La dolce umiliazione di Valentina - atto quinto
di
Castello
genere
dominazione
Valentina sente il rumore della porta di ingresso che si chiude: i suoi genitori finalmente sono usciti. Ora può indossare il succinto vestito che l'entità sconosciuta le ha ordinato di indossare ma evitando, per fortuna, di provare la vergogna di farsi vedere, così conciata, dai familiari.
Dopo l'ultima incredibile avventura sessuale il suo amico di chat le aveva preannunciato un ulteriore step, aggiungendo però che di ciò se ne sarebbe riparlato non prima di due mesi poiché in questo periodo lui sarebbe stato impegnato al lavoro all'estero. Quindi le aveva augurato di trascorrere bene questa fine estate e di preservarsi per l'inizio dell'autunno.
Il vestito è oggettivamente indecente. E' un abito intero di cotone leggero beige con una notevole scollatura e molto, molto, molto corto. Le sta particolarmente attillato, praticamente attaccato alla pelle e per fortuna che negli ultimi mesi Valentina ha perso molti chili, altrimenti nemmeno le sarebbe entrato. L'entità sconosciuta le ha ordinato di indossarlo senza nulla sotto e ovviamente le basta darsi un'occhiata per capire che è fatto in modo tale da far risaltare le sue notevoli mammelle con i capezzoli in evidenza, il suo culo ben disegnato dalla stoffa aderente e le sue tornite cosce, totalmente scoperte fino all'attaccatura del culo. Insomma è un vestitino per una prostituta.
Valentina nell'attesa del successivo step e memore delle gioie sessuali vissute si era data alla masturbazione spinta che praticava in casa quando i genitori erano assenti oppure nella sua camera che di notte, al riparo da intrusioni familiari indesiderate, assumeva contorni a “luci rosse”. Spesso si aiutava guardando video porno che cercava in rete con grande attenzione in modo tale che le potessero far ricordare le porcherie dei momenti vissuti.
La ragazza sa che dalla porta di uscita dell'appartamento alla sua auto c'è un breve corridoio, un ascensore da prendere e poi altri 20 metri da percorrere a piedi. Immagina la vergogna se qualche vicino la vedrà. Lei, che fin da piccola ha sempre indossato abiti larghi e ha cercato di nascondere più che poteva le sue forme. E ora esse, appena contenute dal leggero vestitino, sono in mostra in modo chiaramente provocatorio e indecoroso.
Dopo pochissimi giorni dal saluto con il suo amico di chat a Valentina le arrivò una e-mail anonima da una sedicente “entità sconosciuta”. La e-mail era una sorta di notifica circa le sue visite ai siti porno con l'indicazione che tutti i suoi dati erano stati registrati e che presto avrebbe ricevuto altre informazioni. Valentina ci rimase molto male anche perché i riferimenti ai siti da lei visitati erano effettivamente giusti. Immaginò che qualche virus impiantato nel suo pc era riuscito a carpire dei dati; aveva sentito dire di queste e-mail che giravano e si preoccupò molto ma cercò di tranquillizzarsi dicendosi che non aveva poi fatto nulla di così assolutamente compromettente. Ma il giorno dopo le arrivò una nuova e-mail senza alcun messaggio ma con un breve file video allegato; lo aprì e rimase pietrificata nel vedere lei stessa filmata nell'atto di un frenetico finale di masturbazione con le sue dita ficcate in figa e nel buco del culo e la sua faccia ben riconoscibile. Per lunghi minuti non riusciva a comprendere il significato di quello che le stava accadendo. Poi piano piano capì che forse il virus installato nel suo pc aveva azionato la videocamera dello stesso, filmato le sue evoluzioni erotiche e trasmesso all'entità sconosciuta il tutto. Nel comprendere la situazione nella quale si trovava si sentì morire: immaginò la sua vergogna se il video fosse stato reso pubblico. Ed allora volle riguardarlo con attenzione. E, cazzo, si vide proprio troia!: due dita della mano destra ficcate in figa con il pollice che sfregava il clito, gonfio all'inverosimile, altre due dita della mano sinistra ficcate nel culo, le grosse mammelle ballanti al ritmo dato dalle dita che facevano su e giù nelle sue intimità e poi la sua espressione facciale da porca, alterata e innaturalmente sformata dagli spasmi dell'orgasmo, ma ben facilmente riconducibile, in modo vergognoso, alla sua persona. Dedusse che se il video fosse stato diffuso ai suoi conoscenti lei non avrebbe potuto fare altro che trasferirsi all'estero, perché non sarebbe più stata in grado di guardare nessun parente e conoscente in faccia. E quindi cadde in un profondo sconforto che non le consentì nemmeno di dormire la notte susseguente.
Con il cuore in gola Valentina apre la porta. Orecchie tese per carpire ogni sia pur minimo rumore di persone; e come i suoi sensi le restituiscono un silenzio assoluto si precipita verso l'ascensore; preme il pulsante per il richiamo dello stesso e attende. L'attesa sembra interminabile e per l'appunto in quel momento sente dei passi di una persona che si avvicina salendo dalle scale. Ma per fortuna l'ascensore arriva; apre le sue porte e nota con sollievo che dentro non vi è nessuno. Valentina vi si ficca e con mano tremante preme il pulsante 0, del piano terra. Ora sa che fra pochissimo dovrà percorrere i 20 metri dall'uscita dell'ascensore alla sua auto, posteggiata opportunamente appena fuori dal palazzo. Dentro sé ripassa mentalmente ciò che dovrà fare: sguardo basso, far finta di non vedere alcuno che eventualmente dovesse incrociare, camminata velocissima verso l'auto, mettere in moto e partire subito. L'operazione riesce anche se Valentina appena fuori dal palazzo percepisce la presenza di un ragazzino, probabilmente quello del terzo piano, che sicuramente l'avrà riconosciuta e avrà pensato: “ma dove va vestita così da troia!”.
Dopo la notte insonne passata interamente a pensare e a sospirare in preda allo sconforto nero, Valentina arrivò alla conclusione che l'unico aiuto che poteva chiedere era al suo amico di chat. Provò quindi a contattarlo in tutti i modi possibili, ma il telefono dava “irraggiungibile”, whatsapp dava “non ricevuto” e alle e-mail non rispondeva. E peraltro proprio mentre cercava di aggrapparsi a quest'unica persona con la quale poteva confessare il suo drammatico problema in tutti gli aspetti notò che era arrivata una notifica whatsapp in tutti i gruppi ove era presente: quello dei familiari, quello delle amicizie, quello del lavoro, quello della parrocchia e anche quelli creati per un'occasione particolare e poi non cancellati. In tutti, da un numero sconosciuto, chiaramente estero, un soggetto auto-denominatosi “entità sconosciuta” aveva inviato un breve video. Col terrore che ormai l'aveva invasa, dai capelli ai piedi, Valentina aprì il video con le tempie che le pulsavano come delle martellate su un tamburo. Il video era di tre secondi e si vedevano le parti intime di una ragazza, che Valentina non ebbe difficoltà a riconoscere come sue, e con due dita ficcate in figa e due nel culo; il video, in sostanza, era un piccolo stralcio di quello che le era stato recapitato per e-mail. La visione del filmato fece quasi svenire Valentina, la quale si sentì morire e impazzire allo stesso tempo. Le lacrime cominciarono a scendere sulle sue guance, la sua vita non sarebbe più stata la stessa, per sempre. Nel frattempo alcuni membri dei gruppi avevano già scritto qualcosa. Valentina, terrorizzata, aprì i messaggi e pur leggendo gli epiteti di alcuni maschietti suoi amici (“...ci mancava la bagascia”, “avete visto il video della maiala?”....) ebbe il sollievo di constatare che nessuno l'aveva riconosciuta; tutti gli interventi facevano riferimento a non meglio definiti virus che evidentemente si erano intrufolati negli smart phone e avevano inoltrato il breve filmato porno; qualcuno ipotizzò di denunciare la cosa alla polizia postale ma poi la cosa non fu ripresa da alcuno ..... Valentina dunque dedusse, con il minimo di razionalità che le circostanze le consentivano ancora di avere, che nessuno ragionevolmente poteva ricondurre le immagini della ragazza troia del video a lei, sopratutto perché nei tre secondi non compariva la sua faccia.
L'auto ora viaggia nel traffico della metropoli e Valentina si sente per il momento “protetta”; ma sa che questa condizione non continuerà. L'entità sconosciuta le ha infatti ordinato di prendere il treno presso la stazione di Orte e il viaggio in treno con addosso quell'abito da mignotta attrarrà gli sguardi di tutti. Almeno, si dice fra sé, saranno sguardi di persone sconosciute.
