Nudisti per casa - Episodio 17, ipocrisie nude
di
pippopippo
genere
esibizionismo
Premessa:
Marika é regredita alla fase bebè, perché ha bisogno di attenzioni.
Non potendo usare i vestiti per proteggersi dalla bestializzazione, tenta la carta della regressione a bambina. In questo modo il contatto fisico che cerca con Marco, lo può gestire togliendo l'istinto adulto. In pratica, costringendo Marco a vederla come bambina, lo riempe di sensi di colpa, in modo da essere sicura di ottenere in cambio delle attenzioni pure.
É la sua soluzione al suo bisogno di contatto, senza la protezione della stoffa.
Ma Marika, in realtà non ha usato strategia. Nemmeno lei ha capito nulla.
Ma il rifiuto di Marco, la seconda notte, e il disegno di Lidia la costringeranno leggersi dentro.
Racconto:
É come nel mio sogno!
Ci sono 2 fogli bianchi a terra. Li prendo, ma sono fogli capovolti, sul retro ci sono schizzi.
Sono schizzi artistici, esperimenti di Lidia.
In uno schizzo c'è un bebè con la faccia di Marika e il ciuccio, a terra una pozzanghera di piscio. E zanzare nella pozzanghera stagnante.
In un altro schizzo, c'è Roby, con i moroni giganti a terra, braccia muscolose e lunghe da gorilla. Nei moroni, un laccio emostatico, il tubicino del laccio si perde verso l'infinito.
Evito di interpretare.
L'autenticità pratica di Lidia é dissacrante.
Se con Marika avevamo creato la tribù degli spiriti liberi, in reazione alla dittatura legiferante di Janine, qui l'attacco a Janine, va molto oltre.
Noi volevamo riformare un paradiso che si stava sclerotizzando.
Lidia, con la sua innocenza pratica, usa la nostra trasparenza per dissacrare l'idea di paradiso nudo e trasparente che abbiamo creato.
Ma lo possiamo permettere? Il nostro sistema é in grado di reggere alla dissertazione chirurgica del suo occhio? Lei può esserci utile per guardare le nostre contraddizioni e guarirci dalle nostre ipocrisie?
Io avevo scoperto che il progetto nudo di Janine era pieno di regole dittatoriali, che annullavano di fatto la trasparenza totale.
Marika, aveva paura del paradiso nudo di Janine, perché temeva la perdita della dignità umana, temeva che gli istinti avrebbero prevalso.
Ma come reazione, il nostro paradiso forse ha represso troppo gli istinti, e la regressione di Marika e Veronika, ne sono una tragica conseguenza al conflitto che abbiamo subito nel tentativo di contenerli.
Forse lo sguardo di Lidia ci serve.
É la seconda notte che Marika cerca di accovacciarsi nel mio letto.
- ho paura del buio - dice.
Click.
Un mio dito, sul pulsante della luce. La stanza si illumina.
- io posso dormire anche con la luce accesa!
Poi continuo.
- su, vai a dormire.
Marika é stupefatta! Non se l'aspettava. Prende il suo biberon e la sua copertina logora, fa dietrofront, e se ne ritorna nel suo letto.
Mattina presto.
Marika fa la sua entrata trionfale in cucina. Io sono seduto sul tavolo, a bermi una cioccolata.
Marika fa di tutto per non passare inosservata.
- dormito bene? - chiede.
- si - rispondo.
- io ho dormito benissimo.
Niente biberon in mano, niente copertina logora intorno.
La fase infantile deve esserle passata.
Oppure é solo scena.
Però, nota i fogli che avevo riposto sul tavolo della cucina.
Marika li osserva. Sguardo assorto. Poi il suo viso non trattiene una punta di un sorriso beffardo.
- Ahahah, e questa sarei io?
Agitata, mi fa vedere gli appunti di Lidia.
- e io sarei una neonata, sporca che non sa contenere i liquidi corporali?
