Da marito a sissy del bull ( parte terza)
di
ANNA BOLERANI
genere
corna
"Entrambi," rispose Luciana per lui, sfiorandogli i capelli mentre Giorgio sorrideva e si abbassava ancora. Paolo si irrigidì quando sentì la prima pressione umida contro la punta del suo cazzo, le labbra di Giorgio che si aprivano per accoglierlo. Un gemito gli sfuggì quando la bocca calda lo inghiottì completamente, la lingua che lavorava con esperienza lungo la lunghezza.
Luciana osservava ogni movimento con occhi ardenti, le dita che intrecciavano i capelli di Giorgio mentre lui succhiava Paolo con un'intensità che sembrava volerlo consumare. "Guarda come ti prende, ti piace come te lo succhia?" sussurrò Luciana all'orecchio di Paolo, le dita che gli pizzicavano i capezzoli mentre Giorgio aumentava il ritmo. "Ti piace essere la sua troietta, vero?"
Paolo annuì freneticamente, le mani che si aggrappavano ai braccioli del divano quando Giorgio iniziò a massaggiargli i testicoli con una mano mentre l'altra gli esplorava l'ingresso con un dito lubrificato. "Dio," gemette Paolo, il corpo che si inarcava quando Giorgio trovò il punto giusto, la bocca che continuava il suo lavoro senza sosta.
Luciana si spostò dietro Giorgio, le mani che gli accarezzavano la schiena mentre lui si concentrava su Paolo. "Quando lo prenderai," sussurrò a Giorgio, sfiorandogli l'orecchio con i denti, "fallo lentamente. Voglio vedere ogni espressione sul suo viso." Giorgio annuì, ritirandosi dalla bocca di Paolo con un suono umido che fece rabbrividire entrambi gli uomini.
"Mi piace," disse Paolo, la voce più bassa del solito mentre fissava Giorgio con uno sguardo che non ammetteva equivoci. "Ora lo voglio nel culo. E voglio che mi sborri dentro." Si girò verso Luciana che lo osservava con occhi ardenti. "Per provare quello che hai provato tu."
Luciana trattenne il respiro, le labbra che si separavano in un sorriso malizioso mentre osservava Paolo abbassarsi sul divano, offrendosi a Giorgio con una mancanza di vergogna che le ricordò la loro prima volta insieme. Giorgio si avvicinò, le mani che già esploravano il corpo di Paolo con una sicurezza che fece rabbrividire entrambi.
"Respira," sussurrò Giorgio contro l'orecchio di Paolo mentre le dita tornavano a prepararlo, questa volta con più lubrificante. Paolo sentì le nocche di Giorgio premere contro di lui, aprendolo con movimenti circolari che lo fecero contrarre. "Così," incoraggiò Luciana, avvicinandosi per baciare Paolo sulla bocca mentre le dita di Giorgio continuavano il loro lavoro paziente.
Paolo affondò le dita nei capelli di Luciana, ancorandosi a lei mentre Giorgio aggiunse un secondo dito, la sensazione di stiramento che lo fece gemere contro le labbra di sua moglie. "Dio," ansimò Paolo quando Giorgio trovò il punto giusto, un lampo di piacere inaspettato che gli fece scattare i fianchi in avanti. Giorgio rise, un suono roco e soddisfatto mentre intensificava la stimolazione.
Giorgio ritirò le dita con un suono umido che fece arrossire Paolo, anche in quel momento di totale abbandono. "Sei pronto?" chiese, la voce roca mentre si posizionava dietro di lui, il cazzo già lubrificato e pulsante contro la sua schiena. Paolo annuì, le dita che si stringevano attorno alle ginocchia piegate mentre si preparava mentalmente. "Sì, ma... piano all'inizio," ammise, un tremito nella voce che tradiva una rara vulnerabilità.
Luciana si inginocchiò di fronte a Paolo, prendendogli il viso tra le mani. "Ti guarderò negli occhi," promise, sfiorandogli le labbra con i pollici. "Voglio vedere esattamente quando comincerai a godere." Il suo respiro era caldo contro la sua pelle quando Giorgio iniziò a premere, la punta del suo cazzo che si apriva lentamente la strada nell'ingresso stretto. Paolo emise un suono strozzato, i muscoli che si contraevano involontariamente mentre cercava di rilassarsi.
