Per qualche centimetro in piu'

di
genere
gay

PER QUALCHE CENTIMETRO IM PIÙ
Johnny Biscuit fu un autorevole e avventuroso etnografo inglese della prima metà del Novecento che nel corso dei suoi vagabondaggi sui quattro continenti ebbe modo di avvicinare e di studiare da vicino un gruppo sociale primitivo insediato in una remota isola della Polinesia dove un ristretto gruppo di uomini e donne si aggiravano completamente nudi ostentando con molta naturalezza degli squisiti comportamenti gay (fra maschi) e lesbici (fra femmine), ancora poco ammissibili e di là da venire nella Vecchia Europa del tempo. Attratto in particolare dai costumi degli uomini ben presto si accorse che quello era un territorio invertito dominato da omosessuali allo stato puro dove invece era osteggiata e considerata riprovevole ogni deviazione di tipo etero. Gli abitanti si corteggiavano fra loro, giravano mano nella mano e ardivano baciarsi in pubblico senza problemi. Legami stabili non ne esistevano. Solo il capo tribù disponeva di due servetti stabili in età da maritaggio, del tutto riservati a lui scelti tra i più promettenti della loro razza che sì era accaparrati e in pratica comprati dalle rispettive madri corrispondendo loro un certo numero di noci di cocco, le quali da quelle parti funzionavano da moneta locale, per eleggerli a suoi ben definiti sposi e prediletti di suo esclusivo sollazzo.
In quello strano angolo del pianeta se una donna voleva restare incinta con l'intenzione di dare continuità alla specie doveva inoltrare una specifica domanda al Consiglio dei Maggiori, che in seduta plenaria Stbiliva in primo luogo se ne era degna e in secondo luogo con quale guerriero poteva accoppiarsi. La copula avveniva attraverso un asse di legno che fungeva da diaframma, dotata di un foro (una specie di glory hole) nel quale il maschio inseriva l'uccello proiettato verso la fica della femmina richiedente, per attuare un qualcosa che assomigliava di più a una masturbazione che a una normale scopata. Ogni suo tentativo veniva remunerato con una noce di cocco che tanto gli doveva bastare e dopo diversi di quegli inserimenti a fecondazione finalmente avvenuta veniva acclamato come “capacissimo” e retribuito con almeno dieci o anche più grosse noci di cocco che a detta di tutto il villaggio gli spettavano di diritto. Johnny Biscuit si trattenne per mesi in quei posti e gli fu facile menare strage di giovanotti tutti ben disposti nei suoi confronti ad entrare ed uscire dalla sua capanna più che onorati di ricevere nel culo il cazzo di un forestiero di una tale misura che mai tanta in quel posto sperduto non si era mai vista. “Grande Europa” imparavano a dire intanto che si sottomettevano alle sue voglie, poiché i suoi Venti Centimetri erano di gran lunga più grossi e più duri di quelli di ogni altro indigeno. Qualcuno sui Diciotto, la maggior parte sui Sedici, i più sforniti anche solo di Dodici e anche meno, tutti minimi rispetto a Lui. Se ne macinava diversi e tutti gli erano grati per come lo ricevevano in profondità più di quanto erano abituati a sentirlo dentro a spaccaculo da ogni altro nativo assai meno dotato. Sembra che una delle sue ultime esternazioni fosse la seguente.
-”Tra tanti sederini che mi vengono a tiro non vedo per quale motivo dovrei fare ritorno in patria”.
scritto il
2026-01-22
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