Il video inoltrato nei gruppi whatsapp era evidentemente un messaggio cifrato della cosiddetta “entità sconosciuta”. Così rifletteva Valentina, passeggiando nervosamente e senza sosta su e giù nella sua camera. Infatti se avessero voluto sputtanarla avrebbero inviato il video comprensivo della faccia. La circostanza di non averlo fatto, pur dimostrando di poterlo fare, non poteva che voler dire che volevano qualcosa in cambio. E quindi decise di fare la prima mossa. Prese la e-mail del video è azionò la funzione rispondi e scrisse: “Non so come siete venuti in possesso del video ma vi prego in ginocchio: non inoltratelo a nessuno. La mia vita verrebbe distrutta. Ditemi se volete qualcosa in cambio”. Con sua somma meraviglia dopo pochi istanti arrivò la replica: “Vogliamo la tua ubbidienza totale e incondizionata. Rispondi subito se accetti o meno”. Valentina cadde quasi in trance e come un automa, conscia che non aveva alternative, non le rimase che aggrapparsi all'unica possibilità offertale e scrisse: “Vi ubbidirò in modo totale e incondizionato”. E nel mentre rispondeva dovette constatare che la cosa la terrorizzava ma la eccitava al tempo stesso in modo pazzesco. Del resto i capezzoli turgidi e la figa trasformata in un laghetto erano segni che non poteva certo negare a se stessa.
Ora l'auto di Valentina è nel parcheggio della stazione ferroviaria di Orte. Fortunatamente il parcheggio non è completo e quindi la ragazza può individuare facilmente un posto libero. Quindi spegne l'auto, tira un fortissimo sospiro ed esce. Appena fuori cerca di abbassare più che può il vestito almeno per coprire completamente le natiche e quindi si dirige con borsetta e piccolo trolley verso la stazione. Il cuore le batte forte e fin da subito sente gli sguardi su di sé: maschili e femminili. Le sembra di camminare nuda e questa consapevolezza le fa seccare la gola mentre le parti intime, al contrario, si inumidiscono abbondantemente.
L'entità sconosciuta dopo che lei aveva garantito ubbidienza le riscrisse dopo poco “per prima cosa dovrai cessare di masturbarti; sappiamo bene che sei una gran ditalinara e l'astinenza totale per te sarà un sacrificio, ma ricordati che noi possiamo controllare tutto quello che fai e alla prima disubbidienza inoltreremo tutti i video che abbiamo a tutti i tuoi familiari e conoscenti, parroco compreso”. Valentina dedusse che l'entità sconosciuta era a conoscenza di molte cose della sua vita privata, forse addirittura di tutte. Il riferimento al parroco non era certamente casuale visto che lei era una catechista apprezzatissima dal prete del rione, che la considerava dolce e pura come un angelo. E per un attimo Valentina sentì il vuoto dentro sé all'idea che il suo anziano parroco potesse invece apprendere senza filtri i dettagli del suo lato segreto, indubbiamente non puro e certamente non consigliabile per i giovani pargoli del quartiere, i quali avrebbero sicuramente trovato il modo di vedere e rivedere mille volte i video della loro gentile ed educata insegnante, ma in realtà gran troia.
Valentina è nel treno diretto a Bologna; è un intercity e il suo posto è nella parte esterna di uno scompartimento dove i posti si guardano due a due. Nello scompartimento c'è solo un ragazzo, forse sui 18 – 19 anni posizionato di fronte a lei ma nella parte interna. Pur senza cercare di farsi notare egli la guarda con attenzione soffermando lo sguardo sul seno di lei, impreziosito dai turgidi capezzoli che sembrano bucare il sottile tessuto di cotone e sulle cosce totalmente scoperte e che la ragazza tiene ben chiuse cercando di limitare l'imbarazzo.
In effetti l'astinenza si rivelò un sacrificio, come l'entità sconosciuta aveva previsto. Il desiderio cresceva giorno dopo giorno e le notti erano sempre più tormentate. Ma ovviamente quello era solo un aspetto della sua angoscia. La cosa che preoccupava di più Valentina era fin dove la cosiddetta entità sconosciuta si sarebbe potuta spingere negli ordini che si aspettava di ricevere da li a poco. E questa attesa giocava un ruolo anche nella sua eccitazione che però, senza potersi toccare, non poteva calmare neanche un po'; e quindi essa cresceva destabilizzando completamente la mente della giovane donna che si ritrovò persino nella situazione di sperare di ricevere qualsiasi tipo di ordine in grado di modificare l'insopportabile status quo di attesa.
Valentina viaggia in treno ma non è tranquilla. Le occhiate dei passeggeri la mettono in un imbarazzo che cerca di calmierare stando seduta in modo assolutamente composto. Ma sa che potrebbe succedere qualcosa da un momento ad un altro. Valentina è intelligente e dopo tante riflessioni ha intuito quale potrebbe essere la logica dell'entità sconosciuta. Essa, per motivi che non conosce, ma forse per il solo proprio perverso divertimento, vuole rendere pubblici gli inconfessabili segreti intimi della ragazza; e Valentina riconosce che ci può far poco: se non ubbidisce l'entità divulgherà a tutti i suoi amici, parenti, conoscenti le sue solitarie e frequenti porcherie; e l'entità ha peraltro dimostrato di poterlo fare facilmente; se invece ubbidirà si ritroverà ad essere costretta e a mostrare quanto è porca ad un pubblico, sperabilmente sconosciuto, selezionato dall'entità, nei modi e nei tempi non prevedibili. E subito, a conferma della bontà della sua intuizione, riceve un whatsapp. E' l'entità sconosciuta: “Rimani seduta ma spalanca le gambe al massimo. Immediatamente. E' un ordine”. Valentina deglutisce; sa che ora il gioco diventa pesante; si guarda in giro e non vede facce conosciute; pensa: “è chiaro; l'entità mi mette a scelta: mostrare quanto sono troia a degli sconosciuti oppure mostrarlo lei stessa attraverso i miei video a tutte le persone che mi conoscono”. “E' evidente che non ho alternativa, però – riflette ulteriormente la ragazza – non so fino a che punto si spingerà l'entità”. Le sembra di vivere una cosa irreale ma è il battito veloce e forte del suo cuore che la riporta alla realtà. E quindi allarga le gambe, sempre più, fino al massimo, più che può, quasi in sfida rabbiosa all'entità sconosciuta. Il movimento delle gambe non può che incidere anche sul vestito che si alza in modo correlato all'apertura delle cosce. Ora l'immagine che la ragazza dà di sé stessa è veramente oscena. Il ragazzo seduto di fronte nota la cosa e quasi non crede ai propri occhi. Riflette che se la ragazza spalanca così le gambe è perché vuol farsi vedere; cioè, realizza in una esplosione di eccitazione, vuole che le guardi la figa. E allora lui, pur timido, getta in terra la penna che stava nervosamente rosicchiando e si piega in obliquo a raccoglierla e finalmente ad ammirare lo spettacolo: la ragazza non porta mutandine e l'apertura delle gambe ha fatto si che anche la figa si sia aperta con le grandi labbra socchiuse e chiaramente infradiciate di umori. Il ragazzo, quasi in modo inconsapevole, mormora: “che troia...”. La frase è solo sussurrata ma perfettamente udibile da Valentina che sta a un metro dal ragazzo. Le parole hanno una conseguenza nella libido di Valentina, già sollecitata in modo parossistico dall'astinenza e dalla tensione della giornata e del momento e provocano una ulteriore fuoriuscita di umori dalle cavità vaginali e un ulteriore indurimento dei capezzoli. Poi un whatsapp le ordina di ricomporsi e dei nuovi passeggeri occupano posti liberi; e tutto ciò toglie al ragazzo ogni eventuale velleità di approccio.
Infine, finalmente, a Valentina le arrivò una nuova mail con l'indicazione che il giorno dopo nell'arco del pomeriggio avrebbe ricevuto a domicilio un pacco contenente un vestito e un oggetto; il vestito se lo sarebbe dovuto indossare senza nulla sotto il giorno ancora successivo in un viaggio, le cui caratteristiche altri messaggi avrebbero indicato, mentre l'oggetto lo avrebbe dovuto conficcare, a forza se necessario, nella sua piccola borsetta da portare anch'essa nel suddetto viaggio. Il giorno dopo le arrivò il pacco che con malcelata ansia aspettava da ore. Si chiuse in camera e scartando il pacco notò dapprima il vestito e stimò che oltre ad essere osceno non le sarebbe mai entrato. Per curiosità se lo provò subito e con sua somma sorpresa constatò che pur attillatissimo esso le stava addosso, pur evidenziando in modo indecente, le sue forme, almeno per la parte che riusciva a coprire. Poi passò alla scatola anonima contenente l'oggetto e l'apertura della stessa le procurò un tuffo al cuore e anche alla figa, a dire la verità: era un enorme cazzone di lattice di gomma che mostrava anche una certa flessibilità.
