Mi fai impazzire!
di
OX66
genere
etero
“Usciamo per cena?” le chiedo mentre siamo seduti in terrazzo sorseggiando un aperitivo.
“Ok – risponde – pizza o cenetta romantica?”
“Cenetta, ti va bene?”
“Ci speravo … allora mi devo preparare, vedi che ho fatto bene a portare qualche trucco e qualche vestito elegante!”
Si alza canticchiando, mi dà un bacio prima di dirigersi verso la camera. Mi mette gioia, spensieratezza, è allegra, sempre col sorriso e tanto, tanto affettuosa.
Dopo circa venti minuti, si presenta in salotto con un miniabito attillato nero che le fascia il corpo disegnando le sue forme, ai piedi un paio di sandali neri col tacco alto (più di quelli dell’altra sera) che fanno esaltare le sue splendide gambe e rimango senza fiato.
“Vado bene?”
“Benissimo! Devo chiamare una guardia del corpo, per caso? Sei mooolto pericolosa!!”
“Il mio corpo lo guardi tu – risponde avvicinandosi e iniziando a strusciarsi – è tutto tuo!”
“Piccola, dai, mi devo vestire … altrimenti non ci muoviamo più …”
“Volevo solo una carezza, senti come è morbido questo vestito.”
L’accarezzo seguendo le sinuosità del suo corpo, ma mi fermo perché mi sto eccitando.
“Non hai sentito niente di strano?” domanda maliziosa.
“Cioè? …”
“Sono senza mutandine!! - dice scoprendo un po' un fianco – il vestito è troppo attillato e si vedrebbe il segno.”
“Se mettevi qualcosa tipo quelle dell’altra sera, non mi sembra coprissero molto, soprattutto dietro.”
“Ti dispiace? Se vuoi mi cambio …”
“No, vai benissimo così … però, sarà difficile cenare col pensiero che sotto non porti niente! … dai vado a cambiarmi.”
“Ti aiuto?”
“No, Erica, so già come andrebbe a finire …”
“Peccato – dice facendo il broncio – aspetterò.”
Finita la cena, Erica mi prende la mano, l’accarezza e mi guarda con uno sguardo pieno di passione e desiderio.
“Facciamo una passeggiata, dopo?” chiedo.
“Torniamo a casa … ho voglia di te …”
Chiudo la porta di casa, mi volto, lei sta camminando lentamente verso il divano. I tacchi alti le danno un’andatura sensuale ed il vestito modella il movimento dei suoi glutei sodi. La fermo, la bacio sul collo e con una mano scendo fino a massaggiarle il sedere. Si volta, mi prende per mano e mi fa sedere sul divano. S’inginocchia e con voce provocante sussurra:
“Come sta il tuo amichetto? - con la mano inizia a massaggiare il mio membro – mi sembra che si sia svegliato … vediamo un po' … “
Slaccia la cintura, apre i pantaloni, mette la sua mano nei boxer e estrae il mio cazzo ormai in erezione.
“Eccolo qui, buonasera, adesso ti do un bacino.”
Appoggia le sue labbra, poi fa scorrere la lingua dal prepuzio fino alla base. La faccio alzare, lei si gira con la schiena, apre le gambe e si mette a cavalcioni accogliendolo nella sua fica ormai bagnata. Si toglie il vestito mentre si muove con movimento costante, inarca la schiena appoggiandosi al mio petto. Do un primo colpo d’anca e lei esclama:
“Oh Dio, amore, sì … così … fallo ancora!!”
Non me lo faccio dire due volte e ripeto quella mossa, ancora e ancora. Erica sta tremando, il suo corpo vibra e, lanciando un urlo, schizza un getto di piacere; anch’io, a questo punto, vengo bagnandola col mio sperma fino al seno. Lei, poi, sfinita si accascia sul cuscino appagata dando un sospiro liberatorio.
“Mamma mia! – esclama dopo essersi ripresa – cosa mi stai facendo? Hai toccato dei punti che nemmeno pensavo potessero dare un piacere così esplosivo.”
“Sono contento, piccola, vederti così mi rende veramente felice!
“Sì, però, adesso lei è in fiamme … l’ho proprio sentito tutto e, se non te l’ha mai detto nessuna, hai proprio un gran bel cazzo!!”
