A cosce aperte- Parte seconda

di
genere
corna


Quando bussò alla porta della camera 308, le mani le tremavano. Andrea aprì con un sorriso da lupo, già senza cravatta, i capelli bagnati come se si fosse appena fatto la doccia. "Eccoti," sussurrò afferrandola per un polso e tirandola dentro. La porta non aveva nemmeno fatto in tempo a chiudersi che le aveva già schiacciata contro il muro, la bocca sulla sua con un bacio vorace.
Giulia chiuse gli occhi, lasciandosi prendere, le mani di Andrea che già le sollevavano la gonna. "Aspetta," ansimò quando le strappò via le mutandine con un gesto secco. "Voglio... voglio che sia diverso oggi."
Andrea la fissò con uno sguardo interrogativo mentre lei si liberava dalla sua presa, dirigendosi verso il letto. "Cos'hai in mente, piccola?" domandò seguendola, già intento a slacciarsi la cintura.
Giulia si voltò sul letto, le gambe che tremavano mentre si apriva davanti a lui. "Voglio che mi guardi," sussurrò, le dita che già si aprivano le labbra bagnate. "Voglio che tu veda bene dove stai per entrare."

Andrea emise un suono animalesco, afferrandole le caviglie e spingendole verso l'alto. "Cristo santo," ringhiò mentre osservava la sua fica già lucida, le labbra che pulsavano sotto il suo sguardo. "Sei già pronta per me, eh?" Le sue dita le aprirono ancora di più, facendole gemere quando sfiorarono il clitoride. "Dimmi che vuoi."
"Ti voglio qui dentro," sussurrò Giulia indicandosi la fica con un dito, il cuore che le batteva all'impazzata mentre pensava a Marco che la stava guardando da qualche parte.
"Ma prima," sussurrò Giulia con voce roca, afferrando il telefono dal comodino. Le dita tremavano leggermente mentre compose il numero di Marco, il cuore che le martellava contro le costole. La videochiamata si attivò dopo due squilli, mostrando il volto teso di Marco in controluce, già semiereetto sotto la vestaglia aperta.
"Posizionalo bene," ordinò lui, la voce strozzata. Giulia annuì, sistemando il telefono sull'angolo del comodino con un'inquadratura perfetta del letto. Andrea la fissò con gli occhi stretti mentre lei si voltava verso di lui, le labbra socchiuse in un sorriso malizioso.
"Chi hai chiamato?" chiese Andrea, le mani che già le stringevano i fianchi attraverso il vestito.

"Mio marito," rispose lei sfiorandogli l'erezione attraverso i pantaloni. "Vuole guardare quello che facciamo."
Andrea si irrigidì per un attimo, il respiro che gli si spezzava. Poi un sorriso lento gli si diffuse sul volto mentre osservava il telefono, l'immagine tremolante di Marco che li fissava. "Dannazione," ringhiò prima di afferrare Giulia per i capelli e trascinarla sul letto con violenza. "Allora fagli vedere come scopo sua moglie."
Giulia urlò quando la scaraventò a pancia in giù sul materasso, le mani di Andrea che già le strappavano via il vestito con gesti brutali. Il tessuto si lacerò con un suono secco, esponendo il suo culo già segnato dalle dita di Marco il giorno prima. "E questi?" domandò Andrea pizzicandole le natiche rosse, la voce piena di sadico divertimento.
"Regalo del marito," ansimò Giulia voltandosi verso il telefono, dove poteva vedere Marco che si segava lentamente, gli occhi fissi su di lei. "Gli piace prepararmi per gli altri."
Andrea emise un suono animalesco, afferrandole i capelli e costringendola a guardare il telefono. "Allora ringrazialo," ordinò mentre con l'altra mano le apriva le natiche con violenza, esponendole il buco ancora leggermente dilatato dal giorno prima. Giulia gemette, la lingua che le sfiorava le labbra mentre fissava l'immagine di Marco.

Andrea le affondò due dita nel culo senza preavviso, il movimento brutale che la fece urlare nel materasso. "Così ti piace, eh troia?" ringhiò contro la sua schiena sudata, le dita che le aprivano il buco con movimenti circolari. Giulia annuì frenetica, le unghie che affondavano nel lenzuolo mentre fissava l'immagine tremolante di Marco sullo schermo. "Sì... sì, trattami così," ansimò, la voce roca di desiderio.

