Il dolce

di
genere
etero

Rientro a casa che è quasi mezzanotte, probabilmente Erica dorme. Apro la porta, è tutto buio, tranne una luce fioca che arriva dalla camera da letto. Richiudo cercando di fare meno rumore possibile, mi volto e trovo lei appoggiata allo stipite della porta della camera, vestita con una guepiere di pizzo nera, perizoma, calze a rete autoreggenti e stivali col tacco che la coprono fin sopra le ginocchia.
“Ben arrivato - dice con tono suadente – com’è andata la cena?”
Sono senza parole, riesco solo ad annuire mentre lei si avvicina sinuosa e mi bacia.
“Hai mangiato il dolce? – sempre con lo stesso tono, poi in un orecchio – vieni, il dolce te lo offro io.”
Mi prende per mano e il mio sguardo si abbassa sul suo sedere che si muove armoniosamente ad ogni passo. Mi butta sul letto, mi viene sopra, mi bacia, dà piccoli morsi ai lobi delle orecchie (sa benissimo che è una delle cose che mi fa impazzire). Slaccia la camicia, bacia il petto, i capezzoli mentre sento la seta del suo intimo sfiorare la mia pelle. Con le mani le prendo i glutei, ma lei si sposta per raggiungere con la bocca il mio ventre dove il mio membro è già in erezione per l’eccitazione. Slaccia la cintura, abbassa i pantaloni e i boxer e me lo prende in bocca fino in fondo. D’improvviso si mette a gambe aperte sulla mia faccia, mettendo il minuscolo triangolo di seta del perizoma sulla mia bocca. La bacio, sento che è già bagnata. Sposto il perizoma e inizio a leccargliela. Erica apprezza, la sento pronunciare continuatamente sì … sì … mentre si pizzica i capezzoli. La giro, (non so nemmeno io come ho fatto!) mette le gambe sulle mie spalle e il mio cazzo entra nella sua fica iniziando un rapporto intenso mentre godiamo insieme. E’ lungo, sta durando più di altre volte, ma a lei piace perché continua a ripetere “Mi stai facendo impazzire …”, “… non venire … ancora, ancora …” e queste parole mi eccitano ancora di più.
Il mio membro è in preda ad un’erezione mai vista, resisto, voglio resistere …
“Mettimelo dietro, voglio che finiamo così …”
La rigiro, lei divarica le gambe, il suo sedere è così invitante! Glielo metto dentro, Erica ha un gemito:
“Dio, lo sento tutto, com’è duro … si, dai, così … così …”
A quelle parole, finalmente raggiungo l’orgasmo schizzando il mio sperma sui suoi glutei.
“Ti è piaciuto il dolcetto?” mi chiede.
“Ottimo, direi … “
Insieme ridiamo sfiniti abbandonandoci in un abbraccio.
di
scritto il
2026-02-24
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