Essere scoperti
di
FILIPPO
genere
gay
Mai avrei scoperto di essere scoperto, e quando è successo è stato mervogioso.
Forse è meglio partire dall'inizio, io sono un uomo, un maschio, o almeno lo dice la natura, anche se la mia vera natura è un'altra, sono omosessuale.
Lo sono da sempre, sin da quando ho conosciuto ilpiacere dato dal mio stesso sesso, ero a militare, quando un capitano, ha visto in mè, quello che non pensavo, e con dolcezza mi ha fatto suo.
Ho passato sette mesi nel suo letto, intento a soddisfarlo tutte le notti, indossando intimo femminile per donagli più piacere.
Ero considerato un frocio dai commilitoni, insultato, ma non mi interessava, amavo il mio capitano, e alla fine della leva sono rimasta con lui trè anni, dico rimasta al femminile, perchè mi trasformai in una ragazza, mi vestivo, truccavo e comportavo come la sua compagna, ero a sua disposizione, e a disposizione dei suoi amici, che spesso invitava a casa, li soddisfavo.
E' li che ho capito che mi piaceva incontrare uomini, e dopo la nostra relazione, ritornai a Milano, ma non tornai a casa, la mia famiglia non vedeva di buon occhio la mia omosessualità, i miei erano stati chiari, ti aiutiamo, ma non tornare da noi, tutti sanno di tè.
Mia madre era stata ancora più chiara, dopo una sfuriata pazzesca, avvenuta a casa mia, non l'aspettavo, non sapevo che sarebbe passata, ero appena rientrata, da un giro di acquisti, avevo appena posato le borse, conteneti intimo, scarpe e alcuni vestitini, indossavo ancora la camicetta scollata, che mostrava il mio piccolo seno, avevo allora una seconda, e la gonna con spacco, che mostrava la mia coscia sinistra inguainata da un collant finissimo color carne, e ai piedi un paio di sandali tacco dieci.
Ero ben truccata, ci tengo molto a mostrarmi bene in pubblico, anche perchè non sembro affatto un maschio, anzi, se non tolgo lo slip, mi prendono per una bella milf, e allora per una bella ragazza.
Sento suonare alla porta, e apro, me la ritrovo davanti, bella come sempre, mamma ha un quinta di seno, l'ho vista molte volte nuda, un corpo ben tornito, non magra e nemmeno grassa, anzi, aureole enormi e capezzoli dritti, un pube scolpito, senza peli, e la figa chiusa come fosse solo una ferita chiusa.
Indossava un vestito attillato, che mostrava il suo corpo meraviglioso, calze nere, e decoltè rosse, uno spolverino, truccata divinamente.
Entra mi guarda e mi dice, mi fai schifo, frocio, ci hai sputtannati tutti, tutti sanno che lavoro fai, puttana, io la guardo, e dico, buon giorno mamma, come sti, è bello rivederti, in modo sarcastico, si arrabbia ancora di più e gli insulti crescono a dismisura, poi esausta si siede sulla poltrona.
Allora inizio io, vedi mamma, è vero, sono una prostituta, batto, amo prendere il cazzo in bocca e nel culo, come piace a tè prenderlo in figa e nel culo, e non solo da papà, lei mi guarda stranita, si mamma sò che scopi con altri maschi, sin da quando ero piccola, ti ho visto con parecchi maschi, vedi ho preso da tè.
La vedo calmarsi, le offro da bere, si mammo sono frocio, omosessuale tutto quello che vuoi, è vero, mi piace il maschio che mi prende per i fianchi e me lo infila duro nel culo e mi monta e mi viene dentro, impazzisco quandi mi scopano.
Poi mi avvicino, la accarezzo, è più tranquilla, le passo la mano nella scollatura, e accarezzo i seni, lei respira forte, mi sfilo la gonna, e rimango in camicia e slip, slaccio i bottoni e le mostro il mio piccolo, allora, seno, il cazzo esplode dallo slip, avevo e ho un cazzo enorme 25 centimetri, lei mi guarda, io me lo prendo in mano e mi sego, poi mi avvicino e la bacio sulla bocca.
Si alza è come in trance, le bacio il collo, e l'aiuto a spogliarsi, rimane in collant e reggiseno, che slaccio e inizio a succhiare i suoi enormi capezzoli.
