Frate e suora
di
IL MICROBO
genere
confessioni
FRATE E SUORA
Fra Dolcino era il Padre Confessore delle ottime monachelle del Convento di San Giusto da dieci anni ben governato dalla Madre Superiora Suor Matilde. Le monache una alla volta furono assolte dai loro peccatucci, vuoi di gola, vuoi di invidia. Venuto il turno di Suor Matilde che per il gran caldo sventagliava il suo gonnellone a Fra Dolcino arrivarono delle zaffate di odori di fica in subbuglio.
-”Venga Madre che ne parliamo in privato”.
Una volta a tu per tu da soli nello studio della Superiora con l'ordine per le consorelle di non disturbare Fra Dolcino cercò di portare il discorso sul tema della Lussuria.
-”Padre, anch'io sono donna ma non sono mai caduta in Errore”.
-”Sorella in queste cose non mi sbaglio. Sento puzza di bruciato”.
-”Di voglie forse ne patisco ma cerco ti trattenermi”.
-”Come si fa a trattenere un focolaio che da un momento all'altro rischia di divampare in tutto l'edificio?”
-”Si chiamano i Pompieri”.
-”Appunto. Perché vi pongano subito rimedio”.
-”Sì Padre. Sono uomini forti a sanno come affrontare il pericolo”.
-”Appunto”.
-”E allora?”
-”Allora Sorella io porto con me un Idrante che all'occorrenza può spegnere lil Suo incendio”
A buona intenditrice poche parole. La Madre sollevo la tonaca e mise in mostra una topa che subito attivò il frate e insieme si diedero da fare.
-”Sorella fino alla mia prossima venuta si tenga in guardia e cerchi di moderare i Suoi ardori tenendoli in serbo solo per me”.
-”Sarà fatto Padre”.
Or ci si chiede se male abbia compiuto
Frate Dolcino a porgere il suo aiuto
ad una Madre in così grossa pena
di fare un picciol giro in altalena.
L'Una stava moltissimo in fermento
l'Altro credea di portarle conforto
trombarono di fretta sul momento
in un coito che per giunta fu corto.
Non c'è pecca se manchi l'intenzione
in difetto di renovata giunzione.
Fra Dolcino era il Padre Confessore delle ottime monachelle del Convento di San Giusto da dieci anni ben governato dalla Madre Superiora Suor Matilde. Le monache una alla volta furono assolte dai loro peccatucci, vuoi di gola, vuoi di invidia. Venuto il turno di Suor Matilde che per il gran caldo sventagliava il suo gonnellone a Fra Dolcino arrivarono delle zaffate di odori di fica in subbuglio.
-”Venga Madre che ne parliamo in privato”.
Una volta a tu per tu da soli nello studio della Superiora con l'ordine per le consorelle di non disturbare Fra Dolcino cercò di portare il discorso sul tema della Lussuria.
-”Padre, anch'io sono donna ma non sono mai caduta in Errore”.
-”Sorella in queste cose non mi sbaglio. Sento puzza di bruciato”.
-”Di voglie forse ne patisco ma cerco ti trattenermi”.
-”Come si fa a trattenere un focolaio che da un momento all'altro rischia di divampare in tutto l'edificio?”
-”Si chiamano i Pompieri”.
-”Appunto. Perché vi pongano subito rimedio”.
-”Sì Padre. Sono uomini forti a sanno come affrontare il pericolo”.
-”Appunto”.
-”E allora?”
-”Allora Sorella io porto con me un Idrante che all'occorrenza può spegnere lil Suo incendio”
A buona intenditrice poche parole. La Madre sollevo la tonaca e mise in mostra una topa che subito attivò il frate e insieme si diedero da fare.
-”Sorella fino alla mia prossima venuta si tenga in guardia e cerchi di moderare i Suoi ardori tenendoli in serbo solo per me”.
-”Sarà fatto Padre”.
Or ci si chiede se male abbia compiuto
Frate Dolcino a porgere il suo aiuto
ad una Madre in così grossa pena
di fare un picciol giro in altalena.
L'Una stava moltissimo in fermento
l'Altro credea di portarle conforto
trombarono di fretta sul momento
in un coito che per giunta fu corto.
Non c'è pecca se manchi l'intenzione
in difetto di renovata giunzione.
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