Nudisti per casa - Episodio 18, Marco annega con dignità
di
pippopippo
genere
esibizionismo
Premessa:
Dopo i recenti voti negativi, cambio approccio. Aggiungo più comicità demenziale e più uso di linguaggio scurrile.
In alcuni episodi, la parte erotica é stata assente, perché ho intenzione di trasformare la serie in un romanzetto.
In questa puntata, Marco non ne esce molto bene.
Ma avrà modo di vendicarsi nei prossimi episodi.
Racconto:
Oggi, assemblea plenaria. Ordine del giorno: il caso Lidia e il suo mural.
Janine è molto stressata. La situazione non è facile da sbrogliare, specialmente da quando le sono state girate le prove che accusano Lidia.
In salotto, le vittime sono Roby e Marika. Veronika, invece, non si capisce. Cioè, Veronika è fisicamente presente, ma la sua sciarpa di lana è arrotolata almeno cinque volte; sembra un rotolo di carta. E siamo in piena estate. Però respira. Il gruppo al momento non ha tempo per occuparsi del suo caso umano; fortunatamente è psicologa, ci penserà il suo tutore. Quindi, almeno per ora, un problema in meno.
Janine è preoccupata per Marika, che ha deciso di interrompere il progetto nudista. Marika, intanto, si è finalmente presentata in assemblea: vestita, come aveva promesso. Ieri è stato l'ultimo giorno da nudista, e stamattina non si era ancora fatta vedere; probabilmente si è conservata per amplificare il suo disappunto durante la riunione. Infatti, solo io e Janine sapevamo della decisione. Roby, Lidia e Veronika non erano stati avvisati.
Roby non reagisce alla sua vista. Lidia invece si mostra sdegnata. Veronika è persa sotto la sua sciarpa di lana; sappiamo però che trasuda, ci sono intorno nuvole di vapore, segno che almeno il suo sistema immunitario funziona. È Janine che apre l'assemblea:
— Primo punto della riunione: abbiamo il caso Lidia. Chi vuole cominciare?
Marika si alza:
— Lidia nel suo disegno mi ha ritratta come un bebè che non sa trattenere la vescica. Io non sono così!
Lidia risponde tranquilla:
— Stai dicendo che non fai la pipì?
— Sì, ma in bagno! E non mi esibisco a gambe aperte! — Poi si guarda intorno e continua: — Che schifo! Mi hai disegnata in uno stagno di urina con zanzare e mosche. Io non puzzo!
— Confermo — dico io.
Marika scaglia la sua rabbia su di me:
— Tu stai zitto!
Io la guardo impappinato: — Ma che ho fatto?
Lei replica furiosa:
— Il tuo senso di colpa te lo tieni. Non ti permetterò di uscire da questa situazione come un santo!
E poi rivolta a Lidia:
— O mi togli dalla sporcizia della scena, oppure niente mural.
Io intervengo, rivolgendomi a Lidia, continuando con l'intento di proteggere Marika:
— Lidia, la scena è troppo disinibita anche per noi. Con le gambe aperte... è meglio evitare!
Marika è incazzata più di prima:
— Marco, pensi per caso che io sia una camionista?
— Ma non sei tu! È Lidia che ti ha disegnata camionista!
— Quindi lo pensi veramente? Io me ne vado!
Poi, rivolta a Janine:
— Se permetti a Lidia di fare il mural con me in quella posa sporca e sconcia, io lascio casa!
Lidia ride, poi guarda Janine:
— Io l'ho solo rappresentata come l'ho vista. — Poi punta gli occhi su Marika: — Guarda com'è seduta adesso.
Colpita e affondata. Marika è proprio seduta in modalità camionista. Marika contrattacca:
— Guardati tu! — rivolta a Lidia — lasci peli dappertutto!
A questo punto, inaspettatamente interviene Veronika dal suo bozzolo:
— Lidia proietta se stessa nei disegni. Lei quando fa pipì nemmeno si lava; sul divano lascia macchie e peli.
Il clima è rovente. Janine cerca di calmare gli animi, difendendo il suo progetto:
— I tessuti dei divani li laviamo, non abbiamo problemi di sporco qui.
