Il primo incontro

di
genere
etero

Erica è una bella ragazza, simpatica, estroversa, un caschetto che ricorda la Valentina di Manara, sinceramente non so l’età, anche se mi sembra molto giovane, né dove abita o se fa altro oltre a questo lavoro. E’ vero, non siamo mai andati oltre il ciao, forse anche per la differenza di età tra di noi (ormai ne ho cinquanta) e, probabilmente, non abbiamo molto in comune. Lavora come barista nel locale che frequento spesso la sera.
Stasera, però, la vedo triste, pensierosa, così azzardo:
“Tutto bene Erica? Ti vedo arrabbiata.”
“Ce l’ho col mio ragazzo … doveva passare a prendermi a fine turno e, invece, se ne sta fuori coi suoi amici, così mi tocca andare a casa a piedi e a quest’ora non mi fa piacere.”
“Se vuoi, ti posso dare io un passaggio.”
“Davvero! – esclama entusiasta – ma non voglio disturbarti …”
“Nessun disturbo, devi solo dirmi dove ti devo portare.”
“Ok, tra mezz’ora finisco e … sei molto gentile!” ringraziando con un bellissimo sorriso.
Lungo il tragitto, scopriamo di essere quasi vicini di casa, io abito a poche centinaia di metri da lei. Accosto davanti all’ingresso di una palazzina, ci salutiamo e mi ringrazia con un bacio sulla guancia e un sorriso, forse, un po' malizioso … o, almeno, a me sembra.
La mattina seguente sono seduto su una panchina del parco leggendo il quotidiano quando una ragazza si ferma davanti a me, distolgo lo sguardo dalla lettura e scopro che è Erica.
“Ciao, buon samaritano, che bello vederti” e si siede al mio fianco.
La saluto cordialmente e, dopo un fugace scambio di parole:
“Ti posso chiedere una cosa? - continua lei e io annuisco – ci possiamo vedere stasera?”
Sono sorpreso, intraprendente la ragazza e rispondo:
“Ma il tuo ragazzo? Non lavori?”
“Stasera sono libera dal lavoro e da altri impegni … sei capace di cucinare?”
“Certo, ti invito a casa mia o preferisci che andiamo fuori a cena.”
“Va benissimo a casa tua, se non ti scoccia.”
“Va benissimo anche per me ma non aspettarti manicaretti elaborati …”
“L’importante è che ci sia tu!” fissandomi negli occhi e, stavolta, il suo sguardo è pieno di malizia.
Ci salutiamo, lei si alza e continua la sua corsa mostrandomi il contorno dei suoi glutei che si muovono al ritmo dei suoi passi.

Suonano alla porta, è puntuale. Apro e Erica è semplicemente meravigliosa in un vestito corto e scollato e ai piedi sandali col tacco alto. La faccio entrare, ci salutiamo e, appena vede il terrazzo:
“Wow, ma qui è bellissimo! Hai fatto bene a preparare fuori!”
Sono dietro di lei, si volta e mi bacia sulle labbra. Poi da un piccolo morso al labbro inferiore, si sposta sul collo, scende sul petto e mi slaccia la camicia, mi lecca i capezzoli, la lascio fare. Intanto, mi slaccia la cintura e il bottone dei pantaloni che scendono fino ai piedi. Mi guarda negli occhi e mi accarezza i boxer e inizio ad eccitarmi. Si inginocchia, abbassa i boxer ed inizia un movimento con la mano sul mio membro, poi continua prendendolo in bocca. Per un po' la lascio fare e, dopo qualche istante, la faccio alzare, la giro e lei si appoggia al muro spalancando le gambe. La bacio sul collo, sulle spalle e le passo una mano fra le cosce e arrivo al sedere dove indossa un perizoma ridottissimo.
Sento la sua vagina, è completamente depilata e bagnata e mi eccito ancora di più mentre lei ansima sempre più forte per il piacere. A questo punto, non resisto e la prendo così, il mio membro entra facilmente e, ad ogni colpo, lei ha un gemito sempre più pieno di passione. Vedo il suo corpo davanti a me che si muove all’unisono col mio, finché entrambi abbiamo un orgasmo e ci lasciamo cadere sul tappeto sfiniti.
“Complimenti al cinquantenne!” esclama lei sospirando.
“Complimenti alla ventenne!” replico ridendo.
“Ventidue, quasi ventitré …” puntualizza.
Erica mi abbraccia e si sdraia su di me. Restiamo così, nudi, sudati mentre le accarezzo la schiena.
“Mi è venuta fame – mi dice – ci rivestiamo così assaggio le tue specialità.”

E’ quasi mezzanotte quando Erica mi annuncia di dover tornare a casa.
“Ti accompagno, non ti lascio andare in giro a piedi vestita così.”
“Grazie daddy!” accetta ridendo.
Giro la chiave per aprire la porta, ma lei che è dietro di me, mi ferma e mi ringrazia per la serata. Mi bacia, prima solo un accenno, poi un altro più profondo, poi un altro e le nostre lingue si cercano giocando e sento la sua mano scendere sui pantaloni e massaggiare il mio sesso che è già in erezione. Erica non ci pensa due volte, slaccia i calzoni li abbassa prendendo anche i boxer; lo prende in bocca ancora con più passione rispetto alla prima volta. Sono completamente immobilizzato, continua con la lingua a passare dallo scroto al glande. Ci mette una gran passione, la sua bocca continua imperterrita a muoversi sulla lunghezza del mio membro; non resisto più e lascio andare il mio sperma nella sua bocca finché lei non si stacca.
“Volevo ringraziarti ancora una volta per la splendida serata!” sempre più maliziosa.
di
scritto il
2026-02-04
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