Quella volta con il caldaista

di
genere
gay

QUELLA VOLTA CON IL CALDAISTA
Quando sono da solo mi piace indossare da femmina. Tiro su un perizoma nero di pizzo che mi strizza le palline (E già questo mi piace). Srotolo piano le autoreggenti a rete (le adoro). Infilo un abitino corto di lamè (il mio preferito) e calzo dei sandali col tacchetto. Mi guardo allo specchio (che bella che sono).
Suonano. Vado ad aprire. È il caldaista.
-”Ma che stupenda padrona di casa”.
Lo faccio entrare. Invento una scusa.
-”Stavo provando un travestimento”.
-”Ti dona molto”.
-”Trovi?”
-”Ma certo. Sei adorabile”.
Allunga una mano verso il popò e ci da una palpata. Mi scappa l'occhio sui suoi Paesi Bassi. La tuta ha un puntello.
-”Sono qui per l'intervento”.
-”Ti faccio strada”.
All'altezza del bagno mi afferra la mano tirandomi in camera. Una spinta e sono sul materasso. Scalza il peri. Esce il Molosso. Gli alzo le gambe a forbice. Mi stringe le caviglie e giù colpi.
-”Ohh. Ohhh”.
-”Ahh. Ahh”.
-”Splash”.
Una cosa veloce ma di grande bravura.
-”Vado in caldaia”.
Mi sistemo da maschietto.
-” Ho fatto. C'era il filtro intasato.”.
-”Quant'è?”
-”Un'altra e siamo a saldo”.
Torniamo in stanza. Mi prende da maschietto a 90. Se ne va.
-”Ti lascio il mio biglietto da visita. Chiama pure se hai bisogno di riparazioni”.
Lo leggo: ”Cell per Interventi Rapidi anche Notturni 39.335.84..... Massima efficienza e discrezione”.
Dopo molto esitare intorno alle 22 lo chiamo.
-”Che c'è?”
-”Non saprei”.
-”Problemi al Boiler?”
-”Sì”.
-”Arrivo”.
scritto il
2026-01-25
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