Lidia allora concede:
— Va bene, chiudo le gambe a Marika, la faccio diventare da camionista a Venere del Botticelli, ma il lago di urina lo lascio: ci devo fare annegare il povero Marco.
Poi mi guarda con un senso di commiserazione:
— Siete tutti d'accordo che annaspa dietro a Marika!
— Sì — risposta quasi unanime. Solo io e Marika restiamo muti.
— Io non annaspo. Io sono abilissimo a difendermi dalle donne!
Lidia, soddisfatta, affonda il colpo:
— Appunto, annaspi! Non reagisci alle sue frecciate, le assorbi!
— Ma sono un filosofo — provo a difendermi.
E qui interviene Roby:
— Dipende. Più che filosofo, direi pirla.
— Differentemente abile — aggiunge Veronika da sotto la sua sciarpa.
Veronika mi ha praticamente dato dell'autistico. Guardo Marika, che mi conosce meglio di tutti:
— No, è solo uno pseudo-filosofo stronzo — dice lei — se fosse stato solo un coglione, con le sole parole non poteva ingannarmi. — Poi continua: — Come stronzo invece è riuscito a incantarmi solo per vedermi nuda. Pervertito!
Janine cerca di fare da paciere:
— Va bene Lidia, puoi anche fare affogare Marco nell'urina. A quanto pare non è in grado di annaspare! Lidia ti chiude le gambe, e in cambio Lidia si disegnerà con i peli sporchi.
Lidia interviene: — Va bene. È natura, non ho problemi.
— Caso chiuso — sentenzia Janine. Poi rivolta a Roby: — Hai qualcosa da dire?
Intervengo io: — Io filosoficamente non ho nulla da aggiungere!
— Pirla — ripete Roby.
— Pervertito, gli piace annegare nell'urina — rincara Marika.
— Basta! — sbotta Janine — Roby, hai qualcosa da aggiungere?
— Sì, non mi piace che Lidia mi abbia stretto i maroni nel laccio emostatico.
Lidia difende l'opera: — Ma quella è la condizione del maschio moderno. Non potete attaccare la mia creatività d'artista solo perché è realistica.
Roby non è d'accordo:
— I miei maroni si sono gonfiati solo dopo il tuo arrivo. Ma nessuno mi tiene per i maroni. Nemmeno tu!
— Ti ho fatto i maroni gonfi per mostrare la tua condizione di maschio alfa incatenato.
— Incatenato a cosa? — insiste Roby.
— Non a caso è un laccio emostatico, è un pezzo della medicina novecentesca.
— E che significa?
Intervengo io, nel tentativo di riprendere possesso del mio ruolo:
— Che non puoi usare la tua forza, perché il sistema ti ha installato il senso di colpa per essere nato con i maroni.
Roby non è persuaso: — E allora perché l'altra volta Lidia mi ha disegnato con le due uova dalle dimensioni bambinesche?
Qui mi riprendo il potere: il "pirla" mette al suo posto il maschio alfa:
— Gli antichi greci non ci tenevano alle dimensioni di quei cosi. Anzi! Se li hai grossi, per i greci era come avere il laccio emostatico. Il laccio sui maroni significa che non puoi volare alto.
Ho vinto! Il pirla si è ripreso il potere!
Ma Roby, pratico gorilla, non è d'accordo: — Tu ce li hai nella norma, ma non ti è servito a nulla, non voli. Lidia giustamente ti ha fatto annegare nell'urina!
A questo punto Janine interrompe il discorso:
— Roby cosa vuoi?
— Voglio che Lidia tolga il laccio sui maroni.
Marika: — E i maroni te li deve ridimensionare?
— No, quelli vanno bene così.
Lidia media: — Ti tolgo il laccio, ma ci metto Veronika che ti dà un calcio sulle palle.
Veronika sembra d'accordo: — Va bene il calcio.
Nessuno sembra avere nulla da aggiungere. Janine chiude l'assemblea plenaria:
— Aggiudicato, Lidia può fare il suo mural alle condizioni che ci siamo dati.
Assemblea chiusa. Tutti liberi. Marika si alza per andare nella nostra stanza. Io la seguo.
— Pace? — le dico.
— Non parlo con i pervertiti.
Mi sa che devo cambiare approccio con le donne. Il filosofo non va bene!
