Da marito a sissy del bull (seconda parte)
di
ANNA BOLERANI
genere
corna
"Dentro," ansimò Luciana, il viso premuto contro il cuscino mentre le dita affondavano ancora più profondamente nel tessuto del divano. "Voglio sentirti riempirmi fino all'ultima goccia." Giorgio emise un ringhio gutturale, le mani che le stringevano i fianchi con forza mentre il suo corpo si irrigidiva nell'orgasmo. Paolo vide ogni muscolo della schiena di Giorgio contrarsi, il sudore che gli colava lungo la colonna vertebrale mentre si svuotava dentro Luciana con una serie di spinte profonde e incontrollate.
Luciana gemette profondamente quando Giorgio si svuotò dentro di lei, il corpo che tremava sotto la forza dell'orgasmo condiviso. Paolo vide le dita di sua moglie stringere ancora più forte il tessuto del divano, le nocche bianche mentre il piacere la travolgeva. Giorgio rimase immobile per un lungo istante, il respiro affannoso contro la schiena sudata di Luciana, prima di ritirarsi con delicatezza, lasciandola accasciata sul divano, esausta e completamente soddisfatta.
Paolo si avvicinò, accarezzando i capelli umidi di sudore di Luciana mentre lei girava la testa per guardarlo. I suoi occhi erano ancora annebbiati dal piacere, le labbra leggermente gonfie dai morsi e dai baci. "Sei stata magnifica," sussurrò Paolo, piegandosi per baciarla con una lentezza che contrastava con la frenesia di pochi minuti prima. Luciana rispose al bacio con un sospiro soddisfatto, le dita che si intrecciavano nei capelli di Paolo.
Dietro di loro, Giorgio si era seduto sul bordo del divano, osservando la scena con un'espressione stranamente tenera per un uomo che aveva appena fatto quello che aveva fatto. "Grazie," disse Paolo, guardandolo sopra la spalla di Luciana. Giorgio annuì, un sorriso stanco ma soddisfatto che gli increspava le labbra. "Non c'è di che," rispose, la voce ancora roca. "È stata un'esperienza incredibile."
Luciana si sollevò a fatica, il corpo ancora tremante mentre si sistemava tra i due uomini. Giorgio le passò un braccio intorno alle spalle, tirandola delicatamente contro di sé mentre Paolo le prendeva una mano. Per un momento, nessuno parlò. Il suono del loro respiro che si calmava gradualmente riempiva la stanza, insieme al ticchettio dell'orologio sul camino che nessuno aveva notato fino a quel momento.
Luciana sollevò il viso dal cuscino del divano, i capelli sciolti e umidi di sudore incollati alle tempie. "Amore," sussurrò, la voce roca dalla stanchezza e dall'emozione, tendendo una mano verso Paolo. "Sono felice." Le dita gli sfiorarono il polso, tracciando la mappa delle vene che ancora pulsavano rapidamente. "È stato bellissimo. Non avevo mai goduto così tanto." Il suo respiro si incrinò quando Paolo le prese il viso tra le mani, i pollici che le asciugavano lacrime che non sapeva nemmeno di aver versato.
Giorgio, seduto sul bordo del divano con le gambe divaricate e il corpo ancora lucido, trattenne il fiato quando Luciana gli rivolse lo stesso sguardo carico che aveva riservato a Paolo. "E vorrei," continuò lei, la voce che acquistava sicurezza mentre si sollevava a fatica sui gomiti, "che Giorgio entrasse a far parte della nostra famiglia. Se lui è d'accordo."
Paolo sentì le parole di Luciana risuonare nella stanza come una nota perfetta dopo un lungo silenzio. Il cuore gli batteva forte mentre guardava Giorgio, che aveva appena fatto l'amore con sua moglie con una passione che Paolo stesso non aveva mai saputo suscitare. Eppure, invece di gelosia, provava una strana pace, quasi gratitudine. "Se la cosa ti fa felice," disse Paolo, la voce più calma di quanto si aspettasse, "e lui è d'accordo, non posso che essere d'accordo anch'io." Si avvicinò a Luciana, sfiorandole il viso con una mano mentre l'altra si protendeva verso Giorgio. "Sarà un secondo marito per te," sussurrò, "e un amico fidato per me."