"Respira sentirai meno dolore," sussurrò Giorgio contro la sua nuca, le mani che gli stringevano i fianchi con fermezza ma senza brutalità. "Diventerà piacere, te lo prometto." Spinse un altro centimetro dentro, facendo gemere Paolo che affondò le dita nelle cosce. Luciana osservava ogni micro-espressione sul viso del marito, vedendo il momento esatto in cui la tensione iniziò a trasformarsi in qualcos'altro.
Quando Giorgio fu completamente dentro, si fermarono tutti e tre, lasciando che Paolo si abituasse alla sensazione inconcepibile di essere riempito in quel modo. "Dio... è così... grosso" ansimò Paolo, scuotendo la testa come per negare l'evidenza del piacere che già cominciava a insinuarsi tra le fitte iniziali. Giorgio rimase immobile, permettendogli di controllare il respiro, le dita che gli accarezzavano i fianchi in circoli calmanti.
Fu allora che Luciana allungò una mano tra le gambe di Paolo, afferrandolo con decisione. "Lasciati andare, amore," sussurrò mentre iniziava a masturbarlo con un ritmo lento ma costante, il pollice che sfiorava la punta umida ad ogni passata. Paolo emise un suono strozzato, il corpo diviso tra due sensazioni opposte eppure complementari - la penetrazione profonda dietro e la carezza esperta davanti.
"Che... mi stai facendo?" riuscì a dire Paolo, gli occhi che si chiudevano e si riaprivano come in trance. Luciana sorrise, accelerando impercettibilmente il movimento mentre Giorgio iniziava a ritirarsi lentamente, creando una frizione che fece inarcare la schiena a Paolo. "Ti sto facendo scoprire quanto può essere bello arrendersi," rispose lei, piegandosi per baciargli il collo mentre continuava a lavorarlo con la mano.
Giorgio trovò un angolo particolare che fece urlare Paolo, le mani che si aggrappavano alle ginocchia mentre il corpo si tendeva come una corda di violino. Luciana vide la sua espressione trasformarsi completamente, la bocca che si apriva in un gemito continuo quando Giorgio iniziò a muoversi con piccole spinte precise che colpivano sistematicamente il punto giusto. "Eccolo," sussurrò Luciana a Giorgio, guidandolo con lo sguardo mentre aumentava il ritmo della mano su Paolo.
Paolo sembrava perso in una tempesta di sensazioni contrastanti - ogni spinta di Giorgio lo spingeva più vicino al limite, mentre la mano di Luciana lo tirava indietro, prolungando il tormento delizioso. "Non... non posso..." ansimò, i muscoli delle cosce che tremavano visibilmente mentre cercava di resistere all'orgasmo imminente. Giorgio rallentò, permettendogli di recuperare un po' di controllo, ma Luciana non gli diede tregua, cambiando angolazione per stimolarlo in un modo che sapeva lo avrebbe fatto impazzire.
Paolo si contorse sul divano, il respiro che gli si spezzava in gola a ogni spinta di Giorgio. "Più... più forte," gemette, le dita che affondavano nelle proprie cosce mentre il corpo cercava disperatamente di arrendersi al piacere. Luciana accelerò il ritmo della mano sul cazzo di Paolo, le dita che si stringevano appena sotto la corona mentre Giorgio obbediva, affondando dentro di lui con spinte più lunghe e profonde. "Così, sì, proprio così!" urlò Paolo, la schiena che si inarcava violentemente quando Giorgio trovò di nuovo quel punto preciso.
Luciana osservava il viso del marito trasformarsi, le labbra dischiuse in un gemito continuo, gli occhi che sembravano perdere ogni capacità di messa a fuoco. "Vuoi che ti faccia venire?" gli sussurrò all'orecchio, la voce carica di una malizia che fece rabbrividire Paolo. "Vuoi sborrare mentre ti riempie il culo?" La sua mano aumentò ancora il ritmo, il pollice che sfiorava la punta sensibile ad ogni passata. Paolo annuì freneticamente, incapace di parlare, il corpo teso come una corda di violino sul punto di spezzarsi.