Guardo per terra e dico.
- forse devo imparare a nuotare!
Dopo i recenti voti negativi, cambio approccio. Aggiungo più comicità demenziale e più uso di linguaggio scurrile.
In alcuni episodi, la parte erotica é stata assente, perché ho intenzione di trasformare la serie in un romanzetto.
In questa puntata, Marco non ne esce molto bene.
Ma avrà modo di vendicarsi nei prossimi episodi.
Racconto:
Oggi, assemblea plenaria. Ordine del giorno: il caso Lidia e il suo mural.
Janine è molto stressata. La situazione non è facile da sbrogliare, specialmente da quando le sono state girate le prove che accusano Lidia.
In salotto, le vittime sono Roby e Marika. Veronika, invece, non si capisce. Cioè, Veronika è fisicamente presente, ma la sua sciarpa di lana è arrotolata almeno cinque volte; sembra un rotolo di carta. E siamo in piena estate. Però respira. Il gruppo al momento non ha tempo per occuparsi del suo caso umano; fortunatamente è psicologa, ci penserà il suo tutore. Quindi, almeno per ora, un problema in meno.
Janine è preoccupata per Marika, che ha deciso di interrompere il progetto nudista. Marika, intanto, si è finalmente presentata in assemblea: vestita, come aveva promesso. Ieri è stato l'ultimo giorno da nudista, e stamattina non si era ancora fatta vedere; probabilmente si è conservata per amplificare il suo disappunto durante la riunione. Infatti, solo io e Janine sapevamo della decisione. Roby, Lidia e Veronika non erano stati avvisati.
Roby non reagisce alla sua vista. Lidia invece si mostra sdegnata. Veronika è persa sotto la sua sciarpa di lana; sappiamo però che trasuda, ci sono intorno nuvole di vapore, segno che almeno il suo sistema immunitario funziona. È Janine che apre l'assemblea:
— Primo punto della riunione: abbiamo il caso Lidia. Chi vuole cominciare?
Marika si alza:
— Lidia nel suo disegno mi ha ritratta come un bebè che non sa trattenere la vescica. Io non sono così!
Lidia risponde tranquilla:
— Stai dicendo che non fai la pipì?
— Sì, ma in bagno! E non mi esibisco a gambe aperte! — Poi si guarda intorno e continua: — Che schifo! Mi hai disegnata in uno stagno di urina con zanzare e mosche. Io non puzzo!
— Confermo — dico io.
Marika scaglia la sua rabbia su di me:
— Tu stai zitto!
Io la guardo impappinato: — Ma che ho fatto?
Lei replica furiosa:
— Il tuo senso di colpa te lo tieni. Non ti permetterò di uscire da questa situazione come un santo!
E poi rivolta a Lidia:
— O mi togli dalla sporcizia della scena, oppure niente mural.
Io intervengo, rivolgendomi a Lidia, continuando con l'intento di proteggere Marika:
— Lidia, la scena è troppo disinibita anche per noi. Con le gambe aperte... è meglio evitare!
Marika è incazzata più di prima:
— Marco, pensi per caso che io sia una camionista?
— Ma non sei tu! È Lidia che ti ha disegnata camionista!
— Quindi lo pensi veramente? Io me ne vado!
Poi, rivolta a Janine:
— Se permetti a Lidia di fare il mural con me in quella posa sporca e sconcia, io lascio casa!
Lidia ride, poi guarda Janine:
— Io l'ho solo rappresentata come l'ho vista. — Poi punta gli occhi su Marika: — Guarda com'è seduta adesso.
Colpita e affondata. Marika è proprio seduta in modalità camionista. Marika contrattacca:
— Guardati tu! — rivolta a Lidia — lasci peli dappertutto!
A questo punto, inaspettatamente interviene Veronika dal suo bozzolo:
— Lidia proietta se stessa nei disegni. Lei quando fa pipì nemmeno si lava; sul divano lascia macchie e peli.
Il clima è rovente. Janine cerca di calmare gli animi, difendendo il suo progetto:
— I tessuti dei divani li laviamo, non abbiamo problemi di sporco qui.
Lidia allora concede:
— Va bene, chiudo le gambe a Marika, la faccio diventare da camionista a Venere del Botticelli, ma il lago di urina lo lascio: ci devo fare annegare il povero Marco.