In breve siamo stese sul tappeto, nude, io che infilo il mio cazzo nella sua figa e la monto e lei urla di piacere.
Le sborro in figa, un mare di sperma, e rimaniamoabbracciate a lungo.
Poi ci rivestiamo, dai mamma vai, devo prepararmi, questa sera lavoro, mi aspettano in albergo, lei miaccarezza, posso tornare?, allora lì decido di vendicarmi, vediamo, poi ci sentiamo.
Passano due settimane, io non rispondevo alle sue chiamate, la chiamo, e sento dalla sua vove la disperazione, e ci accordiamo per il giorno dopo, scopiamo tutto il pomeriggio, mi faccio scopare da lei con un fallo allacciato in vita e sembra farla impazzire icularmi, e allora alla fine le dico, mentre si riveste, se vuoi venire ancora, vieni con papà, deve assistere alle nostrescopate.
Lei dice di nò, che sono pazza, e io le indico la porta.
Ritornerà la settimana dopo accompagnata da papà, io mi presento in reggicalze, calze e tacchi, il cazzo duro, e un lpung nel culo, lo saluto, e bacio mamma, la scopo sollevando la gonna, non la spoglio la faccio godere a lungo, papà è eccitato, lo faccio avvicinare, accarezzo da sopra i pantaloni il suo cazzo duro, dai, abbassati i pantaloni, e sfilami il plungo, e ontami.
In un attimo è dentro di mè, e mi scopa, godiamo tutti e trè.
Poi andiamo in camera, nudi, ci baciamo, e scopiamo ancora.
La cosa si ripete tutte le settimane per un anno, svergino papà, lo costringo a indossare collant e slip durante il giorno, e mamma dice che torna a casa arrapatissimo e deve incularlo con un cazzo grosso.
E poi un sabato mentre eravamo nel letto, ho detto ai miei, bene, voglio un figlio da tè troia, e tù non la scoperai più, sarà solo mia, farà figli fino a quando non andrà in menopausa, e tù, dico a mio padre, verrai con mè a battere.
Mia madre mi ha dato quttro figli, due femmine e due maschi, papà, se n'e andato dopo pochi anni con un muratore calabrese, ora è la sua donna.
Forse è meglio partire dall'inizio, io sono un uomo, un maschio, o almeno lo dice la natura, anche se la mia vera natura è un'altra, sono omosessuale.
Lo sono da sempre, sin da quando ho conosciuto ilpiacere dato dal mio stesso sesso, ero a militare, quando un capitano, ha visto in mè, quello che non pensavo, e con dolcezza mi ha fatto suo.
Ho passato sette mesi nel suo letto, intento a soddisfarlo tutte le notti, indossando intimo femminile per donagli più piacere.
Ero considerato un frocio dai commilitoni, insultato, ma non mi interessava, amavo il mio capitano, e alla fine della leva sono rimasta con lui trè anni, dico rimasta al femminile, perchè mi trasformai in una ragazza, mi vestivo, truccavo e comportavo come la sua compagna, ero a sua disposizione, e a disposizione dei suoi amici, che spesso invitava a casa, li soddisfavo.
E' li che ho capito che mi piaceva incontrare uomini, e dopo la nostra relazione, ritornai a Milano, ma non tornai a casa, la mia famiglia non vedeva di buon occhio la mia omosessualità, i miei erano stati chiari, ti aiutiamo, ma non tornare da noi, tutti sanno di tè.
Mia madre era stata ancora più chiara, dopo una sfuriata pazzesca, avvenuta a casa mia, non l'aspettavo, non sapevo che sarebbe passata, ero appena rientrata, da un giro di acquisti, avevo appena posato le borse, conteneti intimo, scarpe e alcuni vestitini, indossavo ancora la camicetta scollata, che mostrava il mio piccolo seno, avevo allora una seconda, e la gonna con spacco, che mostrava la mia coscia sinistra inguainata da un collant finissimo color carne, e ai piedi un paio di sandali tacco dieci.
Ero ben truccata, ci tengo molto a mostrarmi bene in pubblico, anche perchè non sembro affatto un maschio, anzi, se non tolgo lo slip, mi prendono per una bella milf, e allora per una bella ragazza.