Valentina sa perfettamente che ci sarebbe stato sicuramente un altro momento notevolmente imbarazzante. L'entità sconosciuta infatti le aveva ordinato di mettere il biglietto del treno acquistato nella borsetta, sotto al cazzone di gomma, e di toglierlo solo per mostrarlo al controllore. E quindi, lei dedusse che quando sarebbe arrivato il controllore, egli, in piedi, avrebbe facilmente visto il contenuto della sua borsetta che inevitabilmente ella avrebbe dovuto aprire per recuperare il biglietto. E proprio in quel momento in fondo al corridoio Valentina intravede il controllore: è un uomo di una certa età e la ragazza non può fare a meno di immaginarsi la faccia che farà fra poco. Valentina stima che il migliore atteggiamento che dovrà tenere fra poco è quello dell'indifferenza; far conto, cioè, che nella sua borsetta il controllore ci possa vedere soltanto fazzolettini e cipria. Sperando poi che il tizio non faccia battute volgari, che nel caso si ripromette di subire in silenzio, onde non peggiorare la sua situazione.
“prego biglietti” dice il controllore.
Valentina è esterna vicino al corridoio; il controllore le è proprio sopra. Ma vicino a lei ci sono anche gli atri passeggeri. In una frazione di secondo elabora un ragionamento apparentemente assurdo: meglio alzare la borsetta e aprirla proprio davanti agli occhi del controllore; in questo modo infatti gli altri passeggeri, essendo seduti, non dovrebbero vederne il contenuto. E lei limiterà così i danni.
Ora la borsetta è aperta e il cazzone emerge in tutta la sua grossezza premendo sulle pareti; Valentina fruga nervosamente con le dita sotto il cazzone per estrarre il biglietto e infine lo porge al controllore. L'uomo, fortunatamente per Valentina, ne deve aver viste tante e non rimane totalmente sconvolto dalla visione, anche se evidentemente è un uomo di spirito.
“il biglietto glielo oblitero io; per le altre cose vedo che ha intenzione di fare da sé... buon divertimento ma attenta a non esagerare ...”.
Valentina è ora arrivata alla stazione di destinazione. Passeggia in direzione del punto taxi. Naturalmente sente gli sguardi su di se ma, in un certo qual modo, ci si sta abituando. E' tuttavia presa di mira da un gruppetto di giovani: “visto che ci sei facci vedere tutto”; “si vede sai che non porti biancheria intima....”; “vieni con noi che ti togliamo la voglia...”. Nel mentre è così bersagliata riceve un whatsapp dall'entità sconosciuta: “guarda i ragazzi, apri la bocca, tira fuori la lingua e leccati le labbra. Subito. E' un ordine”. Valentina legge il messaggio e ha la sensazione di stare per entrare in un'altra dimensione. Una dimensione dove l'educazione avuta, le buone maniere, la consapevolezza di essere una brava ragazza, i rigidi insegnamenti religiosi si perdono, cancellati in questo nuovo ruolo che è obbligata a rivestire. Ma c'è dell'altro. C'è qualcosa che si rompe dentro sé; è la diga della conformità che si apre e lascia il posto al desiderio, agli istinti sessuali animaleschi. Il nuovo ruolo ora viene rivestito non solo per obbligo ma anche perché la sua libidine vince, vince su tutta la linea. La Valentina “brava ragazza” non esiste più in questo momento; ora esiste la nuova Valentina in trance sessuale che non fa più nulla per limitare i “danni”.
Ed allora con sfrontatezza Valentina guarda i ragazzi, apre la bocca, fa uscire con lentezza la lingua in tutta la sua lunghezza, la fa roteare in modo porco e poi si lecca le labbra insistendo in particolare sulla parte superiore. Sa benissimo cosa susciterà tutto questo nei ragazzi. Ma lo fa anche per questo.
I ragazzi rimangono stupefatti e passano dei lunghi momenti in silenzio, increduli di quello che stanno vedendo. Quando si rianimano e cercano di accorciare la distanza che li separa dalla ragazza, ella è già entrata nel taxi e protetta dalla sicura dello sportello inserita dice al tassista, con malcelata calma: “per favore in Via Petrarca 77”, indirizzo nel frattempo trasmesso per whatsapp dall'entità sconosciuta. Poi guarda i ragazzi sorridendo maliziosamente ai loro apprezzamenti e gesticolazioni volgari.
Quando il taxi arriva alla destinazione Valentina vede davanti a se una enorme sala giochi; poi nota un portone con l'indicazione “club doc” con a fianco il numero 77: è lì che deve entrare. L'ultimo whatsapp ricevuto le dà la disposizione di entrare e qualificarsi come Valentina alla persona della reception e poi deve seguire le indicazioni che le verranno date.
Nel frattempo l'eccitazione, creata e cresciuta dalle circostanze avvenute durante il viaggio, le ha fatto perdere molte delle inibizioni e di quel senso di vergogna che aveva fino a poco tempo prima. Ora i recettori posti nei suoi organi le trasmettono in modo martellante l'esigenza impellente di avere orgasmi, plurimi e continui che le possano placare il fuoco che le arde fra le gambe. Infatti il clitoride, bagnato dagli abbondanti umori vaginali, freme impazzito in attesa di una qualche soddisfazione, stuzzicato ulteriormente dalle carezze dell'aria libera di entrare a contatto con il sesso privo di qualsivoglia copertura; i capezzoli invece ormai sono turgidi al punto di sembrare di metallo e risaltano in modo provocante dalla leggera stoffa dell'abito e comunicano a tutti, meglio di un cartello, quanto la ragazza abbia voglia di sesso.
Un signore in giacca e cravatta di mezza età è alla reception.
“buonasera, sono Valentina”
“buonasera, l'aspettavo con impazienza”
L'uomo sorride affabile e vagamente ammiccante e continua:
“A dire la verità la stanno aspettando in tanti; i suoi video hanno avuto un grandissimo successo”.
Valentina con una parte del cervello cerca di capire in che posto è capitata e con l'altra parte cerca di trarre conseguenze da quello che il tizio le dice. Immagina di essere dentro un club privato dove si va per fare o vedere sesso. Poi deduce che l'entità sconosciuta ha trasmesso i suoi video con evoluzioni da troia ad una cerchia di persone interessate le quali ora l'aspettano....ma per fare cosa?
L'uomo continua ancora:
“sopratutto il video del pomello del letto...lei era così naturale... mi ha capito vero?”
La testolina di Valentina capisce all'istante che si tratta di quando Alfredo, il suo amico di chat, le aveva ordinato di masturbarsi con il pomello di ottone del letto facendolo entrare e uscire dalla figa fino all'orgasmo; e il cellulare di lei riprendeva tutta la scena e la trasmetteva in diretta ad Alfredo.
Ma – ora riflette Valentina – quel video ce lo ha solo Alfredo; e quindi ciò può solo voler dire che dietro tutta questa storia c'è Alfredo.
“Cazzo!” esclama Valentina.
“prego?” ribatte il receptionist sorpreso non solo dall'esclamazione ma dal cambiamento espressivo della ragazza.
Ella, infatti, pur carica sessualmente come una molla aveva fino a quel momento una profonda angoscia determinata dal ricatto sessuale nel quale si sentiva in completa balia di uno o più sconosciuti ignorando, sopratutto, il punto di caduta, che avrebbe potuto essere anche molto brutto per la sua dignità di persona.
Ma ora è tutto chiaro. E' il suo amico di chat, del quale si fida ciecamente, che ha organizzato il tutto, creandole ad arte una tensione parossistica, al fine di farle scalare ulteriori, inimmaginabili, vette di piacere. E ora, al posto dell'angoscia, svanita in un secondo, subentra il desiderio folle, libero di volare altissimo e di pervaderla completamente. Il cuore batte veloce e forte, addirittura in modo visibile; le ghiandole vaginali lavorano a pieno regime. Tutte le inibizioni sono venute meno: Valentina ora vuole solo godere, godere a ripetizione fino a svenire.
Tutta rossa in viso e con voce tremante ha appena la forza di dire:
“c-come fun-funziona la cosa?.....”
Il receptionist capisce che la ragazza è inesperta ma al tempo stesso incredibilmente eccitata. E con divertimento dice:
“Beh, mi fa piacere constatare che lei non è, sul serio, una professionista; è proprio per questo che ci sono grandi aspettative. Dunque, funziona che ora la accompagnerò nel box n. 7 che è composto da due locali; nel primo potrà sistemarsi come meglio crede e usare i gel anali e vaginali che vi troverà anche se, guardando il suo stato, immagino non ne abbia bisogno...”.
