Fare la statua

di
genere
sadomaso

FARE LA STATUA
-”Aspettami a casa (la sua, ho le chiavi) come al solito”.
Mi sono fatto una doccia e poi via di corsa per timore di arrivare tardi.
“Come al solito” altro non significava che: nell'ingresso nudo in ginocchio e zitto mani dietro la schiena testa bassa in paziente attesa del suo meraviglioso, imponente, ineludibile arrivo. Dopo un'ora buona eccolo. Spalanca il portoncino, si leva le scarpe, va in bagno a pisciare. Mi ignora. Accende la TV. Tira fuori due birre dal frigo. Se le scola. Guarda un film fino a tardi del quale a malapena riesco ad ascoltare l'audio. Tutto come se non esistessi. Si prepara per la notte. Torna a pisciare (l'ultima della giornata). Mi scorge.
-”Sei qui vacca troia di un mammalucco. Mica me ne ero accorto”
La consegna era di posizionarmi in silenzio e aspettare gli ordini.
-”Sono stanco. Facciamo un'altra volta. Vestiti e vattene”.
-”Grazie Padrone”.
-”Comunque bravo anzi bravissimo”.
-”Grazie Padrone”.
-”Boia di un Merdoide dal culo sfitto col buco triste che sembra un loculo in dususo del cimitero qui a fianco”.
-”Padrone non merito tanti complimenti”.
-”Li meriti eccome. Sparisci”.
Neanche il tempo di rivestirmi a modo che mi sbatte l'uscio sul culo cacciato via peggio un mendicante a cui è stata rifiutata l'elemosina.
scritto il
2026-01-23
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