L'odore di Te.
di
EmmePi
genere
sentimentali
Nel cervello l'odore di te, e infinite immagini scorrono come i titoli di un film in bianco e nero.
Il letto disfatto e vestiti sparpagliati ovunque in questa stanza appena illuminata dalle prime luci di un nuovo giorno.
Il tuo respiro è placido e hai ancora quel sorriso della notte appena trascorsa, intanto la luce aumenta come la voglia che ho di Te.
Il lenzuolo ti copre e i miei occhi ti spogliano, intanto ti sfioro col pensiero mentre le dita tratteggiano le tue forme generose, curve nelle quali mi perdo ogni volta che ti fermi a dormire da me.
Ti giri ma ancora dormi, io vorrei entrare nei tuoi pensieri e farli miei, intanto il mio sguardo resta fisso su una parete bianca e vedo ombre immobili.
Accarezzo il tuo corpo scostando un lenzuolo ingombrante e con l'altra mano sfioro un cazzo umido e ancora sporco dei nostri umori, mi porto le dita tra naso e labbra per respirarti ancora.
Il tuo sonno è agitato e ti giri di scatto, adesso davanti a me ho il tuo seno che potrei racchiudere tra le mani, d'istinto allungo la mano e accarezzo un capezzolo che ieri sera torturavo tenendolo prigioniero tra le mie dita e tu che facevi finta di ribellarti mentre i tuoi occhi m'invitavano a continuare quella piacevole tortura, non mi facevo pregare.
Si brava, continua a dormire che io intanto gioco tra le tue labbra che sono bagnate e ti assaggio con voglia sempre diversa, ora la luce illumina quasi tutta questa stanza e un dito entra con forza dentro a un buio che sa essere luce.
Tra questi movimenti lenti il tuo respiro cambia d’intensità, m'avvicino ancora un po’ e le tue gambe si allargano, ora le dita sono due che entrano ed escono, ti fisso e nei tuoi occhi ora spalancati vedo fiamme che conosco.
E' stato un attimo e il mio cazzo s'è trovato prigioniero tra le tue labbra, pochi secondi ed eri sopra di me, le braccia protese fino allo schienale del letto che cigolava e il tuo seno a pochi centimetri da una bocca sempre affamata di te.
E niente, chissà dove ci porterà il destino...
Il letto disfatto e vestiti sparpagliati ovunque in questa stanza appena illuminata dalle prime luci di un nuovo giorno.
Il tuo respiro è placido e hai ancora quel sorriso della notte appena trascorsa, intanto la luce aumenta come la voglia che ho di Te.
Il lenzuolo ti copre e i miei occhi ti spogliano, intanto ti sfioro col pensiero mentre le dita tratteggiano le tue forme generose, curve nelle quali mi perdo ogni volta che ti fermi a dormire da me.
Ti giri ma ancora dormi, io vorrei entrare nei tuoi pensieri e farli miei, intanto il mio sguardo resta fisso su una parete bianca e vedo ombre immobili.
Accarezzo il tuo corpo scostando un lenzuolo ingombrante e con l'altra mano sfioro un cazzo umido e ancora sporco dei nostri umori, mi porto le dita tra naso e labbra per respirarti ancora.
Il tuo sonno è agitato e ti giri di scatto, adesso davanti a me ho il tuo seno che potrei racchiudere tra le mani, d'istinto allungo la mano e accarezzo un capezzolo che ieri sera torturavo tenendolo prigioniero tra le mie dita e tu che facevi finta di ribellarti mentre i tuoi occhi m'invitavano a continuare quella piacevole tortura, non mi facevo pregare.
Si brava, continua a dormire che io intanto gioco tra le tue labbra che sono bagnate e ti assaggio con voglia sempre diversa, ora la luce illumina quasi tutta questa stanza e un dito entra con forza dentro a un buio che sa essere luce.
Tra questi movimenti lenti il tuo respiro cambia d’intensità, m'avvicino ancora un po’ e le tue gambe si allargano, ora le dita sono due che entrano ed escono, ti fisso e nei tuoi occhi ora spalancati vedo fiamme che conosco.
E' stato un attimo e il mio cazzo s'è trovato prigioniero tra le tue labbra, pochi secondi ed eri sopra di me, le braccia protese fino allo schienale del letto che cigolava e il tuo seno a pochi centimetri da una bocca sempre affamata di te.
E niente, chissà dove ci porterà il destino...
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