Valentina infatti fa dei grandi sospiri, in preda ad una evidente eccitazione che non vuole nemmeno più camuffare, e mettendo ancora di più in mostra l'imponente seno e i turgidi capezzoli; ora è veramente impaziente...
“..e ...e poi?”
“nel secondo locale ci sono 4 fessure da cui usciranno 4 membri di professionisti che lei dovrà soddisfare....il tutto sarà ripreso da videocamere ad alta definizione che trasmetteranno in diretta ciò che accadrà ad un pubblico selezionato che sta aspettando con impazienza....tutto chiaro?”.
Il cervello di Valentina, a dire la verità, funziona a strappi: l'eccitazione fuori controllo le sta annebbiando anche la mente e non le permette di avere i sensi intellettivi pienamente recettivi; in altre parole ora il corpo di Valentina è comandato dal suo clitoride. La ragazza riesce solo a intuire che avrà a disposizione 4 cazzi e sarà osservata da altri uomini. Ha anche un flash dove si ricorda di aver visto diversi video porno sul genere … ed ora, realizza, sarà lei la protagonista.
“possiamo......possiamo an-andare” dice Valentina con una fretta che non tenta nemmeno di nascondere .
“certo, mi segua” ribatte il receptionist, sempre più soddisfatto.
Arrivati al box n. 7, Valentina entra subito e non aspetta nemmeno che l'uomo le richiuda la porta: in un attimo rimane nuda con gli umori che le colano dalle cosce in modo ben visibile.
Il receptionist, pur avendone viste tante, non riesce a trattenersi.....
“mai vista una cosa del genere....questa si che è proprio una vera troia in calore...”
Valentina ora è in trance sessuale; entrando nel secondo locale nota di sfuggita le varie telecamere poste un po' ovunque, in tutti gli angoli, in basso e in alto. E poi uno sgabello e infine 4 fori: uno su una parete e tre sulla parete opposta. Si siede sullo sgabello allargando bene le cosce, con uno sguardo nota la sua figa aperta e sbrodolante con il clitoride in evidenza: lucido e fremente. Ha le guance rosso fuoco, gli occhi, fissi sui tre fori della parete davanti a lei, le bruciano, nelle tempie e nelle orecchie sente il cuore tambureggiare; dalla bocca, lievemente aperta, esce involontariamente una bavetta. Lo stato febbrile di eccitazione, accompagnato dall'attesa trepidante della comparsa dei membri maschili, le trasforma la figa come un allarme in piena azione: il fremito del clitoride al posto del lampeggio e gli spasmi vaginali al posto del suono assordante.
Infine, dal foro del centro ecco fuoriuscire un bel cazzone duro, grosso, lungo e nero. Finalmente! Valentina con la bocca aperta oscenamente, vi si avventa, ormai senza più controllo, mettendosi in ginocchio e spostando lo sgabello da un lato; deve impegnarsi per far entrare il cazzo completamente in bocca, ma vi riesce costringendosi pure a risalire fin quasi alla base dell'asta. Poi, con gli occhi strabuzzati dallo sforzo prova a pompare. Su e giù; su e giù. Proprio in quell'istante sente sul culo un altro membro che evidentemente è uscito dal foro della parete opposta; la ragazza pur senza abbandonare il cazzone in bocca torce il collo e il busto per capire cosa sta succedendo alle sue spalle. E vede svettare prepotentemente un altro cazzone altrettanto imponente di quello che contiene, con difficoltà, fra le labbra. Con un colpo di reni piazza il proprio culo all'altezza del cazzone e poi con una maestria che solo il folle desiderio sessuale produce, senza nemmeno aiutarsi con le mani, lo fa entrare in figa, completamente, fino in fondo. E finalmente la sua bollente figa può avere il massaggio ristoratrice del cazzo. I movimenti della ragazza ora sono fuori controllo, le ginocchia sfregano il pavimento al ritmo dettato dall'orgasmo che sente, prepotente, montare. E proprio in quel momento ecco che davanti a lei, da restanti due fori, fuoriescono altri due cazzi sui quali vi si avventa con le due mani: sono caldi e duri con la cappella lucida. Valentina si muove in modo scomposto, frenetico, caotico, come in preda a delle convulsioni, ma per nulla al mondo abbandona i membri maschili. Poi sente, violento, pazzesco, il godimento crescerle dentro la pancia e coinvolgere progressivamente ogni parte del suo corpo. Ed infine viene in un orgasmo lungo, infinito che la scuote tutta e durante il quale, come a farle toccare il cielo dell'apoteosi, sente il denso e caldo calore dello sperma degli uomini: in bocca, dentro le sue viscere tramite la sua figa ed in faccia, sui seni, sulle cosce e ovunque dai membri che con le mani sta segando. Poi giace stremata sul pavimento: le ginocchia arrossate, il corpo cosparso di sperma ovunque, le mandibole doloranti per lo sforzo, un filo di seme maschile che le fuoriesce dalla figa e le bagna la parte superiore delle cosce.
Dopo un paio di minuti si rianima: in alto sulla parete del soffitto vede uno schermo che trasmette in diretta quel che succede nel locale e che prima, evidentemente presa dalla foga, non aveva visto. Si sente porca e ha ancora voglia: un orgasmo è troppo poco per placare il desiderio e la tensione accumulata. Sa di essere osservata ma ormai ciò non solo non è un limite ma è diventato un incentivo alla sua libido. E quindi si siede sul pavimento a gambe spalancate, apre con una mano le labbra della figa e con l'altra si sfrega voluttuosamente il clitoride ancora a credito di godimento; inevitabilmente viene a contatto con l'umidità dello sperma che in gran quantità è sparso sul pavimento; ciò la eccita ulteriormente e quindi va proprio alla ricerca di esso con le cosce e i piedi. Alza gli occhi e si vede nello schermo e immagina che ci siano tanti occhi maschili che la osservano eccitati dalle sue evoluzioni; il pensiero le procura una vera e propria fiammata di piacere che la fa ansimare e tremare tutta. Sente il bisogno di lasciarsi andare completamente ed allora si stende sul pavimento ancora di più alzando la parte posteriore del culo e rendendo accessibile il foro anale alle sue mani, ora diventate veri e propri strumenti di piacere. Quindi Valentina intinge due dita della mano destra sullo sperma che si ritrova sul corpo e poi con le stesse dita si penetra il culo esplorandolo in paziente ricerca delle nervature delle pareti rettali che sa bene, se debitamente stimolate, quale tremendo piacere le possono donare. Infine, con il godimento anale già innescato, con l'altra mano fa entrare due, poi tre, poi quattro dita nella bollente e fradicia figa. Con il contatto delle dita delle due mani nei punti più sensibili delle cavità vaginali e anali la ragazza comincia ad ansimare e a scuotersi tutta. La vista le si annebbia; il piacere intenso e devastante partendo dall'ano, dalla vagina e dal clitoride si propaga sul resto del corpo come un'onda di piena. Ed infine il plurimo orgasmo esplode come una bomba e il pazzesco godimento che l'accompagna cancella, per lunghi secondi, qualsiasi altra sensazione e percezione dello spazio – tempo. E dopo ripetuti sobbalzi il corpo della ragazza giace, stremato e immobile, steso sul pavimento.
Sulla via del ritorno, la ragazza siede sul proprio posto in treno. Dopo il devastante orgasmo e alcuni minuti di beato torpore Valentina si era alzata e il receptionist, facendole i complimenti suoi e dei numerosi utenti le aveva mostrato un locale dove si era potuta fare una doccia e vestire con abiti normali. Valentina ora ha una espressione felice, ma sopratutto soddisfatta. Lo nota la giovane e bella donna che siede di fronte a lei, con la sua valigetta 24 ore da manager in carriera, e che si domanda di quale tipo di soddisfazione possa trattarsi.
Poi il suono del whatsapp in arrivo e il fremito della ragazza nel vedere il mittente catturano ancora di più l'attenzione della donna in carriera. E' il suo amico di chat, Alfredo.
“sei soddisfatta?”
E la ragazza risponde subito, scrivendo ma anche, inavvertitamente, pronunciando le parole, sottovoce, ma in modo udibile: “tantissimo soddisfatta!”
E il suo amico: “con il prossimo step raggiungerai vette ancora più elevate”
E Valentina, presa dalla situazione esclama e poi scrive “ma più di così è impossibile!!” e nel farlo si riempie di un sorriso luminoso e appagato, emblema della soddisfazione sessuale vissuta e di quella, addirittura maggiore, promessa.