Giorgio cambiò angolazione, inclinandosi leggermente in avanti per penetrarlo ancora più profondamente. Poi si irrigidì e non si trattenne piu "Dio... sto per..." riuscì a dire Paolo prima che le parole gli morissero in gola, sostituite da un urlo strozzato quando Giorgio lo colpì nel punto più sensibile con una spinta particolarmente vigorosa. Luciana vide il momento esatto in cui perse il controllo - gli occhi che si spalancavano, la bocca che si apriva in una silenziosa 'o' di stupore prima che l'orgasmo lo travolgesse completamente. In quello stesso istante fiumi di sborra gli inondò le viscere.
Paolo sentiva quell'onda calda di sperma riempirlo in ogni angolo mentre Giorgio continuava a muoversi dentro di lui, prolungando le contrazioni e i gettiti. Luciana accelerò la mano sul cazzo di Paolo, spremendogli ogni goccia di piacere mentre lui si svuotava tra le sue dita con un gemito lungo e tremulo. Giorgio rallentò poi gradualmente il ritmo, permettendo a Paolo di riprendere fiato mentre le ultime onde di piacere lo attraversavano.
"Soddisfatto?" sussurrò Giorgio contro la schiena sudata di Paolo, le mani che gli massaggiavano i fianchi mentre si ritirava con lentezza. Paolo annuì senza parole, il corpo che affondava sul divano come un burattino senza fili. Luciana osservò con affetto la stanchezza sul viso del marito, pulendolo delicatamente con le dita prima di portarsele alla bocca con un sorriso malizioso. "Era quello che volevi, vero?" chiese, sfiorandogli il petto con le unghie.
Paolo annuì di nuovo, il respiro che cominciava a tornare normale. "Più di quanto immaginassi," ammise, la voce ancora roca mentre si girava sul fianco per guardare Giorgio che si sedeva accanto a loro. Luciana si sistemò tra i due uomini, la testa appoggiata sul petto di Paolo mentre una mano cercava quella di Giorgio. Per un lungo momento nessuno parlò, lasciando che il silenzio confortante riempisse la stanza insieme all'odore acre del sesso.
Fu Giorgio a rompere per primo il silenzio, le dita che giocherellavano con i capelli di Luciana. "Devo andare," disse, anche se senza particolare convinzione. Paolo sollevò lo sguardo verso di lui, il torace che ancora si alzava e si abbassava rapidamente. "Non ancora," rispose, la voce più ferma di quanto si aspettasse. "Non quando abbiamo appena iniziato a conoscerci davvero."
Luciana sorrise contro il petto di Paolo, sentendo il battito del suo cuore accelerare leggermente. "Ha ragione," aggiunse, sollevandosi a fatica per guardare Giorgio negli occhi. "Abbiamo appena scalfito la superficie di quello che potremmo fare insieme."
"Tornerò," disse Giorgio, passandosi una mano tra i capelli ancora umidi di sudore mentre si alzava dal divano. "Ma ora devo proprio andare." Si sistemò i pantaloni con movimenti lenti, il corpo ancora visibilmente scosso dalla stanchezza e dall'adrenalina. Luciana osservò il modo in cui la luce del lampadario accarezzava le curve dei suoi muscoli mentre si muoveva, ogni movimento fluido nonostante la fatica.
Paolo si sollevò a fatica sul gomito, la camicia ancora aperta che gli scopriva il petto su cui Luciana aveva appoggiato la testa fino a un momento prima. "Se devi," disse, la voce stranamente roca. Ma il suo sguardo scivolò verso Luciana, e Giorgio notò il lampo di comprensione che passò tra loro.
Giorgio annuì, raccogliendo la maglietta dal pavimento con un sorriso stanco. "Non è un addio," aggiunse mentre infilava la stoffa sudata sopra la testa, il tessuto che si aderiva alla schiena ancora lucida .Le sue dita tremavano leggermente mentre si abbottonava i pantaloni, e Luciana rise piano, il suono roco e soddisfatto che riempì brevemente la stanza.
