Sei meglio di una donna
di
OX66
genere
bisex
Sono passato a prendere Erica finito il suo turno al bar. Andiamo diretti a casa mia, ormai è mezzanotte e la vedo stanca. Entrati nell’appartamento mi chiede di fare una doccia. L’aspetto a letto e, dopo un circa un quarto d’ora, entra in camera, nuda coi capelli ancora bagnati, si sdraia prona sopra le lenzuola.
“Sei stanca?”
“Un po' … mi fanno male le gambe.”
“Ti faccio un massaggio” e inizio dai piedi delicatamente, salgo sulle gambe, le cosce e mi trovo il suo sedere invitante e massaggio anche i suoi glutei. Sono morbidi, mi soffermo e lei sembra apprezzare chiudendo gli occhi per rilassarsi. Li bacio, li lecco e intrufolo la lingua tra il perineo e la sua vagina. Erica inizia ad ansimare, fa uno scatto e si gira supina aprendo le gambe. Inizio a leccarla, prima le grandi labbra, poi il clitoride, lei sospira sempre più pesante chiedendo di continuare. Ha un buon profumo, vedo che le piace soprattutto quando mi soffermo sul clitoride. Mi tiene la testa, io continuo finché lei non resiste più, lancia un urlo di immenso piacere e allunga le braccia indietro mostrando il suo corpo in tutta la sua bellezza.
“Sei matto, sei meglio di una donna a leccarla …”
“Perché hai provato anche questo?”
“Sì, però, te lo racconto domani … ora voglio addormentarmi addosso a te.”
Non passano cinque minuti e lei è già nel mondo dei sogni.
Dopo pranzo decidiamo di andare al lago. La porto su una spiaggia abbastanza isolata, lontano da turisti che iniziano a frequentare le nostre zone. Ci spogliamo e il suo bikini lascia poco spazio alla fantasia. Ci sdraiamo dopo averci spalmato di crema solare visto che il sole comincia a farsi sentire.
“Allora, mi racconti della tua esperienza con quella tua amica?” chiedo impaziente.
“Avevo diciotto anni e un pomeriggio mi invita a casa sua per studiare. Eravamo sole in casa e io avevo capito da un po' che le piacevo, ma non immaginavo fosse attratta così tanto dalle donne. Quasi per gioco, cominciammo a provare degli abiti di sua mamma e anche della lingerie molto provocante e sexy. Stese sul letto, iniziò ad accarezzarmi, timidamente, forse temendo un mio rifiuto. La lasciai fare, mi piacevano quelle carezze con le mani tremanti e, nello stesso tempo, desiderose di esplorare. La baciai e lei, in un primo momento, rimase stupita. Allora le presi una mano e mi feci toccare un seno dandomi una sensazione mai provata prima. A quel punto, si gettò letteralmente su di me e prese a leccarmi il collo, i seni fino ad arrivare al mio sesso. Mi stava piacendo, stavo godendo, però, anch’io volevo provare a toccare un altro corpo femminile, così le chiesi di mettersi a gambe aperte sulla mia faccia e continuammo quell’amplesso tanto dolce e tanto passionale.”
“L’avete poi rifatto?”
“No, non abbiamo più avuto l’occasione anche perché lei dopo un paio di mesi si è trasferita coi suoi genitori al Sud … però, siamo rimaste in contatto e ogni tanto ci sentiamo, ma non menzioniamo mai l’episodio.”
Dopo un attimo di silenzio riprende:
“Tu, comunque, sei più bravo! Ieri sera mi hai fatto morire, hai toccato punti che mi hanno mandato in estasi … a ripensarci mi viene una voglia …”
“Erica, fa la brava, dai, potrebbe passare qualcuno …”
Mi prende la mano e la mette sotto lo slip e sussurra:
“Senti come sono bagnata.”
“Sei stanca?”
“Un po' … mi fanno male le gambe.”
“Ti faccio un massaggio” e inizio dai piedi delicatamente, salgo sulle gambe, le cosce e mi trovo il suo sedere invitante e massaggio anche i suoi glutei. Sono morbidi, mi soffermo e lei sembra apprezzare chiudendo gli occhi per rilassarsi. Li bacio, li lecco e intrufolo la lingua tra il perineo e la sua vagina. Erica inizia ad ansimare, fa uno scatto e si gira supina aprendo le gambe. Inizio a leccarla, prima le grandi labbra, poi il clitoride, lei sospira sempre più pesante chiedendo di continuare. Ha un buon profumo, vedo che le piace soprattutto quando mi soffermo sul clitoride. Mi tiene la testa, io continuo finché lei non resiste più, lancia un urlo di immenso piacere e allunga le braccia indietro mostrando il suo corpo in tutta la sua bellezza.
“Sei matto, sei meglio di una donna a leccarla …”
“Perché hai provato anche questo?”
“Sì, però, te lo racconto domani … ora voglio addormentarmi addosso a te.”
Non passano cinque minuti e lei è già nel mondo dei sogni.
Dopo pranzo decidiamo di andare al lago. La porto su una spiaggia abbastanza isolata, lontano da turisti che iniziano a frequentare le nostre zone. Ci spogliamo e il suo bikini lascia poco spazio alla fantasia. Ci sdraiamo dopo averci spalmato di crema solare visto che il sole comincia a farsi sentire.
“Allora, mi racconti della tua esperienza con quella tua amica?” chiedo impaziente.
“Avevo diciotto anni e un pomeriggio mi invita a casa sua per studiare. Eravamo sole in casa e io avevo capito da un po' che le piacevo, ma non immaginavo fosse attratta così tanto dalle donne. Quasi per gioco, cominciammo a provare degli abiti di sua mamma e anche della lingerie molto provocante e sexy. Stese sul letto, iniziò ad accarezzarmi, timidamente, forse temendo un mio rifiuto. La lasciai fare, mi piacevano quelle carezze con le mani tremanti e, nello stesso tempo, desiderose di esplorare. La baciai e lei, in un primo momento, rimase stupita. Allora le presi una mano e mi feci toccare un seno dandomi una sensazione mai provata prima. A quel punto, si gettò letteralmente su di me e prese a leccarmi il collo, i seni fino ad arrivare al mio sesso. Mi stava piacendo, stavo godendo, però, anch’io volevo provare a toccare un altro corpo femminile, così le chiesi di mettersi a gambe aperte sulla mia faccia e continuammo quell’amplesso tanto dolce e tanto passionale.”
“L’avete poi rifatto?”
“No, non abbiamo più avuto l’occasione anche perché lei dopo un paio di mesi si è trasferita coi suoi genitori al Sud … però, siamo rimaste in contatto e ogni tanto ci sentiamo, ma non menzioniamo mai l’episodio.”
Dopo un attimo di silenzio riprende:
“Tu, comunque, sei più bravo! Ieri sera mi hai fatto morire, hai toccato punti che mi hanno mandato in estasi … a ripensarci mi viene una voglia …”
“Erica, fa la brava, dai, potrebbe passare qualcuno …”
Mi prende la mano e la mette sotto lo slip e sussurra:
“Senti come sono bagnata.”
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