Giorgio rimase immobile per un istante, gli occhi che passavano da Luciana a Paolo come se cercasse una trappola, un inganno. Poi, con un movimento lento ma deciso, afferrò la mano di Paolo e la strinse con forza. "Non so cosa dire," ammise, la voce roca dall'emozione. "Non mi aspettavo... questo." Il suo sguardo tornò su Luciana, che aveva gli occhi lucidi e un sorriso tremulo. "Vuoi davvero che faccia parte della vostra vita? In questo modo?"
Luciana annuì senza esitazione, allungando una mano per sfiorare la guancia di Giorgio. "Sì," disse semplicemente. "Ho sentito cose con te che non avevo mai provato prima. E Paolo..." Si voltò verso il marito, gli occhi che cercavano il suo consenso silenzioso. "Paolo ha visto in me una parte di me stessa che nemmeno io conoscevo. Voglio che questo continui. Con entrambi."
Luciana sollevò il viso dal cuscino del divano, i capelli sciolti e umidi di sudore incollati alle tempie. "Amore," sussurrò, la voce roca dalla stanchezza e dall'emozione, tendendo una mano verso Paolo. "Ho un'altra idea." Le dita gli sfiorarono il polso, tracciando la mappa delle vene che ancora pulsavano rapidamente. "Voglio che Giorgio diventi intimo anche con te."
Paolo trattenne il respiro. Luciana aveva accennato a questa fantasia anni prima, durante una di quelle notti in cui gli sussurrava confessioni proibite nell'oscurità. Ma ora, sotto lo sguardo attento di Giorgio che si stava asciugando con un asciugamano, la proposta sembrava improvvisamente tangibile.
"Mi ha sempre eccitato l'idea di vederti nelle vesti di una ragazza," continuò Luciana, scivolando dal divano per inginocchiarsi tra le gambe di Paolo. Le sue dita tremanti iniziarono a slacciargli i pantaloni. "Se Giorgio facesse sesso con te come ha fatto con me..." La cerniera si aprì con un suono che sembrò amplificato nella stanza silenziosa. "Scopriresti un nuovo modo di godere."
Giorgio si avvicinò, lasciando cadere l'asciugamano. Paolo notò che era ancora semierezione, il cazzo che si muoveva leggermente ad ogni passo. "Se le donne godono quando lo prendono nel culo," disse Giorgio con una calma sorprendente, "non vedo perché non dovresti provare lo stesso piacere." Si fermò a un passo da Paolo, il profumo del loro sudore misto che riempiva lo spazio tra loro.
Paolo sentì le dita di Luciana che gli sfilavano i pantaloni e le mutande insieme. L'aria fresca sulla pelle nuda lo fece rabbrividire. "Non sono... preparato," ammise, anche se la sua erezione crescente contraddiceva le parole. Luciana sorrise, sfiorandolo con una mano mentre con l'altra cercava qualcosa nella borsa vicino al divano. "Mi sono preparata io," sussurrò, estraendo una piccola bottiglia di lubrificante.
Giorgio prese gli oggetti dalle mani di Luciana con un cenno di ringraziamento. "Non sarà come con lei," disse a Paolo, aprendo la bottiglia con un suono di tappo che scatta. "Più lento. Più preparazione." Versò il liquido trasparente sulle dita, massaggiandolo per scaldarlo prima di avvicinarsi a Paolo, che istintivamente si appoggiò contro il bracciolo del divano.
Luciana si spostò di lato, gli occhi che non perdevano un dettaglio mentre Giorgio si inginocchiava dietro Paolo. "Respira," sussurrò Giorgio, una mano che si posava sul fianco di Paolo per guidarlo. Paolo annuì, sentendo la prima pressione fredda contro l'ingresso che nessuno aveva mai toccato così. Trattenne il fiato quando il dito di Giorgio iniziò a muoversi con movimenti circolari, aprendolo gradualmente.