"Ti piace guardarlo vestirsi, eh?" chiese Paolo accarezzandole i capelli mentre Luciana seguiva ogni movimento di Giorgio con occhi ardenti. La punta della lingua le sfiorò il labbro superiore quando Giorgio si chinò a raccogliere i suoi slip dal pavimento, il tessuto ancora umido che luccicava alla luce del lampadario.
"Queste le prendo io," annunciò Giorgio portandosele al naso con un'espressione che fece contrarre lo stomaco a Luciana. "Hanno l'odore della tua fica," sussurrò mentre inspirava profondamente, "e quando mi viene voglia di te le annuserò." Le dita di Luciana si strinsero attorno al braccio di Paolo, le unghie che affondavano nella carne mentre guardava Giorgio infilare la sua intimità nella tasca posteriore dei jeans.
"Devi rigare diritto però," disse Luciana con voce improvvisamente ferma, il petto che si sollevava rapidamente. "Non mi tradire con altre donne se vuoi che io sia tua." Giorgio sorrise, quel sorriso lento che le faceva sciogliere le ginocchia, mentre allungava una mano per sfiorarle il mento.
"Quando hai tempo e voglia chiamaci," continuò Luciana catturando quel dito tra i denti per un istante prima di lasciarlo andare, "Vieni a trovarci. Ti soddisferemo noi, vero Paolo?"
Paolo annuì, la mano che scivolava lungo la schiena di Luciana mentre la tirava contro di sé. "Sì, Giorgio. Quando vuoi chiamaci," disse sfiorandole l'orecchio con le labbra prima di aggiungere, "ti soddisferemo in tutte le tue voglie come due bravi mogli."
La porta si chiuse con un clic quasi impercettibile, e Luciana lasciò che il peso del suo corpo si abbandonasse completamente contro il legno. Le gambe cedettero, ma Paolo era già lì a prenderla, le braccia forti che la sollevavano senza sforzo mentre lei rideva nervosamente contro il suo collo. "Dio, amore," sussurrò mentre lui la portava in cucina dove due bicchieri di vino rosso luccicavano alla luce fioca, "non credo di essere mai stata così eccitata in vita mia."
Luciana osservava ogni movimento con occhi ardenti, le dita che intrecciavano i capelli di Giorgio mentre lui succhiava Paolo con un'intensità che sembrava volerlo consumare. "Guarda come ti prende, ti piace come te lo succhia?" sussurrò Luciana all'orecchio di Paolo, le dita che gli pizzicavano i capezzoli mentre Giorgio aumentava il ritmo. "Ti piace essere la sua troietta, vero?"
Paolo annuì freneticamente, le mani che si aggrappavano ai braccioli del divano quando Giorgio iniziò a massaggiargli i testicoli con una mano mentre l'altra gli esplorava l'ingresso con un dito lubrificato. "Dio," gemette Paolo, il corpo che si inarcava quando Giorgio trovò il punto giusto, la bocca che continuava il suo lavoro senza sosta.
Luciana si spostò dietro Giorgio, le mani che gli accarezzavano la schiena mentre lui si concentrava su Paolo. "Quando lo prenderai," sussurrò a Giorgio, sfiorandogli l'orecchio con i denti, "fallo lentamente. Voglio vedere ogni espressione sul suo viso." Giorgio annuì, ritirandosi dalla bocca di Paolo con un suono umido che fece rabbrividire entrambi gli uomini.
"Mi piace," disse Paolo, la voce più bassa del solito mentre fissava Giorgio con uno sguardo che non ammetteva equivoci. "Ora lo voglio nel culo. E voglio che mi sborri dentro." Si girò verso Luciana che lo osservava con occhi ardenti. "Per provare quello che hai provato tu."
Luciana trattenne il respiro, le labbra che si separavano in un sorriso malizioso mentre osservava Paolo abbassarsi sul divano, offrendosi a Giorgio con una mancanza di vergogna che le ricordò la loro prima volta insieme. Giorgio si avvicinò, le mani che già esploravano il corpo di Paolo con una sicurezza che fece rabbrividire entrambi.