Io cerco di non far trapelare l'evidenza dei fatti, cerco di fare l'attore e di mantenere un aspetto tranquillo e rilassato.
- e tu dove sei? - dice.
Rovista tra gli appunti. Nulla.
Poi continua.
- con Roby non è stata cattiva come con me! voi maschi siete i cocchi di Lidia, siete privilegiati.
Io la guardo stupita.
- veramente - dico - Roby é un gorilla la cui forza bruta é tenuta sotto controllo dalle palle!
- e che vuol dire? - dice - io sono piena di piscio con le mosche e le zanzare che mi rozzano intorno.
- nella testa di Lidia, Roby é lo schiavo delle donne, tenuto dalle palle.
- e quindi?
- la sua forza é inutile! le donne lo hanno castrato.
- Hahahaha. Ok, quindi per questo nel primo ritratto gli ha ristretto i maroni?? ci sta!! Lidia non è normale.
- si.
- però almeno ho capito perché stanotte mi hai rifiutata.
Cerca conferme dal mio sguardo.
- quindi tu e lei, siete complici, per questo qui non ci sono tue caricature!
Cerca ancora conferme nel mio sguardo. Io permetto a Lidia di dissacrare la casa e in cambio lei risparmia me. Mi sta accusando di aver comprato la mia immunità e in cambio lei, Marika, affoga in una pozzanghera di urina, a gambe aperte, bestializzata.
- lo sai che questo rompe il nostro patto, vero?
Qualche settimana fa, l'avevo rassicurata che senza stoffa c'è sempre la responsabilità che ci protegge dalla perversione. Ma ora Marika si sente tradita.
- Marika, io e Lidia non abbiamo nessun accordo. Non ti posso proteggere da qualcosa che non capisco nemmeno io.
- non permetto a questa Lidia di fare la guardona delle nostre miserie. Io mi rivesto. Per me l'esperimento é chiuso.
Poi rivolta a me, con sguardo iroso.
- questa notte hai acceso la luce per farmi vedere quanto ero ridicola, vero???
Marika ha perso la brocca!
Marika é regredita alla fase bebè, perché ha bisogno di attenzioni.
Non potendo usare i vestiti per proteggersi dalla bestializzazione, tenta la carta della regressione a bambina. In questo modo il contatto fisico che cerca con Marco, lo può gestire togliendo l'istinto adulto. In pratica, costringendo Marco a vederla come bambina, lo riempe di sensi di colpa, in modo da essere sicura di ottenere in cambio delle attenzioni pure.
É la sua soluzione al suo bisogno di contatto, senza la protezione della stoffa.
Ma Marika, in realtà non ha usato strategia. Nemmeno lei ha capito nulla.
Ma il rifiuto di Marco, la seconda notte, e il disegno di Lidia la costringeranno leggersi dentro.
Racconto:
É come nel mio sogno!
Ci sono 2 fogli bianchi a terra. Li prendo, ma sono fogli capovolti, sul retro ci sono schizzi.
Sono schizzi artistici, esperimenti di Lidia.
In uno schizzo c'è un bebè con la faccia di Marika e il ciuccio, a terra una pozzanghera di piscio. E zanzare nella pozzanghera stagnante.
In un altro schizzo, c'è Roby, con i moroni giganti a terra, braccia muscolose e lunghe da gorilla. Nei moroni, un laccio emostatico, il tubicino del laccio si perde verso l'infinito.
Evito di interpretare.
L'autenticità pratica di Lidia é dissacrante.
Se con Marika avevamo creato la tribù degli spiriti liberi, in reazione alla dittatura legiferante di Janine, qui l'attacco a Janine, va molto oltre.
Noi volevamo riformare un paradiso che si stava sclerotizzando.
Lidia, con la sua innocenza pratica, usa la nostra trasparenza per dissacrare l'idea di paradiso nudo e trasparente che abbiamo creato.
