Nudisti per casa - Episodio 8
di
pippopippo
genere
esibizionismo
Premessa:
Qui il tono della commedia cambia. Da erotico, comico, a romantico. Qui Marika si accorge della sua debolezza. Vivendo nel corpo, non più nel mondo delle regole, adesso può vedere che nel mondo del corpo, il sistema di credenze cambia. Prima il "socio" di Marco era una dimostrazione di potere. Ora diventa uno strumento di forza personale e di sofferenza autogestita. Marika vede Marko con occhi diversi, senza l'intruso della mente giudicante. Si arrabbia, perché quello che vede la spaventa.
Racconto:
Dopo il vertice vedo Marika molto inquieta, scossa. Le chiedo: «Che succede?». Lei mi guarda con una faccia piena di disprezzo e mi dice che le ho mentito. Sostiene che non si possono avere regole non scritte: è impossibile. Poi scuote il corpo, nel tentativo di sprecare l’energia e di togliere il bollore; fa piccoli urli e si corica nel suo letto a testa in giù, mettendosi a piangere. Il culo nudo non dovrei guardare glielo, é la prima volta che lo vedo, dovrei rispettare il registro romantico, psicologico, sensibile e profondo. Ma un bel culo nudo non ti può lasciare indifferente. Mi dice: «Sono arrabbiata con te perché ti invidio. Tu riesci a stare nudo e a bloccare gli impulsi, mentre io non ci riesco. Mentre stavo lì al vertice: ho capito una cosa. Quando ti si alza la bandiera, forse non è una dimostrazione di potere, dentro c’è anche molta sofferenza.» È una confessione: Marika continua. Mentre mi parlavano io sentivo gli occhi di tutti addosso, anche quelli di Davide, Roby e tuoi, e io ero fradicia. Anch’io avevo la voglia di esibirmi, l’impulso di mostrarmi, come te. Ora mi rendo conto che sono costretta a recitare la parte della pudica, perché sono quella con gli impulsi sessuali più forti. Devo seguire le regole per non cedere; non sono come te, io non ce la faccio. Allora lentamente cerco un contatto: prima visivo, poi di pelle. Mi avvicino piano e la abbraccio. Possiamo decidere la responsabilità: non c’è colpa. In psicologia la chiamano sublimazione. L'energia sessuale può essere sublimata ad esempio in un abbraccio comprensivo. Anche senza regole, siamo sempre noi a scegliere se restare umani, per usare la comprensione e non usarci come oggetti. Quando si stacca, dopo un po’ lo faccio anch’io, perché ho visto che la bandiera si era rialzata. Le dico: «Scusami per l’altra volta, non avevo capito che soffrivi; dietro non c’è gara, c’è sofferenza.» Dopo, Marika torna più serena, di nuovo bella e sorridente, senza lacrime. La vedo mentre va in cucina e lava le stoviglie, con energie rinnovate da questa nuova complicità. La vedo parlare con Roby: a un certo punto serra le cosce e stringe le labbra; io sorrido, perché grazie alla complicità di prima so cosa sta prova, da un certo punto provo tenerezza, perché mi ha confidato la sua debolezza, ma mi rendo conto di essere geloso. Mario, quel giorno più leggero del solito, cerca di scaricare tutto facendo le faccende domestiche. Quella notte, verso le tre, mi sveglio e sento dei sospiro e dei fruscii. Continuo a sentirli per qualche minuto. Alla fine, con un po’ di perfidia, giusto una punta, le dico: «Adesso stai meglio?»; si rende conto di essere stata scoperta. «si» risponde. Poi niente, la sento addormentarsi. Il giorno dopo Marika mi sveglia, ancora inquieta. Quando mi hai chiesto se dopo ... doppio ... cioè hai capito, se stavo meglio, cioè non ho provato vergogna: non mi sono sentita giudicata, mentre in realtà io mi sono accorta che in quel momento mi stavo giudicando. Ho sentito profonda gratitudine; è stato bello e non mi sono sentita un animale, ma un essere umano vero. Lo sai? Avevi ragione, ti ho detto il peggio di me, tu hai visto il peggio, ma mi sono sentita più umana. Ma mi spaventa fino a dove possiamo arrivare e rispettare lo stesso i confini per restare umani. Grazie per non avermi giudicato.