Sento suonare alla porta, e apro, me la ritrovo davanti, bella come sempre, mamma ha un quinta di seno, l'ho vista molte volte nuda, un corpo ben tornito, non magra e nemmeno grassa, anzi, aureole enormi e capezzoli dritti, un pube scolpito, senza peli, e la figa chiusa come fosse solo una ferita chiusa.
Indossava un vestito attillato, che mostrava il suo corpo meraviglioso, calze nere, e decoltè rosse, uno spolverino, truccata divinamente.
Entra mi guarda e mi dice, mi fai schifo, frocio, ci hai sputtannati tutti, tutti sanno che lavoro fai, puttana, io la guardo, e dico, buon giorno mamma, come sti, è bello rivederti, in modo sarcastico, si arrabbia ancora di più e gli insulti crescono a dismisura, poi esausta si siede sulla poltrona.
Allora inizio io, vedi mamma, è vero, sono una prostituta, batto, amo prendere il cazzo in bocca e nel culo, come piace a tè prenderlo in figa e nel culo, e non solo da papà, lei mi guarda stranita, si mamma sò che scopi con altri maschi, sin da quando ero piccola, ti ho visto con parecchi maschi, vedi ho preso da tè.
La vedo calmarsi, le offro da bere, si mammo sono frocio, omosessuale tutto quello che vuoi, è vero, mi piace il maschio che mi prende per i fianchi e me lo infila duro nel culo e mi monta e mi viene dentro, impazzisco quandi mi scopano.
Poi mi avvicino, la accarezzo, è più tranquilla, le passo la mano nella scollatura, e accarezzo i seni, lei respira forte, mi sfilo la gonna, e rimango in camicia e slip, slaccio i bottoni e le mostro il mio piccolo, allora, seno, il cazzo esplode dallo slip, avevo e ho un cazzo enorme 25 centimetri, lei mi guarda, io me lo prendo in mano e mi sego, poi mi avvicino e la bacio sulla bocca.
Si alza è come in trance, le bacio il collo, e l'aiuto a spogliarsi, rimane in collant e reggiseno, che slaccio e inizio a succhiare i suoi enormi capezzoli.
In breve siamo stese sul tappeto, nude, io che infilo il mio cazzo nella sua figa e la monto e lei urla di piacere.
Le sborro in figa, un mare di sperma, e rimaniamoabbracciate a lungo.
Poi ci rivestiamo, dai mamma vai, devo prepararmi, questa sera lavoro, mi aspettano in albergo, lei miaccarezza, posso tornare?, allora lì decido di vendicarmi, vediamo, poi ci sentiamo.
Passano due settimane, io non rispondevo alle sue chiamate, la chiamo, e sento dalla sua vove la disperazione, e ci accordiamo per il giorno dopo, scopiamo tutto il pomeriggio, mi faccio scopare da lei con un fallo allacciato in vita e sembra farla impazzire icularmi, e allora alla fine le dico, mentre si riveste, se vuoi venire ancora, vieni con papà, deve assistere alle nostrescopate.
Lei dice di nò, che sono pazza, e io le indico la porta.
Ritornerà la settimana dopo accompagnata da papà, io mi presento in reggicalze, calze e tacchi, il cazzo duro, e un lpung nel culo, lo saluto, e bacio mamma, la scopo sollevando la gonna, non la spoglio la faccio godere a lungo, papà è eccitato, lo faccio avvicinare, accarezzo da sopra i pantaloni il suo cazzo duro, dai, abbassati i pantaloni, e sfilami il plungo, e ontami.
In un attimo è dentro di mè, e mi scopa, godiamo tutti e trè.
Poi andiamo in camera, nudi, ci baciamo, e scopiamo ancora.
La cosa si ripete tutte le settimane per un anno, svergino papà, lo costringo a indossare collant e slip durante il giorno, e mamma dice che torna a casa arrapatissimo e deve incularlo con un cazzo grosso.
E poi un sabato mentre eravamo nel letto, ho detto ai miei, bene, voglio un figlio da tè troia, e tù non la scoperai più, sarà solo mia, farà figli fino a quando non andrà in menopausa, e tù, dico a mio padre, verrai con mè a battere.
Mia madre mi ha dato quttro figli, due femmine e due maschi, papà, se n'e andato dopo pochi anni con un muratore calabrese, ora è la sua donna.
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