"Così," incoraggiò Luciana, avvicinandosi per baciare Paolo mentre Giorgio lavorava. Paolo rispose al bacio con una sorta di disperazione, le mani che si aggrappavano alle spalle di Luciana come un'ancora di salvezza. Sentì Giorgio aggiungere un secondo dito, la sensazione di stiramento che lo fece contrarre involontariamente. "Rilassati," mormorò Giorgio contro la sua schiena, le labbra che seguivano la curva della spina dorsale mentre le dita continuavano il loro lavoro paziente.
"Saremo le sue troie," sussurrò Luciana all'orecchio di Paolo, le labbra che sfioravano il lobo mentre le dita gli accarezzavano il petto. "E lo soddisferemo sia con la bocca che con il culetto." Sentì il respiro di Paolo accelerare sotto di lei, il torace che si sollevava più rapidamente. "E tu diventerai una puttanella come me," aggiunse, sfiorandogli il collo con i denti prima di voltarsi verso Giorgio. "Tutto questo, ovviamente, solo all'interno di casa nostra. Fuori torneremo ad essere le persone serie e rispettabili che siamo sempre stati."
Giorgio sorrise, un'espressione ferocemente soddisfatta mentre osservava Paolo arrendersi al gioco. Si avvicinò al divano dove erano accasciati, le dita che sfioravano la schiena di Luciana prima di posarsi sulla spalla di Paolo. "Ti chiameremo 'amore'," continuò Luciana, prendendo la mano di Giorgio e guidandola sul fianco di Paolo, "e tu ci toccherai sempre con piacere."
Paolo chiuse gli occhi quando le dita di Giorgio iniziarono a tracciare cerchi lenti sul suo addome, scendendo gradualmente verso l'inguine. "Sì," sussurrò, la voce roca mentre Luciana gli prendeva il viso tra le mani e lo baciava con una lentezza che contrastava con il tocco audace di Giorgio.
Giorgio scese in ginocchio davanti a Paolo, le mani che gli aprivano le ginocchia con fermezza. "Allora, amore," disse Giorgio, la voce bassa mentre sfiorava l'interno coscia di Paolo con le labbra, "vuoi che ti prepari con la bocca o vuoi che ti prenda subito?" Paolo trattenne il respiro, lo sguardo che cercava quello di Luciana in cerca di guida.
Luciana gemette profondamente quando Giorgio si svuotò dentro di lei, il corpo che tremava sotto la forza dell'orgasmo condiviso. Paolo vide le dita di sua moglie stringere ancora più forte il tessuto del divano, le nocche bianche mentre il piacere la travolgeva. Giorgio rimase immobile per un lungo istante, il respiro affannoso contro la schiena sudata di Luciana, prima di ritirarsi con delicatezza, lasciandola accasciata sul divano, esausta e completamente soddisfatta.
Paolo si avvicinò, accarezzando i capelli umidi di sudore di Luciana mentre lei girava la testa per guardarlo. I suoi occhi erano ancora annebbiati dal piacere, le labbra leggermente gonfie dai morsi e dai baci. "Sei stata magnifica," sussurrò Paolo, piegandosi per baciarla con una lentezza che contrastava con la frenesia di pochi minuti prima. Luciana rispose al bacio con un sospiro soddisfatto, le dita che si intrecciavano nei capelli di Paolo.
Dietro di loro, Giorgio si era seduto sul bordo del divano, osservando la scena con un'espressione stranamente tenera per un uomo che aveva appena fatto quello che aveva fatto. "Grazie," disse Paolo, guardandolo sopra la spalla di Luciana. Giorgio annuì, un sorriso stanco ma soddisfatto che gli increspava le labbra. "Non c'è di che," rispose, la voce ancora roca. "È stata un'esperienza incredibile."
Luciana si sollevò a fatica, il corpo ancora tremante mentre si sistemava tra i due uomini. Giorgio le passò un braccio intorno alle spalle, tirandola delicatamente contro di sé mentre Paolo le prendeva una mano. Per un momento, nessuno parlò. Il suono del loro respiro che si calmava gradualmente riempiva la stanza, insieme al ticchettio dell'orologio sul camino che nessuno aveva notato fino a quel momento.