"Respira," sussurrò Giorgio contro l'orecchio di Paolo mentre le dita tornavano a prepararlo, questa volta con più lubrificante. Paolo sentì le nocche di Giorgio premere contro di lui, aprendolo con movimenti circolari che lo fecero contrarre. "Così," incoraggiò Luciana, avvicinandosi per baciare Paolo sulla bocca mentre le dita di Giorgio continuavano il loro lavoro paziente.
Paolo affondò le dita nei capelli di Luciana, ancorandosi a lei mentre Giorgio aggiunse un secondo dito, la sensazione di stiramento che lo fece gemere contro le labbra di sua moglie. "Dio," ansimò Paolo quando Giorgio trovò il punto giusto, un lampo di piacere inaspettato che gli fece scattare i fianchi in avanti. Giorgio rise, un suono roco e soddisfatto mentre intensificava la stimolazione.
Giorgio ritirò le dita con un suono umido che fece arrossire Paolo, anche in quel momento di totale abbandono. "Sei pronto?" chiese, la voce roca mentre si posizionava dietro di lui, il cazzo già lubrificato e pulsante contro la sua schiena. Paolo annuì, le dita che si stringevano attorno alle ginocchia piegate mentre si preparava mentalmente. "Sì, ma... piano all'inizio," ammise, un tremito nella voce che tradiva una rara vulnerabilità.
Luciana si inginocchiò di fronte a Paolo, prendendogli il viso tra le mani. "Ti guarderò negli occhi," promise, sfiorandogli le labbra con i pollici. "Voglio vedere esattamente quando comincerai a godere." Il suo respiro era caldo contro la sua pelle quando Giorgio iniziò a premere, la punta del suo cazzo che si apriva lentamente la strada nell'ingresso stretto. Paolo emise un suono strozzato, i muscoli che si contraevano involontariamente mentre cercava di rilassarsi.
"Respira sentirai meno dolore," sussurrò Giorgio contro la sua nuca, le mani che gli stringevano i fianchi con fermezza ma senza brutalità. "Diventerà piacere, te lo prometto." Spinse un altro centimetro dentro, facendo gemere Paolo che affondò le dita nelle cosce. Luciana osservava ogni micro-espressione sul viso del marito, vedendo il momento esatto in cui la tensione iniziò a trasformarsi in qualcos'altro.
Quando Giorgio fu completamente dentro, si fermarono tutti e tre, lasciando che Paolo si abituasse alla sensazione inconcepibile di essere riempito in quel modo. "Dio... è così... grosso" ansimò Paolo, scuotendo la testa come per negare l'evidenza del piacere che già cominciava a insinuarsi tra le fitte iniziali. Giorgio rimase immobile, permettendogli di controllare il respiro, le dita che gli accarezzavano i fianchi in circoli calmanti.
Fu allora che Luciana allungò una mano tra le gambe di Paolo, afferrandolo con decisione. "Lasciati andare, amore," sussurrò mentre iniziava a masturbarlo con un ritmo lento ma costante, il pollice che sfiorava la punta umida ad ogni passata. Paolo emise un suono strozzato, il corpo diviso tra due sensazioni opposte eppure complementari - la penetrazione profonda dietro e la carezza esperta davanti.
"Che... mi stai facendo?" riuscì a dire Paolo, gli occhi che si chiudevano e si riaprivano come in trance. Luciana sorrise, accelerando impercettibilmente il movimento mentre Giorgio iniziava a ritirarsi lentamente, creando una frizione che fece inarcare la schiena a Paolo. "Ti sto facendo scoprire quanto può essere bello arrendersi," rispose lei, piegandosi per baciargli il collo mentre continuava a lavorarlo con la mano.
Giorgio trovò un angolo particolare che fece urlare Paolo, le mani che si aggrappavano alle ginocchia mentre il corpo si tendeva come una corda di violino. Luciana vide la sua espressione trasformarsi completamente, la bocca che si apriva in un gemito continuo quando Giorgio iniziò a muoversi con piccole spinte precise che colpivano sistematicamente il punto giusto. "Eccolo," sussurrò Luciana a Giorgio, guidandolo con lo sguardo mentre aumentava il ritmo della mano su Paolo.