E la donna in carriera allora capisce e in silenzio prova l'invidia di crede di avere tutto dalla vita ma scopre che i veri assoluti piaceri a lei sono preclusi e viceversa riservati a ragazze che invariabilmente ha sempre ritenuto di rango inferiore.
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Dopo l'ultima incredibile avventura sessuale il suo amico di chat le aveva preannunciato un ulteriore step, aggiungendo però che di ciò se ne sarebbe riparlato non prima di due mesi poiché in questo periodo lui sarebbe stato impegnato al lavoro all'estero. Quindi le aveva augurato di trascorrere bene questa fine estate e di preservarsi per l'inizio dell'autunno.
Il vestito è oggettivamente indecente. E' un abito intero di cotone leggero beige con una notevole scollatura e molto, molto, molto corto. Le sta particolarmente attillato, praticamente attaccato alla pelle e per fortuna che negli ultimi mesi Valentina ha perso molti chili, altrimenti nemmeno le sarebbe entrato. L'entità sconosciuta le ha ordinato di indossarlo senza nulla sotto e ovviamente le basta darsi un'occhiata per capire che è fatto in modo tale da far risaltare le sue notevoli mammelle con i capezzoli in evidenza, il suo culo ben disegnato dalla stoffa aderente e le sue tornite cosce, totalmente scoperte fino all'attaccatura del culo. Insomma è un vestitino per una prostituta.
Valentina nell'attesa del successivo step e memore delle gioie sessuali vissute si era data alla masturbazione spinta che praticava in casa quando i genitori erano assenti oppure nella sua camera che di notte, al riparo da intrusioni familiari indesiderate, assumeva contorni a “luci rosse”. Spesso si aiutava guardando video porno che cercava in rete con grande attenzione in modo tale che le potessero far ricordare le porcherie dei momenti vissuti.
La ragazza sa che dalla porta di uscita dell'appartamento alla sua auto c'è un breve corridoio, un ascensore da prendere e poi altri 20 metri da percorrere a piedi. Immagina la vergogna se qualche vicino la vedrà. Lei, che fin da piccola ha sempre indossato abiti larghi e ha cercato di nascondere più che poteva le sue forme. E ora esse, appena contenute dal leggero vestitino, sono in mostra in modo chiaramente provocatorio e indecoroso.
Dopo pochissimi giorni dal saluto con il suo amico di chat a Valentina le arrivò una e-mail anonima da una sedicente “entità sconosciuta”. La e-mail era una sorta di notifica circa le sue visite ai siti porno con l'indicazione che tutti i suoi dati erano stati registrati e che presto avrebbe ricevuto altre informazioni. Valentina ci rimase molto male anche perché i riferimenti ai siti da lei visitati erano effettivamente giusti. Immaginò che qualche virus impiantato nel suo pc era riuscito a carpire dei dati; aveva sentito dire di queste e-mail che giravano e si preoccupò molto ma cercò di tranquillizzarsi dicendosi che non aveva poi fatto nulla di così assolutamente compromettente. Ma il giorno dopo le arrivò una nuova e-mail senza alcun messaggio ma con un breve file video allegato; lo aprì e rimase pietrificata nel vedere lei stessa filmata nell'atto di un frenetico finale di masturbazione con le sue dita ficcate in figa e nel buco del culo e la sua faccia ben riconoscibile. Per lunghi minuti non riusciva a comprendere il significato di quello che le stava accadendo. Poi piano piano capì che forse il virus installato nel suo pc aveva azionato la videocamera dello stesso, filmato le sue evoluzioni erotiche e trasmesso all'entità sconosciuta il tutto. Nel comprendere la situazione nella quale si trovava si sentì morire: immaginò la sua vergogna se il video fosse stato reso pubblico. Ed allora volle riguardarlo con attenzione. E, cazzo, si vide proprio troia!: due dita della mano destra ficcate in figa con il pollice che sfregava il clito, gonfio all'inverosimile, altre due dita della mano sinistra ficcate nel culo, le grosse mammelle ballanti al ritmo dato dalle dita che facevano su e giù nelle sue intimità e poi la sua espressione facciale da porca, alterata e innaturalmente sformata dagli spasmi dell'orgasmo, ma ben facilmente riconducibile, in modo vergognoso, alla sua persona. Dedusse che se il video fosse stato diffuso ai suoi conoscenti lei non avrebbe potuto fare altro che trasferirsi all'estero, perché non sarebbe più stata in grado di guardare nessun parente e conoscente in faccia. E quindi cadde in un profondo sconforto che non le consentì nemmeno di dormire la notte susseguente.
Con il cuore in gola Valentina apre la porta. Orecchie tese per carpire ogni sia pur minimo rumore di persone; e come i suoi sensi le restituiscono un silenzio assoluto si precipita verso l'ascensore; preme il pulsante per il richiamo dello stesso e attende. L'attesa sembra interminabile e per l'appunto in quel momento sente dei passi di una persona che si avvicina salendo dalle scale. Ma per fortuna l'ascensore arriva; apre le sue porte e nota con sollievo che dentro non vi è nessuno. Valentina vi si ficca e con mano tremante preme il pulsante 0, del piano terra. Ora sa che fra pochissimo dovrà percorrere i 20 metri dall'uscita dell'ascensore alla sua auto, posteggiata opportunamente appena fuori dal palazzo. Dentro sé ripassa mentalmente ciò che dovrà fare: sguardo basso, far finta di non vedere alcuno che eventualmente dovesse incrociare, camminata velocissima verso l'auto, mettere in moto e partire subito. L'operazione riesce anche se Valentina appena fuori dal palazzo percepisce la presenza di un ragazzino, probabilmente quello del terzo piano, che sicuramente l'avrà riconosciuta e avrà pensato: “ma dove va vestita così da troia!”.
Dopo la notte insonne passata interamente a pensare e a sospirare in preda allo sconforto nero, Valentina arrivò alla conclusione che l'unico aiuto che poteva chiedere era al suo amico di chat. Provò quindi a contattarlo in tutti i modi possibili, ma il telefono dava “irraggiungibile”, whatsapp dava “non ricevuto” e alle e-mail non rispondeva. E peraltro proprio mentre cercava di aggrapparsi a quest'unica persona con la quale poteva confessare il suo drammatico problema in tutti gli aspetti notò che era arrivata una notifica whatsapp in tutti i gruppi ove era presente: quello dei familiari, quello delle amicizie, quello del lavoro, quello della parrocchia e anche quelli creati per un'occasione particolare e poi non cancellati. In tutti, da un numero sconosciuto, chiaramente estero, un soggetto auto-denominatosi “entità sconosciuta” aveva inviato un breve video. Col terrore che ormai l'aveva invasa, dai capelli ai piedi, Valentina aprì il video con le tempie che le pulsavano come delle martellate su un tamburo. Il video era di tre secondi e si vedevano le parti intime di una ragazza, che Valentina non ebbe difficoltà a riconoscere come sue, e con due dita ficcate in figa e due nel culo; il video, in sostanza, era un piccolo stralcio di quello che le era stato recapitato per e-mail. La visione del filmato fece quasi svenire Valentina, la quale si sentì morire e impazzire allo stesso tempo. Le lacrime cominciarono a scendere sulle sue guance, la sua vita non sarebbe più stata la stessa, per sempre. Nel frattempo alcuni membri dei gruppi avevano già scritto qualcosa. Valentina, terrorizzata, aprì i messaggi e pur leggendo gli epiteti di alcuni maschietti suoi amici (“...ci mancava la bagascia”, “avete visto il video della maiala?”....) ebbe il sollievo di constatare che nessuno l'aveva riconosciuta; tutti gli interventi facevano riferimento a non meglio definiti virus che evidentemente si erano intrufolati negli smart phone e avevano inoltrato il breve filmato porno; qualcuno ipotizzò di denunciare la cosa alla polizia postale ma poi la cosa non fu ripresa da alcuno ..... Valentina dunque dedusse, con il minimo di razionalità che le circostanze le consentivano ancora di avere, che nessuno ragionevolmente poteva ricondurre le immagini della ragazza troia del video a lei, sopratutto perché nei tre secondi non compariva la sua faccia.
L'auto ora viaggia nel traffico della metropoli e Valentina si sente per il momento “protetta”; ma sa che questa condizione non continuerà. L'entità sconosciuta le ha infatti ordinato di prendere il treno presso la stazione di Orte e il viaggio in treno con addosso quell'abito da mignotta attrarrà gli sguardi di tutti. Almeno, si dice fra sé, saranno sguardi di persone sconosciute.