Luciana sollevò il viso dal cuscino del divano, i capelli sciolti e umidi di sudore incollati alle tempie. "Amore," sussurrò, la voce roca dalla stanchezza e dall'emozione, tendendo una mano verso Paolo. "Sono felice." Le dita gli sfiorarono il polso, tracciando la mappa delle vene che ancora pulsavano rapidamente. "È stato bellissimo. Non avevo mai goduto così tanto." Il suo respiro si incrinò quando Paolo le prese il viso tra le mani, i pollici che le asciugavano lacrime che non sapeva nemmeno di aver versato.
Giorgio, seduto sul bordo del divano con le gambe divaricate e il corpo ancora lucido, trattenne il fiato quando Luciana gli rivolse lo stesso sguardo carico che aveva riservato a Paolo. "E vorrei," continuò lei, la voce che acquistava sicurezza mentre si sollevava a fatica sui gomiti, "che Giorgio entrasse a far parte della nostra famiglia. Se lui è d'accordo."
Paolo sentì le parole di Luciana risuonare nella stanza come una nota perfetta dopo un lungo silenzio. Il cuore gli batteva forte mentre guardava Giorgio, che aveva appena fatto l'amore con sua moglie con una passione che Paolo stesso non aveva mai saputo suscitare. Eppure, invece di gelosia, provava una strana pace, quasi gratitudine. "Se la cosa ti fa felice," disse Paolo, la voce più calma di quanto si aspettasse, "e lui è d'accordo, non posso che essere d'accordo anch'io." Si avvicinò a Luciana, sfiorandole il viso con una mano mentre l'altra si protendeva verso Giorgio. "Sarà un secondo marito per te," sussurrò, "e un amico fidato per me."
Giorgio rimase immobile per un istante, gli occhi che passavano da Luciana a Paolo come se cercasse una trappola, un inganno. Poi, con un movimento lento ma deciso, afferrò la mano di Paolo e la strinse con forza. "Non so cosa dire," ammise, la voce roca dall'emozione. "Non mi aspettavo... questo." Il suo sguardo tornò su Luciana, che aveva gli occhi lucidi e un sorriso tremulo. "Vuoi davvero che faccia parte della vostra vita? In questo modo?"
Luciana annuì senza esitazione, allungando una mano per sfiorare la guancia di Giorgio. "Sì," disse semplicemente. "Ho sentito cose con te che non avevo mai provato prima. E Paolo..." Si voltò verso il marito, gli occhi che cercavano il suo consenso silenzioso. "Paolo ha visto in me una parte di me stessa che nemmeno io conoscevo. Voglio che questo continui. Con entrambi."
Luciana sollevò il viso dal cuscino del divano, i capelli sciolti e umidi di sudore incollati alle tempie. "Amore," sussurrò, la voce roca dalla stanchezza e dall'emozione, tendendo una mano verso Paolo. "Ho un'altra idea." Le dita gli sfiorarono il polso, tracciando la mappa delle vene che ancora pulsavano rapidamente. "Voglio che Giorgio diventi intimo anche con te."
Paolo trattenne il respiro. Luciana aveva accennato a questa fantasia anni prima, durante una di quelle notti in cui gli sussurrava confessioni proibite nell'oscurità. Ma ora, sotto lo sguardo attento di Giorgio che si stava asciugando con un asciugamano, la proposta sembrava improvvisamente tangibile.
"Mi ha sempre eccitato l'idea di vederti nelle vesti di una ragazza," continuò Luciana, scivolando dal divano per inginocchiarsi tra le gambe di Paolo. Le sue dita tremanti iniziarono a slacciargli i pantaloni. "Se Giorgio facesse sesso con te come ha fatto con me..." La cerniera si aprì con un suono che sembrò amplificato nella stanza silenziosa. "Scopriresti un nuovo modo di godere."
