Fuochi d'artificio
di
OX66
genere
etero
Dopo cena restiamo in terrazza, la serata è calda, tutto intorno il silenzio interrotto raramente solo da qualche auto di passaggio. Lei si alza, si appoggia alla ringhiera lasciando intravedere il contorno dei suoi glutei appena sopra le cosce che sbuca dalla maglietta.
“Che bel panorama! – esclama – è proprio bello qui!”
“Eh sì – commento – è proprio un bel panorama” ma non sto parlando del paesaggio.
Erica si volta e sorride:
“Che scemo che sei! - intanto in cielo partono i fuochi d’artificio - guarda amore, i fuochi!
Mi avvicino, le accarezzo le spalle, la schiena, il sedere, poi mi abbasso e glielo bacio.
“Cosa fai?” mi chiede.
Non rispondo e m’intrufolo tra le cosce baciando lo slip e sento che comincia ad ansimare. Con le dita le accarezzo la fica, prima fuori poi entro con un dito. Lei divarica le gambe per facilitarmi, allora con la lingua inizio a giocare e sento le sue parole sussurrate dal piacere:
“Sì, continua … mamma mia … continua …”
E’ quello che faccio, il suo profumo m’inebria, potrei continuare all’infinito e farla godere solo in quel modo.
“Scopami, ti prego … ti voglio …”
Mi alzo e la posseggo incurante di eventuali passanti o guardoni. E’ ancora più eccitante e, per sentirlo meglio, Erica alza la gamba destra e l’appoggia sul davanzale come la migliore ginnasta. Vogliamo urlare di piacere, ma ci tratteniamo, forse qui non è il caso!
“Sto venendo” commenta con un filo di voce e le massaggio con un dito le grandi labbra bagnate e vogliose.
Do ancora un colpo di bacino per poi godere stingendola a me.
Ci sistemiamo, rientriamo e ci sediamo sul divano.
“Se ci ha sentito qualcuno?” domanda.
“C’erano i fuochi” rispondo ridendo.
“Sì, non solo in cielo! – ribatte – e poi sono io quella matta?”
“Che bel panorama! – esclama – è proprio bello qui!”
“Eh sì – commento – è proprio un bel panorama” ma non sto parlando del paesaggio.
Erica si volta e sorride:
“Che scemo che sei! - intanto in cielo partono i fuochi d’artificio - guarda amore, i fuochi!
Mi avvicino, le accarezzo le spalle, la schiena, il sedere, poi mi abbasso e glielo bacio.
“Cosa fai?” mi chiede.
Non rispondo e m’intrufolo tra le cosce baciando lo slip e sento che comincia ad ansimare. Con le dita le accarezzo la fica, prima fuori poi entro con un dito. Lei divarica le gambe per facilitarmi, allora con la lingua inizio a giocare e sento le sue parole sussurrate dal piacere:
“Sì, continua … mamma mia … continua …”
E’ quello che faccio, il suo profumo m’inebria, potrei continuare all’infinito e farla godere solo in quel modo.
“Scopami, ti prego … ti voglio …”
Mi alzo e la posseggo incurante di eventuali passanti o guardoni. E’ ancora più eccitante e, per sentirlo meglio, Erica alza la gamba destra e l’appoggia sul davanzale come la migliore ginnasta. Vogliamo urlare di piacere, ma ci tratteniamo, forse qui non è il caso!
“Sto venendo” commenta con un filo di voce e le massaggio con un dito le grandi labbra bagnate e vogliose.
Do ancora un colpo di bacino per poi godere stingendola a me.
Ci sistemiamo, rientriamo e ci sediamo sul divano.
“Se ci ha sentito qualcuno?” domanda.
“C’erano i fuochi” rispondo ridendo.
“Sì, non solo in cielo! – ribatte – e poi sono io quella matta?”
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