Poi mi guarda con un senso di commiserazione:
— Siete tutti d'accordo che annaspa dietro a Marika!
— Sì — risposta quasi unanime. Solo io e Marika restiamo muti.
— Io non annaspo. Io sono abilissimo a difendermi dalle donne!
Lidia, soddisfatta, affonda il colpo:
— Appunto, annaspi! Non reagisci alle sue frecciate, le assorbi!
— Ma sono un filosofo — provo a difendermi.
E qui interviene Roby:
— Dipende. Più che filosofo, direi pirla.
— Differentemente abile — aggiunge Veronika da sotto la sua sciarpa.
Veronika mi ha praticamente dato dell'autistico. Guardo Marika, che mi conosce meglio di tutti:
— No, è solo uno pseudo-filosofo stronzo — dice lei — se fosse stato solo un coglione, con le sole parole non poteva ingannarmi. — Poi continua: — Come stronzo invece è riuscito a incantarmi solo per vedermi nuda. Pervertito!
Janine cerca di fare da paciere:
— Va bene Lidia, puoi anche fare affogare Marco nell'urina. A quanto pare non è in grado di annaspare! Lidia ti chiude le gambe, e in cambio Lidia si disegnerà con i peli sporchi.
Lidia interviene: — Va bene. È natura, non ho problemi.
— Caso chiuso — sentenzia Janine. Poi rivolta a Roby: — Hai qualcosa da dire?
Intervengo io: — Io filosoficamente non ho nulla da aggiungere!
— Pirla — ripete Roby.
— Pervertito, gli piace annegare nell'urina — rincara Marika.
— Basta! — sbotta Janine — Roby, hai qualcosa da aggiungere?
— Sì, non mi piace che Lidia mi abbia stretto i maroni nel laccio emostatico.
Lidia difende l'opera: — Ma quella è la condizione del maschio moderno. Non potete attaccare la mia creatività d'artista solo perché è realistica.
Roby non è d'accordo:
— I miei maroni si sono gonfiati solo dopo il tuo arrivo. Ma nessuno mi tiene per i maroni. Nemmeno tu!
— Ti ho fatto i maroni gonfi per mostrare la tua condizione di maschio alfa incatenato.
— Incatenato a cosa? — insiste Roby.
— Non a caso è un laccio emostatico, è un pezzo della medicina novecentesca.
— E che significa?
Intervengo io, nel tentativo di riprendere possesso del mio ruolo:
— Che non puoi usare la tua forza, perché il sistema ti ha installato il senso di colpa per essere nato con i maroni.
Roby non è persuaso: — E allora perché l'altra volta Lidia mi ha disegnato con le due uova dalle dimensioni bambinesche?
Qui mi riprendo il potere: il "pirla" mette al suo posto il maschio alfa:
— Gli antichi greci non ci tenevano alle dimensioni di quei cosi. Anzi! Se li hai grossi, per i greci era come avere il laccio emostatico. Il laccio sui maroni significa che non puoi volare alto.
Ho vinto! Il pirla si è ripreso il potere!
Ma Roby, pratico gorilla, non è d'accordo: — Tu ce li hai nella norma, ma non ti è servito a nulla, non voli. Lidia giustamente ti ha fatto annegare nell'urina!
A questo punto Janine interrompe il discorso:
— Roby cosa vuoi?
— Voglio che Lidia tolga il laccio sui maroni.
Marika: — E i maroni te li deve ridimensionare?
— No, quelli vanno bene così.
Lidia media: — Ti tolgo il laccio, ma ci metto Veronika che ti dà un calcio sulle palle.
Veronika sembra d'accordo: — Va bene il calcio.
Nessuno sembra avere nulla da aggiungere. Janine chiude l'assemblea plenaria:
— Aggiudicato, Lidia può fare il suo mural alle condizioni che ci siamo dati.
Assemblea chiusa. Tutti liberi. Marika si alza per andare nella nostra stanza. Io la seguo.
— Pace? — le dico.
— Non parlo con i pervertiti.
Mi sa che devo cambiare approccio con le donne. Il filosofo non va bene!
Guardo per terra e dico.
- forse devo imparare a nuotare!
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