Il professore

di
genere
gay

Mancavano alcuni mesi all'esame di maturità, e io avevo alcune lacune in una materia, e mamma decise di farmi seguire da un professore universitario, a detta di tutti molto capace, e così alcuni giorni dopo mi accompagnò da Carlo.
Un bell'uomo sui trentacinque anni, simpatico, e come scoprirò, molto gentile, preparato, e paziente.
Io avrei compiuto i diciotto anni il mese dopo, e così, due volte a settimana andavo da lui, e ripassavamo la materia dove ero più carente.
Con gentilezza mi spiegava, e io capivo, poi durante le lezioni mi offriva un biscotto, un cioccolatino, una bibita, e così, iniziammo un rapporto di amicizia.
A volte mi accarezzava la testa, e devo dire che il suo tocco non mi lasciava indifferente, non ho mai avuto interesse per le donne, al contrario, quando in palestra vedevo i miei compagni nudi, di sottecchi ammiravo i loro cazzi, non che io non fossi ben fornito.
Dopo il mio compleanno notai delle differenza nel comportamento di Carlo, intanto non indossava più pantaloni, e camicia, ma una tuta, o pantaloncini, e una maglietta, e potevo notare il suo cazzo, spesso duro.
Un paio di settimane dopo il mio compleanno, mi recai da lui in tuta, e dopo una mezz'ora, da dietro, infilò la mano nella scollatura della tuta, e mi accarezzò i capezzoli, chiusi gli occhi, mi stava eccitando, il cazzo in breve divenne di marmo.
Poi scese ad accarezzarmi il ventre che contraevo ritmicamente, e poi scese, si infilò negli slip, e mi accarezzò iìla cappella, turgida.
Chiusi gli occhi e appoggiai la testa al suo braccio, e sospirai, allora Carlo afferrò il mio cazzo e iniziò a masturbarmi, e poi mi baciò.
Ricambiai il bacio, e allora mi fece alzare, e in un attimo mi sfilò la tuta e lo slip, per poi togliermi la parte superiore della tuta, e mi fese sedere sulla scrivania, poi mi allargò le gambe, e prese in bocca il mio cazzo, quasi svenii, era il primo pompino che mi facevano nella mia vita.
Sentivo la sua bocca calda, sul cazzo la sua lingua, stavo impazzendo, e dopo un minuto, sentii un dolore ai testicoli, e lo scoppio del mio sperma.
Non era di certo la prima vota che sborravo, di seghe me ne facevo, ma la sua bocca mi tradì.
Sborrai getti caldi di sperma, e lui inghiottiva, per poi alzarsi e baciarmi facendomi bere parte del mio sperma, caldo e dolce.
Poi si spogliò, e potei vedere il suo cazzo, fantastico, lungo, e duro, e di discreta larghezza, lo accarezzai, lui si sedette sulla poltrone e io ricambiai il pompino.
Era il primo cazzo che toccavo oltre il mio, e che prendevo in bocca, mi gettai e riuscii a prenderne metà, e un pò con la mano un pò con la bocca lo feci venire.
Non riuscii ad ingoiare tutto il suo sperma, era molto e salato, ne colava molto dalla bocca, lui ,i sollevò, e con le dita lo raccolse e lo assaporò, poi mi baciò, e bevve dalla mia bocca.
Poi mi prese per mano e mi portò a letto, dove continuammo a toccarci e baciarci, per un paio d'ore.
Poi ci rivestimmo e ci lasciammo con un lungo e profondo bacio.
Due giorni dopo ritornai, un abbrCCIO, UN BACIO, e sotto a lezione, poi finita la lezione, coccole e pompini.
Decidemmo di incontrarci tutti i giorni, due di lezione e gli altri di coccole, e parlavamo di mè, di cosa mi piaceva e del sesso, gli dissi che spesso mi segavo con gli slip e i collante di mamma, e mi chiese se mi sarebbe piaciuto indossarlil dissi di sì.
Pochi giorni dopo mi fece indossare reggicalze e calze, e anche lui ne indossò uno identico, e dopo i soliti baci e pompini, mi disse che era ora di darci nomi femminili, ti andrebbe di sentirti donna mi chiese?, non vedo l'ora risposi, e così il fui Paola, e lui Carla.
Pochi giorni dopo mi aprì la porta completamente al femminile, truccata, indossava trggicalze, calze, reggiseno slip tacchi e un vestitino cortissimo, e mi fece la lezione come la proffessoressa Carla.
Arrivarono gli esami, e devo dire che li passai più che bene, anzi, mamma era felice, così le dissi che sarei andata a dirlo a Carlo, e appena mi accolse, mi baciò, brava ci sei riuscita, vai in camera che c'è una sorpresa, mi precipitai, e trovai sul letto reggicalze calze slip reggiseno tacchi e un vestitino rosso, indossai velocemente tutto, e Carla si presentò a mè, bene, da oggi sei ufficialmente donna, la mia donna come io sono la tua donna, e per premio mi avrai, sollevò il vestitino, si sfilò lo slip, prese della crema, dopo avermi tolta lo slip, unse il mio cazzo per bene, ne mise un pò sul suo ano, e poi mi disse, scopami amore, entra in mè, ero al settimo cielo, mi misi a carponi dietro di lei, appoggiai il cazzo al suo buco, e tremante lo infilai.