Paolo sembrava perso in una tempesta di sensazioni contrastanti - ogni spinta di Giorgio lo spingeva più vicino al limite, mentre la mano di Luciana lo tirava indietro, prolungando il tormento delizioso. "Non... non posso..." ansimò, i muscoli delle cosce che tremavano visibilmente mentre cercava di resistere all'orgasmo imminente. Giorgio rallentò, permettendogli di recuperare un po' di controllo, ma Luciana non gli diede tregua, cambiando angolazione per stimolarlo in un modo che sapeva lo avrebbe fatto impazzire.
Paolo si contorse sul divano, il respiro che gli si spezzava in gola a ogni spinta di Giorgio. "Più... più forte," gemette, le dita che affondavano nelle proprie cosce mentre il corpo cercava disperatamente di arrendersi al piacere. Luciana accelerò il ritmo della mano sul cazzo di Paolo, le dita che si stringevano appena sotto la corona mentre Giorgio obbediva, affondando dentro di lui con spinte più lunghe e profonde. "Così, sì, proprio così!" urlò Paolo, la schiena che si inarcava violentemente quando Giorgio trovò di nuovo quel punto preciso.
Luciana osservava il viso del marito trasformarsi, le labbra dischiuse in un gemito continuo, gli occhi che sembravano perdere ogni capacità di messa a fuoco. "Vuoi che ti faccia venire?" gli sussurrò all'orecchio, la voce carica di una malizia che fece rabbrividire Paolo. "Vuoi sborrare mentre ti riempie il culo?" La sua mano aumentò ancora il ritmo, il pollice che sfiorava la punta sensibile ad ogni passata. Paolo annuì freneticamente, incapace di parlare, il corpo teso come una corda di violino sul punto di spezzarsi.
Giorgio cambiò angolazione, inclinandosi leggermente in avanti per penetrarlo ancora più profondamente. Poi si irrigidì e non si trattenne piu "Dio... sto per..." riuscì a dire Paolo prima che le parole gli morissero in gola, sostituite da un urlo strozzato quando Giorgio lo colpì nel punto più sensibile con una spinta particolarmente vigorosa. Luciana vide il momento esatto in cui perse il controllo - gli occhi che si spalancavano, la bocca che si apriva in una silenziosa 'o' di stupore prima che l'orgasmo lo travolgesse completamente. In quello stesso istante fiumi di sborra gli inondò le viscere.
Paolo sentiva quell'onda calda di sperma riempirlo in ogni angolo mentre Giorgio continuava a muoversi dentro di lui, prolungando le contrazioni e i gettiti. Luciana accelerò la mano sul cazzo di Paolo, spremendogli ogni goccia di piacere mentre lui si svuotava tra le sue dita con un gemito lungo e tremulo. Giorgio rallentò poi gradualmente il ritmo, permettendo a Paolo di riprendere fiato mentre le ultime onde di piacere lo attraversavano.
"Soddisfatto?" sussurrò Giorgio contro la schiena sudata di Paolo, le mani che gli massaggiavano i fianchi mentre si ritirava con lentezza. Paolo annuì senza parole, il corpo che affondava sul divano come un burattino senza fili. Luciana osservò con affetto la stanchezza sul viso del marito, pulendolo delicatamente con le dita prima di portarsele alla bocca con un sorriso malizioso. "Era quello che volevi, vero?" chiese, sfiorandogli il petto con le unghie.
Paolo annuì di nuovo, il respiro che cominciava a tornare normale. "Più di quanto immaginassi," ammise, la voce ancora roca mentre si girava sul fianco per guardare Giorgio che si sedeva accanto a loro. Luciana si sistemò tra i due uomini, la testa appoggiata sul petto di Paolo mentre una mano cercava quella di Giorgio. Per un lungo momento nessuno parlò, lasciando che il silenzio confortante riempisse la stanza insieme all'odore acre del sesso.