"Tuo marito sta godendo a vederti?" domandò Andrea mentre strappava via il reggiseno con un gesto secco, esponendo i suoi seni che oscillavano liberi. Giulia annuì, gli occhi che non lasciavano lo schermo dove Marco si segava con ritmo sempre più incalzante. "Gli piace vedermi scopare?" continuò Andrea, le mani che le afferravano i fianchi mentre la costringeva a inginocchiarsi sul letto. "Dimmi cosa vuole sentire."

Giulia chiuse gli occhi per un attimo, il respiro che le si spezzava quando Andrea le afferrò i capelli, tirandole indietro la testa. "Vuole... vuole che mi tratti da puttana," sussurrò, le labbra tremanti. "Che mi scopi la fica e il culo mentre gli dici quanto sono sporca."
Andrea le diede uno schiaffo sul culo, il suono secco che echeggiò nella stanza. "Allora apriti, troia," ordinò mentre le spalancava le cosce con le ginocchia, esponendola completamente alla telecamera. Giulia obbedì tremante, le mani che si aprivano le natiche per mostrare il suo buco ancora dilatato mentre fissava Marco attraverso lo schermo. "Ecco tua moglie," ringhiò Andrea rivolto al telefono, la punta del cazzo che sfiorava il suo ano. "Pronta per essere riempita."
Marco sullo schermo si morse un labbro, la mano che accelerava sul cazzo mentre osservava Andrea posizionarsi dietro di lei. "Come la vuoi?" chiese Andrea mentre sfiorava l'ingresso del suo culo con la punta del glande. "Da brava moglie o da troia sfondata?"
"Trattala come merita," rispose Marco dallo schermo, la voce roca. "Come la puttana che è."
Andrea non perse tempo, affondando dentro di lei con un colpo secco che la fece urlare nel materasso. Giulia si aggrappò alle lenzuola, le unghie che strappavano il tessuto mentre lui iniziava a muoversi con colpi profondi e brutali. "Ti piace così, eh?" ringhiò Andrea contro la sua schiena sudata, una mano che le afferrava i capelli per costringerla a guardare il telefono. "Guarda come tuo marito si sega vedendoti prendere il cazzo nel culo."
Giulia annuì frenetica, le lacrime che le rigavano il viso mentre fissava Marco che si masturbava con furia, gli occhi neri di desiderio fissi su di lei. "Mi... mi piace," ansimò, la voce rotta dai gemiti. "Mi piace che ci guardi."
"Dimmi cosa vuoi sentire, troia," ordinò Andrea pizzicandole un capezzolo con forza. Giulia gridò, il dolore mescolato al piacere che la faceva contorcere. "Dimmi... dimmi quanto sono porca," sussurrò rivolgendosi a Marco attraverso lo schermo. "Che mi vuoi vedere piena di sborra in ogni buco."
Andrea le diede uno schiaffo sul culo, lasciando un segno rosso sulla pelle già segnata. "E invece io ti riempio tutta," ringhiò aumentando il ritmo, ogni spinta che la scuoteva in avanti sul letto. "
Andrea rallentò le spinte all'improvviso, il respiro affannoso mentre fissava lo schermo del telefono dove Marco si segava con furia. "Che cazzo hai detto?" ringhiò, la voce roca mentre cercava di controllarsi. Sul letto, Giulia tremava tra le sue braccia, il corpo sudato che si inarcava ad ogni movimento di lui dentro il suo culo.

"Nella fica," ripeté Marco dallo schermo, gli occhi neri di desiderio fissi su di loro. "Sborrale nella fica, non nel culo." Le dita gli stringevano il cazzo con forza, il precum che colava lungo l'asta. "Voglio che abbia più possibilità di restare incinta."

Andrea emise un suono animalesco, tirando fuori il cazzo dal culo di Giulia con un movimento che la fece gemere. "Ti senti, troia?" le sussurrò all'orecchio mentre le afferrava i fianchi, voltandola bruscamente sul letto. "Tuo marito vuole che ti riempia la fica invece del culo." Le mani brutali le aprirono le cosce, esponendola completamente alla telecamera mentre lui si posizionava tra le sue gambe tremanti.

Giulia annuì frenetica, le labbra socchiuse in un respiro affannoso mentre fissava Marco sullo schermo. "Sì... sì, riempimi la fica," ansimò, le dita che si aprivano le labbra bagnate per mostrarsi a lui. "Fammi sentire tutto dentro."

