbiamo trovare un accordo.
Francesco mi guardò e mi disse, papà, tù puoi portarti a letto chi vuoi, non preoccuparti, e così, continuai la mia vita.
Francesco per un paio di mesi mi vide indossare intimo e vestiti femminili, truccarmi, e sentirmi godere mentre mi inculavano.
Mi vedeva nudo, non mi formalizzavo a continuare la mia vita, e poi arrivo il giorno della festa del papà.
Rientrai il pomeriggio verso le cinque, era venerdì, avevo finito di lavorare, ero particolarmente eccitato, mi sono spogliato, docciato, e indossato reggicalze, calze tacchi, un trucco leggero, e infilato un vestitino aderente corto, e mi sono recoto in cucina, e mi trovo seduta una figa pazzesca, un piccolo seno accolto in un reggiseno di pizzo nero, reggicalze nero calze nere, slip nero, capelli neri corvini, labbra rosse e trucco deciso.
Mi chiedo chi possa essere, e poi dico, sei la ragazza di Francesco?, lei ride, certo papà, e ride, cazzo era Francesco.
Ma tù, balbetto, certo papà il frutto non cade lontano dall'albero,e mi si avvicina, puona festa del papà e mi bacia.
Ricambio, non è più un bambino e io non sono un buon padre.
Un attimo dopo siamo nel mio letto, intenti a toccarci e baciarci, poi lo guardo negli occhi, e dico, prendimi, scopami, fammi urlare, e così è, mi godo il cazzo di Francesco, mi sbatte e mi fà godere.
Poi lo inculo io, è stretto, ma lo godo e lui gode.
Rimaniamo abbracciati a lungo, da quando chiedo, da adolescente papà, tu eri andato via, e zio Luca a provveduto a sverginarmi, e poiamici, sconosciuti, mamma se n'è accorta e mi ha consigliato di venire da tè, due froci in famiglia sono troppi.
Lo bacio, bene, ma d'ora in poi portati a casa chi vuoi, io e tè saremo una coppia.
Simo una vera coppia, ci amiamo, e scopiamo con chiunque, ma poi io nel suo culo e lui nel mio.
Io sono un papà, ho due figli, una femmina, e un maschio, e sono omosessuale.
E non solo, sono trav, e i miei figli lo hanno scoperto in età adulta, ero già separato dallo loro madre, e vivevo a Milano, dove potevo dare sfogo alla mia sessualità.
Non avevo un uomo fisso, ma saltavo da un maschietto all'altro, amo il cazzo, e sono prevalentemente passivo, anche se sono ben dotato, ma sentire il cazzo nel mio culo, è per mè estasiante, quasi la ragione di vita.
Ma torniamo alla festa del papà, mio figlio Francesco, verso gennaio mi chiede se fosse possibile venire a vivere da mè, per un paio di settimane, certo, averlo vicino, dopo anni di lontananza mi faceva piacere, ma avrebbe compromesso la mia vita omosessuale, vinse l'istinto paterno.
Lo accolsi nei migliori dei modi, preparsi la sua camera, e la sera stessa preparai una cena con i fiocchi.
Poi dopo cena in salotto gli parlai a cuore aperto, vedi Francesco sai benissimo che sono gay, e amo travestirmi, e frequentare uomini,è la mia vita, e non voglio cambiare perchè tu sei quì, però non voglio nemmeno metterti in soggezzione, quindi dobbiamo trovare un accordo.
Francesco mi guardò e mi disse, papà, tù puoi portarti a letto chi vuoi, non preoccuparti, e così, continuai la mia vita.
Francesco per un paio di mesi mi vide indossare intimo e vestiti femminili, truccarmi, e sentirmi godere mentre mi inculavano.
Mi vedeva nudo, non mi formalizzavo a continuare la mia vita, e poi arrivo il giorno della festa del papà.
Rientrai il pomeriggio verso le cinque, era venerdì, avevo finito di lavorare, ero particolarmente eccitato, mi sono spogliato, docciato, e indossato reggicalze, calze tacchi, un trucco leggero, e infilato un vestitino aderente corto, e mi sono recoto in cucina, e mi trovo seduta una figa pazzesca, un piccolo seno accolto in un reggiseno di pizzo nero, reggicalze nero calze nere, slip nero, capelli neri corvini, labbra rosse e trucco deciso.
Mi chiedo chi possa essere, e poi dico, sei la ragazza di Francesco?, lei ride, certo papà, e ride, cazzo era Francesco.
Ma tù, balbetto, certo papà il frutto non cade lontano dall'albero,e mi si avvicina, puona festa del papà e mi bacia.
Ricambio, non è più un bambino e io non sono un buon padre.
Un attimo dopo siamo nel mio letto, intenti a toccarci e baciarci, poi lo guardo negli occhi, e dico, prendimi, scopami, fammi urlare, e così è, mi godo il cazzo di Francesco, mi sbatte e mi fà godere.
Poi lo inculo io, è stretto, ma lo godo e lui gode.
Rimaniamo abbracciati a lungo, da quando chiedo, da adolescente papà, tu eri andato via, e zio Luca a provveduto a sverginarmi, e poiamici, sconosciuti, mamma se n'è accorta e mi ha consigliato di venire da tè, due froci in famiglia sono troppi.
Lo bacio, bene, ma d'ora in poi portati a casa chi vuoi, io e tè saremo una coppia.
Simo una vera coppia, ci amiamo, e scopiamo con chiunque, ma poi io nel suo culo e lui nel mio.
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