Il barista
di
IL MICROBO
genere
gay
IL BARISTA
Andavo in quel bar e il barista, un tipo spumeggiante e pieno di vitalità che all'inizio mi faceva pagare la solita consumazione mattuttina (cappuccino e brioches) un po' alla volta era diventato largo di manica ben sapendo che ero in miseria da far paura.
-”Lascia stare. La metto sul conto che salderai più avanti”.
Di mio però so bene che quando qualcuno ti fa un favore la contropartita prima o poi sbuca fuori anche moltiplicata ad usura.
Un “Lascia stare” dopo l'altro ho cominciato a insospettirmi.
-”Di cosa ti occupi?”
Mi ha chiesto un bel giorno.
-”Studio informatica”.
-”Ho il PC nel pallone. Forse potresti dargli una regolata”.
-”Portamelo che ben volentieri te lo sistemo”.
-”Ma no dai. Vieni tu questa sera a casa mia”.
Ci siamo messi d'accordo per dopo chiusura. Il suo appartamento era pieno di quadri di uomini nudi. Apro il PC che era infestato dai virus.
-”Ma dove navighi scusa? Qui ci sono problemi grossi”.
-”Non so dirti. Studiaci su”.
Guardo i download. Esamino l'archivio delle immagini. Controllo quali video abbia scaricato. Tutta roba che puzza forte. Foto di adolescenti nudi. Porno di giovanissimi a gogo.
-”Hai gusti davvero particolari”.
-”Aiutami ti prego. Ti faccio le colazioni gratis per tutto il mese”.
Cancello, elimino, resetto una montagna di file. Glielo ripulisco.
-”Lo sapevo che eri bravo”.
-”Ma ti piacciono davvero tutte queste porcherie?”
-”Mi piaci soprattutto tu. Non vedevo l'ora di averti qui con me”.
-”Ma per fare cosa cazzo di quella bestia di Belzebù?”
-”Mi attizzi”.
-”Cosa vorresti da me?”
-”Se te lo dico non ti arrabbi?”
-”E perché dovrei”.
-”Mi piace il tuo sederino”.
-”Ah è così?”:
-”A te piace farti fare certe cose?”
-”Non lo so”.
-”Vuoi che proviamo?”
-”Forse sì”.
Me lo ha tirato fuori dagli slip. Il Mostro di Loch Ness.
-”Ti gusta?”.
-”Beh sì”.
-”È da tanto che ti desidero”.
-”Urca urca”.
-”Prendilo in bocca dai forza insalivalo”.
-”E dopo?”
-”Dopo te lo faccio assaggiare dietro”.
-”Quante colazioni gratis?”
-”Tutte quelle che mi devi e un altro mese a mio carico”.
Ho fatto due calcoli e ho deciso di accettare. Mi ha usato come voleva. Ancora qualcosa che gli lascio fare e non so quanti spuntini di mezzogiorno e aperitivi della sera con tartine potrò ricevere a ufo, guadagnati con impegno e a sforzo di culo che a dirla tutta era quello che cercavo e mi mancava.
Andavo in quel bar e il barista, un tipo spumeggiante e pieno di vitalità che all'inizio mi faceva pagare la solita consumazione mattuttina (cappuccino e brioches) un po' alla volta era diventato largo di manica ben sapendo che ero in miseria da far paura.
-”Lascia stare. La metto sul conto che salderai più avanti”.
Di mio però so bene che quando qualcuno ti fa un favore la contropartita prima o poi sbuca fuori anche moltiplicata ad usura.
Un “Lascia stare” dopo l'altro ho cominciato a insospettirmi.
-”Di cosa ti occupi?”
Mi ha chiesto un bel giorno.
-”Studio informatica”.
-”Ho il PC nel pallone. Forse potresti dargli una regolata”.
-”Portamelo che ben volentieri te lo sistemo”.
-”Ma no dai. Vieni tu questa sera a casa mia”.
Ci siamo messi d'accordo per dopo chiusura. Il suo appartamento era pieno di quadri di uomini nudi. Apro il PC che era infestato dai virus.
-”Ma dove navighi scusa? Qui ci sono problemi grossi”.
-”Non so dirti. Studiaci su”.
Guardo i download. Esamino l'archivio delle immagini. Controllo quali video abbia scaricato. Tutta roba che puzza forte. Foto di adolescenti nudi. Porno di giovanissimi a gogo.
-”Hai gusti davvero particolari”.
-”Aiutami ti prego. Ti faccio le colazioni gratis per tutto il mese”.
Cancello, elimino, resetto una montagna di file. Glielo ripulisco.
-”Lo sapevo che eri bravo”.
-”Ma ti piacciono davvero tutte queste porcherie?”
-”Mi piaci soprattutto tu. Non vedevo l'ora di averti qui con me”.
-”Ma per fare cosa cazzo di quella bestia di Belzebù?”
-”Mi attizzi”.
-”Cosa vorresti da me?”
-”Se te lo dico non ti arrabbi?”
-”E perché dovrei”.
-”Mi piace il tuo sederino”.
-”Ah è così?”:
-”A te piace farti fare certe cose?”
-”Non lo so”.
-”Vuoi che proviamo?”
-”Forse sì”.
Me lo ha tirato fuori dagli slip. Il Mostro di Loch Ness.
-”Ti gusta?”.
-”Beh sì”.
-”È da tanto che ti desidero”.
-”Urca urca”.
-”Prendilo in bocca dai forza insalivalo”.
-”E dopo?”
-”Dopo te lo faccio assaggiare dietro”.
-”Quante colazioni gratis?”
-”Tutte quelle che mi devi e un altro mese a mio carico”.
Ho fatto due calcoli e ho deciso di accettare. Mi ha usato come voleva. Ancora qualcosa che gli lascio fare e non so quanti spuntini di mezzogiorno e aperitivi della sera con tartine potrò ricevere a ufo, guadagnati con impegno e a sforzo di culo che a dirla tutta era quello che cercavo e mi mancava.
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