Andrea non perse tempo, affondando dentro di lei con un colpo secco che la fece urlare nel materasso. Giulia si aggrappò alle lenzuola, le unghie che strappavano il tessuto mentre lui iniziava a muoversi con colpi profondi e brutali. "Ti piace così, eh?" ringhiò Andrea contro la sua schiena sudata, una mano che le afferrava i capelli per costringerla a guardare il telefono. "Dimmi se ti piace che tuo marito ci guardi mentre ti riempio la fica."
Giulia annuì frenetica, le lacrime che le rigavano il viso mentre fissava Marco che si masturbava con furia. "Mi... mi piace," ansimò, la voce rotta dai gemiti. "Mi piace che ci guardi mentre... mentre..."
Andrea accelerò il ritmo, ogni spinta che scuoteva il suo corpo sul letto. "Mentre ti metto incinta?" completò lui con voce roca, i fianchi che schioccavano contro i suoi con forza. Giulia gridò, il piacere che le esplodeva dentro mentre fissava Marco sullo schermo. "Sì... sì, cazzo... mettimi incinta," sussurrò, le parole che le uscivano spezzate. "Fammi sentire tutta la tua sborra dentro."
Marco sullo schermo si morse un labbro, la mano che accelerava sul cazzo mentre osservava Andrea martellarla senza pietà. "Così va bene," ringhiò rivolto ad Andrea, la voce roca di eccitazione. "Sborrale dentro fino all'ultima goccia." Poi i suoi occhi si spostarono su Giulia. "E tu... tu stringi quella fica come se volessi rubargli tutto."

Andrea la strattonò sul bordo del letto con un movimento brutale, le gambe di Giulia che si aprivano forzatamente mentre lui le affondava dentro fino alle palle. "Ecco, così," ringhiò contro il suo collo, i denti che le mordicchiavano la pelle. "Stringi quella fica da brava troietta." Giulia obbedì, i muscoli che si contraevano intorno a lui mentre fissava Marco sullo schermo, le labbra che formavano parole senza suono: "Ti amo".
Il telefono tremò quando Marco lo afferrò più forte, il suo orgasmo che si avvicinava mentre guardava Andrea scopare sua moglie con una furia animalesca. "Fallo venire," ordinò Marco con voce strozzata. "Fallo sborrare dentro di te finché non ti cola dalle gambe."
Andrea emise un suono gutturale, le mani che le stringevano i fianchi con tale forza da lasciare lividi. "Stai per sentirlo, troia," ansimò contro la sua schiena sudata, il ritmo che diventava irregolare, selvaggio. Giulia chiuse gli occhi, il corpo che si tendeva in un arco perfetto quando sentì il primo getto caldo riempirla, seguito da altri ancora più profondi. "Dio... sì... così," gemette, le dita che si aggrappavano alle lenzuola mentre l'ondata di piacere la travolgeva.
Sullo schermo, Marco raggiunse l'orgasmo nello stesso istante, la sborra che gli schizzava sul ventre mentre fissava il seme di Andrea che colava dalla fica di Giulia. "Non muoverti," ringhiò Andrea tenendola ferma per qualche secondo ancora, il cazzo che pulsava dentro di lei mentre le dava gli ultimi colpi profondi. Poi si ritirò con un suono umido, il suo seme che subito cominciò a colarle lungo le cosce.
Andrea si tirò indietro con un respiro affannoso, il cazzo ancora pulsante mentre osservava il suo seme che colava dalla fica di Giulia. "Cristo santo," ansimò, le mani che tremavano mentre si passava una mano tra i capelli sudati. Giulia rimase distesa sul letto, le gambe ancora aperte, il respiro che le usciva a scatti mentre sentiva il liquido caldo scendere tra le sue cosce.
Sullo schermo del telefono, Marco si era appena ripreso, la vestaglia completamente aperta mentre osservava la scena con occhi divoranti. "Non pulirti," le ordinò con voce roca. Giulia annuì lentamente, le dita che sfioravano l'ingresso della sua fica ancora dilatata, raccogliendo un po' di sborra per poi portarsela alla bocca con un gemito.
"Che troia," ringhiò Andrea afferrandole il polso e costringendola a leccarsi le dita davanti alla telecamera. "Tuo marito ha proprio ragione." Giulia lo fissò con occhi velati, la lingua che si muoveva lenta tra le sue dita sporche mentre Marco sullo schermo si riattizzava visibilmente.
Andrea si chinò all'improvviso, afferrandole la testa e costringendola a voltarsi verso il telefono. "Vuoi vedere quanto è porca tua moglie?" domandò a Marco con voce provocatoria mentre con l'altra mano le apriva le labbra, mostrandole ancora bagnate e piene di sborra. "Guarda bene."
Andrea le spinse le ginocchia verso il petto con un movimento brutale, esponendola completamente alla telecamera. "Mostragli dove ti ho riempita," ordinò con voce roca, le dita che le aprivano le labbra ancora pulsanti. Giulia obbedì tremante, le mani che si univano alle sue per mostrarsi a Marco – il suo buco ancora dilatato, luccicante di sperma che colava lentamente sul lenzuolo.
"Merda," sbuffò Marco dallo schermo, la mano che già riprendeva a segarsi con furia. "Falle leccare il tuo cazzo sporco."
Andrea emise un suono animalesco, afferrando il suo cazzo ancora semiereetto e strofinandolo contro le labbra di Giulia. "Apri quella bocca da troia," ringhiò. Lei obbedì, la lingua che si protese per pulire la punta ancora umida, il sapore salato che le riempiva la bocca mentre fissava gli occhi di Marco attraverso lo schermo.

