Nudisti per casa - Episodio 6
di
pippopippo
genere
esibizionismo
Premessa:
Qui esploro cos'è la vergogna: É un costrutto sociale? Una regola?
Perché Marika decide di spogliarsi quando Marco vede il peso che lei porta?
E perché Marika si vergogna della sua nudità davanti a Janine ma non davanti a Marco?
Inoltre esploro la guerra ideologica di Marika: servono regole scritte oppure bastano le regole del rispetto reciproco.
E quindi il ruolo della lavagna?
Racconto:
Ok, ho avuto l'autorizzazione di Marika a raccontare cosa è successo.
Ci siamo scambiati i ruoli.
Io mi sono vestito e lei si è svestita.
L'ho rassicurata che non avrei mai oltrepassato i limiti, nemmeno da nuda. Che anche da nudi ci possono essere dei limiti, delle regole.
Solo, che non sono delle regole scritte, sono regole incarnate, fatte di rispetto reciproco.
Una volta spogliata, le ho tenuto la mano in segno di rispetto. I confini non sarebbero stati violati.
Andiamo a fare una cioccolata?
Lei mi guarda come per dire, Io nuda in cucina? No mai!
Ma non c'è nessuno in casa. Prenditi il rischio di essere smascherata. Forza! Le dico!
E alla fine, in punta di piedi, lei nuda, imbarazzata, si adopera a fare la cioccolata.
Con un fare però frettoloso, non vuole essere vista da Janine.
Curioso!
Non si vergogna con me, ma con Janine.
Ci sediamo, ci beviamo la cioccolata, la costringo a berla con lentezza.
É calda, ti scotti se non fai piano. Le dico!
Lei obbedisce. Cerca di fare con calma. Ma appena finito, corre in stanza e si mette nuda sotto le lenzuola.
Puoi spogliarti, mi dice. Mi fa impressione a vederti vestito.
Qui esploro cos'è la vergogna: É un costrutto sociale? Una regola?
Perché Marika decide di spogliarsi quando Marco vede il peso che lei porta?
E perché Marika si vergogna della sua nudità davanti a Janine ma non davanti a Marco?
Inoltre esploro la guerra ideologica di Marika: servono regole scritte oppure bastano le regole del rispetto reciproco.
E quindi il ruolo della lavagna?
Racconto:
Ok, ho avuto l'autorizzazione di Marika a raccontare cosa è successo.
Ci siamo scambiati i ruoli.
Io mi sono vestito e lei si è svestita.
L'ho rassicurata che non avrei mai oltrepassato i limiti, nemmeno da nuda. Che anche da nudi ci possono essere dei limiti, delle regole.
Solo, che non sono delle regole scritte, sono regole incarnate, fatte di rispetto reciproco.
Una volta spogliata, le ho tenuto la mano in segno di rispetto. I confini non sarebbero stati violati.
Andiamo a fare una cioccolata?
Lei mi guarda come per dire, Io nuda in cucina? No mai!
Ma non c'è nessuno in casa. Prenditi il rischio di essere smascherata. Forza! Le dico!
E alla fine, in punta di piedi, lei nuda, imbarazzata, si adopera a fare la cioccolata.
Con un fare però frettoloso, non vuole essere vista da Janine.
Curioso!
Non si vergogna con me, ma con Janine.
Ci sediamo, ci beviamo la cioccolata, la costringo a berla con lentezza.
É calda, ti scotti se non fai piano. Le dico!
Lei obbedisce. Cerca di fare con calma. Ma appena finito, corre in stanza e si mette nuda sotto le lenzuola.
Puoi spogliarti, mi dice. Mi fa impressione a vederti vestito.
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