Il video inoltrato nei gruppi whatsapp era evidentemente un messaggio cifrato della cosiddetta “entità sconosciuta”. Così rifletteva Valentina, passeggiando nervosamente e senza sosta su e giù nella sua camera. Infatti se avessero voluto sputtanarla avrebbero inviato il video comprensivo della faccia. La circostanza di non averlo fatto, pur dimostrando di poterlo fare, non poteva che voler dire che volevano qualcosa in cambio. E quindi decise di fare la prima mossa. Prese la e-mail del video è azionò la funzione rispondi e scrisse: “Non so come siete venuti in possesso del video ma vi prego in ginocchio: non inoltratelo a nessuno. La mia vita verrebbe distrutta. Ditemi se volete qualcosa in cambio”. Con sua somma meraviglia dopo pochi istanti arrivò la replica: “Vogliamo la tua ubbidienza totale e incondizionata. Rispondi subito se accetti o meno”. Valentina cadde quasi in trance e come un automa, conscia che non aveva alternative, non le rimase che aggrapparsi all'unica possibilità offertale e scrisse: “Vi ubbidirò in modo totale e incondizionato”. E nel mentre rispondeva dovette constatare che la cosa la terrorizzava ma la eccitava al tempo stesso in modo pazzesco. Del resto i capezzoli turgidi e la figa trasformata in un laghetto erano segni che non poteva certo negare a se stessa.
Ora l'auto di Valentina è nel parcheggio della stazione ferroviaria di Orte. Fortunatamente il parcheggio non è completo e quindi la ragazza può individuare facilmente un posto libero. Quindi spegne l'auto, tira un fortissimo sospiro ed esce. Appena fuori cerca di abbassare più che può il vestito almeno per coprire completamente le natiche e quindi si dirige con borsetta e piccolo trolley verso la stazione. Il cuore le batte forte e fin da subito sente gli sguardi su di sé: maschili e femminili. Le sembra di camminare nuda e questa consapevolezza le fa seccare la gola mentre le parti intime, al contrario, si inumidiscono abbondantemente.
L'entità sconosciuta dopo che lei aveva garantito ubbidienza le riscrisse dopo poco “per prima cosa dovrai cessare di masturbarti; sappiamo bene che sei una gran ditalinara e l'astinenza totale per te sarà un sacrificio, ma ricordati che noi possiamo controllare tutto quello che fai e alla prima disubbidienza inoltreremo tutti i video che abbiamo a tutti i tuoi familiari e conoscenti, parroco compreso”. Valentina dedusse che l'entità sconosciuta era a conoscenza di molte cose della sua vita privata, forse addirittura di tutte. Il riferimento al parroco non era certamente casuale visto che lei era una catechista apprezzatissima dal prete del rione, che la considerava dolce e pura come un angelo. E per un attimo Valentina sentì il vuoto dentro sé all'idea che il suo anziano parroco potesse invece apprendere senza filtri i dettagli del suo lato segreto, indubbiamente non puro e certamente non consigliabile per i giovani pargoli del quartiere, i quali avrebbero sicuramente trovato il modo di vedere e rivedere mille volte i video della loro gentile ed educata insegnante, ma in realtà gran troia.
Valentina è nel treno diretto a Bologna; è un intercity e il suo posto è nella parte esterna di uno scompartimento dove i posti si guardano due a due. Nello scompartimento c'è solo un ragazzo, forse sui 18 – 19 anni posizionato di fronte a lei ma nella parte interna. Pur senza cercare di farsi notare egli la guarda con attenzione soffermando lo sguardo sul seno di lei, impreziosito dai turgidi capezzoli che sembrano bucare il sottile tessuto di cotone e sulle cosce totalmente scoperte e che la ragazza tiene ben chiuse cercando di limitare l'imbarazzo.
In effetti l'astinenza si rivelò un sacrificio, come l'entità sconosciuta aveva previsto. Il desiderio cresceva giorno dopo giorno e le notti erano sempre più tormentate. Ma ovviamente quello era solo un aspetto della sua angoscia. La cosa che preoccupava di più Valentina era fin dove la cosiddetta entità sconosciuta si sarebbe potuta spingere negli ordini che si aspettava di ricevere da li a poco. E questa attesa giocava un ruolo anche nella sua eccitazione che però, senza potersi toccare, non poteva calmare neanche un po'; e quindi essa cresceva destabilizzando completamente la mente della giovane donna che si ritrovò persino nella situazione di sperare di ricevere qualsiasi tipo di ordine in grado di modificare l'insopportabile status quo di attesa.
Valentina viaggia in treno ma non è tranquilla. Le occhiate dei passeggeri la mettono in un imbarazzo che cerca di calmierare stando seduta in modo assolutamente composto. Ma sa che potrebbe succedere qualcosa da un momento ad un altro. Valentina è intelligente e dopo tante riflessioni ha intuito quale potrebbe essere la logica dell'entità sconosciuta. Essa, per motivi che non conosce, ma forse per il solo proprio perverso divertimento, vuole rendere pubblici gli inconfessabili segreti intimi della ragazza; e Valentina riconosce che ci può far poco: se non ubbidisce l'entità divulgherà a tutti i suoi amici, parenti, conoscenti le sue solitarie e frequenti porcherie; e l'entità ha peraltro dimostrato di poterlo fare facilmente; se invece ubbidirà si ritroverà ad essere costretta e a mostrare quanto è porca ad un pubblico, sperabilmente sconosciuto, selezionato dall'entità, nei modi e nei tempi non prevedibili. E subito, a conferma della bontà della sua intuizione, riceve un whatsapp. E' l'entità sconosciuta: “Rimani seduta ma spalanca le gambe al massimo. Immediatamente. E' un ordine”. Valentina deglutisce; sa che ora il gioco diventa pesante; si guarda in giro e non vede facce conosciute; pensa: “è chiaro; l'entità mi mette a scelta: mostrare quanto sono troia a degli sconosciuti oppure mostrarlo lei stessa attraverso i miei video a tutte le persone che mi conoscono”. “E' evidente che non ho alternativa, però – riflette ulteriormente la ragazza – non so fino a che punto si spingerà l'entità”. Le sembra di vivere una cosa irreale ma è il battito veloce e forte del suo cuore che la riporta alla realtà. E quindi allarga le gambe, sempre più, fino al massimo, più che può, quasi in sfida rabbiosa all'entità sconosciuta. Il movimento delle gambe non può che incidere anche sul vestito che si alza in modo correlato all'apertura delle cosce. Ora l'immagine che la ragazza dà di sé stessa è veramente oscena. Il ragazzo seduto di fronte nota la cosa e quasi non crede ai propri occhi. Riflette che se la ragazza spalanca così le gambe è perché vuol farsi vedere; cioè, realizza in una esplosione di eccitazione, vuole che le guardi la figa. E allora lui, pur timido, getta in terra la penna che stava nervosamente rosicchiando e si piega in obliquo a raccoglierla e finalmente ad ammirare lo spettacolo: la ragazza non porta mutandine e l'apertura delle gambe ha fatto si che anche la figa si sia aperta con le grandi labbra socchiuse e chiaramente infradiciate di umori. Il ragazzo, quasi in modo inconsapevole, mormora: “che troia...”. La frase è solo sussurrata ma perfettamente udibile da Valentina che sta a un metro dal ragazzo. Le parole hanno una conseguenza nella libido di Valentina, già sollecitata in modo parossistico dall'astinenza e dalla tensione della giornata e del momento e provocano una ulteriore fuoriuscita di umori dalle cavità vaginali e un ulteriore indurimento dei capezzoli. Poi un whatsapp le ordina di ricomporsi e dei nuovi passeggeri occupano posti liberi; e tutto ciò toglie al ragazzo ogni eventuale velleità di approccio.
Infine, finalmente, a Valentina le arrivò una nuova mail con l'indicazione che il giorno dopo nell'arco del pomeriggio avrebbe ricevuto a domicilio un pacco contenente un vestito e un oggetto; il vestito se lo sarebbe dovuto indossare senza nulla sotto il giorno ancora successivo in un viaggio, le cui caratteristiche altri messaggi avrebbero indicato, mentre l'oggetto lo avrebbe dovuto conficcare, a forza se necessario, nella sua piccola borsetta da portare anch'essa nel suddetto viaggio. Il giorno dopo le arrivò il pacco che con malcelata ansia aspettava da ore. Si chiuse in camera e scartando il pacco notò dapprima il vestito e stimò che oltre ad essere osceno non le sarebbe mai entrato. Per curiosità se lo provò subito e con sua somma sorpresa constatò che pur attillatissimo esso le stava addosso, pur evidenziando in modo indecente, le sue forme, almeno per la parte che riusciva a coprire. Poi passò alla scatola anonima contenente l'oggetto e l'apertura della stessa le procurò un tuffo al cuore e anche alla figa, a dire la verità: era un enorme cazzone di lattice di gomma che mostrava anche una certa flessibilità.