Penso di essere diventato rosso in viso, per fortuna lo ero già per l’eccitazione del momento.
“Ok – risponde – pizza o cenetta romantica?”
“Cenetta, ti va bene?”
“Ci speravo … allora mi devo preparare, vedi che ho fatto bene a portare qualche trucco e qualche vestito elegante!”
Si alza canticchiando, mi dà un bacio prima di dirigersi verso la camera. Mi mette gioia, spensieratezza, è allegra, sempre col sorriso e tanto, tanto affettuosa.
Dopo circa venti minuti, si presenta in salotto con un miniabito attillato nero che le fascia il corpo disegnando le sue forme, ai piedi un paio di sandali neri col tacco alto (più di quelli dell’altra sera) che fanno esaltare le sue splendide gambe e rimango senza fiato.
“Vado bene?”
“Benissimo! Devo chiamare una guardia del corpo, per caso? Sei mooolto pericolosa!!”
“Il mio corpo lo guardi tu – risponde avvicinandosi e iniziando a strusciarsi – è tutto tuo!”
“Piccola, dai, mi devo vestire … altrimenti non ci muoviamo più …”
“Volevo solo una carezza, senti come è morbido questo vestito.”
L’accarezzo seguendo le sinuosità del suo corpo, ma mi fermo perché mi sto eccitando.
“Non hai sentito niente di strano?” domanda maliziosa.
“Cioè? …”
“Sono senza mutandine!! - dice scoprendo un po' un fianco – il vestito è troppo attillato e si vedrebbe il segno.”
“Se mettevi qualcosa tipo quelle dell’altra sera, non mi sembra coprissero molto, soprattutto dietro.”
“Ti dispiace? Se vuoi mi cambio …”
“No, vai benissimo così … però, sarà difficile cenare col pensiero che sotto non porti niente! … dai vado a cambiarmi.”
“Ti aiuto?”
“No, Erica, so già come andrebbe a finire …”
“Peccato – dice facendo il broncio – aspetterò.”
Finita la cena, Erica mi prende la mano, l’accarezza e mi guarda con uno sguardo pieno di passione e desiderio.
“Facciamo una passeggiata, dopo?” chiedo.
“Torniamo a casa … ho voglia di te …”
Chiudo la porta di casa, mi volto, lei sta camminando lentamente verso il divano. I tacchi alti le danno un’andatura sensuale ed il vestito modella il movimento dei suoi glutei sodi. La fermo, la bacio sul collo e con una mano scendo fino a massaggiarle il sedere. Si volta, mi prende per mano e mi fa sedere sul divano. S’inginocchia e con voce provocante sussurra:
“Come sta il tuo amichetto? - con la mano inizia a massaggiare il mio membro – mi sembra che si sia svegliato … vediamo un po' … “
Slaccia la cintura, apre i pantaloni, mette la sua mano nei boxer e estrae il mio cazzo ormai in erezione.
“Eccolo qui, buonasera, adesso ti do un bacino.”
Appoggia le sue labbra, poi fa scorrere la lingua dal prepuzio fino alla base. La faccio alzare, lei si gira con la schiena, apre le gambe e si mette a cavalcioni accogliendolo nella sua fica ormai bagnata. Si toglie il vestito mentre si muove con movimento costante, inarca la schiena appoggiandosi al mio petto. Do un primo colpo d’anca e lei esclama:
“Oh Dio, amore, sì … così … fallo ancora!!”
Non me lo faccio dire due volte e ripeto quella mossa, ancora e ancora. Erica sta tremando, il suo corpo vibra e, lanciando un urlo, schizza un getto di piacere; anch’io, a questo punto, vengo bagnandola col mio sperma fino al seno. Lei, poi, sfinita si accascia sul cuscino appagata dando un sospiro liberatorio.
“Mamma mia! – esclama dopo essersi ripresa – cosa mi stai facendo? Hai toccato dei punti che nemmeno pensavo potessero dare un piacere così esplosivo.”
“Sono contento, piccola, vederti così mi rende veramente felice!
“Sì, però, adesso lei è in fiamme … l’ho proprio sentito tutto e, se non te l’ha mai detto nessuna, hai proprio un gran bel cazzo!!”
Penso di essere diventato rosso in viso, per fortuna lo ero già per l’eccitazione del momento.
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