Ma lo possiamo permettere? Il nostro sistema é in grado di reggere alla dissertazione chirurgica del suo occhio? Lei può esserci utile per guardare le nostre contraddizioni e guarirci dalle nostre ipocrisie?
Io avevo scoperto che il progetto nudo di Janine era pieno di regole dittatoriali, che annullavano di fatto la trasparenza totale.
Marika, aveva paura del paradiso nudo di Janine, perché temeva la perdita della dignità umana, temeva che gli istinti avrebbero prevalso.
Ma come reazione, il nostro paradiso forse ha represso troppo gli istinti, e la regressione di Marika e Veronika, ne sono una tragica conseguenza al conflitto che abbiamo subito nel tentativo di contenerli.
Forse lo sguardo di Lidia ci serve.
É la seconda notte che Marika cerca di accovacciarsi nel mio letto.
- ho paura del buio - dice.
Click.
Un mio dito, sul pulsante della luce. La stanza si illumina.
- io posso dormire anche con la luce accesa!
Poi continuo.
- su, vai a dormire.
Marika é stupefatta! Non se l'aspettava. Prende il suo biberon e la sua copertina logora, fa dietrofront, e se ne ritorna nel suo letto.
Mattina presto.
Marika fa la sua entrata trionfale in cucina. Io sono seduto sul tavolo, a bermi una cioccolata.
Marika fa di tutto per non passare inosservata.
- dormito bene? - chiede.
- si - rispondo.
- io ho dormito benissimo.
Niente biberon in mano, niente copertina logora intorno.
La fase infantile deve esserle passata.
Oppure é solo scena.
Però, nota i fogli che avevo riposto sul tavolo della cucina.
Marika li osserva. Sguardo assorto. Poi il suo viso non trattiene una punta di un sorriso beffardo.
- Ahahah, e questa sarei io?
Agitata, mi fa vedere gli appunti di Lidia.
- e io sarei una neonata, sporca che non sa contenere i liquidi corporali?
Io cerco di non far trapelare l'evidenza dei fatti, cerco di fare l'attore e di mantenere un aspetto tranquillo e rilassato.
- e tu dove sei? - dice.
Rovista tra gli appunti. Nulla.
Poi continua.
- con Roby non è stata cattiva come con me! voi maschi siete i cocchi di Lidia, siete privilegiati.
Io la guardo stupita.
- veramente - dico - Roby é un gorilla la cui forza bruta é tenuta sotto controllo dalle palle!
- e che vuol dire? - dice - io sono piena di piscio con le mosche e le zanzare che mi rozzano intorno.
- nella testa di Lidia, Roby é lo schiavo delle donne, tenuto dalle palle.
- e quindi?
- la sua forza é inutile! le donne lo hanno castrato.
- Hahahaha. Ok, quindi per questo nel primo ritratto gli ha ristretto i maroni?? ci sta!! Lidia non è normale.
- si.
- però almeno ho capito perché stanotte mi hai rifiutata.
Cerca conferme dal mio sguardo.
- quindi tu e lei, siete complici, per questo qui non ci sono tue caricature!
Cerca ancora conferme nel mio sguardo. Io permetto a Lidia di dissacrare la casa e in cambio lei risparmia me. Mi sta accusando di aver comprato la mia immunità e in cambio lei, Marika, affoga in una pozzanghera di urina, a gambe aperte, bestializzata.
- lo sai che questo rompe il nostro patto, vero?
Qualche settimana fa, l'avevo rassicurata che senza stoffa c'è sempre la responsabilità che ci protegge dalla perversione. Ma ora Marika si sente tradita.
- Marika, io e Lidia non abbiamo nessun accordo. Non ti posso proteggere da qualcosa che non capisco nemmeno io.
- non permetto a questa Lidia di fare la guardona delle nostre miserie. Io mi rivesto. Per me l'esperimento é chiuso.
Poi rivolta a me, con sguardo iroso.
- questa notte hai acceso la luce per farmi vedere quanto ero ridicola, vero???
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