Valentina sa perfettamente che ci sarebbe stato sicuramente un altro momento notevolmente imbarazzante. L'entità sconosciuta infatti le aveva ordinato di mettere il biglietto del treno acquistato nella borsetta, sotto al cazzone di gomma, e di toglierlo solo per mostrarlo al controllore. E quindi, lei dedusse che quando sarebbe arrivato il controllore, egli, in piedi, avrebbe facilmente visto il contenuto della sua borsetta che inevitabilmente ella avrebbe dovuto aprire per recuperare il biglietto. E proprio in quel momento in fondo al corridoio Valentina intravede il controllore: è un uomo di una certa età e la ragazza non può fare a meno di immaginarsi la faccia che farà fra poco. Valentina stima che il migliore atteggiamento che dovrà tenere fra poco è quello dell'indifferenza; far conto, cioè, che nella sua borsetta il controllore ci possa vedere soltanto fazzolettini e cipria. Sperando poi che il tizio non faccia battute volgari, che nel caso si ripromette di subire in silenzio, onde non peggiorare la sua situazione.
“prego biglietti” dice il controllore.
Valentina è esterna vicino al corridoio; il controllore le è proprio sopra. Ma vicino a lei ci sono anche gli atri passeggeri. In una frazione di secondo elabora un ragionamento apparentemente assurdo: meglio alzare la borsetta e aprirla proprio davanti agli occhi del controllore; in questo modo infatti gli altri passeggeri, essendo seduti, non dovrebbero vederne il contenuto. E lei limiterà così i danni.
Ora la borsetta è aperta e il cazzone emerge in tutta la sua grossezza premendo sulle pareti; Valentina fruga nervosamente con le dita sotto il cazzone per estrarre il biglietto e infine lo porge al controllore. L'uomo, fortunatamente per Valentina, ne deve aver viste tante e non rimane totalmente sconvolto dalla visione, anche se evidentemente è un uomo di spirito.
“il biglietto glielo oblitero io; per le altre cose vedo che ha intenzione di fare da sé... buon divertimento ma attenta a non esagerare ...”.
Valentina è ora arrivata alla stazione di destinazione. Passeggia in direzione del punto taxi. Naturalmente sente gli sguardi su di se ma, in un certo qual modo, ci si sta abituando. E' tuttavia presa di mira da un gruppetto di giovani: “visto che ci sei facci vedere tutto”; “si vede sai che non porti biancheria intima....”; “vieni con noi che ti togliamo la voglia...”. Nel mentre è così bersagliata riceve un whatsapp dall'entità sconosciuta: “guarda i ragazzi, apri la bocca, tira fuori la lingua e leccati le labbra. Subito. E' un ordine”. Valentina legge il messaggio e ha la sensazione di stare per entrare in un'altra dimensione. Una dimensione dove l'educazione avuta, le buone maniere, la consapevolezza di essere una brava ragazza, i rigidi insegnamenti religiosi si perdono, cancellati in questo nuovo ruolo che è obbligata a rivestire. Ma c'è dell'altro. C'è qualcosa che si rompe dentro sé; è la diga della conformità che si apre e lascia il posto al desiderio, agli istinti sessuali animaleschi. Il nuovo ruolo ora viene rivestito non solo per obbligo ma anche perché la sua libidine vince, vince su tutta la linea. La Valentina “brava ragazza” non esiste più in questo momento; ora esiste la nuova Valentina in trance sessuale che non fa più nulla per limitare i “danni”.
Ed allora con sfrontatezza Valentina guarda i ragazzi, apre la bocca, fa uscire con lentezza la lingua in tutta la sua lunghezza, la fa roteare in modo porco e poi si lecca le labbra insistendo in particolare sulla parte superiore. Sa benissimo cosa susciterà tutto questo nei ragazzi. Ma lo fa anche per questo.
I ragazzi rimangono stupefatti e passano dei lunghi momenti in silenzio, increduli di quello che stanno vedendo. Quando si rianimano e cercano di accorciare la distanza che li separa dalla ragazza, ella è già entrata nel taxi e protetta dalla sicura dello sportello inserita dice al tassista, con malcelata calma: “per favore in Via Petrarca 77”, indirizzo nel frattempo trasmesso per whatsapp dall'entità sconosciuta. Poi guarda i ragazzi sorridendo maliziosamente ai loro apprezzamenti e gesticolazioni volgari.
Quando il taxi arriva alla destinazione Valentina vede davanti a se una enorme sala giochi; poi nota un portone con l'indicazione “club doc” con a fianco il numero 77: è lì che deve entrare. L'ultimo whatsapp ricevuto le dà la disposizione di entrare e qualificarsi come Valentina alla persona della reception e poi deve seguire le indicazioni che le verranno date.
Nel frattempo l'eccitazione, creata e cresciuta dalle circostanze avvenute durante il viaggio, le ha fatto perdere molte delle inibizioni e di quel senso di vergogna che aveva fino a poco tempo prima. Ora i recettori posti nei suoi organi le trasmettono in modo martellante l'esigenza impellente di avere orgasmi, plurimi e continui che le possano placare il fuoco che le arde fra le gambe. Infatti il clitoride, bagnato dagli abbondanti umori vaginali, freme impazzito in attesa di una qualche soddisfazione, stuzzicato ulteriormente dalle carezze dell'aria libera di entrare a contatto con il sesso privo di qualsivoglia copertura; i capezzoli invece ormai sono turgidi al punto di sembrare di metallo e risaltano in modo provocante dalla leggera stoffa dell'abito e comunicano a tutti, meglio di un cartello, quanto la ragazza abbia voglia di sesso.
Un signore in giacca e cravatta di mezza età è alla reception.
“buonasera, sono Valentina”
“buonasera, l'aspettavo con impazienza”
L'uomo sorride affabile e vagamente ammiccante e continua:
“A dire la verità la stanno aspettando in tanti; i suoi video hanno avuto un grandissimo successo”.
Valentina con una parte del cervello cerca di capire in che posto è capitata e con l'altra parte cerca di trarre conseguenze da quello che il tizio le dice. Immagina di essere dentro un club privato dove si va per fare o vedere sesso. Poi deduce che l'entità sconosciuta ha trasmesso i suoi video con evoluzioni da troia ad una cerchia di persone interessate le quali ora l'aspettano....ma per fare cosa?
L'uomo continua ancora:
“sopratutto il video del pomello del letto...lei era così naturale... mi ha capito vero?”
La testolina di Valentina capisce all'istante che si tratta di quando Alfredo, il suo amico di chat, le aveva ordinato di masturbarsi con il pomello di ottone del letto facendolo entrare e uscire dalla figa fino all'orgasmo; e il cellulare di lei riprendeva tutta la scena e la trasmetteva in diretta ad Alfredo.
Ma – ora riflette Valentina – quel video ce lo ha solo Alfredo; e quindi ciò può solo voler dire che dietro tutta questa storia c'è Alfredo.
“Cazzo!” esclama Valentina.
“prego?” ribatte il receptionist sorpreso non solo dall'esclamazione ma dal cambiamento espressivo della ragazza.
Ella, infatti, pur carica sessualmente come una molla aveva fino a quel momento una profonda angoscia determinata dal ricatto sessuale nel quale si sentiva in completa balia di uno o più sconosciuti ignorando, sopratutto, il punto di caduta, che avrebbe potuto essere anche molto brutto per la sua dignità di persona.
Ma ora è tutto chiaro. E' il suo amico di chat, del quale si fida ciecamente, che ha organizzato il tutto, creandole ad arte una tensione parossistica, al fine di farle scalare ulteriori, inimmaginabili, vette di piacere. E ora, al posto dell'angoscia, svanita in un secondo, subentra il desiderio folle, libero di volare altissimo e di pervaderla completamente. Il cuore batte veloce e forte, addirittura in modo visibile; le ghiandole vaginali lavorano a pieno regime. Tutte le inibizioni sono venute meno: Valentina ora vuole solo godere, godere a ripetizione fino a svenire.
Tutta rossa in viso e con voce tremante ha appena la forza di dire:
“c-come fun-funziona la cosa?.....”
Il receptionist capisce che la ragazza è inesperta ma al tempo stesso incredibilmente eccitata. E con divertimento dice:
“Beh, mi fa piacere constatare che lei non è, sul serio, una professionista; è proprio per questo che ci sono grandi aspettative. Dunque, funziona che ora la accompagnerò nel box n. 7 che è composto da due locali; nel primo potrà sistemarsi come meglio crede e usare i gel anali e vaginali che vi troverà anche se, guardando il suo stato, immagino non ne abbia bisogno...”.