Giorgio si avvicinò, lasciando cadere l'asciugamano. Paolo notò che era ancora semierezione, il cazzo che si muoveva leggermente ad ogni passo. "Se le donne godono quando lo prendono nel culo," disse Giorgio con una calma sorprendente, "non vedo perché non dovresti provare lo stesso piacere." Si fermò a un passo da Paolo, il profumo del loro sudore misto che riempiva lo spazio tra loro.
Paolo sentì le dita di Luciana che gli sfilavano i pantaloni e le mutande insieme. L'aria fresca sulla pelle nuda lo fece rabbrividire. "Non sono... preparato," ammise, anche se la sua erezione crescente contraddiceva le parole. Luciana sorrise, sfiorandolo con una mano mentre con l'altra cercava qualcosa nella borsa vicino al divano. "Mi sono preparata io," sussurrò, estraendo una piccola bottiglia di lubrificante.
Giorgio prese gli oggetti dalle mani di Luciana con un cenno di ringraziamento. "Non sarà come con lei," disse a Paolo, aprendo la bottiglia con un suono di tappo che scatta. "Più lento. Più preparazione." Versò il liquido trasparente sulle dita, massaggiandolo per scaldarlo prima di avvicinarsi a Paolo, che istintivamente si appoggiò contro il bracciolo del divano.
Luciana si spostò di lato, gli occhi che non perdevano un dettaglio mentre Giorgio si inginocchiava dietro Paolo. "Respira," sussurrò Giorgio, una mano che si posava sul fianco di Paolo per guidarlo. Paolo annuì, sentendo la prima pressione fredda contro l'ingresso che nessuno aveva mai toccato così. Trattenne il fiato quando il dito di Giorgio iniziò a muoversi con movimenti circolari, aprendolo gradualmente.
"Così," incoraggiò Luciana, avvicinandosi per baciare Paolo mentre Giorgio lavorava. Paolo rispose al bacio con una sorta di disperazione, le mani che si aggrappavano alle spalle di Luciana come un'ancora di salvezza. Sentì Giorgio aggiungere un secondo dito, la sensazione di stiramento che lo fece contrarre involontariamente. "Rilassati," mormorò Giorgio contro la sua schiena, le labbra che seguivano la curva della spina dorsale mentre le dita continuavano il loro lavoro paziente.
"Saremo le sue troie," sussurrò Luciana all'orecchio di Paolo, le labbra che sfioravano il lobo mentre le dita gli accarezzavano il petto. "E lo soddisferemo sia con la bocca che con il culetto." Sentì il respiro di Paolo accelerare sotto di lei, il torace che si sollevava più rapidamente. "E tu diventerai una puttanella come me," aggiunse, sfiorandogli il collo con i denti prima di voltarsi verso Giorgio. "Tutto questo, ovviamente, solo all'interno di casa nostra. Fuori torneremo ad essere le persone serie e rispettabili che siamo sempre stati."
Giorgio sorrise, un'espressione ferocemente soddisfatta mentre osservava Paolo arrendersi al gioco. Si avvicinò al divano dove erano accasciati, le dita che sfioravano la schiena di Luciana prima di posarsi sulla spalla di Paolo. "Ti chiameremo 'amore'," continuò Luciana, prendendo la mano di Giorgio e guidandola sul fianco di Paolo, "e tu ci toccherai sempre con piacere."
Paolo chiuse gli occhi quando le dita di Giorgio iniziarono a tracciare cerchi lenti sul suo addome, scendendo gradualmente verso l'inguine. "Sì," sussurrò, la voce roca mentre Luciana gli prendeva il viso tra le mani e lo baciava con una lentezza che contrastava con il tocco audace di Giorgio.
Giorgio scese in ginocchio davanti a Paolo, le mani che gli aprivano le ginocchia con fermezza. "Allora, amore," disse Giorgio, la voce bassa mentre sfiorava l'interno coscia di Paolo con le labbra, "vuoi che ti prepari con la bocca o vuoi che ti prenda subito?" Paolo trattenne il respiro, lo sguardo che cercava quello di Luciana in cerca di guida.
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