Fu Giorgio a rompere per primo il silenzio, le dita che giocherellavano con i capelli di Luciana. "Devo andare," disse, anche se senza particolare convinzione. Paolo sollevò lo sguardo verso di lui, il torace che ancora si alzava e si abbassava rapidamente. "Non ancora," rispose, la voce più ferma di quanto si aspettasse. "Non quando abbiamo appena iniziato a conoscerci davvero."
Luciana sorrise contro il petto di Paolo, sentendo il battito del suo cuore accelerare leggermente. "Ha ragione," aggiunse, sollevandosi a fatica per guardare Giorgio negli occhi. "Abbiamo appena scalfito la superficie di quello che potremmo fare insieme."
"Tornerò," disse Giorgio, passandosi una mano tra i capelli ancora umidi di sudore mentre si alzava dal divano. "Ma ora devo proprio andare." Si sistemò i pantaloni con movimenti lenti, il corpo ancora visibilmente scosso dalla stanchezza e dall'adrenalina. Luciana osservò il modo in cui la luce del lampadario accarezzava le curve dei suoi muscoli mentre si muoveva, ogni movimento fluido nonostante la fatica.
Paolo si sollevò a fatica sul gomito, la camicia ancora aperta che gli scopriva il petto su cui Luciana aveva appoggiato la testa fino a un momento prima. "Se devi," disse, la voce stranamente roca. Ma il suo sguardo scivolò verso Luciana, e Giorgio notò il lampo di comprensione che passò tra loro.
Giorgio annuì, raccogliendo la maglietta dal pavimento con un sorriso stanco. "Non è un addio," aggiunse mentre infilava la stoffa sudata sopra la testa, il tessuto che si aderiva alla schiena ancora lucida .Le sue dita tremavano leggermente mentre si abbottonava i pantaloni, e Luciana rise piano, il suono roco e soddisfatto che riempì brevemente la stanza.
"Ti piace guardarlo vestirsi, eh?" chiese Paolo accarezzandole i capelli mentre Luciana seguiva ogni movimento di Giorgio con occhi ardenti. La punta della lingua le sfiorò il labbro superiore quando Giorgio si chinò a raccogliere i suoi slip dal pavimento, il tessuto ancora umido che luccicava alla luce del lampadario.
"Queste le prendo io," annunciò Giorgio portandosele al naso con un'espressione che fece contrarre lo stomaco a Luciana. "Hanno l'odore della tua fica," sussurrò mentre inspirava profondamente, "e quando mi viene voglia di te le annuserò." Le dita di Luciana si strinsero attorno al braccio di Paolo, le unghie che affondavano nella carne mentre guardava Giorgio infilare la sua intimità nella tasca posteriore dei jeans.
"Devi rigare diritto però," disse Luciana con voce improvvisamente ferma, il petto che si sollevava rapidamente. "Non mi tradire con altre donne se vuoi che io sia tua." Giorgio sorrise, quel sorriso lento che le faceva sciogliere le ginocchia, mentre allungava una mano per sfiorarle il mento.
"Quando hai tempo e voglia chiamaci," continuò Luciana catturando quel dito tra i denti per un istante prima di lasciarlo andare, "Vieni a trovarci. Ti soddisferemo noi, vero Paolo?"
Paolo annuì, la mano che scivolava lungo la schiena di Luciana mentre la tirava contro di sé. "Sì, Giorgio. Quando vuoi chiamaci," disse sfiorandole l'orecchio con le labbra prima di aggiungere, "ti soddisferemo in tutte le tue voglie come due bravi mogli."
La porta si chiuse con un clic quasi impercettibile, e Luciana lasciò che il peso del suo corpo si abbandonasse completamente contro il legno. Le gambe cedettero, ma Paolo era già lì a prenderla, le braccia forti che la sollevavano senza sforzo mentre lei rideva nervosamente contro il suo collo. "Dio, amore," sussurrò mentre lui la portava in cucina dove due bicchieri di vino rosso luccicavano alla luce fioca, "non credo di essere mai stata così eccitata in vita mia."
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