Valentina infatti fa dei grandi sospiri, in preda ad una evidente eccitazione che non vuole nemmeno più camuffare, e mettendo ancora di più in mostra l'imponente seno e i turgidi capezzoli; ora è veramente impaziente...
“..e ...e poi?”
“nel secondo locale ci sono 4 fessure da cui usciranno 4 membri di professionisti che lei dovrà soddisfare....il tutto sarà ripreso da videocamere ad alta definizione che trasmetteranno in diretta ciò che accadrà ad un pubblico selezionato che sta aspettando con impazienza....tutto chiaro?”.
Il cervello di Valentina, a dire la verità, funziona a strappi: l'eccitazione fuori controllo le sta annebbiando anche la mente e non le permette di avere i sensi intellettivi pienamente recettivi; in altre parole ora il corpo di Valentina è comandato dal suo clitoride. La ragazza riesce solo a intuire che avrà a disposizione 4 cazzi e sarà osservata da altri uomini. Ha anche un flash dove si ricorda di aver visto diversi video porno sul genere … ed ora, realizza, sarà lei la protagonista.
“possiamo......possiamo an-andare” dice Valentina con una fretta che non tenta nemmeno di nascondere .
“certo, mi segua” ribatte il receptionist, sempre più soddisfatto.
Arrivati al box n. 7, Valentina entra subito e non aspetta nemmeno che l'uomo le richiuda la porta: in un attimo rimane nuda con gli umori che le colano dalle cosce in modo ben visibile.
Il receptionist, pur avendone viste tante, non riesce a trattenersi.....
“mai vista una cosa del genere....questa si che è proprio una vera troia in calore...”
Valentina ora è in trance sessuale; entrando nel secondo locale nota di sfuggita le varie telecamere poste un po' ovunque, in tutti gli angoli, in basso e in alto. E poi uno sgabello e infine 4 fori: uno su una parete e tre sulla parete opposta. Si siede sullo sgabello allargando bene le cosce, con uno sguardo nota la sua figa aperta e sbrodolante con il clitoride in evidenza: lucido e fremente. Ha le guance rosso fuoco, gli occhi, fissi sui tre fori della parete davanti a lei, le bruciano, nelle tempie e nelle orecchie sente il cuore tambureggiare; dalla bocca, lievemente aperta, esce involontariamente una bavetta. Lo stato febbrile di eccitazione, accompagnato dall'attesa trepidante della comparsa dei membri maschili, le trasforma la figa come un allarme in piena azione: il fremito del clitoride al posto del lampeggio e gli spasmi vaginali al posto del suono assordante.
Infine, dal foro del centro ecco fuoriuscire un bel cazzone duro, grosso, lungo e nero. Finalmente! Valentina con la bocca aperta oscenamente, vi si avventa, ormai senza più controllo, mettendosi in ginocchio e spostando lo sgabello da un lato; deve impegnarsi per far entrare il cazzo completamente in bocca, ma vi riesce costringendosi pure a risalire fin quasi alla base dell'asta. Poi, con gli occhi strabuzzati dallo sforzo prova a pompare. Su e giù; su e giù. Proprio in quell'istante sente sul culo un altro membro che evidentemente è uscito dal foro della parete opposta; la ragazza pur senza abbandonare il cazzone in bocca torce il collo e il busto per capire cosa sta succedendo alle sue spalle. E vede svettare prepotentemente un altro cazzone altrettanto imponente di quello che contiene, con difficoltà, fra le labbra. Con un colpo di reni piazza il proprio culo all'altezza del cazzone e poi con una maestria che solo il folle desiderio sessuale produce, senza nemmeno aiutarsi con le mani, lo fa entrare in figa, completamente, fino in fondo. E finalmente la sua bollente figa può avere il massaggio ristoratrice del cazzo. I movimenti della ragazza ora sono fuori controllo, le ginocchia sfregano il pavimento al ritmo dettato dall'orgasmo che sente, prepotente, montare. E proprio in quel momento ecco che davanti a lei, da restanti due fori, fuoriescono altri due cazzi sui quali vi si avventa con le due mani: sono caldi e duri con la cappella lucida. Valentina si muove in modo scomposto, frenetico, caotico, come in preda a delle convulsioni, ma per nulla al mondo abbandona i membri maschili. Poi sente, violento, pazzesco, il godimento crescerle dentro la pancia e coinvolgere progressivamente ogni parte del suo corpo. Ed infine viene in un orgasmo lungo, infinito che la scuote tutta e durante il quale, come a farle toccare il cielo dell'apoteosi, sente il denso e caldo calore dello sperma degli uomini: in bocca, dentro le sue viscere tramite la sua figa ed in faccia, sui seni, sulle cosce e ovunque dai membri che con le mani sta segando. Poi giace stremata sul pavimento: le ginocchia arrossate, il corpo cosparso di sperma ovunque, le mandibole doloranti per lo sforzo, un filo di seme maschile che le fuoriesce dalla figa e le bagna la parte superiore delle cosce.
Dopo un paio di minuti si rianima: in alto sulla parete del soffitto vede uno schermo che trasmette in diretta quel che succede nel locale e che prima, evidentemente presa dalla foga, non aveva visto. Si sente porca e ha ancora voglia: un orgasmo è troppo poco per placare il desiderio e la tensione accumulata. Sa di essere osservata ma ormai ciò non solo non è un limite ma è diventato un incentivo alla sua libido. E quindi si siede sul pavimento a gambe spalancate, apre con una mano le labbra della figa e con l'altra si sfrega voluttuosamente il clitoride ancora a credito di godimento; inevitabilmente viene a contatto con l'umidità dello sperma che in gran quantità è sparso sul pavimento; ciò la eccita ulteriormente e quindi va proprio alla ricerca di esso con le cosce e i piedi. Alza gli occhi e si vede nello schermo e immagina che ci siano tanti occhi maschili che la osservano eccitati dalle sue evoluzioni; il pensiero le procura una vera e propria fiammata di piacere che la fa ansimare e tremare tutta. Sente il bisogno di lasciarsi andare completamente ed allora si stende sul pavimento ancora di più alzando la parte posteriore del culo e rendendo accessibile il foro anale alle sue mani, ora diventate veri e propri strumenti di piacere. Quindi Valentina intinge due dita della mano destra sullo sperma che si ritrova sul corpo e poi con le stesse dita si penetra il culo esplorandolo in paziente ricerca delle nervature delle pareti rettali che sa bene, se debitamente stimolate, quale tremendo piacere le possono donare. Infine, con il godimento anale già innescato, con l'altra mano fa entrare due, poi tre, poi quattro dita nella bollente e fradicia figa. Con il contatto delle dita delle due mani nei punti più sensibili delle cavità vaginali e anali la ragazza comincia ad ansimare e a scuotersi tutta. La vista le si annebbia; il piacere intenso e devastante partendo dall'ano, dalla vagina e dal clitoride si propaga sul resto del corpo come un'onda di piena. Ed infine il plurimo orgasmo esplode come una bomba e il pazzesco godimento che l'accompagna cancella, per lunghi secondi, qualsiasi altra sensazione e percezione dello spazio – tempo. E dopo ripetuti sobbalzi il corpo della ragazza giace, stremato e immobile, steso sul pavimento.
Sulla via del ritorno, la ragazza siede sul proprio posto in treno. Dopo il devastante orgasmo e alcuni minuti di beato torpore Valentina si era alzata e il receptionist, facendole i complimenti suoi e dei numerosi utenti le aveva mostrato un locale dove si era potuta fare una doccia e vestire con abiti normali. Valentina ora ha una espressione felice, ma sopratutto soddisfatta. Lo nota la giovane e bella donna che siede di fronte a lei, con la sua valigetta 24 ore da manager in carriera, e che si domanda di quale tipo di soddisfazione possa trattarsi.
Poi il suono del whatsapp in arrivo e il fremito della ragazza nel vedere il mittente catturano ancora di più l'attenzione della donna in carriera. E' il suo amico di chat, Alfredo.
“sei soddisfatta?”
E la ragazza risponde subito, scrivendo ma anche, inavvertitamente, pronunciando le parole, sottovoce, ma in modo udibile: “tantissimo soddisfatta!”
E il suo amico: “con il prossimo step raggiungerai vette ancora più elevate”
E Valentina, presa dalla situazione esclama e poi scrive “ma più di così è impossibile!!” e nel farlo si riempie di un sorriso luminoso e appagato, emblema della soddisfazione sessuale vissuta e di quella, addirittura maggiore, promessa.
E la donna in carriera allora capisce e in silenzio prova l'invidia di crede di avere tutto dalla vita ma scopre che i veri assoluti piaceri a lei sono preclusi e viceversa riservati a ragazze che invariabilmente ha sempre ritenuto di rango inferiore.
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