Era caldo, entrai senza fatica, mi avvolgeva senza stringermi il cazzo, e lo introdussi tutto, afferrami per i fianchi e scopami, era la prima scopata della mia vita.
La montai a forza, lei godeva, mi incitava a scoparla, e io ci davo dentro, e in pochi minuti sborrai dentro Carla.
Rimasi dentro, lei si stese e io la seguii, rimanedo dentro, la accarezzai e le dissi, grazie Amore, è stato stupendo, lei mi sorrise.
Poi rimanemmo abbracciate a lungo, poi mi accarezzo, e mi disse, ti amo Paola, e iniziò a singhiozzare, le chiesi il perchè piangesse, e mi disse che sapeva che la nostra storia sarebbe finita a breve, la guardai e li dissi, non finirà mai Amore mio, voglio essere tua per sempre.
Ci reincontrammo una settimana dopo, io ero andata con i miei via al mare, e durante la vacanza mamma si accorse che ero triste, e un pomeriggio che eravamo sole mi affrontò, senti mi disse, sei molto cambiato da alcuni mesi a questa parte, pensavo fosse colpa degli esami, ma non è così, pensavo fosse una ragazza, ma non te vedo attorno, poi mi accarezzò, è Carlo?, accennai un sì con la testa, quindi sei gay? si mamma, dimmi avete già consumato?, sei ancora vergine, si mamma ma credo per poco.
Senti, io non posso proibirti nulla, se hai deciso di perdere la tua verginità con lui và bene, ma mi raccomandofallo solo se lo ami, abbracciai forte mamma, lo amo, lui si è donato a mè, ora tocca a mè.
Nei giorni successivi mamma mi spiegò come fare e cosa usare, poi mi fece telefonare a Carla, lei era felicissima di sentire la mia voce, poi le passai mamma, ascolta Carla, Paola è la mia bambina, e lì si sciolse il gelo iniziale, e devi trattarla bene, no farle del male, è la sua prima volta, se volete vi aiuto io, Carla piangeva dalla felicità, posso chiamarti mamma, certo tesoro, al vostro ritorno, venite tutte e due da mè, e si salutarono.
Pochi giorni dopo, suonavamo alla porta di Carla, ci accolse, da vera donna ben truccata, indossando camicetta e gonna, tacco dieci, strinse la mano di mamma e poi mi abbracciò e ci baciammo a lungo, e poi mi disse di andare di là a prepararmi.
Rimasero sole, Carla prese la mano di mamma, oggi diventerà donna, la mia donna come io sono la sua, assisterai, grazie mamma per averci capite, io amo tua figlia, senza mi sembra di morire, se assisterai mi farebbe piacere, lei disse, certo che assisterò, è mia filia.
Mi raggiusero in camera, io indossavo reggicalze, calze e decoltè, null'altro, Carla si sfilò gonna e camicetta rimnendo in reggicalze, poi guardò mamma, dai non vergognarti spogliati, e lei si spogliò, rimase con solo le scarpe, mostrando il suo meraviglioso seno, e la sua stupenda figa
Iniziammo a aciarci, toccarci, succhiarci i rispettivi cazzi, lui poi passò al mio buchetto, e lo lavorò a lungo, poi prese della crema, si unse il cazzo, e ne introdusse nel mio ano, poi si avvicinò, ora ti defloro mia amata, entrerò in tè, ti farò mia, ti sverginerò il culetto, sei pronta?, si mio amore dissi fammi tua, e lui spinse, entrando con la cappella.
Il dolore fù forte come il brucuiore, trinsi i denti e le lenzuola, mamma si accorse e venne al mio fianco, tranquilla tesoro, poi passa, si stese e mi diede un seno, io leccai e iniziai a succhiare il suo capezzolo, mi sembrava che tutto passasse, e poi Carla spinse e scivolò dentro tutto.
Era pazzesco, mi sentivo dilaniare, ma allo stesso tempo era piacevole, e poi iniziò a scoparmi.
Io stringevo il seno di mamma, e la sentivo godere, poi vidi che si sditalinava, io iniziai a godere, stringevo le sue tette, e godevamo insieme.
Poi Carla aumentò il ritmo e mi riempì di sperma, ero sua finalmente, si sfilò e si mise al mio fiamco e ci baciammo, grazie amore dissi a Carla.
Mamma mi accarezzava e poi afferrò il mio cazzo duro, nuora posso soddisfare tua moglie, mi scesero le lacrime, Carla disse certamente suocera, e lo prese in bocca, le venni in tempo zero in bocca.
Poi ci rivestemmo, questa sera parleremo con papà, è ora che vieni a vivere con lei, baciai mamma in bocca, e sorprendentemente ricambiò con la liongua, siamo trè lesbiche disse ridendo.
scritto il
2026-04-12
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