Qui il tono della commedia cambia. Da erotico, comico, a romantico. Qui Marika si accorge della sua debolezza. Vivendo nel corpo, non più nel mondo delle regole, adesso può vedere che nel mondo del corpo, il sistema di credenze cambia. Prima il "socio" di Marco era una dimostrazione di potere. Ora diventa uno strumento di forza personale e di sofferenza autogestita. Marika vede Marko con occhi diversi, senza l'intruso della mente giudicante. Si arrabbia, perché quello che vede la spaventa.
Racconto:
Dopo il vertice vedo Marika molto inquieta, scossa. Le chiedo: «Che succede?». Lei mi guarda con una faccia piena di disprezzo e mi dice che le ho mentito. Sostiene che non si possono avere regole non scritte: è impossibile. Poi scuote il corpo, nel tentativo di sprecare l’energia e di togliere il bollore; fa piccoli urli e si corica nel suo letto a testa in giù, mettendosi a piangere. Il culo nudo non dovrei guardare glielo, é la prima volta che lo vedo, dovrei rispettare il registro romantico, psicologico, sensibile e profondo. Ma un bel culo nudo non ti può lasciare indifferente. Mi dice: «Sono arrabbiata con te perché ti invidio. Tu riesci a stare nudo e a bloccare gli impulsi, mentre io non ci riesco. Mentre stavo lì al vertice: ho capito una cosa. Quando ti si alza la bandiera, forse non è una dimostrazione di potere, dentro c’è anche molta sofferenza.» È una confessione: Marika continua. Mentre mi parlavano io sentivo gli occhi di tutti addosso, anche quelli di Davide, Roby e tuoi, e io ero fradicia. Anch’io avevo la voglia di esibirmi, l’impulso di mostrarmi, come te. Ora mi rendo conto che sono costretta a recitare la parte della pudica, perché sono quella con gli impulsi sessuali più forti. Devo seguire le regole per non cedere; non sono come te, io non ce la faccio. Allora lentamente cerco un contatto: prima visivo, poi di pelle. Mi avvicino piano e la abbraccio. Possiamo decidere la responsabilità: non c’è colpa. In psicologia la chiamano sublimazione. L'energia sessuale può essere sublimata ad esempio in un abbraccio comprensivo. Anche senza regole, siamo sempre noi a scegliere se restare umani, per usare la comprensione e non usarci come oggetti. Quando si stacca, dopo un po’ lo faccio anch’io, perché ho visto che la bandiera si era rialzata. Le dico: «Scusami per l’altra volta, non avevo capito che soffrivi; dietro non c’è gara, c’è sofferenza.» Dopo, Marika torna più serena, di nuovo bella e sorridente, senza lacrime. La vedo mentre va in cucina e lava le stoviglie, con energie rinnovate da questa nuova complicità. La vedo parlare con Roby: a un certo punto serra le cosce e stringe le labbra; io sorrido, perché grazie alla complicità di prima so cosa sta prova, da un certo punto provo tenerezza, perché mi ha confidato la sua debolezza, ma mi rendo conto di essere geloso. Mario, quel giorno più leggero del solito, cerca di scaricare tutto facendo le faccende domestiche. Quella notte, verso le tre, mi sveglio e sento dei sospiro e dei fruscii. Continuo a sentirli per qualche minuto. Alla fine, con un po’ di perfidia, giusto una punta, le dico: «Adesso stai meglio?»; si rende conto di essere stata scoperta. «si» risponde. Poi niente, la sento addormentarsi. Il giorno dopo Marika mi sveglia, ancora inquieta. Quando mi hai chiesto se dopo ... doppio ... cioè hai capito, se stavo meglio, cioè non ho provato vergogna: non mi sono sentita giudicata, mentre in realtà io mi sono accorta che in quel momento mi stavo giudicando. Ho sentito profonda gratitudine; è stato bello e non mi sono sentita un animale, ma un essere umano vero. Lo sai? Avevi ragione, ti ho detto il peggio di me, tu hai visto il peggio, ma mi sono sentita più umana. Ma mi spaventa fino a dove possiamo arrivare e rispettare lo stesso i confini per restare umani. Grazie per non avermi giudicato.
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