"Più profondo," ordinò Marco mentre Andrea le spingeva il cazzo in gola senza preavviso. Giulia tossì, le lacrime che le rigavano il viso mentre lui la scopava la bocca con lo stesso ritmo brutale di prima. "Adesso toccati la fica," aggiunse Marco, la voce strozzata. "Fammi vedere come ti sei sporcata."

Giulia obbedì tremante, le dita che si infilarono tra le cosce ancora umide mentre Andrea continuava a scoparle la bocca con colpi profondi. Sullo schermo, Marco osservava ogni movimento con occhi divoranti, la mano che accelerava sul cazzo mentre la guardava raccogliere il seme che le colava dalla fica e portarselo alla bocca.

"Ecco, così," ringhiò Andrea tirandole i capelli per costringerla a guardare il telefono. "Mostra a tuo marito come ti piace la sborra." Giulia aprì la bocca, la lingua che si protese per mostrare il liquido biancastro che si mescolava alla sua saliva. Marco sullo schermo emise un suono gutturale, il corpo che si irrigidiva nell'orgasmo mentre la osservava ingoiare con un gemito roco.

Andrea finalmente si ritirò, lasciandola boccheggiare sul letto mentre si passava una mano tra i capelli sudati. "Dannazione, sei proprio una troia," sibilò guardando il suo seme che le colava ancora dalle cosce. Sullo schermo, Marco si stava riprendendo, la vestaglia completamente aperta mentre osservava la scena con occhi ancora oscuri di desiderio.
"Non hai ancora finito," disse improvvisamente Marco con voce roca. Giulia lo fissò attraverso lo schermo tremolante, il respiro che le usciva a scatti mentre sentiva il liquido caldo scendere tra le sue cosce. "Mettiti a quattro zampe. Voglio vedere tutto quel che ti cola."
Andrea le diede un colpetto sulle natiche ancora rosse. "Hai sentito il tuo padrone, troia." Giulia obbedì tremante, voltandosi sul letto e sollevando il culo verso la telecamera, dove Marco la fissava con occhi divoranti. Il seme di Andrea le colava lungo le cosce, formando piccole pozze sul lenzuolo.
"Così," ringhiò Marco mentre si riattizzava visibilmente. "Adesso torna a casa. Con la sborra dentro. Voglio pulirti io." Giulia annuì frenetica, le labbra che tremavano mentre Andrea le passava un asciugamano. "No," sbuffò Marco dallo schermo. "Non pulirla. Voglio che arrivi così com'è."

Andrea le diede un pizzicotto sul culo. "Su, vestiti. Il tuo marito ha fame." Giulia si trascinò giù dal letto, le gambe che tremavano mentre raccoglieva i pezzi del vestito strappato. "Non... non posso tornare così," sussurrò guardando i brandelli di tessuto.
Andrea aprì l'armadio e le lanciò un impermeabile nero. "Questo coprirà tutto." Giulia lo indossò con movimenti lenti, sentendo il liquido che continuava a colarle lungo le cosce. Sullo schermo, Marco si era alzato, la vestaglia che gli si apriva sul torso nudo. "Taxi in cinque minuti," ordinò. "Ti aspetto in camera da letto."
scritto il
2026-03-17
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